<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>iRS &#187; sovranità fiscale</title>
	<atom:link href="https://www.irsonline.net/tag/sovranita-fiscale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.irsonline.net</link>
	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Apr 2025 17:17:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Alluvione in Sardegna. Beffati e vessati</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2014/02/beffati-e-vessati/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=beffati-e-vessati</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2014/02/beffati-e-vessati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2014 10:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[#sar2014]]></category>
		<category><![CDATA[16 febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[allerta meteo]]></category>
		<category><![CDATA[alluvionati]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[cappellacci]]></category>
		<category><![CDATA[embargo]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=12786</guid>
		<description><![CDATA[Sono trascorsi quasi tre mesi dalla drammatica giornata del 18 novembre, quando la Sardegna si è trovata a dover affrontare l’alluvione che ha colpito numerose comunità dell’isola. Nei giorni immediatamente successivi al disastro nessuno ha potuto fare a meno di notare quanto si fosse diffuso tra i sardi un senso di commozione generale per quello<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/02/beffati-e-vessati/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sono trascorsi quasi tre mesi dalla drammatica giornata del 18 novembre</strong>, quando la Sardegna si è trovata a dover affrontare l’alluvione che ha colpito numerose comunità dell’isola.<br />
Nei giorni immediatamente successivi al disastro nessuno ha potuto fare a meno di notare quanto si fosse diffuso tra i sardi un senso di commozione generale per quello che era accaduto. Ancora più evidente è stato constatare quanto la nostra gente sia stata capace di prodigarsi attraverso azioni concrete di aiuto e solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite. Per certi versi è persino sembrato che un sentimento nazionale sopito nel tempo e offuscato da retaggi e luoghi comuni che ci vorrebbero eternamente divisi, si fosse risvegliato proprio di fronte ad una grave situazione di emergenza e disagio.<br />
Oggi questo fermento collettivo è un ricordo lontano ed è incredibile che siano passati appena ottanta giorni da quel tragico evento. Anche la campagna elettorale sembra aver abbandonato la questione della ricostruzione e della riparazione dei danni la cui stima si aggira ormai intorno ai <strong>650 milioni di euro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-12786"></span>Case private, aziende, scuole e un’infinità di infrastrutture viarie e ferroviarie, idriche ed elettriche che necessitano di interventi urgenti. Si contano circa 100 milioni di danni alle attività produttive, di cui 56 milioni solo per le aziende agricole.</strong><br />
Ed oggi sono proprio le aziende private gli enti che pagano più drasticamente le conseguenze derivanti dall’assenza dell’arrivo degli interventi promessi da tempo ma anche per l’incapacità manifesta di una macchina organizzativa regionale che non è mai riuscita a coordinare i tanti aiuti che sono arrivati.</p>
<p style="text-align: justify;">A queste mancanze si aggiunge la beffa più grande che appare come <strong>un colpo di grazia definitivo per chi ha perso tutto</strong> e non ha che la propria forza di volontà per risollevarsi.<br />
Pare infatti che la moratoria concessa dal governo italiano peri privati che operano all’interno dei sessanta comuni dichiarati &#8220;alluvionati&#8221;sia ormai giunta al capolinea e niente sembra far credere che ci possa essere una proroga.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto dopo poche settimane il Ministero delle Finanze emette una sentenza di morte per chi sta cercando di ripartire. Questo è quanto riportato dal Decreto Legge numero 151del 30 dicembre 2013 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.Intanto i consulenti fiscali stanno già inviando ai propri assistiti una comunicazione che recita così:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;In base al decreto legge del 30/12/2013 n.151, le scadenze sospese devono essere saldate dal 24/01/2014 con tempo massimo fino a il17/02/2014; superato tale periodo verranno applicate sanzioni interessi.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto legge a cui si fa riferimento è il &#8220;mille proroghe&#8221;.<strong> In appena due mesi quindi, senza aver ricevuto ancora nessun fondo di aiuti, queste aziende e questi imprenditori avrebbero dovuto fare il miracolo di ricostruire tutto</strong> e di riprendere a produrre in un territorio devastato dall&#8217;alluvione. Davvero una pretesa enorme, se si tiene conto che il nostro territorio paga le conseguenze di una crisi aggravata dall&#8217;assenza di un governo regionale che non ha mai saputo, per incapacità e negligenza, avviare una programmazione del settore industriale e agroalimentare, magari ripartendo dall&#8217;ancora irrisolta questione delle mancate entrate fiscali. Vertenza cominciata dalla precedente giunta di centro sinistra e abbandonata completamente dall&#8217;attuale amministrazione di Ugo Cappellacci su cui pesano le responsabilità più grandi, conseguenza di un continuo atteggiamento di totale asservimento e subalternità durante tutti questi ultimi cinque anni e ai quali è arrivato necessariamente il momento di mettere la parola fine.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: justify;">Argomenti correlati  : <a href="http://www.fisco7.it/2013/12/alluvione-in-sardegna-sospensione-dei-versamenti-al-fisco-nei-comuni-colpiti/" target="_blank">http://www.fisco7.it/2013/12/alluvione-in-sardegna-sospensione-dei-versamenti-al-fisco-nei-comuni-colpiti/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2014/02/beffati-e-vessati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Corriere Turritano intervista Simone Maulu: &#8220;iRS ha fatto un salto verso l&#8217;indipendentismo di governo&#8221;</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2013/06/il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2013/06/il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[asinara]]></category>
		<category><![CDATA[chimica verde]]></category>
		<category><![CDATA[e on]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[porto torres]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sardi]]></category>
		<category><![CDATA[sassari]]></category>
		<category><![CDATA[simone maulu]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità energetica]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=12224</guid>
		<description><![CDATA[di Emanuele Fancellu «In questo momento pare proprio che la Sardegna sia un’isola che galleggia sul mare, in balia delle onde, e i sardi aspettano che qualcuno la salvi. Chiunque può venire e farne ciò che vuole, impunemente. I dati diffusi ultimamente fanno riflettere: tre suicidi in una settimana, a dimostrazione del fallimento di questo<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/06/il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12225" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Simone-Maulu-02.jpg" rel="lightbox[12224]"><img class="size-medium wp-image-12225" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Simone-Maulu-02-300x300.jpg" alt="Simone Maulu 02" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Simone Maulu</p></div>
<p><em>di Emanuele Fancellu</em></p>
<p>«<em>In questo momento pare proprio che la Sardegna sia un’isola che galleggia sul mare, in balia delle onde, e i sardi aspettano che qualcuno la salvi. Chiunque può venire e farne ciò che vuole, impunemente. I dati diffusi ultimamente fanno riflettere: tre suicidi in una settimana, a dimostrazione del fallimento di questo sistema politico e sociale</em>». È molto duro nel suo preambolo Simone Maulu, giovane leader di iRS, protagonista a Porto Torres alcune settimane fa, assieme a tanti attivisti, di un durissimo intervento contro l’Eni nella commissione consiliare in cui i vertici del Cane a sei zampe e di Matrica hanno presentato lo stato di avanzamento dei lavori inerenti chimica verde e bonifiche.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Simone Maulu, qual è il ruolo di iRS nel territorio e quali le sue prospettive?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«iRS ha fatto un salto verso l’indipendentismo di governo. Il primo sindaco di iRS, a Perfugas, sta dando dimostrazioni di sovranità applicata. Abbiamo due consiglieri provinciali e una trentina amministratori nei comuni. Il sindaco di Perfugas ha tolto il mandato a Equitalia, son stati recuperati 530mila euro che l’Agenzia delle Entrate italiana doveva restituire al comune, le auto blu son state sostituite dalle macchine elettriche che sono a disposizione di tutti. Un piccolo comune che sta dando degli esempi importanti e sta dimostrando che il cambiamento è già in atto».</p>
