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	<title>iRS &#187; chimica verde</title>
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		<title>Chimica Verde al palo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2015 16:30:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni giorno che passa appare sempre più improbabile la presenza della filiera della &#8220;Chimica Verde&#8221; nell&#8217;area industriale di Porto Torres. La coltivazione del cardo non decolla, Eni disattende gli investimenti promessi e le bonifiche sono praticamente ferme al palo. Màtrica &#8211; polo chimico nato da una joint venture tra Versalis (Eni) e Novamont &#8211; no&#8230;n<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2015/05/chimica-verde-al-palo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ogni giorno che passa appare sempre più improbabile la presenza della filiera della &#8220;Chimica Verde&#8221; nell&#8217;area industriale di Porto Torres. La coltivazione del cardo non decolla, Eni disattende gli investimenti promessi e le bonifiche sono praticamente ferme al palo. Màtrica &#8211; polo chimico nato da una joint venture tra Versalis (Eni) e Novamont &#8211; no&#8230;n più tardi del 2 marzo 2015 dichiarava, per smentire la voci di un possibile spostamento della centrale di acquisto dalla Sardegna a Milano, che il suo futuro fosse congiunto inevitabilmente a Porto Torres.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012, l&#8217;allora Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, annunciò che Màtrica avrebbe generato decine di posti di lavoro per anni: &#8220;con questa bioraffineria integrata si dimostra che l´Italia può costruire un nuovo modello di sviluppo&#8221;. E&#8217; quanto affermò Passera mentre visionava lo stato di avanzamento dei lavori del cantiere Màtrica. &#8220;Qui si sta realizzando &#8211; proseguì il Ministro &#8211; uno degli esperimenti, anzi di più, una delle ristrutturazioni più complete e innovative di qualcosa che non era più sostenibile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Passera parlò di &#8220;nuovo modello di sviluppo&#8221;, ma di questo modello oggi non si vedono né tracce né tanto meno benefici, ed il fatto che gli agricoltori della Nurra non abbiano in gran parte affittato i propri terreni per la coltivazione del cardo dovrebbe far riflettere le classi dirigenti che da anni si fanno promotrici di questo progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli imprenditori agricoli della Nurra la coltura intensiva del cardo per la produzione energetica non è sostenibile in un territorio la cui vocazione principale deve essere l&#8217;agricoltura. Pertanto la deduzione logica è che la linea produttiva della &#8220;Chimica Verde&#8221; è totalmente slegata da quelle che sono le esigenze di sviluppo dell&#8217;ambiente in cui essa vorrebbe operare. Se Eni non rispetta gli accordi firmati e non vuole più investire lo spettro della fuga è dietro l&#8217;angolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per far ripartire Porto Torres risulta necessario un piano di investimenti ma su altri assets economici: turismo sostenibile, ricerca, agricoltura di qualità e una zona da destinare allo sviluppo di start up in settori tecnologicamente avanzati attraverso incentivi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS ha sempre sostenuto che il progetto Màtrica non rappresentasse un volano di sviluppo per il Nord Sardegna. Nessuna crescita economica sarà possibile se non verranno portate a termine le bonifiche che sono la premessa necessaria per qualsiasi ragionamento di tipo economico e per generare posti di lavoro.</p>
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		<title>Della Chimica Verde negativo è il principio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 12:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sardegna oggi è una terra che importa l’84% di agroalimentare, questo vuol dire che produciamo appena il 16%. Il miraggio dell’industria chimica ha fatto sì che gli agricoltori abbandonassero le proprie terre e il proprio mestiere alla ricerca di un futuro migliore e di uno stipendio sicuro. Oggi rimane il deserto, il fallimento dell’industria,<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/10/della-chimica-verde-negativo-e-il-principio/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Sardegna oggi è una terra che importa l’84% di agroalimentare, questo vuol dire che produciamo appena il 16%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il miraggio dell’industria chimica ha fatto sì che gli agricoltori abbandonassero le proprie terre e il proprio mestiere alla ricerca di un futuro migliore e di uno stipendio sicuro. Oggi rimane il deserto, il fallimento dell’industria, gli operai in cassa integrazione, i morti di tumore e un territorio devastato dall&#8217;inquinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo hanno seguito politiche agricole che per decenni hanno premiato la non-produzione, con l&#8217;erogazione di incentivi per la semina di un determinato prodotto che, una volta incassati gli incentivi, non veniva raccolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le terre, un tempo coltivate e produttive, ora sono incolte e abbandonate e fanno gola agli speculatori di turno. In alcune sorgono pale eoliche gestite da multinazionali o associazioni mafiose, ai cui proprietari terrieri viene concesso appena l’1% dei profitti, in altre pannelli fotovoltaici con lo stesso sistema, in altre cardi e paulonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Da diversi anni e con l&#8217;avvallo della classe politica, l&#8217;Eni propina e attua progetti calati dall’alto, come quello della cosiddetta “Chimica Verde”, che non vengono mai discussi seriamente con i cittadini, progetti che sembrano essere ideati per lo sviluppo del territorio, ma appaiono più come un ricatto da parte dell’Eni per non bonificare quei territori che ha devastato per anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La formula è sempre la stessa: “Questo è il progetto, se lavori qui hai lo stipendio”.  Che poi quel progetto vada a favore o a danno del territorio e della collettività non è importante. Ovviamente le società proponenti non potranno mai dire che quello che propongono non sia utile al territorio. Nella versione ufficiale conviene solo al territorio, nella versione reale, spesso, conviene solo all&#8217;azienda proponente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro errore è quello di calcolare sempre e solo i posti di lavoro che vengono dati e mai quelli che vengono tolti, così che fare una comparazione risulta difficile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello industriale proposto dall&#8217;Eni è sempre stato in linea con un&#8217;idea di sviluppo che sfrutta le risorse locali fino all&#8217;esaurimento, nascondendosi spesso dietro belle parole come &#8220;green&#8221;, &#8220;bio&#8221;, &#8220;eco&#8221;. E mentre il mondo intero riscopre il valore dell&#8217;agricoltura locale, della filiera corta, della chiusura locale dei cicli di produzione, consumo e autosostentamento, in Sardegna si propongono ancora centrali di produzione di materie prime da esportare, sfruttando di aree dall&#8217;alto valore produttivo per la monocoltura, notoriamente pericolosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo davvero che il futuro per il nord Sardegna sia quello di piantare cardo?</p>
