iRS occupa la centrale eolica di Florinas

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 La protesta proseguirà ad oltranza fino a quando il consiglio Regionale non discuterà la mozione 31 sulla materia di sfruttamento delle energie rinnovabili.

iRS indipendèntzia Repùbrica de Sardigna comunica che stamattina un centinaio di attivisti del movimento hanno occupato la centrale eolica dell’E.On di Florinas.

Il gruppo di attivisti, partito di prima mattina dal capoluogo, ha raggiunto la centrale nel territorio del paese a pochi chilometri da Sassari  e  si è asserragliato sulla torre numero 6 annunciando, per bocca del presidente Gavino Sale, che la protesta proseguirà fino a quando il Consiglio Regionale non discuterà la “mozione n. 31” in materia di sfruttamento di energie rinnovabili presentata il 3 dicembre 2009 da 8 consiglieri e mai discussa dall’aula di via Roma.

L’azione che ha portato allo spegnimento del rotore della torre ha voluto richiamare l’attenzione sul documento che chiedeva al Presidente della Regione e alla Giunta regionale di pronunciarsi per chiarire se il popolo sardo abbia o debba avere il diritto di esercitare la propria sovranità sui suoi beni pubblici e, nel caso specifico, sul vento e sull’irradiamento solare; a decidere se la ricchezza prodotta da queste risorse debba andare a beneficio della collettività sarda o a beneficio di altri; ad attivarsi per l’istituzione dell’Agenzia sarda per l’energia, ente pubblico che si occupi di raccogliere, distribuire e reinvestire le risorse derivanti dalle attività di produzione di energia; a far sì che la Regione ridiscuta e aggiorni il Piano energetico regionale; affinché si adoperino a sospendere per sei mesi tutte le concessioni sui nuovi parchi eolici i cui benefici non vadano in maggior parte a favore delle comunità locali o violino le normative paesaggistiche in vigore od anche solo pregiudichino l’ambiente ed il paesaggio naturali; a ridiscutere i contratti stipulati tra società private e enti pubblici a oggi ritenuti iniqui e totalmente svantaggiosi per le comunità locali.

iRS a questo proposito chiede un incontro urgente  con l’assessore regionale all’industria Angioni e terrà costantemente informata la stampa sull’evolversi della situazione.

Scarica il PDF 23 15.05.10 iRS occupa la centrale eolica di Florinas

RASSEGNA STAMPA

La Nuova Sardegna, domenica 16 maggio 2010 -Pagina 23 – Sassari  
Occupato il parco eolico di Florinas
Blitz degli indipendentisti dell’iRS asserragliati sulla torre numero sei

Ce ne andremo solo quando il consiglio regionale fisserà l’esame della nostra mozione sulle energie rinnovabili
GIANNI BAZZONI

SASSARI. Nove del mattino, non c’è il sole di primavera. Solo il vento freddo che sembra spingere più verso l’autunno. La confusione delle stagioni non ferma la spedizione dell’Irs. Uomini e donne di Indipendentzia Repubrica de Sardigna invadono il parco eolico dell’E.On a Florinas e occupano la torre numero sei. Girano le pale e sventolano le bandiere, l’obiettivo indipendentista è chiaro: «Rompere l’accerchiamento che stiamo subendo, non c’è reazione. E allora eccoci qua – dice il leader dell’Irs Gavino Sale – non ce ne andremo finchè non ci ascolteranno».
Sono un centinaio camminano sotto la pioggia, il blitz è in perfetto stile Irs: organizato, efficace, senza tensioni. Incursione a sorpresa, con finalità collettiva: arrivare alla soluzione del problema, ancora più oggi che la questione dell’eolico scivola verso una china poco rassicurante. La scelta del promontorio di Florinas è prettamente territoriale, tra l’altro la più vicina ai confini provinciali.
Si apre la porticina bianca della torre sei, i militanti si infilano uno dopo l’altro. Agili e rapidi, salgono sulla scaletta stretta e vanno verso l’alto, dove gira la pala. «Ora la spegniamo questa grande girandola, se serve le fermiamo tutte».
Passano le ore, si susseguono i contatti telefonici. «Ce ne andiamo solo quando dalla Regione comunicano la data della discussione della mozione 31 presentata per nostro conto da nove consiglieri – afferma Gavino Sale – e quando l’assessore all’Industria Sandro Angioni ci fissa un incontro».
Giornata fredda, ma il tema è scottante. La mozione è del 3 dicembre 2009 (Cocco Daniele, Salis, Mariani, Uras, Ben Amara, Mulas, Sechi, Zedda e Zuncheddu) e rivendica la necessità di «adottare idonei strumenti legislativi e giuridici per un utilizzo delle energie rinnovabili della Sardegna che non arrechi danni irreparabili ai territori e al popolo sardo».
La denuncia dell’Irs mette insieme passato e presente, guarda al futuro dei sardi. «Negli ultimi tempi è emersa in Sardegna l’esistenza di alcune società con capitali che possiamo definire di dubbia provenienza e che hanno come unico obiettivo quello di speculare sulle risorse comuni della nostra terra. Il vento e il sole sono legittimi beni collettivi che appartengono al popolo sardo e i contratti di gestione finora stipulati, che riguardano le energie rinnovabili, per noi sono iniqui e vanno a totale beneficio di interessi lontani dall’Isola».
Il parco eolico di Florinas diventa luogo di confronto e di dibattito: i costi dell’energia in Sardegna sono i più elevati d’Europa (88,92 euro megawatt/ora contro 45 euro) «in quanto viene prodotta e gestita da grandi aziende non integrate nel sistema produttivo sardo, in base a logiche di profitto privato del tutto avulse da qualsiasi organica strategia economica».
Da Florinas parte la rivendicazione del diritto del popolo sardo «a esercitare la propria sovranità sui beni pubblici», a fare in modo che la Regione ridiscuta e aggiorni il Piano energetico regionale.
«Chiediamo che tutte le concessioni sui nuovi parchi eolici vengano sospese per sei mesi – conclude Gavino Sale – specie quelli i cui benefici non vanno in maggior parte alle comunità locali. Devono essere ridiscussi i contratti stipulati tra società private e Enti pubblici perchè iniqui e svantaggiosi per le comunità locali». In attesa di risposte, l’occupazione continua: la battaglia contro il far west del vento è appena cominciata.

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