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	<title>iRS &#187; indipendentismo</title>
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		<title>iRS, ProgReS e Torra inaugurano un processo di dialogo</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2021 17:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’indipendentismo repubblicano ritrova unità e collaborazione iRS, ProgReS e Torra inaugurano un processo di dialogo superando divisioni e distanze L’ANTEFATTO Poco meno di un mese fa, in occasione de sa Die de sa Sardigna, il movimento iRS, il partito ProgReS e il coordinamento Torra! hanno annunciato la nascita di un blog comune &#8211; helis.blog &#8211;<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2021/05/irs-progres-e-torra-inaugurano-un-processo-di-dialogo-superando-divisioni-e-distanze/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>L’indipendentismo repubblicano ritrova unità e collaborazione</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">iRS, ProgReS e Torra inaugurano un processo di dialogo superando divisioni e distanze</span></i></p>
<p><strong>L’ANTEFATTO</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poco meno di un mese fa, in occasione de sa Die de sa Sardigna, il movimento iRS, il partito ProgReS e il coordinamento Torra! hanno annunciato la nascita di un blog comune &#8211; </span><b>helis.blog</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; come primo luogo di elaborazione condivisa.</span></p>
<p><strong>LA CONFERENZA STAMPA</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Domenica 23 maggio, tre delegazioni di attivisti di iRS, militanti di ProgReS e sostenitori di Torra si sono date appuntamento a Zuradili, presso Marrubiu, per annunciare in conferenza stampa l’</span><b>avvio di un vero e proprio processo di dialogo</b><span style="font-weight: 400;">, denominato Est Ora, strutturato in fasi tra le tre forze politiche.</span></p>
<p><strong>IL PROCESSO DI DIALOGO</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non si tratta di una promessa di unità ma di un’unità di fatto, già sedimentata e ragionata da tempo dopo un lungo processo riservato e discreto sia di ricucitura di rapporti umani prima che politici sia di allargamento a nuovi settori dell’indipendentismo che non hanno mai incrociato la storia di iRS e ProgReS.</span></p>
<p>Non hanno annunciato la nascita dell’ennesima coalizione elettorale o dell’ennesima tavola di confronto tra partiti. Si tratta di un processo di dialogo la cui prima fase è incentrata sulla creazione di una comunità politica comune e sull’elaborazione di un minimo comune denominatore politico che già esiste ma necessita di una riscrittura condivisa.</p>
<p><strong>LA CONFERENZA STAMPA</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La conferenza stampa è stata aperta dall’intervento di </span><b>Franciscu Pala</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; fondatore di iRS ed ex responsabile del movimento fino al 2011, oggi tra i promotori di Torra! &#8211; che ha parlato in veste di componente del comitato di gestione del blog </span><b>Helis</b><span style="font-weight: 400;">. “Oggi &#8211; ha detto Pala &#8211; consegniamo alla nazione sarda le nostre storie, le nostre voci, i nostri volti non chiedendo niente in cambio se non la partecipazione e la vicinanza di tutti gli indipendentisti, di tutti i repubblicani, di tutti coloro che sentono che è arrivata l’ora di una ripartenza, serena, senza alcun tipo di fretta ma inesorabile, dell’indipendentismo politico organizzato”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A seguire gli interventi dei rappresentanti delle tre forze politiche, ciascuna con il proprio simbolo, unificate simbolicamente da un otre nuragico i cui frammenti sono stati riassemblati con la tecnica giapponese del kintsugi, che unisce con l’oro parti diverse, valorizzando metaforicamente la diversità, le ferite e la complessità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per </span><b>ProgReS</b><span style="font-weight: 400;"> ha preso la parola il segretario </span><b>Adriano Sollai</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; ex &#8211; che dopo aver ricordato il ruolo storico dell’indipendentismo repubblicano moderno che ha rinnovato gli schemi della politica indipendentista ha guardato al futuro: “Oggi non sappiamo dove ci porterà questa elaborazione, ma il nostro obiettivo è quello di dare forma ad una comunità politica dove si confronteranno donne e uomini e non leadership, idee e non ideologie; nella ferma convinzione che il processo di affermazione della sovranità dei sardi non accetta compromessi con chi non riconosce incondizionatamente il diritto dei sardi all’autodeterminazione e all’indipendenza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per </span><b>Torra!</b><span style="font-weight: 400;">, il nuovo coordinamento di indipendentisti senza tessere, è intervenuto </span><b>Edoardo Figus</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; presidente storico dell’associazione giovanile Scida Assòtziu Indipendentista, ex militante di SNI fino al 2014 &#8211; che ha sottolineato l’importanza del nuovo incontro tra persone che negli ultimi 20 anni hanno lavorato nell’indipendentismo organizzato su binari paralleli senza mai incontrarsi. “Torra mette a disposizione della causa indipendentista tutte le capacità e il bagaglio che i suoi attivisti hanno sviluppato durante i loro anni di attivismo, al servizio dell&#8217;autodeterminazione del nostro popolo, per la creazione di una diffusa coscienza nazionale, nonché per la ripartenza di un serio, organizzato, radicato e propositivo indipendentismo repubblicano”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiude gli interventi il rappresentante di </span><b>iRS</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Simone Maulu</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; attivista storico e attuale referente del movimento per il processo di dialogo &#8211; che ha ricordato le grandi campagne dell’indipendentismo per la difesa della nazione sarda dai soprusi ambientali, fiscali e politici “autorizzati dalla classe politica sardo-italiana”. Maulu si è soffermato sulle difficoltà e le divisioni patite dal movimento in passato per poi rilanciare la propositività dell’oggi: Per questo è arrivato il momento di ristrutturarci, ricostruire la nostra comunità politica e umana, riprendere il discorso da dove si era interrotto. Noi oggi non ci stiamo limitando a fare una semplice chiamata astratta al dialogo politico. Solo con l&#8217;apertura di una nuova fase storica possiamo ricomporre un&#8217;area politica indipendentista, dichiaratamente indipendentista, che possa iniziare a dare gambe a una coscienza nazionale capace di portarci finalmente, in forma nonviolenta alla Repùblica di Sardegna indipendente.</span></p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le tre forze politiche hanno fatto </span><b>appello</b><span style="font-weight: 400;"> a tutti i sardi di Sardegna e de su disterru affinché guardino con attenzione all’iniziativa in corso e seguano con attenzione le varie fasi del processo avviato oggi, certe che la loro offerta politica progressista, internazionalista, euromediterranea, ecologista, nonviolenta e antirazzista possa essere recepita come valida e credibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I </span><b>pilastri unificanti</b><span style="font-weight: 400;"> di questo processo di unità e di dialogo, libero dal cono d’ombra autonomista, sono l’anelito alla libertà politica, alla giustizia sociale, alla prosperità economica, al rispetto dei diritti sociali e civili di tutte e tutti, la moralità e la trasparenza collettiva, il disinteresse personale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le prossime iniziative del processo di dialogo Est Ora verranno pubblicate su</span><a href="http://www.helis.blog/"> <span style="font-weight: 400;">www.helis.blog</span></a><span style="font-weight: 400;"> e sui siti delle forze politiche:</span><a href="http://www.irsonline.net/"> <span style="font-weight: 400;">www.irsonline.net</span></a><span style="font-weight: 400;">,</span><a href="http://www.progeturepublica.net/"> <span style="font-weight: 400;">www.progeturepublica.net</span></a><span style="font-weight: 400;">,</span><a href="http://www.torrasardigna.org/"> <span style="font-weight: 400;">www.torrasardigna.org</span></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>iRS al Parlamento Sardo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 17:09:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci troviamo di fronte ad un passaggio importante per la storia della nostra isola e in particolare per la storia di iRS che dopo dieci anni di battaglie civili e politiche ha finalmente ottenuto la possibilità di portare le proprie proposte nella massima assemblea dei sardi. Il raggiungimento di questo traguardo è certamente l’esito di un percorso che ha coinvolto centinaia di persone che si sono dedicate negli anni affinché si diffondesse sempre più il desiderio di una Sardegna pienamente autogovernata.</p>
<p style="text-align: justify;">Se oggi gli indipendentisti sono all’interno del Consiglio Regionale lo si deve al lavoro costante e spesso silenzioso di tante donne e uomini che quotidianamente hanno difeso il territorio dagli assalti delle speculazioni e dalle pesanti presenze militari, difendendo le aziende messe all’asta e lottando per i diritti dei più deboli e disagiati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-12830"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Sardegna è sprofondata in una delle peggiori crisi economiche e sociali degli ultimi sessant’anni</strong> e le cause di questo malessere diffuso non sono imputabili semplicemente alla situazione congiunturale ma vanno invece ricercate guardando ai nodi strutturali che non sono mai stati sciolti e che derivano da evidenti deficit di sovranità, dai campi dell’energia e della fiscalità a quelli dei trasporti e dell’agroalimentare. Se da una parte la mancata attuazione di politiche efficacemente sovrane per la nostra terra è ascrivibile ai limiti originari del nostro Statuto dell’autonomia, d’altra parte è necessario riconoscere chel’incapacità cronica e reiterata di molte giunte di governo ha contribuito ad aggravare la condizione che ci troviamo a vivere in questo difficile presente.</p>
