Sardegna: Un’autonomia impotente

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iRS prende atto delle dichiarazioni del governatore Ugo Cappellacci nelle quali si ammette che nonostante la giunta regionale abbia sollecitato il governo italiano, attraverso i canali istituzionali predisposti, ad applicare l’ART. 51 dello Statuto di Autonomia, nessuna risposta è stata data. La regione è quindi impotente. Lo stato di crisi in Sardegna può essere dichiarato solo dallo Stato italiano e questo dimostra per l’ennesima volta i limiti normativi dell’Autonomia.

Tutti gli indicatori indicano che la Sardegna è in stato di crisi, ma le attuali istituzioni sarde sono prive di qualsiasi potere impositivo capace di far fronte a questo stato di cose.

iRS da tempo sostiene che la Sardegna deve esercitare piena sovranità in materia economica e fiscale. Gestire i propri tributi significa gestire le proprie risorse in base alle esigenze reali dell’Isola, senza dover aspettare “governi amici” che mettano fine a una “Vertenza Entrate” mai risolta.

La consigliera regionale Claudia Zuncheddu ha richiesto una convocazione straordinaria del Consiglio regionale il quale dovrebbe votare all’unanimità la richiesta di applicazione dell’ART. 51. In questo modo la classe politica sarda farebbe un gesto di maturità e nello stesso tempo dovrebbe prendere atto di un eventuale rifiuto nell’applicare l’articolo nonostante un’esplicita richiesta della massima Assemblea Sarda.

La sovranità fattuale della Sardegna rimane il vero nodo da sciogliere se si vuole dare un cambio di rotta al futuro dell’Isola. Decidere noi del nostro futuro è fondamentale per costruire una Sardegna indipendente e capace di governare basandosi sul trinomio sovranità-sviluppo-benessere.

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