<p style="text-align: justify;">La Regione Sardegna dovrebbe cambiare metodo e filosofia. La teoria dei posti di lavoro, pochi, maledetti e subito non funziona. Pensiamo che si dovrebbe commissionare  un progetto partecipato per il rilancio del territorio e dell’economia partendo dai bisogni della collettività. Il fatto che importiamo l’84% di agroalimentare dovrebbe farci riflettere. Probabilmente sarebbe più utile coltivare le terre per soddisfare il nostro fabbisogno alimentare e non cardo da bruciare negli impianti di Matrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di trattare bene gli investitori dobbiamo iniziare a trattare bene la nostra terra, tutelare la nostra salute e creare posti di lavoro con progetti che siano davvero utili al territorio e non solo a chi ha un palese interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora ci chiediamo come  mai i dirigenti di Matrica non abbiano mai accettato un incontro paritetico con i cittadini. Cosa avevano da nascondere?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Chimica Verde: le decisioni si prendono altrove, ancora.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 16:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Dobbiamo decidere se Porto Torres potrà diventare parte integrante dello sviluppo economico del paese nel settore della chimica verde che rappresenta il futuro della nostra economia. Un primo importante confronto su questo terreno lo avremo il 16 e il 17 luglio quando a Milano incontrerò i ministri dell&#8217;Ambiente degli altri paesi europei». Questo è ciò che<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/06/chimica-verde-le-decisioni-si-prendono-altrove-ancora/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Dobbiamo decidere se Porto Torres potrà diventare parte integrante dello sviluppo economico del paese nel settore della chimica verde che rappresenta il futuro della nostra economia. Un primo importante confronto su questo terreno lo avremo il 16 e il 17 luglio quando a Milano incontrerò i ministri dell&#8217;Ambiente degli altri paesi europei</em>».</p>
<p>Questo è ciò che ha dichiarato il Ministro italiano all’ambiente, Gian Luca Galletti, lundedì 16 giugno a Porto Torres durante l’inaugurazione del primo impianto di Chimica Verde.</p>
<div>
<p>La prassi di imporre scelte calate dall&#8217;alto e prese in altri luoghi fuorché quelli della democrazia partecipata non cambia, si continua ad ignorare il parere dei cittadini, dei comitati spontanei e delle forze politiche che vivono e operano nel territorio interessato ai progetti. Il futuro di Porto Torres e dell&#8217;intero territorio della Nurra verrà deciso da pochi in un incontro che si svolgerà a Milano.<span id="more-12976"></span></p>
<p>La prossima mossa è ormai scontata e sarà quella di presentare altri progetti preconfezionati senza possibilità di discussione accompagnati dalla formula del “prendere o lasciare”.</p>
<p>iRS pensa che per sviluppare qualsiasi progetto che riguarda il nostro territorio, che è il nostro luogo di vita, sarebbe più utile e costruttivo oltre che corretto coinvolgere la popolazione, i lavoratori e il numero più ampio possibile di persone nell’elaborazione di un progetto comune che crei benessere e che sia utile a tutti, in cui la filosofia di base non sia il principio egoistico dell’arricchimento di pochi, ma sia quella di creare benessere per tutti.</p>
<p>La monocoltura del cardo nella piana della Nurra associata allo sviluppo della Chimica Verde, rappresenta davvero l&#8217;unica modalità di sviluppo possibile per questa area? Perchè non si portano prima a compimento le bonifiche per poi decidere su quale tipo di economia puntare per la creazione di nuovi posti di lavoro? Siamo certi che l&#8217;eldorado della Chimica Verde sia un processo produttivo compatibile con il territorion e governabile dalle istituzioni locali?</p>
<p>Sono questi gli interrogativi che iRS ha sempre posto. E che continuerà a porre. La nostra idea è che risorse del territorio, democrazia partecipata e sviluppo sostenibile sia un trinomio imprescindibile nel momento in cui si implementeranno politiche di crescita economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
</div>
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		<title>Chimica Verde o progetti partecipati?</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2014 14:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino ad ora abbiamo avuto l’impressione che il progetto denominato “Chimica Verde” non sia nato come modello di sviluppo per il territorio ma, appare più, come un ricatto dell’ENI per non bonificare i territori che, negli anni, ha devastato. Il socio principale di Matrica è l’Eni che fino ad oggi ha creato distruzione e miseria.<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/05/chimica-verde-o-progetti-partecipati/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fino ad ora abbiamo avuto l’impressione che il progetto denominato “Chimica Verde” non sia nato come modello di sviluppo per il territorio ma, appare più, come un ricatto dell’ENI per non bonificare i territori che, negli anni, ha devastato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il socio principale di Matrica è l’Eni che fino ad oggi ha creato distruzione e miseria. iRS ha sempre proposto, alle società proponenti,  che il progetto di Chimica Verde venisse discusso con un confronto paritetico assieme ai cittadini. Non siamo pro o contro a prescindere, ma è mancato il confronto. Non si può essere d’accordo su una scelta calata dall&#8217;alto e presentata con dati dubbi, poco chiari e poco convincenti, da multinazionali che, perlomeno in questo territorio, hanno ampiamente perso credibilità e affidabilità.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Perché le società non hanno accettato il confronto? Cosa hanno da nascondere o da temere?<span id="more-12914"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le attiviste e gli attivisti di iRS sono fermamente convinti che tutti i progetti che riguardano il nostro territorio debbano essere frutto di una discussione partecipata che nasca da un confronto creativo aperto e trasparente che coinvolga tutti, e dove tutti sono protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo porre fine allo scontro per partito preso ed iniziare a creare luoghi di incontro dove discutere insieme, soprattutto insieme alle persone che non la pensano come noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Arroccarsi nelle proprie posizioni, il più delle volte preconcette, porta ad odiarsi senza conoscersi, senza conoscere il pensiero dell’altro che spesso è frutto di un’interpretazione forviata e forviante che porta a perdere di vista gli obiettivi, che il più delle volte risultano essere comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo gioco dello scontro non è utile ai cittadini o meglio all&#8217;interesse collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fomentare lo scontro serve solo ai predoni di turno, avidi portatori di interessi privati alla ricerca di scudi che nascondano le loro nefandezze. Nella maggior parte dei casi, gli scudi sono (loro malgrado) gli operai in cassa integrazione, i padri di famiglia senza più speranze e tutte quelle persone che per tutta la vita hanno lavorato duramente. A queste persone nessuno chiede mai niente, nessuno le coinvolge mai realmente nella progettazione del proprio lavoro e di quello che potrebbe essere il futuro dei loro figli.</p>
<p style="text-align: justify;">I nemici sono tutti quelli che, presumibilmente, non la pensano come i privati promotori di progetti preconfezionati, che vengono da loro additati come “contrari allo sviluppo”,“passatisti”, “retrogradi” etc… gli viene cucito addosso un pensiero carico di luoghi comuni e si fomenta lo scontro raccontando ai probabili lavoratori frasi come “quelle persone non vogliono che tu lavori, vogliono boicottarci” etc…</p>
<p style="text-align: justify;">Si alimenta lo scontro e si evita l’incontro. Perché incontrandosi ci si conosce, ci si confronta fuori dal controllo di chi il confronto non lo vuole e gli interessi del privato vengono meno perché prevale l’interesse collettivo.</p>
<div id="attachment_12915" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2014/05/iRS-sospende-il-cons.-comunale-sulla-chimica-verde.jpg" rel="lightbox[12914]"><img class="size-medium wp-image-12915" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2014/05/iRS-sospende-il-cons.-comunale-sulla-chimica-verde-300x199.jpg" alt="iRS sospende il cons. comunale sulla chimica verde" width="300" height="199" data-id="12915" /></a><p class="wp-caption-text">iRS sospende il consiglio comunale di Sassari per discuttere una mozione sulla Chimica Verde</p></div>