<p style="text-align: justify;">La legislatura appena conclusa si è particolarmente distinta per la totale assenza di progettualità, qualità quest’ultima oramai irrinunciabile per coloro che ricoprono cariche pubbliche e di governo. La giunta precedente ha infatti dimostrato più volte di non aver maturato nessuna visione per la Sardegna che non fosse quella di una svendita al miglior offerente del nostro prezioso patrimonio naturale. In particolare i tentativi di Cappellacci di cancellare un Piano Paesaggistico riconosciuto come uno tra i più apprezzati in Europa hanno reso evidente a tutti il grande pericolo che si sarebbe corso di fronte ad una riconferma del governo di centrodestra, con una Sardegna che rischia di diventare per intero la preda di mire speculative legate ai più spregiudicati gruppi del malaffare.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorreva perciò porre immediatamente fine a questa pericolosa politica di svendita dei nostri beni comuni e l’elezione di Francesco Pigliaru (che ha dichiarato che la difesa del PPR è una delle priorità programmatiche del suo governo) rappresenta un netto punto fermo in tal senso. La nostra è pertanto una scelta che è prima di tutto di responsabilità, perché fatta per gli interessi della Sardegna e di tutti i sardi.</p>
<p style="text-align: justify;">In un momento in cui, nonostante il sentimento crescente, le idee indipendentiste rischiano l’ennesima marginalizzazione politica, <strong>iRS è oggi una grande opportunità anche per tutti coloro che non sono rappresentati nel nostro parlamento a causa di una legge elettorale iniqua</strong>. Siamo consapevoli che ci spetta un lavoro importante nei prossimi cinque anni e riteniamo sia fondamentale operare con un rinnovato spirito collaborativo con tutte le forze che vedono la Sardegna al centro del proprio orizzonte politico e auspichiamo già nell’immediato <strong>la formazione di un gruppo consiliare tra i rappresentanti dei partiti sovranisti e indipendentisti che sono stati appena eletti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Una scelta di Responsabilità per la Sardegna</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 13:31:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi la Sardegna sta attraversando la più grave crisi economica e sociale dal dopo guerra ad oggi. Le ragioni di questo vero e proprio sprofondamento vanno ricercate in due elementi: 1) la struttura giuridico amministrativa dell&#8217;Autonomia non è efficace di fronte alle sfide che pone la globalizzazione e l&#8217;internazionalizzazione dei mercati; 2) la crisi economica<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/01/una-scelta-di-responsabilita-per-la-sardegna/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2014/01/iRS-Assemblea-natzionale.jpg" rel="lightbox[12669]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12697" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2014/01/iRS-Assemblea-natzionale-300x199.jpg" alt="iRS Assemblea natzionale" width="300" height="199" data-id="12697" /></a>Oggi la Sardegna sta attraversando la più grave crisi economica e sociale dal dopo guerra ad oggi. Le ragioni di questo vero e proprio sprofondamento vanno ricercate in due elementi:</p>
<div>
<p>1) la struttura giuridico amministrativa dell&#8217;Autonomia non è efficace di fronte alle sfide che pone la globalizzazione e l&#8217;internazionalizzazione dei mercati;</p>
<p>2) la crisi economica nata nel 2007 con il collasso della Lehman and Brothers ha dato via ad una negativa fase congiunturale che ha ulteriormente aggravato la situazione economica isolana.<span id="more-12669"></span></p>
<p><strong>Dentro questo quadro si è manifestato il fallimento del governo di Ugo Cappellacci</strong>, il quale non è stato capace di imprimere una svolta positiva ai problemi dell&#8217;Isola.Non sono state risolte questioni prioritarie come la vertenza sulle mancate entrate fiscali, il piano energetico e le difficoltà del settore dell’agroalimentare. Questi ultimi cinque anni rimarranno alle cronache, infatti, per la decadenza pressoché totale dell’apparato regionale che, una volta conclusa l’esperienza della giunta Soru, è tornato ad essere una mera espressione burocratica limitata ai soli compiti amministrativi.</p>
<p>Se dicessimo che il momento drammatico che la Sardegna sta attraversando sia dovuto esclusivamente al momento congiunturale, faremmo un torto a noi stessi e faremmo il gioco di chi cercherà di nascondere volti e nomi degli autori di questo disastro dietro a poche settimane di campagna elettorale.</p>
<p><strong>La scelta di sostenere Francesco Pigliaru</strong> è stata presa dopo un&#8217;attenta analisi del momento contingente e del ruolo che in questa fase può avere iRS. La scelta che è stata fatta è prima di tutto politica e di responsabilità. Allo stato attuale infatti Pigliaru rappresenta il candidato con maggiore credibilità, che fa riemergere una robusta solidità culturale dopo 5 anni di una completa assenza di un&#8217;idea sulla Sardegna del futuro.</p>
<p>In questi dieci anni iRS ha difeso i diritti e gli interessi dei sardi. Dall&#8217;ambiente alla vertenza entrate, dalla difesa della salute dei cittadini fino all&#8217;annosa questione delle servitù militari, iRS ha sempre portato avanti le sue battaglie in maniera civile e nonviolenta. Avendo in mente un solo obiettivo: l&#8217;indipendenza della Sardegna.</p>
<p>Dopo tanti anni di attivismo politico riscontriamo l’emergere di una nuova consapevolezza diffusa intorno ai temi dell&#8217;indipendentismo, intravedendo la speranza di vedere finalmente l’uscita da una condizione storica di subalternità che è prima di tutto nelle coscienze dei sardi, nella loro capacità di pensare se stessi come corpo collettivo, capace di soggettività politica e quindi di poter decidere responsabilmente il proprio futuro. La novità politica di queste elezioni è che per la prima volta tutte le istanze portate avanti in dieci anni di battaglie politiche e sociali saranno portate all&#8217;interno del Parlamento Sardo.</p>
<p><strong>Siamo consapevoli che la conquista di tutti gli strumenti di sovranità, dall&#8217;energia alla fiscalità fino ai trasporti, è un processo che non potrà prescindere dal raggiungimento di una piena indipendenza. Per raggiungere tale obiettivo la Sardegna ha bisogno di un governo che ne riformi le istituzioni in senso sovranista guidando l&#8217;Isola fuori dalle sabbie mobili della crisi. Per questo chiediamo a tutti i sardi di sostenerci. Per portare l&#8217;indipendentismo al governo e sconfiggere Cappellacci.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
</div>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
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		<title>Deghe annos de iRS, una testimonianza di impegno civile per un nuovo sviluppo locale</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 13:41:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi dieci anni iRS ha difeso i diritti e gli interessi dei sardi. Si è impegnata, con parole e azioni, per la nostra terra e la nostra gente vessata da leggi, scelte e poteri ingiusti. Ha fatto proposte concrete per garantire a ogni cittadino la possibilità di vivere meglio. Ha denunciato gli sprechi di Abbanoa, costituendo<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/07/deghe-annos-de-irs-una-testimonianza-di-impegno-civile-per-un-nuovo-sviluppo-locale/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi dieci anni iRS ha difeso i diritti e gli interessi dei sardi. Si è impegnata, con parole e azioni, per la nostra terra e la nostra gente vessata da leggi, scelte e poteri ingiusti. Ha fatto proposte concrete per garantire a ogni cittadino la possibilità di vivere meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha denunciato gli sprechi di Abbanoa, costituendo il comitato Abbalibera contro la privatizzazione dell’acqua, con la campagna di autoriduzione delle bollette e proponendo una riorganizzazione del sistema idrico in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha proposto una politica dei trasporti che vada oltre la continuità territoriale, con l’apertura delle tratte aeree alle compagnie a basso costo, battendosi da sempre contro il monopolio Tirrenia, proponendo un sistema basato sul binomio “flotta sarda e concorrenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha difeso i pastori, gli agricoltori sardi e le aziende vessate dal sistema creditizio, dalle banche e da Equitalia contribuendo in parte a impedire la messa all&#8217;asta di un patrimonio produttivo importante per la nostra economia e per il benessere di centinaia di famiglie.<span id="more-12403"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si è impegnata per la difesa del territorio edella salute dei cittadini, portando avanti battaglie cruciali per il risanamento delle aree industriali e militari e contro l’importazione forzata di rifiuti, con proposte per bonificare e riconvertire le aree militari, dando sempre una testimonianza di lotta civile e non violenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha portato avanti, assieme a tanti cittadini, una lunga battaglia nei confronti delle speculazioni energetiche e immobiliari, sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza di una riappropriazione collettiva dei beni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha costruito il progetto di “S’iscola sarda sperimentali”, con lo scopo di ripensare il sistema dell’educazione e della formazione nel quale abbia risalto l’accrescimento delle capacità espressive degli studenti, ai fini del quale l’utilizzo della lingua sarda acquista un valore pregnante.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS è una forza propositiva che non vuole limitare il proprio agire alla sola opposizione rispetto alla miriade di progetti che continuamente in Sardegna vengono calati dall’alto, ma vuole proporre alternative credibili per chiunque scelga che questa terra diventi il proprio ambiente di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo tanti anni di attivismo politico riscontriamo l&#8217;emergere di una nuova consapevolezza diffusa, che intravede la speranza verso l’uscita da una condizione storica di subalternità che è prima di tutto nelle coscienze dei sardi, nella loro capacità di pensare se stessi come corpo collettivo, capace di soggettività politica e quindi di poter decidere responsabilmente il proprio futuro. Nel momento in cui gli abitanti vengono esclusi dalle decisioni che riguardano il proprio territorio, allora può accadere spesso che siano altri ad utilizzare le risorse locali (ambientali, territoriali, umane) per fini speculativi ed esterni, consumandole in maniera irreversibile e senza venire incontro ai bisogni dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi nel mondo le crisi congiunturali si abbattono con una forza devastante, soprattutto in quei territori che pagano più di altri le conseguenze di un asservimento economico e culturale reiterato nel tempo. La questione delle nuove povertà è oggi un&#8217;emergenza centrale per la Sardegna. Per abbatterle è necessario che la politica si concentri verso la ricerca di nuovi modelli di società dove sia possibile vivere in condizioni di maggiore benessere ed equità sociale. Per altro non è più pensabile oggi utilizzare i valori classici di misurazione della ricchezza, soprattutto quelli che si identificano nelle categorie della crescita economica illimitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto è sempre più importante produrre politiche che favoriscano lo sviluppo di nuove economie a base territoriale:</p>
