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	<title>iRS &#187; Tàtari</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>Sassari situazione idrica insostenibile</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 08:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La situazione della rete idrica a Sassari è diventata insostenibile. Da anni, ogni mese regolarmente viene sospesa l&#8217;erogazione idrica, per giorni, in molti quartieri della città creando disagi enormi a tutti i cittadini e alle attività commerciali che lavorano nel campo della ristorazione, ai bar e a tutte le attività che operano a contatto col<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2021/03/sassari-situazione-idrica-insostenibile/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione della rete idrica a Sassari è diventata insostenibile. Da anni, ogni mese regolarmente viene sospesa l&#8217;erogazione idrica, per giorni, in molti quartieri della città creando disagi enormi a tutti i cittadini e alle attività commerciali che lavorano nel campo della ristorazione, ai bar e a tutte le attività che operano a contatto col pubblico peraltro già in ginocchio a causa della pandemia.</p>
<p>Bisogna smetterla di rattoppare condotte colabrodo.</p>
<p>Serve programmare un intervento strutturale serio per ristrutturare le condotte idriche per poter garantire a tutti il diritto all&#8217;acqua potabile, diritto umano universale e fondamentale inserito nel 2010 dall&#8217;ONU come estensione del diritto alla vita.</p>
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		<title>Abbanoa sta umiliando i sassaresi. L&#8217;acqua potabile è un diritto umano!</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2016 07:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2010 l’ONU ha dichiarato il diritto all&#8217;acqua un diritto umano universale e fondamentale come un’estensione del diritto alla vita. La risoluzione sottolinea ripetutamente che l’acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, più degli altri diritti umani, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2016/05/abbanoa-sta-umiliando-i-sassaresi-lacqua-potabile-e-un-diritto-umano/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel 2010 l’ONU ha dichiarato il diritto all&#8217;acqua un diritto umano universale e fondamentale come un’estensione del diritto alla vita. La risoluzione sottolinea ripetutamente che l’acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, più degli altri diritti umani, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, è fondamentale per tutti gli altri diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">In Sardegna questo argomento ci tocca in maniera particolare e non possiamo non aprire una riflessione collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli ultimi dati ISTAT nell&#8217;isola oltre il 60% dei sardi non può utilizzare l’acqua del rubinetto in quanto imbevibile e non idonea per l’uso umano. A Sassari, nell&#8217;arco di un anno su 365 giorni per 226 l’acqua non è potabile ma allo stesso tempo viene venduta ai cittadini come se lo fosse. La scorsa settimana il Sindaco di Sassari ha emesso l&#8217;ennesima ordinanza dove vieta l&#8217;uso dell&#8217;acqua in quasi tutta la città e nell&#8217;agro perché non idonea per il consumo umano diretto.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbanoa in Sardegna sta violando un diritto umano fondamentale in quanto fornisce ai cittadini acqua non potabile ed interrompe l’erogazione a suo piacimento. Non si può fare a meno di richiamare la politica e il Presidente Pigliaru come suo massimo rappresentate alle proprie responsabilità, perché è chiaro a tutti che senza la connivenza politica questa situazione son sarebbe mai esistita e non sarebbe mai arrivata a questi livelli indecenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’altra domanda che tutti ci poniamo e che si pone anche la magistratura è: dove sono finiti i soldi? Come ha fatto Abbanoa a bruciare quasi cento milioni di euro pubblici all&#8217;anno, fino a scivolare sull&#8217;orlo del fallimento, costringendo la Regione a una rapida capitalizzazione da 142 milioni?</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati utilizzati per rifare le condotte idriche colabrodo? Sembrerebbe di no dato che stando ai dati ISTAT in Sardegna viene persa il 54,8% dell’acqua immessa nella rete classificando l’isola come la “Regione” più sprecona d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo senza considerare i danni che una situazione di questo tipo crea alle attività commerciali che lavorano nel campo della ristorazione, ai bar e a tutte le attività che operano a contatto col pubblico. Altro rischio da non sottovalutare è il rischio per la salute. Chi risarcirà tutte le persone che si sono ammalate e hanno riscontrato infezioni a causa dei valori alterati dell’acqua ma non riusciranno mai a dimostrarlo?</p>