<p style="text-align: justify;">I predoni in giacca e cravatta preferiscono un’altra prassi che è quella di presentare progetti già confezionati dove la formula è “questo è il progetto, se lavori qui hai lo stipendio”.  Se poi quel progetto va a favore o a danno del territorio e della collettività non è importante. Ovviamente le società proponenti non potranno mai dire che quello che propongono non è utile al territorio. Nella versione ufficiale conviene solo al territorio, nella versione reale (nella maggior parte dei casi) conviene solo a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS pensa che per sviluppare qualsiasi progetto che riguarda il nostro territorio, che è il nostro luogo di vita,  sarebbe più utile e costruttivo oltre che corretto coinvolgere la popolazione, i lavoratori e il numero più ampio possibile di persone nell&#8217;elaborazione di un progetto comune che crei benessere e che sia utile a  tutti e non a pochi. Dove la filosofia di base non sia il principio egoistico dell’arricchimento di pochi, ignorando totalmente i propri vicini, ma sia quella di produrre per la collettività e di creare ricchezza e benessere dalla bellezza. E di bellezza in questo territorio ne abbiamo tanta. Il problema è che spesso è offuscata dagli interessi di pochi speculatori privati conniventi con qualche politicante che facendo leva sulla miseria da loro stessi creata, ci fanno perdere di vista gli obbiettivi comuni e l’interesse collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo ci batteremo con forza, assieme a tutta la coalizione di centro sinistra in corsa per le elezioni del Comune di Sassari, che pone come punto principale del suo programma la creazione di un’amministrazione partecipata dove i cittadini siano gli attori principali.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendentzia Repubica de Sardigna</em></p>
</div>
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		<title>iRS in merito alle dichiarazioni programmatiche del Presidente Pigliaru</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 13:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo analizzato con molta attenzione le parole pronunciate dal Presidente Pigliaru rispetto alle dichiarazioni programmatiche. Apprezziamo il passaggio nel quale dichiara di voler essere il presidente di chi ha votato per questa maggioranza di governo, anche di coloro che hanno fatto altre scelte politiche che non sono rappresentate in questo parlamento. Oggi vogliamo rimarcare soprattutto un concetto che<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/04/irs-in-merito-alle-dichiarazioni-programmatiche-del-presidente-pigliaru/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo analizzato con molta attenzione le parole pronunciate dal Presidente Pigliaru rispetto alle dichiarazioni programmatiche. Apprezziamo il passaggio nel quale dichiara di voler essere il presidente di chi ha votato per questa maggioranza di governo, anche di coloro che hanno fatto altre scelte politiche che non sono rappresentate in questo parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi vogliamo rimarcare soprattutto un concetto che ci è molto caro: il Presidente Pigliaru è prima di tutto il Presidente della Nazione Sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente l’indipendentismo è entrato nella massima istituzione della Sardegna e si pone come nuovo interlocutore politico con il quale la maggioranza ed il Consiglio si devono confrontare.<span id="more-12902"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo avere ben chiaro che la sovranità si pone come una prospettiva politica intesa a risolvere da subito le questioni strutturali che immobilizzano la nostra terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo di fondamentale importanza, e lo ribadiamo con forza, che questo governo e questo parlamento si occupino nell’immediato di questioni urgenti che investono e spesso travolgono la quotidianità dei sardi: ci riferiamo all’emergenza E­quitalia e al complesso sistema di riscossione dei tributi che in questi anni ha messo in ginocchio un numero crescente di cittadini e imprese, soprattutto aziende agricole, che vengono stritolati in una morsa letale che procede, come ben sappiamo, attraverso sfratti, sequestri e aste giudiziarie nelle quali il lavoro ed i sacrifici di una vita sono venduti al miglior offerente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle dichiarazioni programmatiche è stato espresso il concetto di sovranità, ma occorre che intorno a questo termine sia diano delle connotazioni più chiare, proprio per fugare qualunque dubbio in merito alla prospettiva finale che si vuole inseguire, che deve essere quella di una Sardegna pienamente autogovernata e indipendente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esercizio della sovranità non può limitarsi al rendere la Sardegna un esempio virtuoso in termini di qualità istituzionale per “<i>fare della Regione e delle istituzioni</i> sarde un modello di riferimento per tutti”. Le sovranità nelle quali la Sardegna deve diventare virtuosa sono quelle che si intrecciano fatalmente con lo sviluppo dell’economia e della nazione sarda: sovranità fiscale, agroalimentare, energetica, dei trasporti, culturale e linguistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto ad alcune di esse, le dichiarazioni programmatiche suscitano la nostra soddisfazione per la direzione che si vuole intraprendere, per esempio rispetto ai trasporti, sebbene tale direzione debba perseguire un obiettivo più decisivo riguardo ai collegamenti aerei e marittimi; notiamo anche che si fa cenno all’Agenzia Regionale delle Entrate “<i>come strumento della Regione per la</i> gestione dei rapporti tributari tra la Sardegna e lo Stato e come presidio tecnico ed informativo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi proponiamo da tempo l’Agenzia Sarda delle Entrate, nel cui nome si svela la sostanza, vale a dire l’ente di riscossione dei tributi versati da coloro che risiedono e operano in Sardegna, i cui proventi ricadano come ricchezza da investire in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto deve essere ancora fatto (e detto) in merito alla questione della mancata sovranità alimentare di una terra dove si importa ben l’84% di ciò che si consuma. Eppure si potrebbe dare ampio sviluppo alle filiere corte, diversificare le produzioni agricole e incentivare le produzioni di qualità, smantellare il sistema dei premi alla non-produzione, tanto per ricordarci l’irrisolta questione della peste suina. Questo è un modo per salvaguardare l’uso agricolo dei suoli e dare una valida risposta rispetto alle speculazioni e ai disastri che da anni vengono portati dalle multinazionali dell’energia.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito è fortemente necessario specificare quale significato si vuole attribuire alla formula di  “green economy”, sperando che non si traduca con l’attuazione di pericolosi progetti come quello della chimica verde che ricoprirà con la monocoltura del cardo, ben 30mila ettari di territorio. Intanto non si parla più delle bonifiche e non solo riguardo a quelle dei siti industriali, ma anche dove sono ancora presenti le servitù militari, come per esempio nell’area di Quirra di cui tutti siamo a conoscenza circa la devastazione dei luoghi e danni alle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella delle bonifiche può essere una prima risposta occupazionale, ma è necessario formare personale qualificato; ecco dunque che la formazione professionale diventa strategica in funzione della creazione di nuove competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto alle politiche scolastiche ed ai finanziamenti finalizzati al miglioramento degli edifici scolastici non possiamo che essere in sintonia, ma allo stesso tempo riteniamo necessari ulteriori sforzi riguardo ad una cambio di passo in termini di politica scolastica volta al varo di una serie di provvedimenti e progetti, che possano finalmente realizzare interventi a tappeto al fine del raggiungimento del perfetto bilinguismo sardo-italiano nei vari livelli