<ul>
<li>incentivare la formazione dei sistemi di piccole imprese, nei settori dell’artigianato, dell’agroalimentare e dei servizi turistici. Si tratta, in questo caso, di ripensare un rapporto tra sistemi produttivi a base locale, dove acquisterebbero un valore aggiunto le peculiarità ambientali e paesaggistiche dei contesti socioculturali locali;</li>
<li><span style="text-align: justify;">promuovere politiche che puntino al perseguimento di un&#8217;elevata qualità del territorio, con la costruzione di relazioni virtuose fra le </span>comunità e l’ambiente in cui vivono. Per questo occorre che la società locale sia capace di recuperare le peculiarità del proprio territorio, riconoscendosi in esso per valorizzarlo attraverso la costruzione di nuove forme di legame sociale;</li>
<li><span style="text-align: justify;"> </span><span style="text-align: justify;">sensibilizzare verso la cura e la ricostruzione dei luoghi, anche </span>quelli compromessi da esternalità negative prodotte da attività che ne hanno minato la riproducibilità;</li>
<li><span style="text-align: justify;"> </span><span style="text-align: justify;">valorizzare i beni comuni territoriali attraverso </span>l’implementazione di pratiche durevoli e sostenibili;</li>
<li><span style="text-align: justify;">attivare nuove forme di cittadinanza consapevole, capaci di coniugare i saperi tradizionali con saperi esperti attraverso </span>forme di democrazia partecipativa. A tal proposito è importante attivarsi con la promozione di “arene deliberative” aperte ai cittadini e ai portatori di interessi, con l’obiettivo di sviluppare una rete di esperienze partecipative diffuse e articolate in tutto il territorio.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il perseguimento di uno sviluppo locale sostenibile è dunque una questione prioritaria per la Sardegna, poiché rappresenta una strada concreta per la creazione di una rete di sovranità locali che si fondano sul riconoscimento e la valorizzazione dell’identità dei luoghi e che deve essere prima di tutto uno sviluppo della società, per restituire alle persone la possibilità di essere protagoniste nelle decisioni che riguardano il proprio ambiente di vita e di relazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ pertanto necessario impegnarsi per ricostruire i legami sociali e rinforzare quelli già esistenti, favorendo la crescita di una società complessa e articolata che sia in grado di avere cura del proprio ambiente e del territorio. Riteniamo che questo sia un passaggio obbligato se si vuole raggiungere la condizione di una ricchezza durevole per la Sardegna e tutti i suoi abitanti. Siamo consapevoli che la conquista di tutte le sovranità, dall’economia ai trasporti, all’energia e alla fiscalità, è un processo che non potrà prescindere dall&#8217;obiettivo del raggiungimento di una piena indipendenza per questa terra. Affinché ognuno di noi possa liberamente e creativamente contribuire al bene di sé e di tutte le collettività di cui si sente parte.</p>
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<p style="text-align: justify;">IN SARDU</p>
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<p style="text-align: justify;">In custos deghe annos iRS at difesu sos diritos e sos interessos de sos sardos. S’est impignada, cun peraulas e atziones, pro sa terra nostra e sa zente acadìda dae lezes, sèberas e poderes  in tortu. At fatu proponimentos concretos pro garantire a donzi tzitadinu sa possibilidade de istare mezus.</p>
<p style="text-align: justify;">At denuntziadu sos isperperos de Abbanoa, fatende su comitadu Abbalibera, cuntra sa privatizzatzione de s’abba, cun modalidades comente s’autoredutzione de bulletas e proponende de cuncordare a nòu su sistema idricu in Sardigna.</p>
<p style="text-align: justify;">At dadu ideas pro sa politica de mobilidade chi àndet prus addae de sa continuidade territoriale, cun sas tratas de aereos nòas de sas ditas chi costant in mancu, gherrende dae semper cuntra su monopoliu Tirrenia e proponende sa dualidade “flotta sarda e cuncurrentzia”.</p>
<p style="text-align: justify;">At fatu s’ala a sos pastores, a sos massarzos sardos e a sas ditas acadidas da sas bancas, agiuende a impedire sa bèndida a s’asta de unu patrimoniu produtivu importante pro s’economia nostra e su benessere de chentinas de familias.</p>
<p style="text-align: justify;">S’est impignada pro sa difesa de sa terra e de sa salude de sa zente, fatende unu tribagliu mannu pro aère sanadas sas areas industriales e cuntra s’importatzione a mala gana de arga e bascaramine, at propostu ideas pro sa bonifica e su cunvertere in àteru sas areas militares, totu semper in modu tzivile e chena bravadas.</p>
<p style="text-align: justify;">At sighidu e gherradu, umpare a meda tzitadinos,  pro sas chistiones de sas speculaziones in sas energias e sos immobiles, fatende connoschere a s’opinione pubrica cantu est importante su torrare a tènnere totus umpare sos benes comunes.</p>
<p style="text-align: justify;">At fatu e progetadu s’Iscola Sarda Sperimentali, cun s’iscopu de annovare su sistema educativu e formativu in modu chi siant sas capatzidades espressivas de sos istudentes sas prus importantes, in ue s’impreu de sa limba sarda at unu valore ispecificu e pretzisu.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS est una fortza propositiva chi non chèret petzi opònnere a totucantos sos progetos chi in Sardigna sighint a essere mandados dae sos chi istant in altu, ma chèret dare àteras ideas, sas mezus pro chie si siat sèperat custa terra comente logu in ue ìstare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pùstis de annos de ativismu politicu amus bìdu chi est creschidu unu cunsideru, unu sèru nòu, chi incomintzat a bìdere s’ispera de chi essire dae una cunditzione de asservimentu chi est, in antis de totu, in sa cuscientzias de sos sardos, in sas issoro capatzitades de pensare issos e totu comente una colletivitade, chi siat sugetu politicu e duncas chi podet detzidere cun responsabilidade de su tempu chi at a bènnere. In su momentu in ue sos tzitadinos sunt bogados dae sas detzisiones chi pertocant su propriu logu, tando podet sutzedere chi siant àteros a impitare sas risorsas locales pro sos interessos issoro ebbìa, agabende a las consumare fintza a no nde poder prus aère e chena essere in cuncordu cun sos bisonzos de sos tzitadinos.</p>
<p style="text-align: justify;">In tempu de oje in su mundu sas crisis variegadas sunt fatende unu dannu mannu, mascamente in cussos logos chi prus de àteros pagant sos efetos de unu asservimentu economicu e culturale chi at sighidu in sos annos. Su fatu chi bi sunt nòas povertades est unu apretu tzentrale pro sa Sardigna. Pro las binchere dèvet essere sa politica a chircare àteros modos de aprontare sa sotziedade, in modu chi bi siat prus benessere e paridade in sa vidas issoro. E tando no si podet prus pensare de impitare sos valores classicos pro sa mesura de sa richesa, mascamente pro sos chi pertocant sas categorias de creschida economica chena limitatziones.</p>
<p style="text-align: justify;">Duncas est prus e prus importante faghere politicas chi agiuànt a s’isvilupu de economias nòas intre de sos logos e totu :</p>
<ul>
<li><span style="text-align: justify;">faghere in modu chi pòtat creschere su sistema de sas ditas minores, in s’artigianadu comente in s’agroalimentare e in su turismu. Cheret nàrrere chi si dèvet tòrrare a pensare su raportu intre de sos sistemas produtivos in su locale, in ue sas peculiaridades de su logu diant aère unu valore aditzionadu;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">promovere politicas chi àndent a mezorare sa calidade de su logu, cun progetos chi agiuent sas relatziones intre de sas comunidades e de su logu in ue istant. Pro custu bi chèret chi sa sotziedade locale resessat a recuperare sas peculiaridades de su logu sòu, reconnoschendesi in issu e totu in modu de lu mezorare cun sa costruzione de modellos nòos de legame sotziale;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">istruire su comente si diat incurare de sos logos, fintza a sos chi parent pèrdidos pro sas màlas atividades de sos anzenos chi los ant arruinados;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">avalorare sos benes comunes de su logu cun praticas chi durent e chi si potant subèschere;</span></li>
<li>pònnere a fàghere modos nòos de acabare sos tzitadinos, in modu de assotziare sas ischidas traditzionales cun ischidas espertas cun modellos de democrazia partecipativa. Pro cussu est importante s’ativare promovende ‘zonas deliberativas’ pro totucanta sa zente e sos chi ant interessos, cun s’iscopu de mezorare una cuncordia de isperienscias articoladas in totu su logu.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Su sighire a progetare sa mezoria locale in modu de la podere subèschere tenet sa prioridade pro sa Sardigna, ca rapresentat unu modu concretu pro sa creazione de una cuncordia de sovranidades locales chi si agatent in sa valorizzazione de s’identidade de sos logos e chi dèvet essere in antis de totu su mezoru de sa sotziedade, pro tòrrare a dare a sa zente sa possibilidade de detzidere subra de in ue istant e si relatzionant. Duncas netzessitat de s’impignare pro tòrrare a aère sos legames sotziales e faghere prus fortes sos chi ja como esistint, agiuende a sa creschida de una sotziedade difitzile e articolada chi siat istruida pro s’incurare de su logu sòu. Pensamus chi custu siat unu passu chi no si nde podet fagher in mancu si si chèret lòmpere a una richesa chi duret pro sa Sardigna e duncas pro sos chi bi istant. Semus acabados chi pro otènnere totas sas sovranidades, chi siat economica o de sa mobilidade, chi siat energetica o fiscale, est unu tretu chi no podet essere divesciu dae su lòmpere a s’indipendentzia de custa terra.</p>