<p><b>In che modello di vita credete?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«iRS mette al centro del suo agire una calda umanità, che oggi manca sia nella politica che nella società. Crediamo in un modello di vita che si opponga a quello oggi imperante, ipertrofico e veloce. Basta guardare non solo all’Italia ma in  altre parti del mondo: a Friburgo, per esempio, dove ci sono modelli ecosostenibili all’avanguardia. Lo sviluppo non può andare contro la felicità umana».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>In questo periodo va tanto di moda il concetto di decrescita felice. Personalmente lo ritengo assurdo: nessuno può essere felice di una decrescita. Sarebbe molto meglio utilizzare un altro termine che contempli il soddisfacimento dei bisogni primari evitando il superfluo. Cosa ne pensa?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Delocalizzare non conviene più, conviene produrre in loco. Che senso ha importare l’acqua se in Sardegna abbiamo acqua buonissima? Oppure, mangiare frutta fuori stagione? Abbiamo sempre vissuto seguendo i ritmi stagionali. Tutto ciò è funzionale al mercato, non all’uomo. C’è una produzione intensiva che serve a soddisfare i bisogni del mercato, mentre noi pensiamo che sia sensato produrre ciò che ci serve, che è utile alla vita. La Sardegna importa l’84% delle risorse alimentari,  i paesi in passato – ed anche oggi, in parte &#8211; erano comunità con delle specificità e il territorio prima era suddiviso in base queste specificità, pensiamo alle regioni storiche (Baronia, Monti Ferru, Logudoro etc). Poi lo Stato Italiano ha snaturato quel sistema suddividendo la Sardegna in province che non tengono conto delle specificità ma sono mere partizioni amministrative funzionali all’Italia. Dobbiamo ragionare in termini di sovranità alimentare, a Perfugas stanno calcolando quante tonnellate di alimenti si consumano e cercheranno di soddisfare in loco l’intero fabbisogno».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Si avvicinano le Regionali. Farete alleanze coi gruppi indipendentisti?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Non si può parlare di alleanze senza politica. Noi proponiamo un progetto di governo, basato su tre concetti di sovranità, che vogliamo sviluppare insieme ai cittadini. Non deve essere un progetto calato dall’alto».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Quali sono le prospettive di iRS?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Partiamo da un dato: le università di Cagliari e di Edimburgo hanno fatto un sondaggio sul grado di accordo dei sardi sull’indipendenza. Il 40% è d’accordo, l’85% sulla sovranità fiscale. Dobbiamo parlare a quel 40%, l’autonomia ormai è morta. All’indipendenza si può arrivare costruendo i mezzi con un progetto di governo risolutivo che riempia il presente, basato su tre principi-guida fondamentali: sovranità fiscale, sovranità alimentare, sovranità energetica ».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Partiamo dalla sovranità fiscale.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Lo Stato Italiano ha un debito di dieci miliardi di euro con la Sardegna. Il debito dei sardi verso Equitalia è di quattro miliardi e ha distrutto l’economia sarda. Sovranità fiscale significa pagare le tasse in Sardegna. Lo stato italiano dovrebbe restituirci i 7/10 delle nostre tasse come recita la legge ma da oltre 10 anni non ce li restituisce e la classe politica non prende provvedimenti seri, perché segue le esigenze di partito e non quelle dei cittadini. Pensiamo al modello Irlandese: Iva al 12%, tassazione complessiva al 22%. Non esiste il lavoro nero. Oggi in Sardegna<strong> il 22,7%</strong> delle 570 mila famiglie complessive è a rischio di <strong>povertà relativa. </strong>Nel 2012 a Sassari hanno chiuso 229 attività commerciali e 87 dall’inizio del 2013. Questo è quello che ha prodotto questo sistema».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>La sovranità alimentare, ne abbiamo fatto cenno prima. </b></p>
<p style="text-align: justify;">«Produrre in loco tutto il possibile. Pensi cosa succederebbe se tutte le mense universitarie, scolastiche e ospedaliere acquistassero prodotti sardi. Decollerebbe l’economia. Ma oggi non è così. Si è finanziata la non produzione, basti pensare alla peste suina. Viene finanziata la malattia e non la produzione di suini. Oggi i risarcimenti per i capi infetti superano il valore di mercato dell’animale sano. In Spagna l’hanno eliminata incentivando gli allevamenti sani e multando quelli infetti. La cosa più logica».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Infine, la sovranità energetica.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Partiamo da un principio generale. Le ricchezze generate dal sole dal vento e dall’acqua che sono beni collettivi devono andare alla collettività o ai privati? Finora la classe politica ha fatto in modo di privilegiare i privati. Oggi non c’è un piano energetico, è un far west in balia degli speculatori. Sovranità energetica significa fare un piano energetico basato sui bisogni dei sardi, della collettività, non dei privati».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>A proposito di questione energetica, cosa pensa iRS della vicenda E-On?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Pensa che nel 2013 parlare di carbone sia fuori dalla storia. Siamo favorevoli alle energie alternative, ma non alla speculazione su di esse. In Sardegna esistono 130 comitati nati per bloccare i predoni che vogliono arricchirsi con la speculazione energetica autorizzati dalla classe politica spesso connivente. Cossoine è un esempio: è possibile bloccare queste bande di sciacalli, non siamo costretti ad abboccare alle scelte calate dall’alto. Non si discute mai, e invece noi vogliamo che in Sardegna si crei un dibattito sulle scelte che riguardano la vita delle persone».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Corretto. Ma sul Gruppo 5 cosa dite?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Servirà per bruciare carbone e produrre ceneri da smaltire nelle discariche di non si sa chi, sempre in nome del lavoro»<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Un altro tema assai in voga in questo periodo è la zona franca. </b></p>
<p style="text-align: justify;">«Noi non siamo contro la zona franca, ma già dal 2007 parliamo di sovranità fiscale, concetto molto più avanti. La Sardegna non produce più, se ragioniamo da penisola e non da isola si crea un cortocircuito rispetto alla geografia. Siamo un’isola al centro del Mediterraneo con un gap negativo di gestione certificato dall’università e dal Crenos. Occorre perciò una fiscalità differenziata che tenga conto dell’insularità. Oggi in Sardegna produrre costa il 20% in più rispetto all’Italia, l’energia costa il 40% in più. Per riequilibrare il tutto, occorre proporre una fiscalità differenziata che tenga conto di questo. Tutti i prodotti destinati al mercato interno non devono pagare Iva. In questo modo tutti inizierebbero a produrre perché chiunque acquisterebbe prodotti sardi. Dobbiamo riprendere a produrre prima di tutto per noi, e in Sardegna delle realtà serie ci sono. Non serve produrre solo per esportare. Quando parliamo di mercato interno stiamo parlando di diverse centinaia di milioni di euro».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>L’Asinara sarebbe un ottimo luogo in cui realizzare in pratica questo tipo di idea.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«La Sardegna potrebbe essere un laboratorio dove si produce ricchezza dalla bellezza. Potremo dare l’esempio al mondo. Oggi invece i nostri governanti cercano di produrre ricchezza dalla mondezza. È un paradosso tutto sardo. Perché il business è nei rifiuti e a questa classe politica interessa il business. L’Asinara è l’esempio che la natura produce cose belle. Si può creare, l’abbiamo detto anni addietro, l’università di biologia marina, il festival della musica mediterranea, si possono rimettere in moto i tre paesi già esistenti… tutti gli operai, anziché lavorare sostanze tossiche potrebbero lavorare in un paradiso. Bisogna scegliere, parco o bruciatori».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Sulla chimica verde, il parere è noto…</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Si. Bisognerebbe separare le bonifiche dalla chimica verde. Invece, purtroppo, il progetto chimica verde non nasce come modello di sviluppo, ma come ricatto dell’ENI per non fare le bonifiche. Matrica ha come socio principale Eni che fino ad oggi ha creato distruzione e miseria. Noi abbiamo proposto alle società coinvolte un confronto paritetico davanti ai cittadini, perché non hanno accettato? Per rispetto, avrebbero dovuto coinvolgere i cittadini nel dibattito e nelle decisioni. La conoscenza oggi è diffusa, non è solo la loro, la popolazione è più avanti della classe politica, che spesso è in libera vendita. Non siamo pro o contro a prescindere, ma è mancato il confronto. Non si può essere d’accordo su una scelta calata dall’alto e presentata con dati dubbi, poco chiari e poco convincenti. Perché non accettano il confronto tra cinque loro esperti e cinque indicati dalla società civile? Cosa hanno da nascondere?»<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Separare bonifiche e chimica verde sarebbe dovuto essere un obbligo, invece non è stato così…</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Si. E la classe politica sembra stia mediando gli interessi dell’Eni. Loro non vogliono bonificare, lo dimostra lo stesso iter del processo, ma la nostra classe politica cosa fa? Devono investire tutti i soldi necessari per le bonifiche e accettare una commissione esterna di controllo. Oggi bisogna superare l’ideologia dell’impotenza  e della paura, che è l’antidoto al cambiamento. Ma c’è molto entusiasmo e tanta voglia cambiare e di partecipare al progetto di iRS, un movimento dinamico, democratico con alla base partecipazione e confronto tra tutti i settori della società. Dobbiamo dedicarci alla conoscenza. Qualunque scelta facciamo non può andare contro la felicità».</p>
<p><em>da &#8220;il Corriere Turritano&#8221; Num 7 del 24 Maggio 2013</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2013/06/il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sardegna: la parola crisi non è più appropriata, siamo in sottosviluppo</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2013/04/sardegna-la-parola-crisi-non-e-piu-appropriata-siamo-in-sottosviluppo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sardegna-la-parola-crisi-non-e-piu-appropriata-siamo-in-sottosviluppo</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2013/04/sardegna-la-parola-crisi-non-e-piu-appropriata-siamo-in-sottosviluppo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 16:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[crisi sarda]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Gavino Sale]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sardi]]></category>
		<category><![CDATA[sottosviluppo.]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[suicidi]]></category>
		<category><![CDATA[vertenza entrate]]></category>
		<category><![CDATA[vessazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=12060</guid>