della vita dei cittadini, ed in questo senso la scuola non può non essere la protagonista come luogo dell’educazione linguistica e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo infine rilevato i passaggi nei quali si fa riferimento all’istituzione di “<i>un</i><i> tavolo di consultazione delle Parti economiche e sociali, e dei cittadini utenti dei servizi, come luogo di confronto</i>”. Ebbene, noi auspichiamo un<i> </i>nuovo corso dell’agire di governo e della politica, nel quale le decisioni<i> </i>relative a tematiche cruciali quali energia e ambiente, con le implicazioni che<i> </i>scaturiscono ancora oggi da errate scelte del passato rispetto a questo<i> </i>binomio, passino attraverso un ampio coinvolgimento della società civile, di<i> </i>modo che tali decisioni nascano da una sintesi composta dalla proposta politica<i> </i>e dalla partecipazione dei cittadini, che sentendosi parte attiva e<i> </i>fondamentale del processo, trovino il modo di offrire soluzioni a quel vuoto<i> </i>della politica che vede manifestarsi la reazione degli stessi cittadini<i> </i>attraverso la formazione di comitati di protesta e, nel caso più eclatante, la<i> </i>scelta del non voto, simbolo oggi più che mai della sfiducia nelle istituzioni<i> </i>e nella politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, al di là delle dichiarazioni programmatiche di questo inizio di legislatura, un fatto deve essere chiaro: iRS si batterà con forza affinché questo governo possa aprirsi ad un vero percorso collaborativo per perseguire insieme la strada ormai imprescindibile della piena Sovranità e indipendenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</i></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>iRS e i movimenti, un documento unitario al Comune di Sassari: Bonifiche Subito</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 12:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta questa mattina (Mercoledì 5 Giugno 2013) la commissione ambiente del comune di Sassari dove iRS, WWF &#8211; Sassari, Gruppo 5 Stelle Sassari, CSOA Pangea – Porto Torres, Kuiles – Comitato Pastori Sardi hanno presentato un documento unitario per quanto riguarda l&#8217;aspetto delle bonifiche nella zona industriale di Porto Torres. &#8220;Le bonifiche dell’area industriale sono attualmente lontane<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/06/irs-e-i-movimenti-un-documento-unitario-al-comune-di-sassari-bonifiche-subito/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm-1.jpg" rel="lightbox[12247]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12248" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm-1-300x201.jpg" alt="comm 1" width="300" height="201" /></a>Si è svolta questa mattina (Mercoledì 5 Giugno 2013) la commissione ambiente del comune di Sassari dove iRS, <i>WWF &#8211; Sassari, </i><i>Gruppo 5 Stelle Sassari, </i><i>CSOA Pangea – Porto Torres, </i><i>Kuiles – Comitato Pastori Sardi </i>hanno presentato un documento unitario per quanto riguarda l&#8217;aspetto delle bonifiche nella zona industriale di Porto Torres.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le bonifiche dell’area industriale sono attualmente lontane dallo stadio di progettazione e tanto meno di realizzazione pur esistendo protocolli e convenzioni attive tra le parti.  Nel territorio si assiste ad un peggioramento delle condizioni ambientali anche in questo momento in cui le attività industriali sono quasi nulle.</p>
<p style="text-align: justify;">Il registro tumori provinciale di Sassari nell&#8217;esaminare l’incidenza dei decessi per tumore nell&#8217;area di Porto Torres nel periodo 1992-2001 non può non evidenziare gli eccessi rispetto alla media provinciale.<br />
Se si includono i soli Comuni di Porto Torres, Stintino, Castelsardo, Sennori e Sorso si rileva un evidente incremento di sarcomi dei tessuti molli (+ 77% per gli uomini e + 89% per le donne) dove per tessuti molli si intendono tessuti extrascheletrici quali tessuto fibroso, adiposo, vascolare, nervoso, sinoviale e muscolare. Questo dato, per le implicazioni che comporta (sono per lo più tumori legati ad esposizione a sostanze organo-clorurate quali diossine, furani e diossino-simili), meriterebbe un’analisi approfondita.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo studio <b><i>Sentieri</i></b><i> dell’<b>Istituto Superiore di Sanità </b></i><b>nov. 2011</b> Supp. Epidemiologia e Prevenzione;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel SIN Porto Torres (SS) <b> </b>costituito da due comuni (Sassari e Porto Torres) con una popolazione complessiva di 141,793 abitanti al Censimento 2001 esaminando, il <b><i>rapporto standardizzato di mortalità</i> <i>corretto per deprivazione</i></b> in entrambi i sessi per tutte le cause correlabili alle condizioni ambientali (tutti i tumori; malattie del sistema circolatorio, malattie dell’apparato respiratorio, malattie dell’apparato digerente, malattie dell’apparato genito urinario) si rileva un valore di <b><i>109 e 115</i> </b>rispettivamente nel <b><i>sesso maschile e femminile</i></b>. Ciò corrisponde (nel periodo 1995- 2002) per il <b><i>sesso maschile</i> </b>a <b><i>4708</i></b><i> </i>casi <b><i>osservati</i> </b>rispetto<b> </b>a <b><i>4319 attesi</i></b> con<b> <i>389</i></b><i> <b>morti in più</b></i> per tutte le cause di morte (tra cui <b><i>86 per tumori</i></b>), quindi <b><i>48 in più per tutte le cause/anno e 11 tumori/anno</i></b>;<b> </b>per <b><i>sesso femminile</i></b> si riscontrano<b> 4357</b> casi <b><i>osservati</i> </b>rispetto<b> </b>a <b>3788<i> attesi</i></b> con<b> 568</b> per tutte le cause (<b>127 tumori), </b>quindi <b>71 morti in più tutte le cause/anno e 16 tumori/anno</b>. I dati che interessano il sesso femminile destano particolare preoccupazione; le condizioni di inquinamento non riguardano solo le condizione riscontrabili nel perimetro della fabbrica e quindi fattori di esposizione alle criticità del ciclo produttivo che interesserebbe il sesso maschile.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle 518 pagine della perizia del Tribunale dei cinque esperti nominati nell&#8217;inchiesta penale per disastro ambientale a carico di Syndial e Polimeri (oggi Versalis), appare chiaro che attorno all&#8217;impianto riconducibile al gruppo Eni, compresa l’acqua che scorre nel sottosuolo, è intaccata da concentrazioni di benzene che arriva ad essere in 139 mila volte superiore alla norma nelle acque di falda (Syndial, agosto 2010 e conferenza dei servizi 2011). Sulla base di questa analisi, è evidente che «le acque sotterranee provenienti da monte idraulico e quelle meteoriche, filtrando nei terreni inquinati, continuano a svolgere indisturbate la loro opera di estrazione, trasportando a mare la parte di inquinanti progressivamente lisciviata», cioè rimasta nel suolo. Fenomeno, in riferimento ai terreni sul mare, che «prosegue tutt&#8217;ora». E non potrebbe essere diversamente, perché la fonte dell’inquinamento è lì, immutata, visto che nessuno ha bonificato il suolo che è come una spugna: ha incamerato agenti inquinanti negli anni e pian piano li rilascia al mare, attraverso le falde. Gli stessi funzionari ministeriali nelle varie conferenze di servizio  e ora i periti del tribunale riportano che la “messa in sicurezza di emergenza”, annunciata dal gestore nel 1998, divenuta operativa solo nel 2003 con la barriera, «non essendo finalizzata alla bonifica dei suoli inquinanti, non è riuscita nello scopo. Le acque nel tempo hanno continuato e continuano a trasportare gli inquinanti a mare. L’inefficacia e l’inefficienza delle misure adottate è ancora più eclatante considerando il tempo trascorso dalla loro realizzazione come messa in sicurezza di emergenza, che proprio per la loro natura sarebbero dovute risultare &#8211; al contrario &#8211; efficaci ed efficienti, e a breve termine».</p>