<p style="text-align: justify;">In modu chi donziunu de nois potat, liberamente e a manera creativa, agiuare a mezorare su bene sòu e de totas sas colletividades de sas chi si sentit de faghere parte.</p>
<p style="text-align: justify;">*********************************************************************************************</p>
<p>Partecipa alla festa per i dieci anni di iRS!  <a href="https://www.facebook.com/events/484101225010153/?fref=ts">https://www.facebook.com/events/484101225010153/?fref=ts</a><br />
<a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/07/deghe-annos.jpg" rel="lightbox[12403]"><img class="alignleft size-full wp-image-12408" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/07/deghe-annos.jpg" alt="deghe annos" width="720" height="265" /></a></p>
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<p>Deghe Annos de iRS, una ìstoria de impignu pro sa Sardigna, gherrande pro su bene de totus.</p>
<p>Sempre umpare a sos sardos e a totus sos chi cherent custa terra libera e felice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TISSI – EX MA’ | 29 Luglio 2013</p>
<p>Ore 18:30 Tavola Rotonda</p>
<p>Sviluppo locale e nuove sovranità.<br />
Quale governo per la Sardegna?</p>
<p>interverranno:</p>
<p>PLACIDO CHERCHI<br />
Filosofo &#8211; Antropologo</p>
<p>MASSIMO DADEA<br />
Assessore Regionale alle riforme (2004-2009)</p>
<p>ENRICO LOBINA<br />
Consigliere del comune di Cagliari</p>
<p>VINCENZO MIGALEDDU<br />
Presidente di iSDE – Sardegna</p>
<p>VITO BIOLCHINI<br />
Giornalista – Blogger</p>
<p>ROBERTO COTTI<br />
Senatore &#8211; Movimento Cinque Stelle</p>
<p>GAVINO SALE<br />
Presidente di iRS | Consigliere della Provincia di Sassari</p>
<p>Modera: ARIANNA MARROCU</p>
<p>Ore 21 | Concerti</p>
<p>Beppe Dettori<br />
VIDEO: <a href="http://youtu.be/Z34gGMeCkH0" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://youtu.be/<wbr />Z34gGMeCkH0</a></p>
<p>Nasodoble<br />
VIDEO: <a href="http://youtu.be/udCyjALUCUw" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://youtu.be/<wbr />udCyjALUCUw</a></p>
<p>saluto musicale di<br />
Vinicio Capossela</p>
<p>a seguire<br />
Dj Davide Merlini</p>
<p>Si ringrazia la comunità Tissi per l&#8217;ospitalità</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>lndipendenza tra tabù e aperture nella sinistra sarda</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 19:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Opiniones]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
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		<category><![CDATA[massimo dadea]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<category><![CDATA[sinistra sarda]]></category>
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		<description><![CDATA[In un recente articolo Massimo Dadea ha sottolineato l&#8217;esigenza della nascita di un partito della sinistra sarda. La sua riflessione era strettamente collegata alle ultime complicate vicende emerse in casa PD. Dentro e fuori la Sardegna. Dadea così immagina il nuovo soggetto politico: &#8220;aperto al cambiamento e all’innovazione, capace di interpretare i bisogni di autodeterminazione e<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/05/lndipendenza-tra-tabu-e-aperture-nella-sinistra-sarda/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In un recente articolo Massimo Dadea ha sottolineato l&#8217;esigenza della nascita di un partito della sinistra sarda. La sua riflessione era strettamente collegata alle ultime complicate vicende emerse in casa PD. Dentro e fuori la Sardegna. Dadea così immagina il nuovo soggetto politico: &#8220;<i>aperto al cambiamento e all’innovazione, capace di interpretare i bisogni di autodeterminazione e di autogoverno del popolo sardo. Un nuovo soggetto politico in grado di coagulare la galassia dei partiti e dei movimenti sovranisti e indipendentisti, e tutta quella sinistra oggi frantumata, scoraggiata, delusa, che aspetta solo di potersi impegnare in un progetto di profondo rinnovamento della realtà politica, culturale, sociale, economica ed istituzionale, della nostra isola</i>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dentro questo quadro bisogna però sciogliere un nodo preliminare, ovvero quello dell&#8217;indipendenza della Sardegna. Oltre ad appartenere alla sinistra, questo nuovo soggetto potrebbe essere anche un partito il cui obiettivo politico è quello di guidare l&#8217;Isola verso l&#8217;indipendenza, pur parlando un linguaggio di sinistra? Il tipo di narrazione politica che si sceglie è decisivo. Infatti possono esistere indipendentismi progressisti, conservatori o di centro, ma è sulla parola indipendenza che si gioca il futuro di questa forza politica: il concetto di sovranità potrebbe essere il cuore intorno al quale costruire questo soggetto. Una Sardegna sovrana significa dotare l&#8217;isola di tutti gli strumenti per operare due funzioni:</p>
<p style="text-align: justify;">1) reale ed effettivo autogoverno in materia fiscale, energetica, istruzione, infrastrutture e patrimonio conoscitivo;</p>
<p style="text-align: justify;">2) guidare il popolo sardo verso il referendum sull&#8217;indipendenza come è successo in Scozia e Catalunya.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta il classico tema di quale sinistra essere. Il recente riferimento culturale &#8211; in occasione dell&#8217;elezione del presidente della Repubblica italiana &#8211; ad una personalità politica quale quella di Rodotà è positivo, perchè incanala il progetto verso una sinistra moderna e attenta ai diritti dei lavoratori, all&#8217;ambiente e ai beni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Sardegna ha bisogno di riformare la propria struttura politico-costituzionale</strong>. Per raggiungere questo obiettivo l’isola necessita di un governo che sia capace di oltrepassare l&#8217;autonomia, spingendo la Sardegna verso una compiuta sovranità, intesa come base giuridica di un fattivo autogoverno. In questo scenario è probabile che si crei una <strong>frattura culturale e politica nella sinistra sarda</strong>: da una parte i conservatori incollati ad un&#8217;autonomia figlia del millennio scorso e dall&#8217;altra i progressisti che invece aspirano al suo superamento. Non sono certo un mistero le profonde avversioni verso i temi dell&#8217;autonomia e dell&#8217;indipendenza che hanno sempre attraversato le classi dirigenti della sinistra in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo punto riguarda il perchè della nascita di un Partito della Sinistra Sarda. Il motivo non deve essere legato al dare una casa comune a chi oggi non ce l&#8217;ha perchè è entrato in crisi il sistema politico. La motivazione che spingerebbe alla nascita di una tale forza sarebbe da ritrovare dentro un semplice parametro: i diritti del popolo sardo e i diritti della Sardegna in quanto Nazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nello Cardenia</em></p>
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		<title>Non faghet a cantzellare s&#8217;istòria (cussa de is àteros)</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 19:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[carlo felice]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[martiri di palabanda]]></category>
		<category><![CDATA[savoia]]></category>
		<category><![CDATA[toponomastica sarda]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio emanuele]]></category>

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		<description><![CDATA[In Sardigna s&#8217;istòria s&#8217;istùdiat dae s&#8217;Itàlia, est a nàrrere tràmite su filtru e sa bisura de chie forsis me in s&#8217;ìsula non ddoe est mancu mai passadu. Duncas passat chi is pratzas e is carreras sardas sunt dedicadas a pessonàgios chi regordant tempos iscuros e tristos. Ddu faghet pagu cosa si si nche ant pesadu<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/10/non-faghet-a-cantzellare-sistoria-cussa-de-is-ateros/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/267736_513793398632497_1161068564_n.jpg" rel="lightbox[11664]"><img class="size-medium wp-image-11665 alignleft" title="Casteddu" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/267736_513793398632497_1161068564_n-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In Sardigna s&#8217;istòria s&#8217;istùdiat dae s&#8217;Itàlia, est a nàrrere tràmite su filtru e sa bisura de chie forsis me in s&#8217;ìsula non ddoe est mancu mai passadu. Duncas passat chi is pratzas e is carreras sardas sunt dedicadas a pessonàgios chi regordant tempos iscuros e tristos. Ddu faghet pagu cosa si si nche ant pesadu istàtuas de boginos e sambeneris, s&#8217;importante est a no ddos mòvere de cue, a ddos allogare <em>“pro imparare sa letzione”</em>, de manera chi non si torrent a fàghere is isbàllios de su passadu. Pro cussu sa proposta de custas dies de nche torrare a ispedire a Piemonte s&#8217;istàtua casteddaja de Carlo Felice at causadu avolotu mannu intre is chi bolent chi s&#8217;istòria no iscaressat.</p>
<p style="text-align: justify;">De cale istòria semus faeddende, custu est galu de acrarare, giai ca cussa sarda non solu non si regordat, ma est istada a dolu mannu cantzellada dae totu is libros de iscola, mai siat chi calicunu dda imparet! Faghende de mancu de imparare s&#8217;istòria sarda, no ddoe at a èssere nemos chi, unu cras, potzat cuntestare ca s&#8217;at cantzelladu sa carrera <em>&#8220;Angioy”</em> o sa pratza <em>&#8220;Eleonora d&#8217;Arborea”</em>, si pro sorte ddoe at carchi bidda chi nde tenet una. Su giogu est sintzillu: is sardos no ant istòria, si non cussa de is àteros.</p>