		<description><![CDATA[Secondo l’ultima indagine Istat-Cnel in Sardegna il 22,7% delle 570 mila famiglie complessive è a rischio di povertà relativa: siamo nell&#8217;ordine di circa 300 mila persone. Il 9% dei residenti, in questo caso 140 mila sardi, non riesce a far fronte a una spesa improvvisa di 800 euro. Nel 2012 a Sassari hanno chiuso 229<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/04/sardegna-la-parola-crisi-non-e-piu-appropriata-siamo-in-sottosviluppo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12061" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/04/Equitalia.jpg" rel="lightbox[12060]"><img class="size-medium wp-image-12061" title="iRS occupa la sede di Equitalia | 2010" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/04/Equitalia-300x199.jpg" alt="iRS occupa la sede di Equitalia |2010" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">iRS occupa la sede di Equitalia | 2010</p></div>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’ultima <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/03/12/news/i-nuovi-dati-dell-istat-in-difficolta-trecentomila-sardi-1.6684774"><span style="color: #000080;">indagine Istat-Cnel</span></a></span> in Sardegna<strong> il 22,7%</strong> delle 570 mila famiglie complessive è a rischio di<strong> povertà relativa: siamo nell&#8217;ordine di circa 300 mila persone</strong>.<strong> Il 9% dei residenti, </strong><strong>in questo caso </strong><strong>140 mila sardi,</strong><strong> non riesce a far fronte a una spesa improvvisa di 800 euro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012 a Sassari hanno chiuso 229 attività commerciali e 87 dall’inizio del 2013. Secondo i dati dall&#8217;Osservatorio Confesercenti delle province di Nuoro e dell&#8217;Ogliastra, nei primi due mesi del 2013 in provincia di Nuoro chiudono 38 negozi e 11 in Ogliastra. Mediamente<span style="color: #000080;"><span style="color: #000080;"> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/03/23/news/crisi-nell-isola-ogni-giorno-chiudono-15-negozi-1.6751926"><span style="color: #000080;">in Sardegna chiudono 15 negozi al giorno</span></a></span></span>.</span> Sempre <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/03/16/news/e-record-in-centro-chiuso-un-negozio-su-tre-1.6712141"><span style="color: #000080;">secondo Confesercenti</span></a></span> a Cagliari chiude il 31% delle attività. Un locale commerciale su tre rimane sfitto; per ogni negozio c&#8217;è una perdita economica che oscilla tra i 22.200 e i 48mila euro all’anno. <strong>Le slotmachine e i “compro oro” diventano i simboli della crisi.</strong> Ormai per tirare avanti si cerca di fare di tutto: nei peggiori casi anche i ragazzini portano oggetti che sono stati regalati loro per la prima comunione, o ancora peggio “rubano” l&#8217;oro di famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Nel 2011 le <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=SBbkv77fneo"><span style="color: #000080;">donne di iRS che fecero il digiuno ad oltranza</span></a></span></span> sotto il palazzo della regione, entrarono in possesso di uno studio della società per gli studi di settore <strong>Sose</strong> (società di rating dello stato italiano) che rivelava dei <strong>dati conosciuti dalle istituzioni ma non dai cittadini</strong>. Lo studio classificava la <strong>Sardegna non in crisi ma in fase di sottosviluppo</strong>. Già nel 2010 vi era stata la maggiore riduzione del totale delle operazioni attive (-3,8%) con un crollo degli investimenti che, nel caso di alcune province come quella di Carbonia-Iglesias, arriva a toccare il 73%. Il documento venne </span><a style="font-size: 13px; line-height: 19px;" href="http://www.youtube.com/watch?v=MTojNb2DIB8"><span style="color: #000080;">consegnato dalle donne agli 8 prefetti</span></a><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">della Sardegna.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ai meri dati statistici è fatalmente legato il fenomeno dei suicidi, l’unico che ha una crescita esponenziale, e quello dell’emigrazione e dello spopolamento dei paesi della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo dramma è dovuto in buona parte alla cattiva gestione delle fiscalità che ha portato intere famiglie ed imprese ad essere stritolate dalla morsa delle banche e di Equitalia. Sono circa <strong>80.000</strong> le imprese, su un totale di <strong>160.000</strong> aziende operanti in Sardegna, “iscritte a ruolo” presso l’ente di riscossione. Il debito accumulato dalle imprese sarde è di oltre <strong>4 miliardi</strong> di euro. Sono oltre <strong>2400</strong> quelle che hanno già dovuto dichiarare fallimento a fronte di debiti fiscali. Il tutto riferibile ad un ingiusto ed iniquo sistema di riscossione, poiché <strong>Equitalia Spa</strong> è una società per azioni di fatto collegata a gruppi bancari, che conseguentemente applica alle rateazioni non i tassi di interesse legale bensì <strong>tassi di mercato</strong>, perseguendo quindi <strong>scopi di lucro sulla riscossione</strong> delle imposte statali.</p>
<p style="text-align: justify;">La rateazione interrompe le altre procedure di riscossione coattiva, ma alla seconda scadenza consecutiva non rispettata Equitalia riprende automaticamente l’iter: dapprima con <strong>fermo amministrativo</strong> (degli autoveicoli), proseguendo con <strong>pignoramento dei crediti</strong> (quinto dello stipendio o della pensione e dei conti bancari), per finire con <strong>pignoramento degli immobili </strong>(compresa la prima casa, bene di importanza primaria per la dignitosa sopravvivenza dell’uomo prima che del contribuente).</p>
<div id="attachment_12064" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/04/equitalia-irs.jpg" rel="lightbox[12060]"><img class="size-medium wp-image-12064" title="iRS occupa la sede di Equitalia | 2010" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/04/equitalia-irs-300x199.jpg" alt="iRS occupa la sede di Equitalia | 2010" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">iRS occupa la sede di Equitalia | 2010</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sassarinotizie.com/articolo-15986-equitalia_aumentano_gli_interessi_confartigianato__effetti_devastanti_.aspx?fb_action_ids=10201032195873541&amp;fb_action_types=og.recommends&amp;fb_ref=ArticleBottom&amp;fb_source=aggregation&amp;fb_aggregation_id=288381481237582"><span style="color: #000080;">E’ notizia di qualche giorno fa</span></a></span></strong> che</strong> <strong>Equitalia S.p.a ha deciso di aumentare gli interessi di mora di del 15%, arrivando così al 5,22</strong><strong>% ed in piena legalità, difatti è previsto per legge</strong> in base all&#8217;articolo 30 del D.P.R. 602/1973. La questione Equitalia è un argomento fondamentale e chiama in causa quasi interamente la nostra società, visto che i primi a pagarne le conseguenze sono gli artigiani, le piccole e medie imprese, dunque la spina dorsale del tessuto produttivo sardo. La cosa drammatica è che il fisco italiano non fa distinzioni fra chi evade e chi si trova in difficoltà per aver lavorato e pagato le tasse onestamente, ma al contrario premia i veri evasori con il cosiddetto “scudo fiscale”, che consiste nel pagamento del solo 5% dei capitali esportati illecitamente all&#8217;estero, frutto della vera evasione e della illegalità, perlopiù con la garanzia del totale anonimato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi <strong>siamo difronte a un paradosso: chi ha sempre pagato le tasse si trova con un aumento del tasso di interesse di mora che arriva al 5,22%, mentre chi ha sempre evaso paga solo il 5% di tasse.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>iRS indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> da sempre e senza alcuna volontà di creare false aspettative, ha scelto di schierarsi al fianco dei sardi, dei lavoratori che negli anni hanno ingiustamente subito abusi senza avere la forza e gli strumenti per contrastare la holding Equitalia Sardegna.</span></p>
<p style="text-align: justify;">iRS rilancia le proposte già espresse quando nel 2010 <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://youtu.be/xMtoFktFsfw"><span style="color: #000080;">occupò la sede centrale di Equitalia</span></a> </span>a Sassari:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Istituzione dell’Agenzia delle Entrate Sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Sospensione immediata delle cartelle esattoriali per 24 mesi a tasso zero.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Sospensione di tutte le procedure esecutive in atto (mobiliari e immobiliari)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Revoca immediata delle ipoteche iscritte da Equitalia sulla prima casa e delle ganasce fiscali sui mezzi di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Ricalcolo del debito, cartella per cartella, del solo capitale iniziale decurtato delle sanzioni, effettuato sulla base di tassi legali e non usurai.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Possibilità dell’estinzione del debito anche in 30 anni e non più di 1/5 del proprio reddito.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">A questo punto è sempre più necessario accelerare i tempi verso Il primo passaggio per l&#8217;attuazione di una reale <strong>sovranità fiscale</strong> per cui la Regione Sarda potrà riscuotere direttamente i tributi versati sull&#8217;isola.  La mancata applicazione negli ultimi diciotto anni dell&#8217; <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_39_20050318114805.pdf"><span style="color: #000080;">articolo 8 dello Statuto</span></a></span></span> ha comportato che il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vertenza_entrate"><span style="color: #000080;">debito dello Stato Italiano nei confronti della Sardegna</span></a> superasse la cifra di ben 10 miliardi euro. Poter controllare la propria fiscalità è un passo importante per poter ripensare il proprio futuro, progettando, programmando e decidendo in merito alle politiche che puntino al benessere di tutti i sardi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2013/04/sardegna-la-parola-crisi-non-e-piu-appropriata-siamo-in-sottosviluppo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Atòbiu Mannu de su Populu Sardu</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2012/11/atobiu-mannu-de-su-populu-sardu/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=atobiu-mannu-de-su-populu-sardu</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2012/11/atobiu-mannu-de-su-populu-sardu/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 13:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Atòbios]]></category>
		<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[aziende agricole]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[consulta rivoluzionaria]]></category>
		<category><![CDATA[Gavino Sale]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[partite iva]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=11682</guid>