<p style="text-align: justify;">«<b>L’unico dato certo &#8211; sintetizzano i periti &#8211; è l’assenza di azioni che abbiano nel concreto impedito la prosecuzione della contaminazione</b>». «È ancor più grave &#8211; scrivono i periti &#8211; se si pensa che gli interventi di messa in sicurezza per rimuovere fonti di contaminazione» secondo la legge, sono tali proprio perché devono essere attuati tempestivamente. Nulla invece, è stato fatto per il suolo. «Non risulta posta in essere alcuna misura».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm2.jpg" rel="lightbox[12247]"><img class="alignright size-medium wp-image-12249" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm2-300x171.jpg" alt="comm2" width="300" height="171" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’inquinamento ambientale, unitamente a fattori genetici predisponenti, svolge un ruolo importante nel determinare effetti avversi sulla salute umana, sia a breve sia a lungo termine. È stato ampiamente dimostrato che diversi composti chimici oltre che come cancerogeni possono agire come gli interferenti endocrini in grado di modificare le caratteristiche epigenetiche  di un individuo; l&#8217;epigenoma che determina cambiamenti nell&#8217;espressione genica è suscettibile all’azione di diversi fattori, in particolare le aberrazioni dei normali processi epigenetici possono essere indotte da fattori ambientali, tra i quali l’inquinamento da benzene , diossine- furani, metalli pesanti etc.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Le bonifiche sono una priorità improcrastinabile che deve avere un corso urgente e svincolato dalle dinamiche relative alla chimica verde</b>. Urge <b>riqualificare gli operai</b> in cassa integrazione per dargli competenze adatte alle bonifiche. L&#8217;Eni deve mettere in campo le già previste risorse per l’avvio a partire dai corsi di formazione e deve dare avvio immediato ripristino dei territori inquinati.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ed è proprio sulle bonifiche che si restituisce al territorio il vero impatto sull’occupazione</b> con la creazione di competenze che saranno utilizzabili in tutta l’isola. Con il ripristino di territori che saranno nuovamente sfruttabili anche economicamente.</p>
<p style="text-align: justify;">È giunto il momento di ribadire con chiarezza la nostra totale indisponibilità a continuare a lavorare e vivere su montagne di rifiuti. La situazione è chiara o si risanano l’ambiente e i luoghi di lavoro creando le condizioni per vivere in modo sano e sicuro riconvertendo globalmente le attività fornendo ai lavoratori la possibilità di un nuovo impiego pulito, dignitoso e produttivo per il benessere di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo più permettere che le logiche di saccheggio e sfruttamento attuate dall&#8217;industria chimica statale italiana continuino a pesare sui sardi a discapito di diritti fondamentali quali quello alla salute e ad un lavoro sicuro e dignitoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito industriale di Porto Torres deve essere risanato come è avvenuto a Bagnoli. Servono opere strutturali che vanno a carico delle società inquinanti, e che possono cominciare solo in presenza di una volontà determinata da parte delle popolazioni, delle istituzioni locali, dei sindacati e delle associazioni di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la messa in sicurezza di Marghera è stata investita una somma pari a 1.880 milioni di euro, soldi sufficienti a coprire l’intero monte stipendi di Porto Torres per quaranta anni, oltre che necessari per rilanciare l’economia del territorio. Questo rilancio può passare solamente dalla bonifica di tutta l’area e attraverso una pianificazione che tenga in considerazione la situazioni legata ai posti di lavoro attualmente in bilico, ma che possa anche dare a nuove imprese la possibilità di nascere sfruttando ad esempio le risorse del turismo, dell’agricoltura e delle energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiede a questa Amministrazione per ciò che è nella sua facoltà:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Perché non siano stati adottati nuovi sistemi di controllo sulle emissioni di inquinanti con centraline e punti di prelievo fissi a mare e in terra e con raccolte dati almeno settimanali di tutti gli inquinanti di cui si ha certezza dell’emissione;</li>
<li>Se sia in grado di assicurare l’adeguatezza dei sistemi di controllo degli inquinanti e della sicurezza negli  ambienti di lavoro nei siti industriali in premessa, ovvero quali misure intenda intraprendere per migliorarne l&#8217;efficacia e garantire l&#8217;opportuna e tempestiva informazione alle popolazioni;</li>
<li>Perché gli organi preposti  alla raccolta e alla diffusione delle informazioni sulla qualità ambientale del S.I.N. Porto Torres/Sassari non abbiano presentato studi e diffuso tanto costantemente quanto adeguatamente i dati raccolti, in modo organico e leggibile dalle popolazioni;</li>
<li>Perché non sono resi pubblici periodicamente i dati del Registro dei tumori e perché non si avviino  Registri di altre patologie correlabili a fattori ambientali (malattie degenerative, dismetaboliche, cardiovascolari etc, particolarmente quelle che interessano la fascia pediatrica);</li>
<li>Perché ad oggi non siano stati fatti studi organici sulla popolazione di Porto Torres e Sassari circa il livello di bio-accumulazione nei tessuti degli inquinanti, quali clorurati, metalli pesanti, fenili, etc., e studi sulle variazioni epigenetiche indotte dagli stessi inquinanti;</li>
<li>Perché non vi sia un monitoraggio pubblico dello stato di avanzamento delle bonifiche con indicazione precisa del cronoprogramma degli interventi previsti e una chiara indicazione delle competenze dei soggetti che partecipano alle gare per l’esecuzione dei lavori di bonifica</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Si chiede a questa Amministrazione, per quanto le compete:</p>
<p style="text-align: justify;">di attivarsi perché possa essere costituito un organismo (osservatorio, <b>Comitato Civico di Garanti) che segua e controlli attentamente tutta la fase delle opere di bonifica, e che al suo interno abbia una reale rappresentanza dei cittadini e attui una completa trasparenza, al fine di evitare che il controllore sia il controllato.</b></p>
<p style="text-align: justify;">Di invitare la R.A.S. a investire i fondi a sua disposizione per gli interventi su questo territorio per la formazione delle maestranze locali da utilizzare nelle opere di bonifica e per costituire un pool di ricercatori che in propria autonomia, senza avere nessun rapporto con ENI e le società da essa partecipate, possano individuare le migliori tecniche di bonifica per il territorio del SIN&#8221;.</p>
<p><i>WWF</i></p>
<p><i></i><i>Gruppo 5 Stelle Sassari</i></p>
<p><i>CSOA Pangea – Porto Torres</i></p>
<p><i>Kuiles – Comitato Pastori Sardi</i></p>
<p><i>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</i></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Corriere Turritano intervista Simone Maulu: &#8220;iRS ha fatto un salto verso l&#8217;indipendentismo di governo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
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		<description><![CDATA[di Emanuele Fancellu «In questo momento pare proprio che la Sardegna sia un’isola che galleggia sul mare, in balia delle onde, e i sardi aspettano che qualcuno la salvi. Chiunque può venire e farne ciò che vuole, impunemente. I dati diffusi ultimamente fanno riflettere: tre suicidi in una settimana, a dimostrazione del fallimento di questo<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/06/il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12225" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Simone-Maulu-02.jpg" rel="lightbox[12224]"><img class="size-medium wp-image-12225" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Simone-Maulu-02-300x300.jpg" alt="Simone Maulu 02" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Simone Maulu</p></div>
<p><em>di Emanuele Fancellu</em></p>