<p style="text-align: justify;">Serve una reazione forte e decisa, ovviamente nonviolenta, ma proporzionata all’entità del danno che ogni giorno subiamo da questa situazione che ci umilia profondamente nella nostra intimità di donne e uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Non siamo più disponibili ad assistere inermi alla perdita della nostra dignità. Vogliamo che il diritto all&#8217;acqua potabile venga immediatamente ripristinato assieme alla legalità!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Sassari ha bisogno di centri culturali non di bische</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2016 14:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le attiviste e gli attivisti di iRS apprendono con tristezza e sconcerto che a Sassari è stato inaugurato il tempio delle Slot Machine (QUI) alla faccia della mozione approvata dal Consiglio Comunale appena un anno fa che incentivava i commercianti che eliminavano le slot dai propri esercizi commerciali. Leggendogli ultimi dati la spesa complessiva per<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2016/02/sassari-ha-bisogno-di-centri-culturali-non-di-bische/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le attiviste e gli attivisti di iRS apprendono con tristezza e sconcerto che a Sassari è stato inaugurato il tempio delle Slot Machine (<a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2016/02/10/news/sassari-rivolta-contro-la-sala-con-le-slot-machine-1.12933668" target="_blank"><span style="color: #1155cc;"><b>QUI</b></span></a>) alla faccia della mozione approvata dal Consiglio Comunale appena un anno fa che incentivava i commercianti che eliminavano le slot dai propri esercizi commerciali.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Leggendogli ultimi dati la spesa complessiva per giocare con slot machine e videolottery nel territorio comunale di Sassari è stata pari a 76 milioni di euro. Una cifra che fa rabbrividire se pensiamo che per realizzare il nuovo centro intermodale ne sono stati preventivati 28 milioni.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; arrivato il momento che l&#8217;amministrazione comunale di Sassari inizi a compiere atti di coraggio e quindi a prendere posizioni chiare anche per quanto riguarda il gioco d&#8217;azzardo.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Tutti sappiamo che i giocatori affetti da ludopatia, vengono curati al serd da veri e propri specialisti, di conseguenza autorizzando l&#8217;apertura di questi luoghi che son dei veri e propri santuari del gioco d&#8217;azzardo non si fa altro che agevolare la malattia per poi curarla gravando peraltro sempre sulla spesa pubblica.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Alcuni sindaci, anche in Sardegna, hanno fatto una scelta etica eliminando le slot machine dai propri paesi riducendo notevolmente i casi di malati di gioco.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il comune di Montresta per esempio già diversi anni fa ha avviato un percorso partecipato con la popolazione sul tema del gioco d&#8217;azzardo. Il sindaco, stanco di vedere compaesani andare sul lastrico per via delle slot e stanco di sentire i baristi ripetere la cantilena “se non lo fanno nel nostro paese lo fanno altrove” ha deciso di aprire un dibattito pubblico che poi ha portato ad un referendum popolare e all&#8217;approvazione di un regolamento per eliminare i videopoker.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Queste sono scelte coraggiose che portano al miglioramento della società, avendo ben chiaro che tra ciò che è legale e ciò che è legittimo c&#8217;è una grossa differenza e che la società non migliora se nessuno compie atti di coraggio.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; imbarazzante leggere le dichiarazioni dei gestori della sala di via Vardabasso che dichiarano di dare lavoro a 16 persone senza pensare a quante persone il lavoro lo perderanno grazie alla loro iniziativa.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sassari ha bisogno di centri culturali, di cinema, di scuole di musica, di laboratori d&#8217;arte e di centri che ci arricchiscono culturalmente non di sale slot che ci impoveriscono sia a livello economico che intellettuale.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</span></span></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Porto Torres: La Classe Politica metta l&#8217;Eni con le spalle al muro.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 11:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tàtari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, affiliata alla British Petroleum è stato il disastro ambientale più grave della storia americana. Lo sversamento è iniziato il 20 aprile 2010 ed è terminato 106 giorni più tardi, il 4 agosto 2010, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiavano sulle acque di fronte a Louisiana,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/07/porto-torres-la-classe-politica-metta-leni-con-le-spalle-al-muro/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, affiliata alla British Petroleum è stato il disastro ambientale più grave della storia americana. Lo sversamento è iniziato il 20 aprile 2010 ed è terminato 106 giorni più tardi, il 4 agosto 2010, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiavano sulle acque di fronte a Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida, oltre alla frazione più pesante del petrolio che ha formato ammassi chilometrici sul fondale marino.