		<description><![CDATA[Su 7 de santandria 2012, in sa &#8220;via Roma&#8221; a Casteddu, de fronte a su palatu de su Cunsillu Regionale, s&#8217;at a tènnere S&#8217;Atòbiu Mannu de su Pòpulu Sardu. Ddoe ant a èssere totu is categorias: operajos, istudentes, artesanos, cummertzantes, massajos e pastores. Totu is tzitadinos chi tennent a coro sa sorte de sa terra<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2012/11/atobiu-mannu-de-su-populu-sardu/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/11/560564_4451572380504_35338949_n.jpg" rel="lightbox[11682]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11683" title="Assemblea popolo sardo 7 novembre" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/11/560564_4451572380504_35338949_n-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Su 7 de santandria 2012, in sa &#8220;via Roma&#8221; a Casteddu, de fronte a su palatu de su Cunsillu Regionale, s&#8217;at a tènnere S&#8217;Atòbiu Mannu de su Pòpulu Sardu.</p>
<p style="text-align: justify;">Ddoe ant a èssere totu is categorias: operajos, istudentes, artesanos, cummertzantes, massajos e pastores. Totu is tzitadinos chi tennent a coro sa sorte de sa terra issoro ant a èssere presentes, pro si faeddare, discùtere, fàghere propostas pro agatare solutziones noas pro nde pesare sa Sardigna dae sa crisi in ue nch&#8217;est isprofundada.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna at a èssere presente cun is ativistas e simpatizantes suos. Invitamus a totu is chi, no ant prus cunfidàntzia in sa polìtica de sa Regione Autònoma e chi credent in una forma de democratzia chi benit dae su pòpulu.</p>
<p style="text-align: justify;">A nos bìdere in Casteddu!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">******************</p>
<p style="text-align: justify;">Il 7 novembre 2012, in via Roma a Cagliari, di fronte alla sede del Consiglio Regionale, si svolgerà una grande assemblea del Popolo Sardo. Saranno presenti tutte le categorie: operai, studenti, artigiani, commercianti, agricoltori e pastori. Tutti quei cittadini che hanno a cuore le sorti della loro terra saranno lì presenti, per parlarsi, discutere, fare proposte per trovare soluzioni nuove per risollevare la Sardegna dalla crisi in cui è sprofondata.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS indipendèntzia Repùbrica de Sardigna sarà presente con i suoi attivisti e simpatizzanti. Estendiamo l&#8217;invito alla partecipazione a tutti coloro che non avendo più fiducia nella politica espressa dalla Regione Autonoma, credono che una forma di democrazia dal basso sia ancora possibile. A nos bìdere in Casteddu!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La Consulta Rivoluzionaria nasce con l’obiettivo di costituire un grande spazio di confronto, condivisione e partecipazione dal basso che raggruppi in Sardegna tutti i cittadini, i movimenti e le organizzazioni sociali e produttive.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica espressa oggi dalla Regione Autonoma dimostra l’incapacità, da parte di chi governa, a trovare soluzioni immediate e urgenti per arginare le conseguenze devastanti della crisi che sta interessando ormai tutti i settori della società sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">Manca totalmente all’interno del dibattito politico del Consiglio Regionale ogni tipo di discussione che faccia intravedere anche visioni e scenari di lungo periodo che possano essere alla base di nuovi modelli di sviluppo più adatti alla Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Come alternativa rispetto all’inerzia di questa politica, la Consulta si propone di essere un laboratorio permanente e itinerante che favorisca la discussione collettiva. Lo scopo è dare voce a tutti i sardi, a chiunque ritiene di poter fornire anche un piccolo contributo per idee e proposte che aiutino l’elaborazione di un nuovo progetto per la Sardegna e che deve necessariamente scaturire da un processo partecipativo il più condiviso e allargato possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo, la Consulta è rivoluzionaria, poiché alla base dello stare insieme vi sono i principi del rispetto delle diversità e delle differenti anime sociali, produttive e politiche che ci arricchiscono.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso il dialogo e l’ascolto reciproco nasce la consapevolezza che i problemi comuni possono essere affrontati soltanto se tutti ci faremo carico dei problemi dell’altro, condividendone i disagi, trovando insieme le soluzioni più idonee per uscire dalla crisi, per essere finalmente padroni del nostro destino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità Energetica</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Sardegna oggi produce energia elettrica in quantità tre volte superiore al suo fabbisogno reale prodotta con un sistema di produzione vecchio, costoso e inquinante.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante questo i sardi pagano l’energia il 40% in più rispetto allo stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Togliere la gestione del sistema energetico sardo a Terna-Enel.</p>
<p style="text-align: justify;">Avocare alla Regione il potere di assegnazione della qualifica di “Impianto Energetico Essenziale” togliendolo alla connivenza tra, Terna-Enel, Governo Italiano ed E-ON.</p>
<p style="text-align: justify;">Combustibili per autotrazione e riscaldamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo in Sardegna la raffineria più grande d’Europa (Saras) e paghiamo il gasolio e la Benzina più caro d’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non abbiamo nessun vantaggio da tale industria, ma solo una lunga serie di esternalità negative arrecate all’ambiente e alla salute pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponiamo il dimezzamento del costo degli idrocarburi riconoscendo ai sardi le accise sulla produzione e non solo quelle al consumo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità Alimentare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Sardegna produce appena il 20% del suo fabbisogno alimentare il restante 80% viene importato. Proponiamo un modello di sviluppo basato sull’agroalimentare e agroindustria (conservazione e trasformazione dei prodotti), una legge di tutela di tutti i prodotti sardi, un sistema di controllo portuale che verifichi la qualità ed il rispetto di tutte le regole d’importazione sia per i prodotti animali che agricoli. Il blocco di tutte le licenze degli iper-mercati e il controllo sanitario di quelli esistenti. L’obbligo da parte della G.D.O. di acquistare almeno il 50% dell’agroalimentare direttamente dalle aziende sarde.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità Fiscale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rimuovere Equitalia dalla Sardegna istituendo un nuovo soggetto organico. Togliere l’incarico di riscossione tributaria ad Equitalia, da parte degli enti che attualmente se ne servono. Istituire un’Agenzia Sarda delle Entrate. Togliere, in base all’art.9 dello statuto, l’affidamento allo stato della riscossione dei “propri tributi” ed affidarli all’Agenzia Sarda delle Entrate, e conferendo allo stato le quote in decimi previste dalla riforma dell’art.8 dello stesso statuto, aprendo, se necessario, un contenzioso con lo stato. Istituzione delle Zone Franche e Nuova Portualità. Istituzione immediata delle zone franche come previsto dal decreto Legislativo 10 marzo 1998 n°75.Istituzione di una zona franca articolata che interessi anche le zone interne per una fiscalità di vantaggio, per non rincorrere nelle censure europee, per le piccole e medie imprese che si localizzano nelle zone svantaggiate e lavorano le nostre risorse primarie e supportano gli altri settori economici della Sardegna(Agroalimentare, Turismo ect)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità di Mobilità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con la svendita della Tirrenia e con la nascita del monopolio CIN (Gruppo Onorato) i sardi hanno definitivamente perso ogni loro diritto alla mobilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Esigiamo: L’istituzione di una flotta sarda con un servizio di mare acquisito nel mercato internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Istituzione dell’Antitrust Regionale ASCO, come quello della Catalogna che il 12 febbraio ha ottenuto con la legge con la legge 1/09, in attuazione dello Statuto Catalano l’istituzione dall’ACCO:</p>
<p style="text-align: justify;">L’Autorità Catalana della Competenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta dell’Authority che, in conformità col diritto UE, ha dato vita ad un’Antitrust indipendente da quello Spagnolo. Potremmo evitare i monopoli marittimi e portuali nonché aeroportuali ed energetici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità Ambientale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Apertura immediata dei cantieri per le bonifiche di tutto il territorio inquinato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Chiusura dei Poligoni di morte di Perdasdefogu, Capo Frasca e Teulada, bonificando il territorio per restituirlo alle attività dell’allevamento e dell’agricoltura.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Rilancio del Parco geo-minerario che assicurerebbe oltre 500 posti di lavoro immediati per giovani diplomati e laureati.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Rifiuto della termovalorizzazione quale sistema per smaltimento rifiuti o generazione di energia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Consulta Rivoluzionaria dei movimenti</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2012/11/atobiu-mannu-de-su-populu-sardu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pèrfugas caccia Equitalia e riscuote 500mila euro dall&#8217;Agenzia delle Entrate</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2012/10/perfugas-caccia-equitalia-e-riscuote-500mila-euro-dallagenzia-delle-entrate/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=perfugas-caccia-equitalia-e-riscuote-500mila-euro-dallagenzia-delle-entrate</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2012/10/perfugas-caccia-equitalia-e-riscuote-500mila-euro-dallagenzia-delle-entrate/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 14:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[abbanoa]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[mario satta]]></category>
		<category><![CDATA[perfugas]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sardigna]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=11635</guid>