<p>«<em>In questo momento pare proprio che la Sardegna sia un’isola che galleggia sul mare, in balia delle onde, e i sardi aspettano che qualcuno la salvi. Chiunque può venire e farne ciò che vuole, impunemente. I dati diffusi ultimamente fanno riflettere: tre suicidi in una settimana, a dimostrazione del fallimento di questo sistema politico e sociale</em>». È molto duro nel suo preambolo Simone Maulu, giovane leader di iRS, protagonista a Porto Torres alcune settimane fa, assieme a tanti attivisti, di un durissimo intervento contro l’Eni nella commissione consiliare in cui i vertici del Cane a sei zampe e di Matrica hanno presentato lo stato di avanzamento dei lavori inerenti chimica verde e bonifiche.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Simone Maulu, qual è il ruolo di iRS nel territorio e quali le sue prospettive?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«iRS ha fatto un salto verso l’indipendentismo di governo. Il primo sindaco di iRS, a Perfugas, sta dando dimostrazioni di sovranità applicata. Abbiamo due consiglieri provinciali e una trentina amministratori nei comuni. Il sindaco di Perfugas ha tolto il mandato a Equitalia, son stati recuperati 530mila euro che l’Agenzia delle Entrate italiana doveva restituire al comune, le auto blu son state sostituite dalle macchine elettriche che sono a disposizione di tutti. Un piccolo comune che sta dando degli esempi importanti e sta dimostrando che il cambiamento è già in atto».</p>
<p><b>In che modello di vita credete?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«iRS mette al centro del suo agire una calda umanità, che oggi manca sia nella politica che nella società. Crediamo in un modello di vita che si opponga a quello oggi imperante, ipertrofico e veloce. Basta guardare non solo all’Italia ma in  altre parti del mondo: a Friburgo, per esempio, dove ci sono modelli ecosostenibili all’avanguardia. Lo sviluppo non può andare contro la felicità umana».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>In questo periodo va tanto di moda il concetto di decrescita felice. Personalmente lo ritengo assurdo: nessuno può essere felice di una decrescita. Sarebbe molto meglio utilizzare un altro termine che contempli il soddisfacimento dei bisogni primari evitando il superfluo. Cosa ne pensa?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Delocalizzare non conviene più, conviene produrre in loco. Che senso ha importare l’acqua se in Sardegna abbiamo acqua buonissima? Oppure, mangiare frutta fuori stagione? Abbiamo sempre vissuto seguendo i ritmi stagionali. Tutto ciò è funzionale al mercato, non all’uomo. C’è una produzione intensiva che serve a soddisfare i bisogni del mercato, mentre noi pensiamo che sia sensato produrre ciò che ci serve, che è utile alla vita. La Sardegna importa l’84% delle risorse alimentari,  i paesi in passato – ed anche oggi, in parte &#8211; erano comunità con delle specificità e il territorio prima era suddiviso in base queste specificità, pensiamo alle regioni storiche (Baronia, Monti Ferru, Logudoro etc). Poi lo Stato Italiano ha snaturato quel sistema suddividendo la Sardegna in province che non tengono conto delle specificità ma sono mere partizioni amministrative funzionali all’Italia. Dobbiamo ragionare in termini di sovranità alimentare, a Perfugas stanno calcolando quante tonnellate di alimenti si consumano e cercheranno di soddisfare in loco l’intero fabbisogno».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Si avvicinano le Regionali. Farete alleanze coi gruppi indipendentisti?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Non si può parlare di alleanze senza politica. Noi proponiamo un progetto di governo, basato su tre concetti di sovranità, che vogliamo sviluppare insieme ai cittadini. Non deve essere un progetto calato dall’alto».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Quali sono le prospettive di iRS?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Partiamo da un dato: le università di Cagliari e di Edimburgo hanno fatto un sondaggio sul grado di accordo dei sardi sull’indipendenza. Il 40% è d’accordo, l’85% sulla sovranità fiscale. Dobbiamo parlare a quel 40%, l’autonomia ormai è morta. All’indipendenza si può arrivare costruendo i mezzi con un progetto di governo risolutivo che riempia il presente, basato su tre principi-guida fondamentali: sovranità fiscale, sovranità alimentare, sovranità energetica ».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Partiamo dalla sovranità fiscale.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Lo Stato Italiano ha un debito di dieci miliardi di euro con la Sardegna. Il debito dei sardi verso Equitalia è di quattro miliardi e ha distrutto l’economia sarda. Sovranità fiscale significa pagare le tasse in Sardegna. Lo stato italiano dovrebbe restituirci i 7/10 delle nostre tasse come recita la legge ma da oltre 10 anni non ce li restituisce e la classe politica non prende provvedimenti seri, perché segue le esigenze di partito e non quelle dei cittadini. Pensiamo al modello Irlandese: Iva al 12%, tassazione complessiva al 22%. Non esiste il lavoro nero. Oggi in Sardegna<strong> il 22,7%</strong> delle 570 mila famiglie complessive è a rischio di <strong>povertà relativa. </strong>Nel 2012 a Sassari hanno chiuso 229 attività commerciali e 87 dall’inizio del 2013. Questo è quello che ha prodotto questo sistema».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>La sovranità alimentare, ne abbiamo fatto cenno prima. </b></p>
<p style="text-align: justify;">«Produrre in loco tutto il possibile. Pensi cosa succederebbe se tutte le mense universitarie, scolastiche e ospedaliere acquistassero prodotti sardi. Decollerebbe l’economia. Ma oggi non è così. Si è finanziata la non produzione, basti pensare alla peste suina. Viene finanziata la malattia e non la produzione di suini. Oggi i risarcimenti per i capi infetti superano il valore di mercato dell’animale sano. In Spagna l’hanno eliminata incentivando gli allevamenti sani e multando quelli infetti. La cosa più logica».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Infine, la sovranità energetica.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Partiamo da un principio generale. Le ricchezze generate dal sole dal vento e dall’acqua che sono beni collettivi devono andare alla collettività o ai privati? Finora la classe politica ha fatto in modo di privilegiare i privati. Oggi non c’è un piano energetico, è un far west in balia degli speculatori. Sovranità energetica significa fare un piano energetico basato sui bisogni dei sardi, della collettività, non dei privati».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>A proposito di questione energetica, cosa pensa iRS della vicenda E-On?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Pensa che nel 2013 parlare di carbone sia fuori dalla storia. Siamo favorevoli alle energie alternative, ma non alla speculazione su di esse. In Sardegna esistono 130 comitati nati per bloccare i predoni che vogliono arricchirsi con la speculazione energetica autorizzati dalla classe politica spesso connivente. Cossoine è un esempio: è possibile bloccare queste bande di sciacalli, non siamo costretti ad abboccare alle scelte calate dall’alto. Non si discute mai, e invece noi vogliamo che in Sardegna si crei un dibattito sulle scelte che riguardano la vita delle persone».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Corretto. Ma sul Gruppo 5 cosa dite?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Servirà per bruciare carbone e produrre ceneri da smaltire nelle discariche di non si sa chi, sempre in nome del lavoro»<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Un altro tema assai in voga in questo periodo è la zona franca. </b></p>