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;">A seguito dei procedimenti legali intentati da Louisiana, Mississippi, Texas, Florida, Alabama e dal governo federale Usa, la compagnia britannica pagherà 18,7 miliardi di dollari in un arco di 18 anni per i danni arrecati. Si tratta di un accordo di portata storica, sia per la l&#8217;entità dell&#8217;indennizzo sia da un punto di vista giurisprudenziale in quanto, per l&#8217;ennesima volta, è stato asseririto un essenziale principio: chi inquina paga.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa vicenda dovrebbe essere di lezione a chi, in Sardegna, dopo decenni di contaminazione del territorio non hai mai risarcito per i danni causati. Da Porto Torres fino al Sulcis l&#8217;Isola è una delle aeree più inquinate d&#8217;Europa. Ciononostante risanamento, bonifiche e riconversione economica sono state, fino ad ora, solo parole al vento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’area industriale di Porto Torres è stato sequestrato dal Noe il deposito di rifiuti radioattivi di proprietà della Syndial (Eni), contenente 7mila tonnellate di rifiuti radioattivi. Le ipotesi di reato contestate a tre dirigenti della Syndial sono quelle di disastro ambientale ed esercizio di discarica abusiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #141823;">iRS nel 2003 scoperchiò lo scandalo della discarica di Minciaredda, (</span><b><span style="color: #0000ff;"><a href="https://youtu.be/5w81GbTh1Pk" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://youtu.be/5w81GbTh1Pk&amp;source=gmail&amp;ust=1463473962152000&amp;usg=AFQjCNGhsDVzPxlpVOdrw7-TJrA4JKUevw">GUARDA <u>QUI</u></a></span></b><span style="color: #141823;">) passata successivamente alle cronache come la &#8220;Collina dei Veleni&#8221;. Sette anni dopo, e in seguito a decenni di inquinamento, non si è realizzato ancora nulla per risanare le zone contaminate. Basterebbero 1,5 miliardi di euro per ridare speranza ad un intero territorio. Nonostante ciò è venuto fuori, attraverso le indagini della magistratura, uno scenario ancora peggiore: la presenza di agenti radioattivi. Una condizione intollerabile e vergognosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;">La questione delle bonifiche non può più essere rimandata. Da ormai dodici anni assistiamo a passerelle dell&#8217;Eni che fino ad oggi ha presentato progetti che sembrano solo goffi tentativi di truffa per non attuare le bonifiche. La classe dirigente deve prendere una posizione forte che metta finalmente l&#8217;Eni con le spalle al muro e li costringa a stanziare i soldi per le bonifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi più che mai serve un cambio di passo che restituisca dignità e orgoglio a tutte le vedove che hanno visto i loro mariti morire di tumore, alle madri che hanno visto i loro figli ammalarsi, agli ex lavoratori che sono senza lavoro e che sono stati usati come scudo per avallare progetti farsa come la Chimica Verde ed  alle persone che sono vittime della devastazione portata dall&#8217;Eni e che fino ad oggi si sono sentite impotenti di reagire. Tutte quante vittime di una brutale ingiustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il principio “chi inquina paga” non vale solo negli Stati americani, ma anche in Sardegna ed è in questo sendo che la classe dirigente sarda deve prendere una posizione forte che metta finalmente l&#8217;ENi con le spalle al muro e li costringa a bonificare e quindi a rispettare la legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Rilanciamo la proposta affinché venga costituito un Comitato Civico di Controllo, che segua e controlli attentamente tutta la fase delle opere di bonifica, e che al suo interno abbia una reale rappresentanza dei cittadini e che sia capace di attuare una completa trasparenza, al fine di evitare che il controllore sia il controllato come è avvenuto fino ad ora.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Interrogazione sul divieto del consumo umano diretto dell&#8217;acqua nel comune di Sassari</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 15:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
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		<category><![CDATA[acqua non potabile]]></category>