		<description><![CDATA[La Giunta guidata da Mario Satta, sindaco di Perfugas esponente iRS, mette a segno un&#8217;altra operazione di Sovranità applicata riscuotendo il rimborso del credito IVA giacente da anni nella casse  dell&#8217;Agenzia delle Entrate, dopo aver deliberato ad Aprile 2012 l&#8217;esclusione di Equitalia dalla riscossione ordinaria. L’operazione porta la firma del Servizio Finanziario e dell&#8217;Assessorato al bilancio<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2012/10/perfugas-caccia-equitalia-e-riscuote-500mila-euro-dallagenzia-delle-entrate/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a style="font-style: italic;" href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/425650_279806332137994_754572706_n1.jpg" rel="lightbox[11635]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11636" title="Il Sindaco Dott. Mario Satta e il Vice Sindaco Ass.re Bilancio e Cultura Dott. Germano Marras" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/425650_279806332137994_754572706_n1-253x300.jpg" alt="" width="253" height="300" /></a>La Giunta guidata da Mario Satta, sindaco di Perfugas esponente iRS, mette a segno un&#8217;altra operazione di Sovranità applicata riscuotendo il rimborso del credito IVA giacente da anni nella casse  dell&#8217;Agenzia delle Entrate, dopo aver deliberato ad Aprile 2012 <strong>l&#8217;esclusione di Equitalia dalla riscossione ordinaria.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">L’operazione porta la firma del Servizio Finanziario e dell&#8217;Assessorato al bilancio del Comune di Perfugas che, dopo due anni di monitoraggio, ha portato a casa un<strong> tesoretto a sei cifre quantificato in circa 507 mila euro.</p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La politica di risparmio ed ottimizzazione della spesa, portata avanti in questi due anni sia dall&#8217;Assessorato ai Servizi Sociali e Pubblica Istruzione, sia dall&#8217;Assessorato ai Lavori Pubblici, ha generato ulteriori risorse accantonate che sommate al rimborso IVA appena recuperato arrivano a sfiorare il milione di euro.</p>
<p><em><strong>«<strong>Generare un risparmio di quasi un milione di euro in soli due anni di amministrazione è una dimostrazione di efficienza</strong></strong>, perché <strong>nonostante i drastici tagli dello stato Italiano</strong>, siamo riusciti a garantire i servizi essenziali ed allo stesso tempo ad accantonare risorse per proteggere il Comune dai contenziosi esistenti e dai debiti latenti, come per due cause relative a espropri fatti dal Comune 30 anni fa, e del debito potenziale nei confronti di Abbanoa, alla quale abbiamo fatto causa tramite un pool di avvocati. </em></p>
<p><em><strong>Il Comune ha riscosso il rimborso del credito IVA dall&#8217;Agenzia delle Entrate</strong>, che era dovuto in base al credito minore dell&#8217;ultimo triennio sull&#8217;IVA pagata per beni e servizi acquistati dal comune.<strong> Questa è una politica di sovranità applicata</strong>, non capisco perché i nostri predecessori abbiano ignorato questa possibilità di riportare nelle casse del comune una tale somma. <strong>Queste risorse appartengono alla comunità e verranno utilizzate per migliorare i servizi per la comunità di Pèrfugas»</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La Giunta dopo una scrupolosa analisi della situazione economica del Comune di Pèrfugas e delle rispettive pendenze ereditate dalle precedenti amministrazioni ha deciso di gestire gli oltre 500 mila euro nel seguente modo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>360 mila euro verranno vincolati cautelativamente per la vertenza del Comune contro Abbanoa, relativamente alle forniture idriche “a bocca di serbatoio” dal 2006 ad oggi;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>40 mila euro saranno investiti per la S<strong>ovranità idrica</strong>, al fine di migliorare il funzionamento del servizio idrico integrato e garantire le riparazioni ordinarie e straordinarie della rete, ricordando che il Comune di Pèrfugas, non avendo aderito ad Abbanoa, deve sostenere il funzionamento della rete idrica con risorse proprie e senza contare sul rimborso regionale;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>11 mila euro saranno destinati alle politiche di <strong>Sovranità Alimentare</strong> e serviranno per cofinanziare il bando per la valorizzazione della filiera corta, finanziato da apposito contributo regionale;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>16 mila euro verranno impiegati nel campo dell&#8217;istruzione per cofinanziare la creazione della sezione primavera per i bambini della scuola materna, oggetto a sua volta di apposito contributo regionale.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>La restante parte del rimborso è stata utilizzata per la copertura di vari servizi ed interventi strutturali, oltre che per la formazione del Fondo Svalutazione Crediti relativo a ICI, TARSU e canoni idrici in contenzioso di importo rilevante, come richiesto dalle più recenti disposizioni di legge.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>In soli due anni di amministrazione, la Giunta Satta </strong>è quindi riuscita a creare un fondo di risparmio consistente, che non ha comunque impedito il cofinanziamento di progetti mirati alla valorizzazione e recupero del patrimonio comunale come previsto dal programma amministrativo, mettendo in campo <strong>progetti finanziati e in corso di finanziamento per oltre 3 milioni di euro</strong>, che si auspica di vedere realizzati nel breve-medio termine.</p>
<p><strong><em>«</em><em>Sollecitiamo tutti i comuni della Sardegna,</em> </strong><em><strong>a togliere la delega a Equitalia</strong> </em>&#8211; dice il Sindaco Mario Satta &#8211;  <em><strong>e ad applicare politiche di sovranità il cui beneficio ricada interamente sulla collettività</strong>. Anche se le norme più recenti impongono di mantenere la riscossione presso Equitalia per quanto riguarda la parte sanzionatoria (statisticamente ogni anno un terzo dei tributi va in mora), il solo fatto di gestire direttamente la riscossione ordinaria con il personale del Comune ci permette di risparmiare nel 2012 oltre 15 mila euro, che vengono destinati al miglioramento degli altri servizi per la comunità di Pèrfugas».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2012/10/perfugas-caccia-equitalia-e-riscuote-500mila-euro-dallagenzia-delle-entrate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Regione Sardegna pignori i beni dello stato italiano</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2012/08/la-regione-sardegna-pignori-i-beni-dello-stato-italiano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-regione-sardegna-pignori-i-beni-dello-stato-italiano</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2012/08/la-regione-sardegna-pignori-i-beni-dello-stato-italiano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 14:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia sarda delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 8 statuto sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[onorato]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione economica]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[spending review]]></category>
		<category><![CDATA[tirrenia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=11255</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di questi giorni che nel decreto di spending review, approvato con una mozione di fiducia votata anche da parlamentari sardi, lo stato italiano tratterrà per sé nei prossimi 5 anni quelle tasse che ai sensi del nuovo testo dell’articolo 8 dello Statuto Sardo sono invece di pertinenza della Sardegna. Infatti, così recita l&#8217;articolo<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2012/08/la-regione-sardegna-pignori-i-beni-dello-stato-italiano/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/Finding-Solutions.jpg" rel="lightbox[11255]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11256" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/Finding-Solutions-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a>E&#8217; notizia di questi giorni che nel decreto di spending review, approvato con una mozione di fiducia votata anche da parlamentari sardi, lo stato italiano tratterrà per sé nei prossimi 5 anni quelle tasse che ai sensi del nuovo testo dell’articolo 8 dello Statuto Sardo sono invece di pertinenza della Sardegna. Infatti, così recita l&#8217;articolo del nostro Statuto, il gettito fiscale è composto <em>“dai sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e sul reddito delle persone giuridiche riscosse nel territorio della regione”</em>.</p>
<p><strong>La spending review del non-eletto governo Monti di fatto entra in conflitto con l’autonomia isolana</strong> che, in caso di conferma del sopracitato “sequestro” fiscale, verrebbe ulteriormente calpestata sebbene sancita da sentenze emesse da tribunali dello stesso stato, come<a href="http://www.irsonline.net/2012/05/illegittimo-il-ricorso-dello-stato-italiano-larticolo-8-va-applicato/"> iRS ha fatto doverosamente notare anche in passato</a> . Infatti il taglio previsto è di circa 400 milioni di euro e, nonostante l’assessore regionale al bilancio La Spisa dichiari cifre che contraddicono quanto dichiarato a Roma dando una stima di &#8220;solo&#8221; 160 milioni, la situazione è evidentemente di una gravità inaudita. E pensare che la stessa cifra che viene così indebitamente sottratta alla Sardegna quasi corrisponde all&#8217;importo con cui l&#8217;armatore Onorato ha comprato l’intera flotta ex-Tirrenia determinando per altro un regime di monopolio che è già sotto verifica da parte dell&#8217;Unione Europea.<span id="more-11255"></span></p>
<div>Il movimento iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, nel suo progetto di sovranità fiscale è fermamente convinto che <strong>l&#8217;istituzione di un’Agenzia Sarda delle Entrate possa eludere gli scippi che da anni i governi italiani compiono nei confronti del popolo sardo</strong> impedendo lo sviluppo dell’isola, e che questa agenzia possa, come regolamentato da Statuto, trattenere le entrate della Sardegna per reinvestirle nel territorio stesso.<br />
<strong> </strong></div>
<div><strong>iRS pertanto propone che i beni, terre ed edifici dello stato italiano presenti nell&#8217;isola vengano pignorati e riutilizzati dalla Regione come strutture pubbliche.</strong> L’economia della Sardegna non può e non deve essere legata a governi temporanei non eletti dai sardi, ma deve svolgersi attraverso un processo di sovranità fiscale che scorpori la gestione delle finanze sarde da quelle italiane, avendo come scopo unico il benessere del popolo sardo.</div>
<div>