<p style="text-align: justify;">Sa proposta de nde bogare s&#8217;istàtua de Carlo Felice est acumpangiada cun sa pregunta de dedicare sa pratza a is rivolutzionàrios de Palabanda, chi in su mese de santugaine de su 1812 si fiant rebellados contra a su guvernu de is Savoja, e chi fiant agabbados in presone e a pustis ochidos. Tzertu custu non podet acontèssere, pro ite ca, comente narat sa losa me in su palatzu de sa provìntzia de Casteddu, “la fede e la devozione dei sardi verso la dinastia Sabauda resero men triste l’esilio di Vittorio Emanuele I e della sua reale famiglia”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sa toponomàstica sarda, duncas, dedicada a sa tristura, depet regordare is sinnos de un&#8217;eternu patimentu, depet èssere ammonimentu pro cussos chi disìgiant sa libertade e s&#8217;autodeterminatzione.</strong></em> Is sardos sunt istados pro tempus meda dominados, e ònnia muru, ònnia carrera si ddu depet ammentare in ònnia logu. Custa est sa voluntade de chie guvernat s&#8217;ìsula disgratziada, chi non podet iscrìere unu benidore diferente, unu benidore in ue is pitzinnos ant a andare in sa carrera sena de si dèpere pregontare pro ite sa Sardigna no ammentat is eroes suos.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Versione in italiano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non bisogna cancellare la storia (quella degli altri)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Sardegna la storia si studia dall’Italia, ossia con la visione e il filtro di chi magari non ha mai messo piede nell’isola.  Accade dunque che piazze e vie sarde vengano dedicate a personaggi la cui memoria richiama tempi bui e poco felici. Poco importa che siano state erette statue di boia e sanguinari, l’importante è non smuoverli, conservarli <em>“per imparare la lezione”, </em>in modo da non commettere gli errori del passato. Così la proposta di questi giorni di rispedire in Piemonte la statua cagliaritana di Carlo Felice ha destato scalpore tra coloro che vogliono che la storia non si scordi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di che storia si parli è ancora da chiarire, giacché quella sarda non solo non si ricorda ma è stata colpevolmente cancellata da tutti i libri di testo scolastici per evitare che qualcuno la impari. Evitando di impararla non ci sarà più nessuno in futuro che potrà contestare la cancellazione di <em>“via Angioy”</em> o <em>“piazza</em> <em>“Eleonora D’Arborea”</em> , sempre che qualche paese ne sia casualmente provvisto. Il gioco è semplice, i sardi non hanno storia, se non quella degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">La proposta di rimuovere la statua di Carlo Felice viene avanzata insieme alla richiesta, di tutto rispetto, che la piazza sia dedicata ai rivoluzionari di Palabanda che nell’ottobre del 1812 insorsero contro il governo sabaudo, finendo tragicamente imprigionati e uccisi. Certo questo non può accadere, poiché come recita una lapide nel palazzo della provincia a Cagliari <em>“la fede e la devozione dei sardi verso la dinastia Sabauda resero men triste l’esilio di Vittorio Emanuele I e della sua reale famiglia”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La toponomastica sarda dunque, in omaggio alla tristezza, deve ricordare i segni di un’eterna sofferenza, deve servire da monito a coloro che desiderano la libertà e l’autodeterminazione. I sardi sono stati a lungo dominati, e i loro muri devono rammentarglielo in ogni vicolo. Questa è la volontà di chi governa l’isola infelice, incapace di scrivere un futuro diverso, nel quale i bambini un giorno possanno camminare nel corso senza doversi chiedersi perché la Sardegna non ricordi i suoi eroi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Sa rivolutzione de sa limba</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 18:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In sa situatzione de crisi totale chi sa Sardigna est bivende (econòmica, identitària, sotziale, demogràfica) fintzas tropu est istada trascurada sa chistione linguìstica. Ddoe at problemas chi, pro sa natura issoro, parent prus cuncretos e prus urgentes de s&#8217;istadu de sa limba sarda. Sa beridade però est totu un&#8217;àtera cosa: cussa de sa limba est<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/10/sa-rivolutzione-de-sa-limba/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In sa situatzione de crisi totale chi sa Sardigna est bivende (econòmica, identitària, sotziale, demogràfica) fintzas tropu est istada trascurada sa chistione linguìstica. Ddoe at problemas chi, pro sa natura issoro, parent prus cuncretos e prus urgentes de s&#8217;istadu de sa limba sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">Sa beridade però est totu un&#8217;àtera cosa: cussa de sa limba est una chistione de sa cale non si nde podimus prus isciacuare is manos, e custu balet no isceti pro unu movimentu indipendentista che a iRS, ma pro cale si siat entidade polìtica chi tèngiat a coro sa salude de su pòpulu e de sa Natzione. Ca s&#8217;istadu de salude de una limba iscòviat totu de s&#8217;istadu de salude de su pòpulu chi dda faeddat.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS tenet un&#8217;agenda polìtica pro su chi pertocat sa cultura: a fundamentu de custa agenda ddoe at sa firmesa de s&#8217;idea chi una cussèntzia prus manna de sa limba issoro, diat donare a is sardos una cussèntzia prus manna de issos etotu. Su printzìpiu chi ddoe at a suta de custa ecuatzione est una grandu timoria pro un&#8217;istadu atzentradore che a cussu italianu, chi at semper fatu a manera de truncare custa cussèntzia e chi oe in die puru sighit a declassare sa limba nostra in una dimensione sotziale inferiore, finas torrende a dda a tzerriare “dialetto”.</p>
<p style="text-align: justify;">E tando ite tocat a fàghere pro fàghere crèschere torra custu sentidu linguìsticu de is sardos? Est netzessàriu prus ca totu unu incrementu de s&#8217;istrutzione linguìstica in generale de is sardos, a cumentzare dae sa pitzinnia: tocat a torrare a su multilinguismu e a su multiculturalismu chi dae semper ant caraterizadu sa tzivilidade nostra, a su tzentru de su Mediterràneu, in ue semper si sunt addobiados pòpulos e limbas diferentes. Ca su monolinguismu e su monoculturalismu sunt un&#8217;imbentu e non s&#8217;istadu naturale e normale de su mundu.</p>
<p style="text-align: justify;">Dae su cunfrontu cun àteras limbas europeas diat nàschere una riflessione meta-linguìstica chi nos diat agiudare in pagu tempus a nche bogare in fàula totu cussos mitos a subra de sa limba: su de non si pòdere cumprèndere intra sardos, s&#8217;esistèntzia de duas limbas sardas diferentes chi diant èssere Logudoresu e Campidanesu, s&#8217;antigòriu de su sardu, pro nde remonare isceti una pariga.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Su bilinguismu cumbenit</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pro cumprèndere sa netzessidade de innescare custu tipu de riflessione intra is sardos, tocat a nàrrere chi: sa primu malasorte de is sardos de oe est ca sunt istruidos petzi in limba italiana: una limba chi est istada imbentada e codificada dae pagu tempus, a su puntu ca s&#8217;iscriet a comente si leet, cun una banalidade disconnota a sa majoria de is limbas de su mundu!</p>
<p style="text-align: justify;">Sa de duas malasortes de is sardos est chi in s&#8217;iscola italiana si donat tropu pagu importàntzia a s&#8217;istùdiu de is limbas istràngias.</p>
<p style="text-align: justify;">Sa de tres malasortes est ca s&#8217;istadu italianu atzentradore timet is diferèntzias, e pro distrùere sa vitalidade de is dialetos itàlicos at impostu sa limba italiana comente una “monolingua”, monocultura” e “monotzivilidade”, ponende a una parte is limbas de minoria e is dialetos comente una “subcultura” de cantzellare.</p>
<p style="text-align: justify;">Foras dae Itàlia ddoe at totu un&#8217;àteru panorama: su plurilinguismu est sa cunditzione prus naturale e prus difundia in su mundu, sa prus parte de is pipios naschent e creschent in unu cuntestu a su mancu bilìngue: pensade a is maltesos, a is ispanniolos, a is isvìtzeros, a is irlandesos, a is olandesos, e a medas àteros. Epuru custa no est sa bisura chi nde retzit unu tzitadinu mèdiu, pesadu me in s&#8217;iscola italiana, sa cale chircat de alimentare custu imbentu, custu pregiudìtziu de su monolinguismu.</p>
<p style="text-align: justify;">In prus, su fatu chi in italianu si legat a comente s&#8217;iscriet, prus o mancu, e su fatu chi nois sardos semus alfabetizados isceti in italianu, nos at resu ignorantes meda in fatu de limba. Sa majoria de nois est ignorante de unu totu a subra de s&#8217;esistèntzia de diferentes dimensiones a intro de una limba: una cosa est sa dimensione de su sonu o pronùntzia, totu àtera cosa est sa dimensione gràfica, est a nàrrere s&#8217;iscritura!</p>
<p style="text-align: justify;">Si nois, is sardos, siamus acostumados a bìdere su sardu a comente limba normale, naramus a comente su frantzesu o s&#8217;inglesu, no nos diat pàrrere istranu a iscrìere &lt;issu arribat&gt;, isciende ca custa forma gràfica currispondet a una pronùntzia chi at a èssere /issuar&#8217;ribbara/ me in su Sulcis, /issuar&#8217;ribbada/ in Campidanu e /issuar&#8217;ribata/ in calicuna zona prus interna de Sardigna.</p>
<p style="text-align: justify;">Pròpiu a comente in frantzesu iscriemus &lt;il arrive&gt; ma totus ischemus e atzetamus ca si leghet /ilarriv/, opuru a comente in inglesu ca iscriemus &lt;laugh&gt; ma imparamus ca si narat /laf/e non ddoe at problema perunu!</p>
<p style="text-align: justify;">Cun custu piticu esempru amus giai vistu ca sa grafia iscòviat ca su sardu est unu solu, su chi in linguìstica si narat “core” e chi nois podimus nàrrere trancuillamente “su coro de sa limba”, est unu solu: su chi càmbiat dae unu logu a s&#8217;àteru est solu e isceti sa pronùntzia!</p>
<p style="text-align: justify;">Ite làstima a no àere pòdidu lèghere prima in sardu, ca de aici si nde siamus acatados prima ca su sardu est unu!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comente impreare su sardu oe</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ma immoe andemus a forrogare unu pagheddu s&#8217;istereòtipu de su sardu limba de antigòriu, bona pro faeddare de cosas antigas&#8230;: est beru ca su sardu immoe che a immoe mancat de frases e maneras de nàrrere, locutziones adatas pro tzerriare ogetos o cuntzetos de sa modernidade contemporànea. Ma pro ite? Isceti pro ite ca de is annos &#8217;50 fintzas a oe, cun sa televisione e duncas istatalizatzione de massa e in parti giai dae prima, s&#8217;italianu est passadu pro sinònimu de sutzessu econòmicu e sotziale, de progressu e modernidade, sa limba pro cumprèndere sa gente de sa televisione, sa limba pro nche intrare in sa fàbrica, e àteras cosas a comente sa limba de sa “Rinascita”. Su sardu, imbetzes, at incumentzadu a nche rùere in unu mundu bàsciu de poberesa, fàmene, betzesa: limba de pastores, massajos e gente de bidda!</p>