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		<description><![CDATA[PREMESSO che: &#8211; la mission di Abbanoa Spa è la gestione omogenea e unitaria del servizio idrico integrato della Sardegna, così da garantire, nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente, la fornitura dell&#8217;acqua con la stessa qualità, lo stesso livello di servizio e la stessa tariffa in tutto il territorio regionale: dal capoluogo al comune più isolato; &#8211;<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/06/interrogazione-sul-divieto-del-consumo-umano-diretto-dellacqua-nel-comune-di-sassari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>PREMESSO</strong> che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; la mission di Abbanoa Spa è la gestione omogenea e unitaria del servizio idrico integrato della Sardegna, così da garantire, nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente, la fornitura dell&#8217;acqua con la stessa qualità, lo stesso livello di servizio e la stessa tariffa in tutto il territorio regionale: dal capoluogo al comune più isolato;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; nello stabilire le tariffe l&#8217;Autorità per l&#8217;energia elettrica il gas e il sistema idrico adotta i seguenti principi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>garantire che gli utenti non sostengano oneri impropri;</li>
<li>assicurare meccanismi di salvaguardia per le utenze economicamente disagiate;</li>
<li>collegare le tariffe con la qualità del servizio in modo da evitare che i gestori realizzino margini, peggiorando il servizio fornito;</li>
<li>riconoscere il costo del servizio sulla base di valori efficienti;</li>
<li>riconoscere il costo dei soli investimenti effettivamente realizzati;</li>
<li>promuovere la tempestiva entrata in esercizio delle infrastrutture oggetto di investimento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>VALUTATO</strong> che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; il provvedimento n. 26/75 del CIP (Comitato Interministeriale Prezzi) all’art. 13 stabilisce un limite del 50% del prezzo relativo alle forniture di acqua per ogni uso quando la fornitura abbia per oggetto acque idonee solo agli usi igienici;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; nel documento Right to Water (settembre 2007) dell&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile e ai servizi sanitari viene definito nel novero dei diritti umani;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; nell&#8217;anno 2015 sono state otto le ordinanze del comune di Sassari in cui veniva prescritto il divieto di utilizzo per il consumo umano diretto dell&#8217;acqua (n. 7, 14, 18, 21, 35, 49, 50, 56) e che hanno coinvolto principalmente le zone di Palmadula, Centro storico, Monte Rosello, Latte Dolce, Porcellana, Sacro Cuore, Piandanna, Santa Maria di Pisa e Predda Niedda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CHIEDE</strong> di interrogare il Presidente della Regione e l&#8217;Assessore dei Lavori Pubblici per sapere se</p>
<p style="text-align: justify;">Se intendano attuare le procedure di indennizzo del 50%, così come previsto dal provvedimento n. 26/75 del CIP (Comitato Interministeriale Prezzi) all’art. 13, sia per i cittadini del comune di Sassari, sia per tutti quelli che abbiano subito gli stessi gravi disagi a causa dei disservizi di Abbanoa in materia di utilizzo per il consumo umano diretto dell&#8217;acqua.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scala Erre tra poco sarà emergenza. Troviamo insieme una soluzione.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 12:06:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La gestione dei rifiuti in Sardegna rappresenta ormai un vero problema sia per quanto riguarda la produzione, sia per il loro smaltimento. Non è un caso se negli ultimi mesi vi è stato un notevole sviluppo di tensioni sociali e politiche rispetto all&#8217;inceneritore di Macomer e al revamping di Macchiareddu, perchè i cittadini non sono<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/06/scala-erre-tra-poco-sara-emergenza-troviamo-insieme-una-soluzione/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La gestione dei rifiuti in Sardegna rappresenta ormai un vero problema sia per quanto riguarda la produzione, sia per il loro smaltimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso se negli ultimi mesi vi è stato un notevole sviluppo di tensioni sociali e politiche rispetto all&#8217;inceneritore di Macomer e al revamping di Macchiareddu, perchè i cittadini non sono più disposti ad <span class="text_exposed_show">accettare che la salute pubblica sia messa in pericolo da decisioni prese nei luoghi della politica, senza condivisione o contraddittorio. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi anche il territorio di Sassari dovrà affrontare questo problema, in quanto tra circa cinque anni la discarica di Scala Erre non sarà più in grado di contenere i rifiuti. Attualmente in discarica conferiscono nove comuni del territorio: Sassari, Alghero, Porto Torres, Stintino, Sorso, Sennori, Putifigari, Olmedo e Uri. Se anche molti di questi centri hanno ormai avviato una spinta raccolta differenziata porta a porta, nei grandi centri si è ben lontano da risultati soddisfacenti. Tutto questo è un problema collettivo e non possiamo arrivarci impreparati nè in emergenza, momento nel quale si arriva ad optare per le soluzioni più drastiche e sbagliate.</p>
<div class="text_exposed_show">