<p><em>iRS – TzdE Fiscalità, Credito e Contabilità Pubblica.</em></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2012/08/la-regione-sardegna-pignori-i-beni-dello-stato-italiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Speciale Indipendèntzia: la rivista Làcanas intervista iRS</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2012/07/speciale-indipendentzia-la-rivista-lacanas-intervista-irs/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=speciale-indipendentzia-la-rivista-lacanas-intervista-irs</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2012/07/speciale-indipendentzia-la-rivista-lacanas-intervista-irs/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jul 2012 23:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[andrea faedda]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[lacanas]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=11236</guid>
		<description><![CDATA[Làcanas, rivista bilingue delle identità, nel suo speciale &#8220;Indipendentzia&#8221; questo mese ha intervistato Andrea Faedda, uno dei responsabili nazionali di iRS. L&#8217;intervista spazia dai temi della sovranità energetica, dei trasporti, alimentare e fiscale, a come costruire il cammino di indipendenza della Sardegna. Clicca per leggere l&#8217;intervista completa iRS -indipendèntzia Repùbrica de Sardigna]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/07/lacanas_footer.jpg" rel="lightbox[11236]"><img class="alignleft size-full wp-image-11237" title="lacanas_footer" alt="" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/07/lacanas_footer.jpg" width="158" height="56" /></a>Làcanas, rivista bilingue delle identità, nel suo speciale &#8220;Indipendentzia&#8221; questo mese ha intervistato Andrea Faedda, uno dei responsabili nazionali di iRS. L&#8217;intervista spazia dai temi della sovranità energetica, dei trasporti, alimentare e fiscale, a come costruire il cammino di indipendenza della Sardegna.</p>
<p><a href="http://www.lacanas.it/2013/03/22/andria-faedda-irs/" target="_blank">Clicca per leggere l&#8217;intervista completa</a></p>
<p><em>iRS -indipendèntzia Repùbrica de Sardigna </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2012/07/speciale-indipendentzia-la-rivista-lacanas-intervista-irs/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gavino Sale: &#8220;E adesso governiamo&#8221; &#124; Forum “Unione Sarda”</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2012/05/forum-unione-sardagavino-sale-e-adesso-governiamo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=forum-unione-sardagavino-sale-e-adesso-governiamo</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2012/05/forum-unione-sardagavino-sale-e-adesso-governiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 May 2012 09:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Gavino Sale]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[unione sarda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=10998</guid>
		<description><![CDATA[«Dietro la peste suina un complotto a vantaggio degli allevatori padani» La ricetta economica: incentivare le produzioni locali di qualità Domenica 6 maggio Gavino Sale non andrà a votare: «I referendum sono un bluff. Demagogia pura». Ma incidono sui privilegi della politica. «Se volevano tagliare i privilegi potevano farlo in modo molto più concreto. Dimezzandosi<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2012/05/forum-unione-sardagavino-sale-e-adesso-governiamo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10999" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/05/Sale.jpg" rel="lightbox[10998]"><img class="size-medium wp-image-10999 " title="Sale" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/05/Sale-300x225.jpg" alt="Foto Giuseppe Ungari" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Foto Giuseppe Ungari</p></div>
<p><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">«Dietro la peste suina un complotto a vantaggio degli allevatori padani»</span></p>
<p><em>La ricetta economica: incentivare le produzioni locali di qualità</em></p>
<p><em>Domenica 6 maggio Gavino Sale non andrà a votare: «I referendum sono un bluff. Demagogia pura».</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma incidono sui privilegi della politica.</strong></p>
<p>«Se volevano tagliare i privilegi potevano farlo in modo molto più concreto. Dimezzandosi gli stipendi in Consiglio regionale, per esempio, visto che molti siedono lì. Invece che ridurre il numero dei consiglieri regionali».<span id="more-10998"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Già, per gli indipendentisti sarà più difficile conquistare un seggio.</strong></p>
<p>«Anche altri gruppi sono contrari. Passa sotto silenzio una riforma che dà più potere a poche persone».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Lei è un consigliere provinciale, ma non ritiene che sia giusto riformare enti che molti considerano scatole vuote?</strong></p>
<p>«È vero che c&#8217;è stata una degenerazione, sono diventate centri di potere. Ma potrebbero riconquistare la funzione nobile di coordinare decine di Comuni».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non rischia di essere un atteggiamento conservatore?</strong></p>
<p>«Le forze della conservazione sono quelle che oggi lottano contro quelle dell&#8217;emancipazione, della liberazione dell&#8217;Isola. Ma vinceranno queste ultime. I sardi stanno decidendo di non inabissarsi nei meandri della storia e di scegliere una strada di libertà e prosperità».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma chi l&#8217;ha detto che, facendo da soli, i sardi avranno più prosperità?</strong></p>
<p>«Invertiamo il concetto: la sottomissione all&#8217;Italia dove ci ha portato? A un disagio economico ed esistenziale pazzesco. Oggi i sardi sono i più grandi consumatori di psicofarmaci. Siamo balzati persino in testa alle classifiche dei suicidi. Porgo un saluto rispettoso a chi si è tolto la vita, non deve più accadere che un sardo si ammazzi perché non riesce ad andare avanti».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Molti economisti però pensano che, se dovessimo fare tutto con la fiscalità isolana, saremmo costretti a ridurre il livello dei servizi, almeno temporaneamente.</strong></p>
<p>«Fino ai 18 anni io ero autonomo, perché amministravo i soldi che mi dava la famiglia. A 19 sono diventato indipendente, perché ho iniziato a campare con i soldi miei. Per un po&#8217; forse sono dimagrito, ma sono diventato <em>un homine</em> . Non il figlio di qualcuno».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Allora ammette che il passaggio all&#8217;indipendenza comporterà sacrifici.</strong></p>
<p>«Non è neppure vero questo: apposta parliamo di sovranità come fase di transizione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In che senso?</strong></p>
<p>«Con l&#8217;acquisizione di segmenti di sovranità (fiscale, alimentare, energetica) impareremo a governarci da soli. Cancellando la delega allo Stato italiano. La delega che, come dice Placido Cherchi, interrompe la sfericità dialettica tra individui».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Concetto non semplice. Ci spieghi però quelle tre sovranità.</strong></p>
<p>«Partiamo da quella energetica. È un settore chiave. Con le energie alternative la Sardegna è come un pozzo di petrolio in mezzo al Mediterraneo, ma della ricchezza che si produce si avvantaggiano altri».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Chi sarebbero?</strong></p>
<p>«Le multinazionali, lo sanno tutti. Ogni anno ci portano via un miliardo di euro. La Tirrenia costa 380 miseri milioni, con quei soldi potremmo comprarci una flotta ogni quattro mesi».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Passiamo alla sovranità alimentare. Significa autarchia?</strong></p>
<p>«Ma quando mai, significa incentivare le nostre produzioni agricole di qualità. Oggi l&#8217;84% dell&#8217;agroalimentare che consumiamo è importato. Nei porti sono in calo tutte le voci: auto, passeggeri. Tranne le importazioni di merci: più 6% nell&#8217;ultimo anno. E poi c&#8217;è lo scandalo del settore agrozootecnico».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quale scandalo?</strong></p>
<p>«Quello di un potenziale enorme, nella produzione di carne ovina e bovina per i paesi del nord Africa, che non è sfruttato. Libia, Algeria e Tunisia chiedono vitelli, agnelli, agnelloni, prosciutto di pecora. Una domanda senza limiti. Invece cosa succede? Che si decide che qui non si deve produrre niente. E gli allevatori padani ed emiliani ci sommergono di carne suina con la scusa della peste».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non è una scusa, c&#8217;è davvero.</strong></p>
<p>«Ma com&#8217;è che se ne avvantaggiano solo i produttori emiliani, dietro i quali c&#8217;è la Banca popolare di Reggio Emilia, cioè il Banco di Sardegna? E qui da noi c&#8217;è un assessore all&#8217;Agricoltura che non fa niente, è totalmente assente».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sta dicendo che dietro la peste suina in Sardegna c&#8217;è un complotto?</strong></p>
<p>«Senza ombra di dubbio».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Terzo “segmento” di sovranità, quella fiscale.</strong></p>
<p>«Ci consentirebbe di eliminare Equitalia e di avere una nostra agenzia di riscossione, sull&#8217;esempio dei baschi. Monti non deve permettersi di chiedere 4 miliardi all&#8217;Isola se ce ne deve 10 arretrati. È un&#8217;arroganza inaudita, ne ride tutta Europa».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E l&#8217;indipendenza?</strong></p>
<p>«Arriverà, non è un problema. Lo dimostra anche quella ricerca dell&#8217;Università di Cagliari, di cui avete parlato sull&#8217;Unione Sarda».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La sorprende che gli intervistati si sentano più sardi che italiani?</strong></p>
<p>«No, è la conferma scientifica dei nostri ragionamenti. Oggi l&#8217;indipendentismo è sempre</p>
<p>più diffuso, in tutti i ceti e tutti i partiti».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Si era già parlato di sardismo diffuso, in altri tempi.</strong></p>
<p>«E non ha prodotto nulla. Ma stavolta Irs lancia un messaggio a tutti gli indipendentisti che stanno fuori dalle sigle classiche di quest&#8217;area».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E la famosa unità degli indipendentisti?</strong></p>