<p style="text-align: justify;">«Noi non siamo contro la zona franca, ma già dal 2007 parliamo di sovranità fiscale, concetto molto più avanti. La Sardegna non produce più, se ragioniamo da penisola e non da isola si crea un cortocircuito rispetto alla geografia. Siamo un’isola al centro del Mediterraneo con un gap negativo di gestione certificato dall’università e dal Crenos. Occorre perciò una fiscalità differenziata che tenga conto dell’insularità. Oggi in Sardegna produrre costa il 20% in più rispetto all’Italia, l’energia costa il 40% in più. Per riequilibrare il tutto, occorre proporre una fiscalità differenziata che tenga conto di questo. Tutti i prodotti destinati al mercato interno non devono pagare Iva. In questo modo tutti inizierebbero a produrre perché chiunque acquisterebbe prodotti sardi. Dobbiamo riprendere a produrre prima di tutto per noi, e in Sardegna delle realtà serie ci sono. Non serve produrre solo per esportare. Quando parliamo di mercato interno stiamo parlando di diverse centinaia di milioni di euro».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>L’Asinara sarebbe un ottimo luogo in cui realizzare in pratica questo tipo di idea.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«La Sardegna potrebbe essere un laboratorio dove si produce ricchezza dalla bellezza. Potremo dare l’esempio al mondo. Oggi invece i nostri governanti cercano di produrre ricchezza dalla mondezza. È un paradosso tutto sardo. Perché il business è nei rifiuti e a questa classe politica interessa il business. L’Asinara è l’esempio che la natura produce cose belle. Si può creare, l’abbiamo detto anni addietro, l’università di biologia marina, il festival della musica mediterranea, si possono rimettere in moto i tre paesi già esistenti… tutti gli operai, anziché lavorare sostanze tossiche potrebbero lavorare in un paradiso. Bisogna scegliere, parco o bruciatori».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Sulla chimica verde, il parere è noto…</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Si. Bisognerebbe separare le bonifiche dalla chimica verde. Invece, purtroppo, il progetto chimica verde non nasce come modello di sviluppo, ma come ricatto dell’ENI per non fare le bonifiche. Matrica ha come socio principale Eni che fino ad oggi ha creato distruzione e miseria. Noi abbiamo proposto alle società coinvolte un confronto paritetico davanti ai cittadini, perché non hanno accettato? Per rispetto, avrebbero dovuto coinvolgere i cittadini nel dibattito e nelle decisioni. La conoscenza oggi è diffusa, non è solo la loro, la popolazione è più avanti della classe politica, che spesso è in libera vendita. Non siamo pro o contro a prescindere, ma è mancato il confronto. Non si può essere d’accordo su una scelta calata dall’alto e presentata con dati dubbi, poco chiari e poco convincenti. Perché non accettano il confronto tra cinque loro esperti e cinque indicati dalla società civile? Cosa hanno da nascondere?»<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Separare bonifiche e chimica verde sarebbe dovuto essere un obbligo, invece non è stato così…</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Si. E la classe politica sembra stia mediando gli interessi dell’Eni. Loro non vogliono bonificare, lo dimostra lo stesso iter del processo, ma la nostra classe politica cosa fa? Devono investire tutti i soldi necessari per le bonifiche e accettare una commissione esterna di controllo. Oggi bisogna superare l’ideologia dell’impotenza  e della paura, che è l’antidoto al cambiamento. Ma c’è molto entusiasmo e tanta voglia cambiare e di partecipare al progetto di iRS, un movimento dinamico, democratico con alla base partecipazione e confronto tra tutti i settori della società. Dobbiamo dedicarci alla conoscenza. Qualunque scelta facciamo non può andare contro la felicità».</p>
<p><em>da &#8220;il Corriere Turritano&#8221; Num 7 del 24 Maggio 2013</em></p>
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		<title>iRS e i comitati sospendono il consiglio comunale di Sassari</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 10:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, Martedì 28 Maggio  il Consiglio Comunale di Sassari ha discusso la mozione riguardante i progetti della “Chimica Verde” (mozione già in programma per la data del 21 ma posticipata per sopraggiunta partita della Dinamo Basket). iRS, Il comitato No Chimica Verde, Nurra Dentro, il WWF e il Movimento 5 Stelle hanno presentato una richiesta<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/05/irs-e-i-comitati-sospendono-il-consiglio-comunale-di-sassari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ieri, Martedì 28 Maggio  il Consiglio Comunale di Sassari ha discusso la mozione riguardante i progetti della “Chimica Verde” (mozione già in programma per la data del 21 ma posticipata per sopraggiunta partita della Dinamo Basket).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">iRS, Il comitato No Chimica Verde, Nurra Dentro, il WWF e il Movimento 5 Stelle hanno presentato una richiesta di audizione al Consiglio comunale di Sassari con l’obiettivo di portare una serie di proposte. All&#8217;inizio della seduta il consigliere Isidoro Aiello ha rimarcato pubblicamente che in aula erano presenti diversi esponenti di comitati e movimenti e che vi era una richiesta protocollata per un audizione di 5 minuti.<br />
Dopo una lunga conferenza dei capigruppo, il presidente del consiglio Luciano Chessa ha comunicato che la richiesta è stata respinta e che eventualmente si sarebbe convocata una commissione a parte, in data da definirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo Simone Maulu ha chiesto pubblicamente al presidente di prendere un impegno preciso con i comitati e movimenti comunicando almeno la data della convocazione della commissione e la garanzia di poter parlare in commissione. Il presidente Chessa ha risposto che non poteva dare nessuna garanzia e ha invitato i vigili urbani ad allontanare gli attivisti dall&#8217;aula. In seguito alla conseguente sospensione della seduta è stato successivamente comunicato che verrà convocata per mercoledì 5 Giugno 2013 alle ore 11 una commissione che avrà lo scopo di dare voce ai rappresentanti dei i comitati e dei movimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Rilanciamo ancora la proposta che iRS e i comitati hanno più volte esposto pubblicamente : la costituzione di un tavolo paritetico dove possano confrontarsi da una parte gli incaricati di Eni, Enipower, Novamont, Matrìca e Syndial e dall’altra i tecnici espressi dalla società civile, dalle associazioni e dai comitati.Pensiamo che le istituzioni debbano lavorare al più presto nella costituzione di questo tavolo di confronto paritetico, aperto al pubblico, a cui tutti i cittadini hanno il diritto di accedere e rinnoviamo l’invito affinché i rappresentanti istituzionali si impegnino alla restituzione del ruolo alle comunità nelle scelte che riguardano il futuro del territorio, nel segno della trasparenza e condivisione, come atto di rispetto nei confronti dei cittadini e in particolare dei lavoratori interessati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’appuntamento è Mercoledì 5 Giugno alle ore 11 a Palazzo Ducale. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare.</strong></p>
<p><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Chimica Verde &#8211; iRS interviene al Consiglio Comunale di Porto Torres</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 23:35:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La fase preliminare all’implementazione del progetto chiamato “Chimica Verde” che interessa l’area del petrolchimico di Porto Torres ha riguardato una serie di convegni e presentazioni pubbliche. Durante questi incontri, spesso aperti alla cittadinanza, le società Eni, Enipower, Novamont, Matrìca insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali, hanno esposto il piano dei lavori. In molte di queste<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/03/chimica-verde-irs-interviene-al-consiglio-comunale-di-porto-torres/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12033" style="width: 414px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/03/Sit-in.jpg" rel="lightbox[12032]"><img class=" wp-image-12033" title="Sit-in" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/03/Sit-in-300x179.jpg" alt="" width="404" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Attivisti di iRS e comitato No Chimica Verde</p></div>