<p style="text-align: justify;">Sende aici istigmatizadu, su sardu at connotu sa matessi sorte de totu is limbas de is pòpulos colonizados: diglossia, language shift (càmbiu de limba) e endangerment (s&#8217; arriscu de estintzione). Medas de cussas limbas però ant detzisu de pònnere in motu su protzessu a su contràriu: su chi is linguistas narant <em>reversing language shift,</em> torrende a coa in s&#8217;àndala conca a sa morte linguìstica, pro nche artziare fatza a sa revitalizatzione. Est su chi càpitat a su gaèlicu me in Irlanda, prima limba ufitziale de sa Repùblica de Irlanda dae chi est indipendente; opuru de su maltesu, chi at dèpidu cumpètere cun s&#8217;inglesu, limba prus potente meda de s&#8217;italianu puru. Dae chi est limba de s&#8217;Unione Europea, su maltesu s&#8217;est dotadu tràmite prèstidos linguìsticos, neologismos e calcos semànticos, de medas espressiones noas chi fiant netzessàrias pro iscrìere e tradùere documentos pro e dae s&#8217;Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sa Sardigna, che a Malta, esseret indipendente cun rapresentantes pròpios me in su Parlamentu Europeu su sardu diat èssere limba de Europa: tando diamus a abbisongiare de tradutores pro bortare iscritos dae is limbas europeas a su sardu e dae su sardu a is àteras limbas; e su traballu de cussos tradutores diat fàghere su sardu prus ricu de paràulas novas e modernas, atuales, che a una limba bia e pro ònnia tempus.</p>
<p style="text-align: justify;">Segundu su progetu pro sa cultura de iRS, duncas, is istitutziones sardas depent pònnere a cùrrere polìticas linguìsticas fortes e detzisas, chi promovant su bilinguismu intra is generatziones noas: no isceti me in s&#8217;iscola, ma finas cun una campànnia de sensibilizatzione pro is famìllias, pro chi cumprendant ca ddoe at vantàgios e oportunidades de sutzessu e richesa a pesare is fìgios issoro a su mancu in duas limbas. Is impresas puru diant pòdere èssere intzentivadas a s&#8217;impreu de sa limba pro esempru in sa publitzidade de is produtos chi tratant. Diat dèpere passare unu messàgiu craru: ca su sardu cumbenit, puru economicamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Pro su chi pertocat prus de acanta s&#8217;iscola, su bilinguismu fitianu at a èssere acumpangiadu dae s&#8217;istùdiu de prus limbas istràngias, de manera chi is giòvanos sardos siant acostumados a sa molteplitzidade e a su cunfrontu cun àteros coditzes, tenende semper presentes modellos noos e bivos pro s&#8217;isvilupu de sa limba sarda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Normas gràficas e variedades linguìsticas</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Est agabbadu su tempus de chircare iscusas, ca is istrumentos netzessàrios pro atuare custu protzessu esistint giai, e is chi mancant ddos amus a fàghere in andende andende. Una versione istandard de limba est indispensàbile ca at a èssere sa limba ufitziale de sa Repùbrica de Sardigna chi cherimus fàghere, e depet èssere patrimòniu funtzionale e atzetadu dae totu is sardos.</p>
<p style="text-align: justify;">Sa Limba Sarda Comuna, chi podimus imparare giai dae oe etotu e est a dispositzione de is sardos pro dda connòschere, impreare e finas megiorare, est s&#8217;istrumentu chi prus s&#8217;acostat a sa versione istandard de sa limba ufitziale de sa Repùbrica. Ònnia sardu dae immoe etotu podet incumentzare a praticare custa norma gràfica chi agatamus me in custu link</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.sardegnacultura.it%2Fdocumenti%2F7_108_20090205130352.pdf&amp;h=xAQH1KHYa&amp;s=1" target="_blank" rel="nofollow">http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_108_20090205130352.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;">ònnia sardu dae oe etotu depet fàghere s&#8217;isfortzu de nche essire dae sa lògica de s&#8217;italianu e cumprèndere ca sa grafia no imponet una pronùntzia allena, ca iscrìere in una manera ordinada e coerente no bolet nàrrere a faeddare diferente dae comente amus faeddadu fintzas a oe. Onnia sardu tenet su dovere e su deretu de cumprèndere ca is faeddos in sardu s&#8217;iscrient de una manera (cun règulas chi podent èssere istudiadas) e si lighent, segundu printzìpios chi tenent una resone e una regularidade, a comente nos narat sa limba de mammai, de babbai e de is jajus, a comente dda faeddamus ònnia die.</p>
<p style="text-align: justify;">Segundu unu resonamentu de democratzia linguìstica, est craru chi pro sa situatzione chi amus in Sardigna s&#8217;iscola e is polìticas linguìsticas de is istitutziones no ant a lassare a una parte is variedades linguìsticas chi no faghent parte de sa famìllia de su sardu, comente su tabarchinu de Carloforte e Cadesedda, su catalanu de s&#8217;Alighera e su Gadduresu. Ònnia iscola at a tènnere in contu custas limbas locales, pro assegurare chi siant sarvadas dae sa traditzione e chi intrent in sa modernidade cun totu su patrimòniu culturale chi espressant. Sa didàtica at a èssere organizada semper de manera chi siat respetada sa cumpetèntzia linguìstica de is pitzinnos e de sa comunidade in ue issos bivent.</p>
<p style="text-align: justify;">Su istùdiu de is limbas locales at a èssere un&#8217;extra a s&#8217;istùdiu de su sardu, chi at a èssere impreadu finas in s&#8217;insegnamentu de àteras matèrias, comente oe giai si faghet cun su mètodu CLIL pro esempru cun s&#8217;inglesu. Tando is pipios e is pipias sardas depent istudiare non solu su sardu, in sardu, ma puru sa matemàtica, s&#8217;istòria o sa sièntzia in sardu.</p>
<p style="text-align: justify;">Isceti aici si podet pesare unu sardu chi siat in gradu de pensare e ispiegare ònnia cosa e ònnia cuntzetu de su mundu e de sa vida in sa limba de sa natzione sua: dae su motu de rivolutzione de is pianetas a su teorema de Pitàgora o sa rivolutzione frantzesa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Pro arribare a cussu resurtadu tocat a pònnere dinare e risorsas in s&#8217;insegnamentu ma puru in sa rivalutatzione de su sardu in ònnia logu e campu de sa vida tzivile, pro nche bogare a tesu totu cussos istereòtipos a subra de sa limba nostra chi sunt basados isceti a subra de s&#8217;ignoràntzia de sese etotu; pro chi sa limba nostra non siat prus declassada dae un&#8217;istadu chi nche dda bolet torrare a dialetu, e pro chi non siat prus cunsiderada inferiore, giai chi est sa limba chi at dadu boghe a unu pòpulu e a un&#8217;istòria millenàrios.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sa limba comente rivolutzione interiore</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fintzas a oe in medas amus pecadu de àere trascuradu sa limba cosa nostra, e duncas, comente movimentu indipendentista,<strong> iRS cheret betare un&#8217;apellu a totu is indipendentistas de oe: comente amus fatu sa rivolutzione interiore ca una bella die nos semus ischidados e nos semus acatados ca non semus italianos, ma semus sardos, gasi depimus fàghere un&#8217;àtera rivolutzione detzisiva. </strong>Nos depimus torrare a appropiare de sa limba de chi nos ant privadu, e custu no est difìtzile: bastat a dda faeddare. E si ddoe at calicunu chi no dda ischit faeddare prus, dd&#8217;at a imparare, e custu puru at a èssere unu deretu e unu dovere mannu de ònnia sardu.</p>
<p style="text-align: justify;">Incumentzemus pro primos, is chi creent a una Sardigna lìbera e soberana, is chi oe càstiant cun isperàntzia a sa Catalugna, incumentzemus a fàghere sa rivolutzione de nche torrare su sardu a sa vida de ònnia die, sa rivolutzione de ddu faeddare in custa vida de oe, ca su sardu est una limba chi podet contare su mundu de oe, de eris e de cras.</p>
<p style="text-align: justify;">Tocat a nois a nde bogare su sardu de su magasinu betzu de sa traditzione, ca una limba no est unu repertu de museu,<strong> tocat a nois a cambiare sa diretzione, ca su sardu est sa crae chi aberit so porta a sa “ri-evolutzione” de su pòpulu sardu, est sa limba de sa natzione de sa cale semus parte, est sa limba de sa Sardigna chi bolemus fàghere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Versione in italiano:<a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/41781_153686707976620_2468_n.jpg" rel="lightbox[11657]"><img class="alignright size-full wp-image-11660" title="Sa limba sarda" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/41781_153686707976620_2468_n.jpg" alt="" width="200" height="263" /></a><br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Nella situazione di crisi totalizzante che la Sardegna sta vivendo (economica, identitaria, sociale, demografica) si è fin troppo trascurata la questione linguistica. I problemi che per loro natura si impongono in una più tangibile concretezza, appaiono più cogenti dello stato della lingua sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è tutt’altra: quella della lingua è una questione imprescindibile non solo per un movimento indipendentista come iRS, ma per qualsiasi movimento politico che si interessi allo stato di “salute” del popolo e della Natzione. Lo stato di salute della lingua di un popolo dice tutto sullo stato di salute del popolo che la parla.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla base dell’ agenda politica di iRS relativa alla cultura vi è la convinzione che una maggiore consapevolezza della propria lingua darebbe ai sardi una maggiore consapevolezza di sé stessi. Le implicazioni di questa equazione sono temibili per uno stato centralizzante come quello italiano, che non solo ha sempre agito in modo da stroncare questa consapevolezza, ma tutt’oggi continua a declassare la nostra lingua in una dimensione socialmente inferiore, definendola dialetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di accrescere questa consapevolezza linguistica è necessario un potenziamento dell’istruzione linguistica in generale dei sardi: occorre ripristinare quel multilinguismo e multiculturalismo che da sempre hanno caratterizzato questa civiltà al centro del Mediterraneo, crocevia di lingue e popoli differenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il monolinguismo e il monoculturalismo sono un’invenzione e non lo stato naturale e normale delle cose.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il confronto con altre lingue europee farebbe scaturire una riflessione metalinguistica che ci aiuterebbe in poco tempo a sfatare tutti i falsi miti sul sardo: la non comprensibilità tra varietà sarde; l’esistenza di due sardi: Logudorese e Campidanese; l’arcaicità del sardo, per citare i più cavalcati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per comprendere il valore che questo tipo di riflessione avrebbe per i sardi, occorre dire che: la prima sfortuna dei sardi di oggi è quella di essere stati istruiti in lingua italiana: una lingua di relativamente recente invenzione e codificazione, tale che banalmente “si scrive come si legge”, a differenza della stragrande maggioranze delle lingue del mondo!</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda sfortuna dei sardi è che nella scuola italiana si dà pochissima importanza allo studio delle lingue straniere europee.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza è che lo stato italiano è stato sempre centralista e timoroso delle differenze: per contrastare la vitalità dei dialetti italici la lingua italiana è stata imposta come “monolingua”, “monocultura” e “monociviltà”, relegando le lingue minoritarie o i dialetti a sottocultura da estirpare.</p>