<p>«Non serve più. La somma dei movimenti della cosiddetta Convergenza dà esattamente, in termini elettorali, lo 0,6%. Non è più il tempo di limitarsi alla testimonianza».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non è più il tempo neppure per azioni clamorose come il blitz a Fiumesanto o l&#8217;invasione di Villa Certosa?</strong></p>
<p>«Quelli erano gesti necessari, in una certa fase, per conquistare spazi. La chiamavamo guerriglia virtuale, perché era senza armi».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dicono che lei potesse fare quelle cose grazie alla copertura dei servizi segreti.</strong></p>
<p>«Ma quali servizi. Se non ci hanno mai condannato è perché abbiamo avvocati bravi, che ci hanno sempre spiegato fin dove potevamo arrivare. Ma anche quella è una fase conclusa».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quel che non finisce mai sono le liti tra indipendentisti. Come quella che ha spaccato Irs.</strong></p>
<p>«È normale, tutte le volte che i sardi si organizzano c&#8217;è chi tenta di bloccare questo processo. Ma stavolta non ha funzionato, anche se c&#8217;erano grandi sponsor esterni».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quali?</strong></p>
<p>«Non posso dirlo. O forse non voglio dirlo».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma quei dissidi si possono superare? Accettereste altre sigle indipendentiste in un&#8217;ipotetica alleanza “sovranista”?</strong></p>
<p>«Non proviamo ostilità verso nessuno. Ben vengano le altre sigle. Ma sia chiaro che siamo noi di Irs ad aver spostato l&#8217;asse della discussione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>È d&#8217;accordo con la proposta di una nazionale di calcio sarda, per cementare l&#8217;identità comune?</strong></p>
<p>«È una vecchia idea di Irs. Una mitopoiesi moderna: creare miti e simboli di identificazione di un popolo. Sì, può servire. Tanti anni fa facemmo una selezione, vinse per 1-0 a Nuoro contro la Corsica».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Gol di&#8230;?</strong></p>
<p>«Gianfranco Zola».</p>
<h4><em><span style="color: #000000;">&#8220;E adesso Governiamo&#8221;</span></em></h4>
<h4><em><span style="color: #000000;">Il leader di iRS: basta con l&#8217;indipendentismo che si isola nel ghetto.<br />
</span></em><span style="font-style: italic;">Serve un&#8217;alleanza basata su progetti seri di autodeterminazione.</span></h4>
<p>Resta sul tavolo un foglio, l&#8217;intervista con Gavino Sale è finita. Restano i suoi appunti, pochi concetti scritti a penna, come per chiamare a raccolta le idee, durante il forum dell&#8217;Unione Sarda sull&#8217;indipendentismo. E al centro del foglio, in evidenza, una frase che suona solenne: <em>Il destino si disvela allo sguardo</em> .</p>
<p>Se l&#8217;avesse scritta più volte ricorderebbe <em>il mattino ha l&#8217;oro in bocca</em> di Jack Nicholson in Shining, e del resto a tratti lo sguardo di Sale giustifica il paragone. Ma il leader di Irs non è un folle, semmai un folletto: da vent&#8217;anni agita il quadro politico, sparisce, riappare un po&#8217; qua e un po&#8217; là, cambia direzione con strambate da America&#8217;s Cup. Sprigiona fascino magnetico e suscita avversità profonde. Di certo non è banale. «Quella frase &#8211; spiega Sale &#8211; è di Elémire Zolla, antropologo novecentesco. Significa che il destino ce l&#8217;abbiamo davanti agli occhi, basta agguantarlo».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Parla dell&#8217;indipendenza della Sardegna? Oggi sembrano volerla tutti.</strong></p>
<p>«È il frutto di dieci anni del nostro lavoro. Stiamo raggiungendo gli obiettivi, i nodi stanno venendo al pettine».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>È anche possibile che si voti un referendum sull&#8217;indipendenza: Doddore Meloni ha raccolto 27mila firme, c&#8217;è anche la sua?</strong></p>
<p>«Io ho autenticato alcune firme, come consigliere provinciale. Ogni iniziativa dei movimenti indipendentisti contribuisce ad alimentare il tema che ormai è al centro del dibattito politico».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma condivide l&#8217;iniziativa di Meloni?</strong></p>
<p>«Da poco, a Barcellona, ho parlato con quelli dello Scottish national party: anche se hanno il 51% rifiutano la proposta di Londra di fare già nel 2013 il referendum sull&#8217;indipendenza, la considerano una trappola».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Perché mai?</strong></p>
<p>«Sanno che non tutti quelli che hanno votato l&#8217;Snp sono indipendentisti. La Scozia non è ancora pronta. E se non lo è la Scozia, figuriamoci la Sardegna».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Teme anche lei che la consultazione diventi un autogol per i vostri ideali?</strong></p>
<p>«Da un certo punto di vista, farebbe discutere ancor di più. Ma tatticamente penso che non sia il momento. Il referendum è un&#8217;accelerazione che non era da fare adesso».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Se non ora, quando?</strong></p>
<p>«Non si possono sapere adesso i tempi. L&#8217;indipendenza è come una nave. È sicuro che siamo partiti. È sicuro che il processo sia inarrestabile. Poi dipenderà dalle intemperie o dal vento favorevole».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ammetterà che non si era mai parlato così tanto di indipendenza, nel dibattito politico sardo.</strong></p>
<p>«È vero. È una parola che suscitava diffidenza e ora è sdoganata. La questione della libertà della Sardegna è irrimediabilmente posta, grazie anche al lavoro decennale di Irs, che ha sfatato i vecchi cliché».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Come è stato possibile?</strong></p>
<p>«L&#8217;aspetto più rivoluzionario è stata la scelta della non violenza. Quando ne parlammo, in Corsica, i movimenti indipendentisti internazionali ci isolarono per un anno e mezzo. Ora i fatti di Catalogna e Scozia ci danno ragione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La non violenza non è una scelta solo di Irs.</strong></p>
<p>«Abbiamo altre caratteristiche vincenti. Soprattutto la capacità di stare dentro le contraddizioni della società sarda, stare insieme ai movimenti come le partite Iva, i pastori, gli artigiani. Conoscendo profondamente la realtà sarda siamo usciti da una certa visione politica elitaria, quasi settaria. Abbiamo anticipato i tempi, e la fortuna dell&#8217;ideale indipendentista negli ultimi due anni ci ha dato ragione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non sarà una fortuna dovuta alla crisi economica e alla difficoltà di avere risposte dallo Stato?</strong></p>
<p>«La crisi è stata un caleidoscopio che ha dilatato le contraddizioni del rapporto tra Sardegna e Italia. Ha svelato un attacco violentissimo dell&#8217;Italia alla Sardegna, una guerra non dichiarata contro la quale dovremmo fare ricorso all&#8217;Ue».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per lamentare la violazione dei patti sulle entrate?</strong></p>
<p>«Su entrate, trasporti e altro ancora. Lo Stato si comporta in modo illegale, l&#8217;Europa deve fare da garante. Le leggi italiane possono avere effetti positivi in Italia, ma deleteri in Sardegna».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quindi se i sardi chiedono più autogoverno è per una rivendicazione, non per reale sentimento identitario.</strong></p>
<p>«C&#8217;è una cosa e c&#8217;è l&#8217;altra. Una presa di coscienza, legata alla conoscenza della nostra storia e al sedimentare del senso di appartenenza alla nazione sarda: amplificata però dalle contraddizioni della crisi».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Che cosa pensa dell&#8217;ordine del giorno sardista, che ridiscute la permanenza della Sardegna nella Repubblica italiana?</strong></p>
<p>«Che ha messo in forma istituzionale questo processo decennale. Ha fatto entrare in Consiglio regionale i concetti di indipendenza e sovranità. Ma è quest&#8217;ultima, in questa fase, la parola magica».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non l&#8217;indipendenza?</strong></p>
<p>«L&#8217;autonomia è superata, l&#8217;indipendenza è ancora lontana. La sovranità è la pietra che non ci farà bagnare i piedi, nel guado verso la libertà».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non sarà un concetto di indipendenza annacquato?</strong></p>
<p>«Ciò che preme a Irs, nel lungo periodo, è l&#8217;indipendenza. Ma per arrivarci bisogna prima mostrare capacità di governo. Uscire dal ghetto isolazionista dell&#8217;indipendentismo. Questa oggi è la proposta di Irs. Aggregare tutte le forze politiche che si riconosceranno nella necessità di conquistare tre tipi di sovranità: fiscale, energetica, alimentare».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quindi è disposto ad allearsi con quelli che chiamate partiti italiani?</strong></p>
<p>«Izquierda catalana e Snp dimostrano che emerge, e governa, chi riesce a sintetizzare gli ideali di giustizia sociale della sinistra con l&#8217;indipendenza. Mentre i partiti di sinistra che si ostinano a difendere gli interessi statali sono destinati a soccombere. In Scozia l&#8217;Snp si è pappato il Labour».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>È un monito al Pd?</strong></p>
<p>«Il Pd non tenti di bloccare un processo che è condiviso da molti suoi militanti di base e quadri intermedi. Se si trasformasse davvero nel Pd della Sardegna sarebbe un fatto positivo. Ma se non si adegua, scompare».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Invece il leader di Sel, Michele Piras, ha proposto proprio un&#8217;alleanza “sovranista”.</strong></p>
<p>«È un fatto positivo, la conseguenza di una maturazione della società sarda. Ripeto, è vincente coniugare i concetti della sinistra con l&#8217;indipendentismo».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Guardate solo a sinistra? Eppure il Pdl ha votato l&#8217;ordine del giorno sardista, e Cappellacci ha un profilo sempre più autonomista.</strong></p>
<p>«Guardiamo a chiunque crede in questi progetti. Contro Cappellacci non ho niente, ma ha un atteggiamento comune a molti sardi: genuflesso. All&#8217;emiro del Qatar ha chiesto rispetto: il capo della nazione sarda non può chiedere questo. È indegno continuare a sperare che qualcuno ci conceda briciole di sopravvivenza».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E col Psd&#8217;Az come vanno i rapporti?</strong></p>
<p>«Stanno attraversando un momento interessante. Credo che per loro sia il momento di porre fine all&#8217;agire tattico, ed entrare in una progettualità strategica. Perché gli anni passano».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E che significa?</strong></p>