<p style="text-align: justify;">iRS ritiene che questo sia un tema fondamentale per il presente e per il futuro del territorio, del quale tutti i cittadini debbano essere informati e coinvolti nella ricerca di soluzioni condivise.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo perfettamente coscienti del fatto che in processi come la raccolta differenziata i migliori risultati si ottengano con la collaborazione ed il coinvolgimento dei cittadini piuttosto che con l&#8217;imposizione da parte delle amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa non deve essere una &#8220;battaglia&#8221; di partito ma un obiettivo di popolo e di ogni singolo cittadino. Non vogliamo arrivare a doverci scontrare su posizioni preconcette o su decisioni già prese, abbiamo invece tutto il tempo per trovare una soluzione condivisa e dare un esempio di collaborazione produttiva tra cittadini e istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
</div>
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		<title>Chimica Verde al palo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2015 16:30:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni giorno che passa appare sempre più improbabile la presenza della filiera della &#8220;Chimica Verde&#8221; nell&#8217;area industriale di Porto Torres. La coltivazione del cardo non decolla, Eni disattende gli investimenti promessi e le bonifiche sono praticamente ferme al palo. Màtrica &#8211; polo chimico nato da una joint venture tra Versalis (Eni) e Novamont &#8211; no&#8230;n<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/05/chimica-verde-al-palo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ogni giorno che passa appare sempre più improbabile la presenza della filiera della &#8220;Chimica Verde&#8221; nell&#8217;area industriale di Porto Torres. La coltivazione del cardo non decolla, Eni disattende gli investimenti promessi e le bonifiche sono praticamente ferme al palo. Màtrica &#8211; polo chimico nato da una joint venture tra Versalis (Eni) e Novamont &#8211; no&#8230;n più tardi del 2 marzo 2015 dichiarava, per smentire la voci di un possibile spostamento della centrale di acquisto dalla Sardegna a Milano, che il suo futuro fosse congiunto inevitabilmente a Porto Torres.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012, l&#8217;allora Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, annunciò che Màtrica avrebbe generato decine di posti di lavoro per anni: &#8220;con questa bioraffineria integrata si dimostra che l´Italia può costruire un nuovo modello di sviluppo&#8221;. E&#8217; quanto affermò Passera mentre visionava lo stato di avanzamento dei lavori del cantiere Màtrica. &#8220;Qui si sta realizzando &#8211; proseguì il Ministro &#8211; uno degli esperimenti, anzi di più, una delle ristrutturazioni più complete e innovative di qualcosa che non era più sostenibile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Passera parlò di &#8220;nuovo modello di sviluppo&#8221;, ma di questo modello oggi non si vedono né tracce né tanto meno benefici, ed il fatto che gli agricoltori della Nurra non abbiano in gran parte affittato i propri terreni per la coltivazione del cardo dovrebbe far riflettere le classi dirigenti che da anni si fanno promotrici di questo progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli imprenditori agricoli della Nurra la coltura intensiva del cardo per la produzione energetica non è sostenibile in un territorio la cui vocazione principale deve essere l&#8217;agricoltura. Pertanto la deduzione logica è che la linea produttiva della &#8220;Chimica Verde&#8221; è totalmente slegata da quelle che sono le esigenze di sviluppo dell&#8217;ambiente in cui essa vorrebbe operare. Se Eni non rispetta gli accordi firmati e non vuole più investire lo spettro della fuga è dietro l&#8217;angolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per far ripartire Porto Torres risulta necessario un piano di investimenti ma su altri assets economici: turismo sostenibile, ricerca, agricoltura di qualità e una zona da destinare allo sviluppo di start up in settori tecnologicamente avanzati attraverso incentivi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS ha sempre sostenuto che il progetto Màtrica non rappresentasse un volano di sviluppo per il Nord Sardegna. Nessuna crescita economica sarà possibile se non verranno portate a termine le bonifiche che sono la premessa necessaria per qualsiasi ragionamento di tipo economico e per generare posti di lavoro.</p>