<p style="text-align: justify;">Fuori dall’Italia c’è tutto un altro panorama: la condizione naturale ed anche quella più diffusa al mondo è quella del plurilinguismo, la maggior parte dei bambini nascono e crescono in un contesto come minimo bilingue. Ma questa non è l’immagine della realtà che un cittadino medio può ricavare dall’istruzione che riceve nella scuola italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre il fatto che l’italiano si legga come si scrive e il fatto che noi sardi siamo alfabetizzati solo in italiano ci ha reso ignoranti sull’esistenza di più dimensioni all’interno della lingua: la dimensione del suono o pronuncia e la dimensione grafica, o scrittura. Se fossimo stati abituati a vedere il sardo come una lingua “normale”, poniamo come il francese, o l’inglese, non ci stupirebbe scrivere il verbo “ (issu) arribat” e continuare a leggerlo e pronunciarlo /issuar’ribbara/, nel Sulcis, /issuar’ribada/, in Campidano, /issuar’ribata/ in qualche area del centro, per esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come in francese scriviamo “il arrive”, sapendo e accettando che si legge /ilarriv/, oppure come in inglese scriviamo &lt;laugh&gt; ma impariamo che si dice /laf/ e non ci poniamo alcun problema!</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa emerge da questo brevissimo confronto? La grafia ci rivela che il sardo è uno solo, quello che in linguistica si chiama “core” e che noi diremmo il “cuore” della lingua è unico: ciò che differenzia queste innumerevoli nostre indomabili parlate locali è solo e soltanto la pronuncia!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Che peccato non aver avuto prima la possibilità di leggere in sardo, così ci saremmo resi conto prima che il sardo è uno solo!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Veniamo ora allo stereotipo del sardo lingua arcaica: adatta per parlare di cose dell’antichità… Il sardo è una lingua che in effetti allo stato attuale manca di espressioni proprie adatte a designare oggetti o realtà della modernità contemporanea: ma questo accade solo perché dagli anni 50 in poi, con l’arrivo della televisione e quindi un’italianizzazione di massa, e in parte già da prima, l’ italiano è diventato sinonimo di successo economico e sociale, di progresso e modernità, televisione, industria e cose più subdole come la “Rinascita”. Il sardo era andato a finire in un mondo di povertà, fame e arretratezza, lingua di pastori, di contadini, di “bidduncoli”.</p>
<p style="text-align: justify;">Al sardo è toccato un destino comune poi a tutte le lingue di popoli colonizzati: la diglossia, il language shift (cambiamento di lingua) e poi l’ “endangerment” (il rischio di estinzione). Molte di queste lingue però hanno deciso di attuare ciò che i linguisti chiamano <strong><em>“reversing language shift”: hanno ribaltato questo percorso verso la morte linguistica e hanno intrapreso la risalita verso la rivitalizzazione</em></strong>. Casi esemplari sono il gaelico della Repubblica d’Irlanda, prima lingua ufficiale dello stato da quando è indipendente; e il maltese, che pure si è trovato a competere con un colosso linguistico ben più influente dell’italiano: l’inglese. Essendo lingua della Comunità Europea, il maltese ha acquisito attraverso prestiti linguistici, neologismi e calchi semantici molte nuove espressioni necessarie per redigere e tradurre documenti da e verso l’Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la Sardegna, come Malta, fosse indipendente e avesse i suoi rappresentanti in Parlamento Europeo e il Sardo fosse lingua d’Europa a tutti gli effetti, avremmo bisogno di un certo numero di traduttori dalle lingue europee al sardo e viceversa, che arricchirebbero, usandolo, il sardo di neologismi, prestiti e calchi. La Limba, così ri-funzionalizzata e rivitalizzata tornerebbe ad essere lingua di tutti i tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo iRS, pertanto, le istituzioni della Sardegna devono adottare efficaci e moderne politiche linguistiche che potenzino e incentivino il bilinguismo nelle nuove generazioni: non solo a livello di istruzione scolastica, ma anche attraverso la sensibilizzazione delle famiglie affinché i giovani genitori apprezzino i vantaggi e le possibilità di maggior successo e benessere che garantirebbero ai loro figli crescendoli in almeno due lingue. Anche le imprese potrebbero essere incentivate all’uso del sardo per esempio nella pubblicità dei loro prodotti. <strong><em>Dovrebbe passare un messaggio chiaro: che l’uso del sardo conviene, anche economicamente.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Contemporaneamente si andrà potenziando lo studio di più lingue europee e quindi familiarizzando i giovani sardi alla molteplicità e alla comparazione con altri sistemi linguistici, giovando anche alla salute della LIMBA e alla consapevolezza linguistica dei sardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la standardizzazione della lingua, questo è un processo necessario di cui la Repubblica di Sardegna che vogliamo costruire non potrebbe certo fare a meno: le sue istituzioni infatti dovranno comunicare con i cittadini sardi usando un codice che sia accessibile e funzionale a tutti i parlanti.</p>
<p style="text-align: justify;">È finito il tempo delle giustificazioni, gli strumenti necessari per mettere in atto questo processo esistono già, e se ne mancano, si faranno lungo il cammino. Prima di tutto deve essere chiaro che una forma di standardizzazione della lingua è indispensabile, soprattutto se pensiamo che il sardo sarà la lingua ufficiale della repubblica che vogliamo costruire, e in quanto tale deve essere un codice riconosciuto da tutti i sardi. La LSC è ciò che al momento esiste di più vicino a quello strumento; tutti i sardi devono sforzarsi di comprendere, uscendo dalla logica dell’italiano, che la grafia non obbliga ad una pronuncia che sia estranea alla varietà di ciascuno, ma bensì occorre capire che le parole del sardo si scrivono in un modo e si pronunciano in un altro. Fin da ora ogni sardo può cominciare a praticare questa norma grafica, scaricabile a questo link</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.sardegnacultura.it%2Fdocumenti%2F7_108_20090205130352.pdf&amp;h=mAQHZTjEE&amp;s=1" target="_blank" rel="nofollow">http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_108_20090205130352.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;">per conoscerla e anche migliorarla con l’uso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ragionando in termini di democrazia linguistica, è chiaro che nella particolare situazione linguistica della Sardegna, non si dovranno trascurare le varietà non propriamente sarde come il tabarchino di Carloforte e Calasetta, il catalano di Alghero e il gallurese. Ogni scuola dedicherà la giusta attenzione affinché i bambini siano alfabetizzati e istruiti tenendo conto della lingua dei genitori e della comunità in cui vivono, e messi a conoscenza del patrimonio culturale legato alla specifica varietà linguistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio delle lingue locali sarà un plusvalore, un extra rispetto allo studio del sardo che deve fungere anche da lingua veicolare nell’insegnamento di altre materie, come già oggi si fa con il metodo CLIL ad esempio con l’inglese. Gli studenti sardi devono poter studiare in sardo anche la matematica, la geografia, la storia o le scienze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Solo così cresceranno dei sardi che sapranno pensare e spiegare in sardo ogni cosa, ogni concetto del mondo e della vita nella propria lingua nazionale, dal moto di rivoluzione dei pianeti al teorema di Pitagora o la rivoluzione francese.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per arrivare a questo risultato occorre convogliare risorse economiche e umane non solo nell’insegnamento ma anche in iniziative di rivalutazione del sardo in ogni luogo e campo della vita civile, per abbattere tutti gli stereotipi sulla nostra lingua, basati sull’ignoranza di sé stessi, affinchè la nostra lingua non sia più stigmatizzata come inferiore, giacché il sardo ha dato voce a un popolo e una storia millenari.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a oggi in molti abbiamo peccato di trascuratezza nei confronti della nostra lingua nativa, pertanto come movimento indipendentista iRS vuole lanciare un appello a tutti gli indipendentisti di oggi: così come abbiamo fatto la rivoluzione interiore nel momento in cui ci siamo “risvegliati” e ci siamo riscoperti sardi e non italiani, così dobbiamo fare quest’altra rivoluzione decisiva. Dobbiamo riappropriarci della lingua che ci è stata negata e questo non è così difficile: dobbiamo semplicemente parlarla! E coloro che non la parlano oggi, possono sempre impararla.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo per primi, <strong><em>noi che crediamo in una Sardegna libera e sovrana</em></strong>, noi che con speranza guardiamo alla Catalogna, iniziamo a fare la rivoluzione di riportare il sardo alla vita quotidiana, la rivoluzione di parlarlo qui ed ora, perché il sardo è una lingua che può raccontare il mondo di oggi, di ieri e di domani. Tocca a noi portar fuori il sardo dalla soffitta della tradizione, perché la lingua non è un reperto da meseo; tocca a noi invertire la rotta, perché <strong><em>il sardo è la chiave che apre la porta alla “ri-evoluzione” del popolo sardo, è la lingua della nazione a cui apparteniamo, è la lingua della Sardegna che vogliamo costruire.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></strong></p>