<p style="text-align: justify;">La fase preliminare all’implementazione del progetto chiamato “Chimica Verde” che interessa l’area del petrolchimico di Porto Torres ha riguardato una serie di convegni e presentazioni pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante questi incontri, spesso aperti alla cittadinanza, le società Eni, Enipower, Novamont, Matrìca insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali, hanno esposto il piano dei lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">In molte di queste occasioni pubbliche si è anche riscontrato quanto sia stata numerosa la presenza di persone interessate a comprendere più da vicino gli effetti e le ricadute che il progetto porterà al territorio in cui vivono.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Tuttavia, a fronte di una così forte partecipazione popolare, dobbiamo tristemente rimarcare come non sia stato possibile </span><strong>coinvolgere direttamente i cittadini nella decisione</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> verso un progetto di così ampia rilevanza e che riguarda l&#8217;intero territorio.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Così come non è stato inoltre possibile dare spazio ai pareri di studiosi e professionisti “neutrali” (cioè non direttamente coinvolti nel progetto “Chimica Verde”) che si occupano di valutazioni e sostenibilità di grandi progetti.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche durante il consiglio comunale di Porto Torres che si è svolto questa sera (Martedì 26 Marzo 2013)   con la commissione reindustrializzazione, dove erano presenti i rappresentanti di Eni, Enipower, Novamont e Matrìca non vi è stato nessun tipo di confronto. Era possibile porre delle domande, scritte in un foglietto di carta, ai rappresentanti  delle varie società ma senza che chi ha posto la domanda avesse poi diritto di replicare dopo che gli veniva data la risposta, spesso poco chiara.</p>
<p style="text-align: justify;">Per altro <strong>rimangono presenti molti dubbi anche per quanto riguarda il piano di bonifica delle aree inquinate; </strong>ciò che viene presentato come &#8220;Chimica Verde&#8221; rivela una serie di aspetti ambigui, sia per ciò che concerne il  progetto d’installazione della Centrale a Biomasse e sia per la realizzazione delle stesse opere di bonifica. Operazione quest&#8217;ultima per altro indispensabile e non più procrastinabile. Per esempio, a oggi non è per nulla chiaro come si intenda  intervenire nell’area di “Minciaredda” dove già dieci anni fa gli attivisti di iRS portarono alla luce una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://youtu.be/5w81GbTh1Pk"><span style="color: #000080;">discarica</span></a></span> di sostanze altamente tossiche.</p>
<div id="attachment_12034" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/03/Simone-Maulu-Porto-Torres.jpg" rel="lightbox[12032]"><img class="size-medium wp-image-12034 " title="Simone Maulu - Porto Torres" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/03/Simone-Maulu-Porto-Torres-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Simone Maulu | Foto Paola Rizzu</p></div>
<p style="text-align: justify;">iRS era presente al consiglio comunale con un sit – in nella piazza del comune assieme al <strong>comitato <a href="https://www.facebook.com/no.chimicaverde?ref=ts&amp;fref=ts"><span style="color: #000080;">No Chimica Verde/No inceneritore</span></a></strong><span style="color: #000080;">.</span> <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Durante il consiglio comunale le delegazioni degli attivisti di iRS e del comitato hanno presenziato in aula per tutta la seduta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Ha preso la parola il responsabile di iRS </span><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://youtu.be/b8MGN8hgKzA">Simone Maulu</a></span></strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, che ha espresso la voce di iRS e dei comitati, e ha rilanciato con forza  la<span style="color: #003366;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"> <a href="http://www.irsonline.net/2012/09/chimica-verde-proposta-del-consigliere-sale/"><span style="color: #000080;">proposta già espressa in sede di consiglio provinciale</span></a></span></span> </span>diversi mesi fa dal </span><strong>consigliere iRS Gavino Sale</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, in cui si </span><strong>propone la costituzione di un tavolo paritetico dove possano confrontarsi pubblicamente, da una parte gli incaricati di Eni, Enipower, Novamont, Matrìca e Syndial e dall’altra i tecnici espressi dalla società civile, dalle associazioni e dai comitati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">“Pensiamo che le istituzioni debbano lavorare al più presto nella </span><strong>costituzione di questo tavolo di confronto paritetico, aperto al pubblico,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> a cui tutti i cittadini hanno il diritto di accedere – ha continuato Simone Maulu &#8211;  e rinnoviamo l’invito affinché i rappresentanti istituzionali si impegnino alla restituzione del ruolo alle comunità nelle scelte che riguardano il futuro del territorio, nel segno della trasparenza e condivisione, come atto di </span><strong>rispetto nei confronti dei cittadini</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> e in particolare dei lavoratori interessati”.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></span></p>
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		<title>Chimica Verde: proposta del consigliere SALE</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 16:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/09/SALE.jpg" rel="lightbox[11558]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11559" title="SALE" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/09/SALE-300x225.jpg" alt="Gavino Sale" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Martedì 25 settembre 2012 si è svolto presso il Palazzo di Città di Sassari, il Consiglio comunale congiuntamente con il Consiglio provinciale di Sassari.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; Argomento all&#8217;ordine del giorno riguardava lo stato di avanzamento del progetto &#8220;Chimica verde e Centrale a biomasse nell&#8217;area industriale del Petrolchimico di Porto Torres&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Mercoledì 26 settembre nella sala Canu a Porto Torres è stato illustrato ai cittadini lo studio di impatto ambientale e il progetto della centrale a biomasse di Enipower.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad entrambi gli incontri erano presenti i vertici di Eni, Enipower, Novamont, Matrìca e Syndial.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di quanto emerso durante questi incontri pubblici <strong>rimangono presenti forti dubbi in merito alla sostenibilità del progetto presentato e al piano di bonifica delle aree inquinate</strong>, anche tra coloro che si erano espressi a favore del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché i cittadini e alcuni tecnici presenti agli incontri, non hanno avuto la possibilità di porre direttamente le questioni ai rappresentanti delle società menzionate con eventuale diritto di replica, <strong>non riteniamo sufficientemente credibili le argomentazioni presentate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto rilanciamo la proposta già espressa in sede di consiglio dal consigliere Gavino Sale:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> iRS propone ufficialmente la costituzione di un tavolo paritetico dove potranno confrontarsi pubblicamente gli incaricati di Eni, Enipower, Novamont, Matrìca e Syndial e i tecnici espressi dalla società civile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo  che sia legittimo un confronto di questo tipo, a cui le società coinvolte non si devono sottrarre  per un fatto di equità e di trasparenza  nei confronti dei cittadini e in particolare dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> iRS indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jkiKY06Fz7U&amp;feature=youtu.be" target="_blank">Video dell&#8217;intervento del consigliere SALE durante il consiglio provinciale</a></span></strong></p>
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