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		<title>Della Chimica Verde negativo è il principio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 12:58:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Sardegna oggi è una terra che importa l’84% di agroalimentare, questo vuol dire che produciamo appena il 16%. Il miraggio dell’industria chimica ha fatto sì che gli agricoltori abbandonassero le proprie terre e il proprio mestiere alla ricerca di un futuro migliore e di uno stipendio sicuro. Oggi rimane il deserto, il fallimento dell’industria,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/10/della-chimica-verde-negativo-e-il-principio/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Sardegna oggi è una terra che importa l’84% di agroalimentare, questo vuol dire che produciamo appena il 16%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il miraggio dell’industria chimica ha fatto sì che gli agricoltori abbandonassero le proprie terre e il proprio mestiere alla ricerca di un futuro migliore e di uno stipendio sicuro. Oggi rimane il deserto, il fallimento dell’industria, gli operai in cassa integrazione, i morti di tumore e un territorio devastato dall&#8217;inquinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo hanno seguito politiche agricole che per decenni hanno premiato la non-produzione, con l&#8217;erogazione di incentivi per la semina di un determinato prodotto che, una volta incassati gli incentivi, non veniva raccolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le terre, un tempo coltivate e produttive, ora sono incolte e abbandonate e fanno gola agli speculatori di turno. In alcune sorgono pale eoliche gestite da multinazionali o associazioni mafiose, ai cui proprietari terrieri viene concesso appena l’1% dei profitti, in altre pannelli fotovoltaici con lo stesso sistema, in altre cardi e paulonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Da diversi anni e con l&#8217;avvallo della classe politica, l&#8217;Eni propina e attua progetti calati dall’alto, come quello della cosiddetta “Chimica Verde”, che non vengono mai discussi seriamente con i cittadini, progetti che sembrano essere ideati per lo sviluppo del territorio, ma appaiono più come un ricatto da parte dell’Eni per non bonificare quei territori che ha devastato per anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La formula è sempre la stessa: “Questo è il progetto, se lavori qui hai lo stipendio”.  Che poi quel progetto vada a favore o a danno del territorio e della collettività non è importante. Ovviamente le società proponenti non potranno mai dire che quello che propongono non sia utile al territorio. Nella versione ufficiale conviene solo al territorio, nella versione reale, spesso, conviene solo all&#8217;azienda proponente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro errore è quello di calcolare sempre e solo i posti di lavoro che vengono dati e mai quelli che vengono tolti, così che fare una comparazione risulta difficile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello industriale proposto dall&#8217;Eni è sempre stato in linea con un&#8217;idea di sviluppo che sfrutta le risorse locali fino all&#8217;esaurimento, nascondendosi spesso dietro belle parole come &#8220;green&#8221;, &#8220;bio&#8221;, &#8220;eco&#8221;. E mentre il mondo intero riscopre il valore dell&#8217;agricoltura locale, della filiera corta, della chiusura locale dei cicli di produzione, consumo e autosostentamento, in Sardegna si propongono ancora centrali di produzione di materie prime da esportare, sfruttando di aree dall&#8217;alto valore produttivo per la monocoltura, notoriamente pericolosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo davvero che il futuro per il nord Sardegna sia quello di piantare cardo?</p>
<p style="text-align: justify;">La Regione Sardegna dovrebbe cambiare metodo e filosofia. La teoria dei posti di lavoro, pochi, maledetti e subito non funziona. Pensiamo che si dovrebbe commissionare  un progetto partecipato per il rilancio del territorio e dell’economia partendo dai bisogni della collettività. Il fatto che importiamo l’84% di agroalimentare dovrebbe farci riflettere. Probabilmente sarebbe più utile coltivare le terre per soddisfare il nostro fabbisogno alimentare e non cardo da bruciare negli impianti di Matrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di trattare bene gli investitori dobbiamo iniziare a trattare bene la nostra terra, tutelare la nostra salute e creare posti di lavoro con progetti che siano davvero utili al territorio e non solo a chi ha un palese interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora ci chiediamo come  mai i dirigenti di Matrica non abbiano mai accettato un incontro paritetico con i cittadini. Cosa avevano da nascondere?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Sassari acqua non potabile: Abbanoa riduca la bolletta del 50%</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 11:25:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“In tutto il territorio sassarese l&#8217;acqua destinata al consumo umano può essere utilizzata solo per la pulizia della frutta e della verdura e per tutti gli usi igienici. Il sindaco Nicola Sanna lo ha disposto con un&#8217;ordinanza a seguito dei controlli compiuti dal dipartimento di Prevenzione &#8211; servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione della<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/06/sassari-acqua-non-potabile-abbanoa-riduca-la-bolletta-del-50/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>“In