<p>«Come dicevo citando Zolla, il destino è lì che aspetta solo di essere agguantato. E i sardi stanno decidendo di agguantarlo. Il momento è adesso».</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Giuseppe Meloni per l&#8217;Unione Sarda</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2012/05/forum-unione-sardagavino-sale-e-adesso-governiamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oggi più che mai: Il coraggio di Essere</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2012/02/oggi-piu-che-mai-il-coraggio-di-essere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=oggi-piu-che-mai-il-coraggio-di-essere</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2012/02/oggi-piu-che-mai-il-coraggio-di-essere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 22:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentzia]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sardigna]]></category>
		<category><![CDATA[soberania]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità energetica]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=10913</guid>
		<description><![CDATA[Sempre più spesso si sente commentare da influenti personaggi politici e da giornalisti di spicco il continuo crescere del perscorso indipendentista come una minaccia. Questo dato mette in evidenza due aspetti: 1)   L&#8217;indipendentismo non è più un gruppo di persone &#8220;simpatiche&#8221; ma innocue politicamente. 2) I partiti italiani stanno percependo questa crescita come una<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2012/02/oggi-piu-che-mai-il-coraggio-di-essere/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/02/ind1.jpg" rel="lightbox[10913]"><img class="alignleft size-medium wp-image-10922" title="indipendentzia" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/02/ind1-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>Sempre più spesso si sente commentare da influenti personaggi politici e da giornalisti di spicco il continuo crescere del perscorso indipendentista come una minaccia.</p>
<p>Questo dato mette in evidenza due aspetti:</p>
<p>1)   L&#8217;indipendentismo non è più un gruppo di persone &#8220;simpatiche&#8221; ma innocue politicamente.</p>
<p>2) I partiti italiani stanno percependo questa crescita come una minaccia per loro stessi.</p>
<p>E meno male, oserei dire, dopo 60 anni di bugie e di errori madornali che stiamo pagando a caro prezzo, mi sembra quanto di pù logico possa accadere. <span id="more-10913"></span>Il popolo sardo sta cominciando a valutare la politica indipendentista come un progetto di governo credibile e affidabile. Il lavoro che si sta compiendo in questi mesi ne è la prova.</p>
<p>Alla doverosa mobilitazione di piazza si sta affiancando una precisa e puntuale progettualità politica , alla protesta segue logicamente la proposta.E allora succede che la Consulta dei Movimenti , proponga la mobilitazione trasversale delle categorie in crisi della Sardegna e denunci le malefatte del Banco di Sardegna e della Sfirs , che , supportata dall&#8217;Unione Europea, pretenda al Governatore Cappellacci di predisporre il sequestro delle cartelle esattoriali e denunci i contratti e i mutui illegali compiuti dagli anni 80 in Sardegna e che hanno letteralmente messo in ginocchio l&#8217;intero comparto agro -pastorale e questo non rappresenta solo l&#8217;aver calpestato una porzione fondamentale della cultura nostro popolo, ha significato anche l&#8217;aver piegato uno dei cuor pulsanti dell&#8217;economia dell&#8217;isola.<br />
Scendendo nello specifico, domenica 19 Febbraio l&#8217;editoriale dell&#8217;Unione Sarda firmato da Paolo Figus, ci offre un&#8217;accoglienza a denti stretti per il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, Figus stesso ammette che l&#8217;autonomia in Sardegna ha le sue enormi lacune e sottolinea le responsabilità di una classe politica inadeguata: &#8230;&#8221;Certo, la pur larga, ma comunque insufficiente, autonomia non è stata gestita al meglio dalla classe politica sarda degli ultimi sessant’anni&#8230;&#8221;<br />
Figus, ammette quindi, l&#8217;esistenza di una &#8220;Questione Sardegna&#8221; che differisce profondamente dalle problematiche italiane e riconosce come l&#8217;indipendentismo si stia diffondendo nella base , egli però la vede come una sorta di &#8220;minaccia&#8221;, non cerca una soluzione radicale e definitiva, tampona l&#8217;emorragia con gli stessi strumenti che hanno provocato la ferita , come se a un paziente a cui venga diagnosticata una malattia grave , gli venga prescritto un calmante per il dolore e non il intervento chirurgico risolutore. Figus dice : &#8230;&#8221;Noi ci faremo carico delle nostre responsabilità, consapevoli tuttavia che il contributo fornito all’unità prima e per il suo mantenimento e la sua tutela poi, ci qualifica in un solo modo: creditori.<br />
E, come si sa, il debito prima o poi va estinto, pena il diffondersi, perché già rinato, di un sentimento indipendentista che mal si concilierebbe col sentimento unitario nazionale così pervicacemente ed efficacemente difeso da Napolitano&#8221;, ciò che Fugus chiama &#8220;pena&#8221; per noi si chiama &#8220;speranza&#8221;, o meglio la &#8220;chiave di volta&#8221; che può garantire per il popolo sardo- finalmente- benessere e prosperità.<br />
Ma non è stato solo Paolo Figus a parlare di indipendentismo. Anche il sindaco di Cagliari Massimo Zedda l&#8217;ha fatto nel suo discorso a Napolitano, egli dice : &#8230;&#8221;Pur nell’imperversare dei revisionismi – in sede storiografica, politica e persino cinematografica – ed anzi, proprio a fronte delle rivisitazioni del Risorgimento in chiave ipercritica e nostalgica dei bei tempi che furono, o che sarebbero stati, al Nord come al Sud e nelle Isole, prima dell’Unità d’Italia, noi ci chiediamo, e non possiamo non chiederci: ma davvero saremmo oggi più liberi e più forti, e meglio attrezzati a far fronte ai gravi problemi che derivano dalla crisi e dal “ mondo grandee terribile “, se fossimo ancora oggi, per dirla con il poeta, “ un popol diviso per settedestini, / in sette spezzato per sette confini “ ?Credo si possa rispondere di no&#8230;&#8221;<br />
In questo passaggio Zedda mette le mani avanti, quasi a difesa di un magma che sotto i suoi piedi ribolle e aspetta solo il momento opportuno per eruttare e prendere il suo posto naturale nella superficie. Di cosa ha paura Zedda? L&#8217;indipendentismo non vuole chiudersi , al contrario, vuole finalmente aprire la Sardegna al confronto con le altre Nazioni, vuole interloquire in prima persona con l&#8217;Europa , non come adesso che, col collegio unico con la Sicilia, abbiamo un solo rappresentante a Bruxelles per gentile concessione dell&#8217;Italia dei valori. Ricordiamo al Sindaco che Malta , che ha un quarto degli abitanti della Sardegna , ha diritto a 5 rappresentanti.<br />
In tutto questo il dato politico da sottolineare è che citare, denigrare , sminuire l&#8217;indipendentismo è un chiaro segnale di come ciò che tempo fa era solo uno &#8220;scherzo&#8221;, ora sia diventato un progetto politico definito, allargato e programmato.<br />
Starà al popolo sardo scegliere a chi dare fiducia, a chi per decenni ha contribuito alla nostra arretratezza o chi dà una speranza di rinascita ma con i piedi ben piantati a terra, noi non parliamo di sogni, parliamo di costruire, veramente, una nuova realtà. L&#8217;indipendentismo non deve rappresentare &#8220;l&#8217;ultima spiaggia&#8221; a cui appellarsi in un momento di disperazione, al contrario, dev&#8217;essere una scelta lucida e consapevole che mette al centro l&#8217;azione piuttosto che la subordinazione. Abbiamo bisogno di una casse delle entrate sarda, di stimolare il mercato interno defiscalizzandolo e limitando le importazioni che oggi sfiorano l&#8217;80% , di gestire in prima persona gli utili ricavati dalle energie alternative, di puntare seriamente su un turismo intelligente che porti indotto tutto l&#8217;anno, di migliorare la rete infrastrutturale, insomma, tutto questo e molto altro ancora si riassume con una sola parola: Sovranità, è da qui che dobbiamo ripartire per tornare ad essere i protagonisti della nostra storia, per farlo ci vuole forza e consapevolezza e oggi, sempre più persone, sentono di averla.</p>
<p>Essere, esistere, è una scelta coraggiosa, dipendere e sottostare alle decisioni altrui è più semplice ma mille volte più mortificante e avvilente.</p>
<p>Oggi dobbiamo avere il coraggio di essere gli artefici del nostro destino, oggi, più che mai, dobbiamo avere il coraggio di essere. Chi ha paura di questo? Noi , decisamente no.</p>
<p><em>Claudia  Aru</em></p>
<p><em>iRS &#8211; Esecutivo Natzionale</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2012/02/oggi-piu-che-mai-il-coraggio-di-essere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uno sportello gratuito per affrontare Equitalia</title>
		<link>https://www.irsonline.net/2011/12/uno-sportello-gratuito-per-affrontare-equitalia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uno-sportello-gratuito-per-affrontare-equitalia</link>
		<comments>https://www.irsonline.net/2011/12/uno-sportello-gratuito-per-affrontare-equitalia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 09:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Casteddu]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=10744</guid>
		<description><![CDATA[iRS Region&#8217;e Casteddu comunica che, a partire dal 20 Dicembre 2011 nella sede di Quartu Sant&#8217;Elena in via Verga 17, sarà attivo lo sportello GRATUITO per le consulenze inerenti le problematiche legate alle banche e Equitalia. Il servizio sarà attivo ogni Martedì dalle 19.30 alle 21.30.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>iRS Region&#8217;e Casteddu </strong>comunica che, a partire dal 20 Dicembre 2011 nella sede di Quartu Sant&#8217;Elena in <a href="http://maps.google.com/maps?q=Via+Giovanni+Verga,+Quartu+Sant'Elena+CA&amp;hl=it&amp;sll=39.236855,9.183322&amp;sspn=0.009806,0.01929&amp;vpsrc=0&amp;hnear=Via+Giovanni+Verga,+09045+Quartu+Sant'Elena+Provincia+di+Cagliari,+Sardegna,+Italia&amp;t=m&amp;z=16" target="_blank">via Verga 17</a>, sarà attivo lo sportello GRATUITO per le consulenze inerenti le problematiche legate alle <strong>banche </strong>e <strong>Equitalia</strong>.</span></p>
<p>Il servizio sarà attivo ogni Martedì dalle 19.30 alle 21.30.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.irsonline.net/2011/12/uno-sportello-gratuito-per-affrontare-equitalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