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		<title>Firmato lo storico accordo di Edimburgo sul referendum</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 15:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/your_scotland_your_future_pocket_pic.jpg" rel="lightbox[11650]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11651" title="Your Scotland - Your future" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/your_scotland_your_future_pocket_pic-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un accordo storico che spiana la via per il referendum sull&#8217;indipendenza della Scozia è stato firmato oggi a Edinburgo, dopo che il Primo Ministro Alex Salmond ha raggiunto un accordo col Primo Ministro David Cameron che confermerà il potere del Parlamento scozzese di tenere delle votazioni che saranno rispettate pienamente da entrambi i governi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ “Accordo di Edimburgo”, ratificato dal signor Salmond e dal signor Cameron durante una cerimonia alla St Andrew’s House nel cuore della capitale scozzese, vedrà il governo scozzese e quello del Regno Unito lavorare insieme per garantire che Holyrood (il parlamento scozzese <em>ndt</em>) possa emanare un referendum che incontri i più alti standard di giustizia, trasparenza e correttezza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’accordo vedrà la stesura di un decreto dell’articolo 30 (dello Scotland Act con cui nel 1998 fu creato il parlamento scozzese <em>ndt</em>) nel Parlamento scozzese e a Westminster per confermare che Holyrood abbia il potere necessario per indire un referendum a quesito singolo, garantendo che il voto del 2014 sarà progettato e gestito dal popolo scozzese.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta raggiunto l’accordo sul decreto, il governo scozzese inoltrerà la legislazione al Parlamento per rendere esecutivo il referendum. Questo stabilirà la data proposta, il diritto al voto, la formula del quesito, le regole sul finanziamento della campagna e oltre regole per la conduzione della campagna.</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione finale su questi aspetti sarà presa dal Parlamento scozzese, tenendo conto del responso alla consultazione referendaria del Governo scozzese.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando dopo la cerimonia della firma, il Primo Ministro nonché leader dello SNP, Alex Salmond ha detto: <em>“L’Accordo di Edimburgo, firmato oggi dal governo scozzese e da quello del Regno Unito, segna un passo importante nel viaggio dell’autogoverno della Scozia. Significativamente, esso assicurerà che la più grande decisione che il popolo del nostro Paese prenderà per molte generazioni sia presa qui in Scozia per il bene di tutti quelli che vivono e lavorano qui. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo sarà un referendum progettato e indetto dal Parlamento scozzese. Il patto di oggi segna l’accordo sul procedimento e sul rispetto per il risultato, da entrambe le parti. Secondo la mia visione, esso prepara la via per una nuova partnership in queste isole.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il governo scozzese ha una visione ambiziosa per la Scozia: un paese europeo prospero e realizzato, che rifletta i valori scozzesi della giustizia e dell’opportunità, che promuova l’eguaglianza e la coesione sociale. Una Scozia con un nuovo posto nel mondo – come nazione indipendente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La firma storica di oggi dell’Accordo di Edimburgo segna l’inizio della campagna per soddisfare quell&#8217;ambizione. Sarà una campagna durante la quale presenteremo la nostra positiva e ambiziosa visione di una Scozia fiorente, più giusta, progressista e indipendente – una visione che, ne sono convinto, vincerà la contesa e produrrà un SI nell&#8217;autunno del 2014”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo dell’Accordo di Edimburgo e il protocollo d’intesa tra i governi scozzese e britannico è disponibile online qui:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.scotland.gov.uk/About/Government/concordats/Referendum-on-independence" target="_blank" rel="nofollow">http://www.scotland.gov.uk/About/Government/concordats/Referendum-on-independence</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto dell’articolo 30 sarà presentato sia al Parlamento di Westminster che a quello scozzese e deve essere apporvato da entrambi prima che possa divenire legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Se questo passerà getterà la base legale per un referendum senza dubbio.</p>
<p style="text-align: justify;">Come il referendum sulla devolution del 1997, un referendum sull&#8217;indipendenza sarebbe consultivo piuttosto che vincolante. I due governi sono s’accordo che il referendum dovrebbe restituire una prova chiara e un’espressione decisiva dell’opinione del popolo scozzese e un risultato che tutti rispetteranno. Essi sono impegnati a lavorare insieme costruttivamente alla luce dell’esito nel migliore interesse del popolo scozzese e del resto del Regno Unito.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.snp.org/media-centre/news/2012/oct/historic-edinburgh-agreement-referendum-signed" target="_blank">Traduzione</a> a cura di Daniela Soru / iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Prima Cunferèntzia Internatzionale de sas Natziones sena Istadu</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 13:02:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 24, 25, 26 agosto, ad Alghero, presso l&#8217;Hotel Catalunya, si terranno i convegni della  1° conferenza internazionale delle nazioni senza stato. Si discuterà di politica, lingua, cultura e sopratutto degli attuali processi in corso in alcune regioni Europee come la Scozia e la Catalogna in cui il dibattito sulla sovranità si trova già in una<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/08/prima-cunferentzia-internatzionale-de-sas-natziones-sena-istadu/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/conferenza-alghero.jpg" rel="lightbox[11380]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11385" title="conferenza alghero" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/conferenza-alghero-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Il 24, 25, 26 agosto, ad Alghero, presso l&#8217;Hotel Catalunya, si terranno i convegni della  1° conferenza internazionale delle nazioni senza stato.</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Si discuterà di politica, lingua, cultura e sopratutto degli attuali processi in corso in alcune regioni Europee come la Scozia e la Catalogna in cui il dibattito sulla sovranità si trova già in una fase molto avanzata.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, il pomeriggio di venerdi 24 agosto prevede un programma particolarmente interessante con un confronto aperto sui temi della fiscalità ma sopratutto sarà<strong> l&#8217;intera giornata di domenica 26 il momento più importante</strong> dove le questioni politiche e i percorsi differenti verso l&#8217;indipendenza saranno esposti e confrontati fra loro.<span id="more-11380"></span></p>
<p>iRS è invitata a partecipare.</p>
<p><strong>Estendiamo quest&#8217; invito a tutti.</strong></p>
<p>Qui il programma completo dell&#8217;evento:</p>
<p><a href="https://gestio.solidaritatcatalana.cat/sites/default/files/20446/dipticconferenciaok.pdf" target="_blank" rel="nofollow nofollow">https://gestio.solidaritatcatalana.cat/sites/default/files/20446/dipticconferenciaok.pdf</a></p>
<p><span style="font-style: italic;">iRS &#8211; indipendèntzia Repubrica de Sardigna</span></p>
</div>
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		<title>La Regione Sardegna pignori i beni dello stato italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 14:44:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/Finding-Solutions.jpg" rel="lightbox[11255]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11256" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/Finding-Solutions-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a>E&#8217; notizia di questi giorni che nel decreto di spending review, approvato con una mozione di fiducia votata anche da parlamentari sardi, lo stato italiano tratterrà per sé nei prossimi 5 anni quelle tasse che ai sensi del nuovo testo dell’articolo 8 dello Statuto Sardo sono invece di pertinenza della Sardegna. Infatti, così recita l&#8217;articolo del nostro Statuto, il gettito fiscale è composto <em>“dai sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e sul reddito delle persone giuridiche riscosse nel territorio della regione”</em>.</p>
<p><strong>La spending review del non-eletto governo Monti di fatto entra in conflitto con l’autonomia isolana</strong> che, in caso di conferma del sopracitato “sequestro” fiscale, verrebbe ulteriormente calpestata sebbene sancita da sentenze emesse da tribunali dello stesso stato, come<a href="http://www.irsonline.net/2012/05/illegittimo-il-ricorso-dello-stato-italiano-larticolo-8-va-applicato/"> iRS ha fatto doverosamente notare anche in passato</a> . Infatti il taglio previsto è di circa 400 milioni di euro e, nonostante l’assessore regionale al bilancio La Spisa dichiari cifre che contraddicono quanto dichiarato a Roma dando una stima di &#8220;solo&#8221; 160 milioni, la situazione è evidentemente di una gravità inaudita. E pensare che la stessa cifra che viene così indebitamente sottratta alla Sardegna quasi corrisponde all&#8217;importo con cui l&#8217;armatore Onorato ha comprato l’intera flotta ex-Tirrenia determinando per altro un regime di monopolio che è già sotto verifica da parte dell&#8217;Unione Europea.<span id="more-11255"></span></p>
<div>Il movimento iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, nel suo progetto di sovranità fiscale è fermamente convinto che <strong>l&#8217;istituzione di un’Agenzia Sarda delle Entrate possa eludere gli scippi che da anni i governi italiani compiono nei confronti del popolo sardo</strong> impedendo lo sviluppo dell’isola, e che questa agenzia possa, come regolamentato da Statuto, trattenere le entrate della Sardegna per reinvestirle nel territorio stesso.<br />
<strong> </strong></div>
<div><strong>iRS pertanto propone che i beni, terre ed edifici dello stato italiano presenti nell&#8217;isola vengano pignorati e riutilizzati dalla Regione come strutture pubbliche.</strong> L’economia della Sardegna non può e non deve essere legata a governi temporanei non eletti dai sardi, ma deve svolgersi attraverso un processo di sovranità fiscale che scorpori la gestione delle finanze sarde da quelle italiane, avendo come scopo unico il benessere del popolo sardo.</div>
<div>
<p><em>iRS – TzdE Fiscalità, Credito e Contabilità Pubblica.</em></p>
</div>
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