tutto il territorio sassarese l&#8217;acqua destinata al consumo umano può essere utilizzata solo per la pulizia della frutta e della verdura e per tutti gli usi igienici. Il sindaco Nicola Sanna lo ha disposto con un&#8217;ordinanza a seguito dei controlli compiuti dal dipartimento di Prevenzione &#8211; servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione della Asl. Dagli esami è emerso che l&#8217;acqua della condotta non è conforme ai parametri chimici (cloriti e trialometani) e dunque è inadatta al consumo diretto. La restrizione rimarrà in vigore finché i controlli non daranno esito positivo. Questa ordinanza revoca e sostituisce integralmente la precedente”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Apprendiamo per l’ennesima volta che l’ente di gestione idrica Abbanoa spa fornisce ai cittadini acqua non potabile ma il prezzo del servizio idrico rimane immutato. Il cittadino è indifeso di fronte a questa ennesima beffa. <span id="more-12981"></span>Solo coloro che dispongono di adeguati mezzi economici, potendo disporre di assistenza legale, riescono dopo lunghe trafile a vedere riconosciuti i propri diritti di utenti danneggiati. Per tutti gli altri non resta che accettare passivamente lo stato di fatto, ovvero i disagi provocati da una gestione terzomondista della risorsa più importante per la vita dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste un provvedimento (n. 26/75) del CIP (Comitato Interministeriale Prezzi) che all’art. 13 stabilisce un limite del 50% del prezzo relativo alle forniture di acqua per ogni uso quando la fornitura abbia per oggetto acque idonee solo agli usi igienici; alcune pronunce giurisprudenziali hanno già condannato i Comuni alla restituzione della metà dei canoni percepiti indebitamente; è vero infine che l’erogazione di acqua non potabile – senza naturalmente che ciò sia reso noto all’utente e sia oggetto di un apposito accordo – rappresenta un illecito amministrativo, sanzionato con diverse misure pecuniarie dall’art. 19 della L. 31/2001 (che ha recepito la disciplina dell’ormai abrogato D.P.R. 236/88).</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la giurisprudenza, se il Comune o l’ente gestore fornisce acqua non potabile perché <b>inquinata </b>si considera inadempiente. In tal caso l’utente ha diritto alla <b>riduzione del corrispettivo </b>dovuto per il consumo: in pratica, uno sconto sulla bolletta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una diversa decisione ha considerato la somministrazione di acqua non potabile un inesatto adempimento del contratto di fornitura, tanto da consentire all’utente di chiedere uno <b>sgravio </b>del canone per il periodo di mancata utilizzazione dell’acqua, oltre che al <b>risarcimento dei danni </b>per responsabilità contrattuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, una più recente sentenza ha chiarito che il cittadino ha diritto a chiedere il <b>dimezzamento</b> del canone mensile da corrispondere al fornitore e, nello stesso tempo, una somma a titolo di <b>indennizzo</b> per il disagio (come quello di aver dovuto acquistare, al supermercato, l’acqua potabile).</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, in caso di fornitura di acqua non potabile Abbanoa dovrebbe decurtare la tariffa del cinquanta per cento, come prevede la legge, ma invece si continua a far pagare il servizio a prezzo pieno: 1,38 euro a metro cubo nella fascia media cioè quella con consumi compresi tra 141 e i 200 metri cubi annui.</p>
<p style="text-align: justify;"> iRS sollecita la società di gestione idrica e gli organi competenti a provvedere a decurtare la bolletta per tutto il periodo in cui, contravvenendo al contratto stipulato con gli utenti, Abbanoa fornisce acqua non potabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sassari: L&#8217;ATP preferisce vendere notizie anziché vendere il biglietto a bordo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2014 14:10:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Son passati due anni da quando gli attivisti di iRS portarono all’attenzione dell’opinione pubblica l’esigenza da parte degli utenti di poter acquistare il biglietto a bordo del bus. Il 5 Gennaio 2012 (con un articolo pubblicato su La Nuova Sardegna) iRS denunciò l&#8217;illegittimità delle sanzioni inflitte ai viaggiatori sprovvisti del tagliando poiché agli utenti non veniva concessa<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/05/sassari-latp-preferisce-vendere-notizie-anziche-vendere-il-biglietto-a-bordo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Son passati due anni da quando gli attivisti di iRS portarono all’attenzione dell’opinione pubblica l’esigenza da parte degli utenti di poter acquistare il biglietto a bordo del bus. Il 5 Gennaio 2012 (con un <span style="color: #000080;"><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2482876398969&amp;set=pb.1464375673.-2207520000.1399979057.&amp;type=3&amp;theater" target="_blank"><span style="color: #000080;"><b>articolo pubblicato su La Nuova Sardegna</b></span></a></span>) iRS denunciò l&#8217;illegittimità delle sanzioni inflitte ai viaggiatori sprovvisti del tagliando poiché agli utenti non veniva concessa la possibilità di poter acquistare il biglietto a bordo del mezzo. Un disagio non di poco conto, sopratutto se si considera che spesso le rivendite autorizzate (bar, edicole e tabacchi) sono molto distanti dalle fermate e addirittura a volte non hanno disponibilità di biglietti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">I tanti utenti che occasionalmente usufruiscono del servizio sono i più penalizzati. A questi si aggiungono anche una serie di city-users che arrivano quotidianamente in città per usufruire dei sevizi del capoluogo.<span id="more-12921"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nonostante le continue sollecitazioni, l&#8217;azienda di trasporto non solo non  è venuta incontro ai tanti che chiedevano il diritto all&#8217;acquisto del biglietto a bordo, ma al contrario ha attuato una politica vessatoria sanzionando tutti coloro  che si sono trovati obbligati ad usufruire del servizio di trasporto pubblico all’ultimo momento, non riuscendo ad acquistare il titolo di viaggio nelle rivendite.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel dicembre 2012 iRS promosse una petizione cittadina, sottoscritta da migliaia di persone, dove si chiedeva che l’atp rendesse i mezzi pubblici accessibili dando agli utenti la possibilità di poter acquistare il biglietto sul bus.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il primo marzo 2014 l’atp comunica che finalmente sarà possibile poter acquistare il biglietto a bordo. Dopo due anni di battaglie civiche, diatribe con i controllori, petizioni, multe illegittime, pare che i cittadini abbiano vinto. Finalmente l’azienda darà agli utenti la possibilità di pagare il biglietto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Purtroppo ogni dichiarazione fatta dal sig. Leonardo Marras e dai portavoce dell’azienda deve essere invece spulciata in ogni minimo dettaglio perché è ormai assodato il fatto che all’azienda non interessi essere efficiente realmente ma fare finta di esserlo limitandosi a tante dichiarazioni d&#8217;intenti o mezze verità con lo scopo di &#8220;vendere notizie&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Guardando bene le <span style="text-decoration: underline; color: #333399;"><a href="http://www.atpsassari.it/news.asp#news_301" target="_blank"><span style="color: #333399; text-decoration: underline;"><b>regole di acquisto</b></span></a></span>  si evince che il biglietto sul bus può essere acquistato nei giorni feriali solo in alcune fasce orarie ovvero dalle 6 del mattino (orario di inizio del servizio) fino alle 7:30 e dalle 20:30 fino a fine servizio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Una notizia non chiara che ha creato situazioni imbarazzanti anche al personale di controllo che è perfettamente cosciente di dover multare gli utenti che hanno ragione in quanto richiedono di poter acquistare il biglietto ma le regole dell’ATP impediscono al personale di venderlo durante il giorno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ogni giorno gli attivisti di iRS ricevono segnalazioni da parte degli utenti (sempre più coscienti dei propri diritti) che loro malgrado vengono multati. L’ultimo caso è quello di Michela, una giovane ragazza in stato di gravidanza, che stanca di camminare ha deciso all’ultimo momento di prendere il bus; ha chiesto di poter acquistare il biglietto e non le è stato venduto. (Una signora che ha assistito alla scena si è offerta di regalare un biglietto alla ragazza ma il controllore glielo ha impedito perchè doveva multarla.)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ai due controllori la ragazza ha spiegato la situazione (quale prova più tangibile del pancione?) e ha fatto presente che l’azienda aveva comunicato che dall’1 Marzo sarebbe stato possibile poter acquistare il biglietto a bordo. Ma guardando bene “l’asterisco” si capisce che l’acquisto del biglietto a bordo è uno specchietto per le allodole, un’offesa all’intelligenza degli utenti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">iRS si batterà con forza affinché la nuova amministrazione comunale riveda totalmente il rapporto tra il cda dell’azienda il Comune di Sassari (che è il socio principale). Il primo passo sarà senz’altro quello di dare la possibilità agli utenti di poter acquistare il biglietto per tutto il tempo in cui viene offerto il servizio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Inoltre è fondamentale aprire una fase di ascolto e di confronto pubblico e riprogettare il trasporto pubblico della città con un progetto collettivo che veda coinvolta l’università, gli amministratori locali, gli utenti, i commercianti e il maggior numero possibile di persone. In questo modo ad emergere è l’interesse collettivo, che fino ad ora è venuto meno.</span></p>
<p><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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