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	<title>iRS &#187; Novamont</title>
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		<title>Chimica Verde o progetti partecipati?</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2014 14:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino ad ora abbiamo avuto l’impressione che il progetto denominato “Chimica Verde” non sia nato come modello di sviluppo per il territorio ma, appare più, come un ricatto dell’ENI per non bonificare i territori che, negli anni, ha devastato. Il socio principale di Matrica è l’Eni che fino ad oggi ha creato distruzione e miseria.<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/05/chimica-verde-o-progetti-partecipati/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fino ad ora abbiamo avuto l’impressione che il progetto denominato “Chimica Verde” non sia nato come modello di sviluppo per il territorio ma, appare più, come un ricatto dell’ENI per non bonificare i territori che, negli anni, ha devastato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il socio principale di Matrica è l’Eni che fino ad oggi ha creato distruzione e miseria. iRS ha sempre proposto, alle società proponenti,  che il progetto di Chimica Verde venisse discusso con un confronto paritetico assieme ai cittadini. Non siamo pro o contro a prescindere, ma è mancato il confronto. Non si può essere d’accordo su una scelta calata dall&#8217;alto e presentata con dati dubbi, poco chiari e poco convincenti, da multinazionali che, perlomeno in questo territorio, hanno ampiamente perso credibilità e affidabilità.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Perché le società non hanno accettato il confronto? Cosa hanno da nascondere o da temere?<span id="more-12914"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le attiviste e gli attivisti di iRS sono fermamente convinti che tutti i progetti che riguardano il nostro territorio debbano essere frutto di una discussione partecipata che nasca da un confronto creativo aperto e trasparente che coinvolga tutti, e dove tutti sono protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo porre fine allo scontro per partito preso ed iniziare a creare luoghi di incontro dove discutere insieme, soprattutto insieme alle persone che non la pensano come noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Arroccarsi nelle proprie posizioni, il più delle volte preconcette, porta ad odiarsi senza conoscersi, senza conoscere il pensiero dell’altro che spesso è frutto di un’interpretazione forviata e forviante che porta a perdere di vista gli obiettivi, che il più delle volte risultano essere comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo gioco dello scontro non è utile ai cittadini o meglio all&#8217;interesse collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fomentare lo scontro serve solo ai predoni di turno, avidi portatori di interessi privati alla ricerca di scudi che nascondano le loro nefandezze. Nella maggior parte dei casi, gli scudi sono (loro malgrado) gli operai in cassa integrazione, i padri di famiglia senza più speranze e tutte quelle persone che per tutta la vita hanno lavorato duramente. A queste persone nessuno chiede mai niente, nessuno le coinvolge mai realmente nella progettazione del proprio lavoro e di quello che potrebbe essere il futuro dei loro figli.</p>
<p style="text-align: justify;">I nemici sono tutti quelli che, presumibilmente, non la pensano come i privati promotori di progetti preconfezionati, che vengono da loro additati come “contrari allo sviluppo”,“passatisti”, “retrogradi” etc… gli viene cucito addosso un pensiero carico di luoghi comuni e si fomenta lo scontro raccontando ai probabili lavoratori frasi come “quelle persone non vogliono che tu lavori, vogliono boicottarci” etc…</p>
<p style="text-align: justify;">Si alimenta lo scontro e si evita l’incontro. Perché incontrandosi ci si conosce, ci si confronta fuori dal controllo di chi il confronto non lo vuole e gli interessi del privato vengono meno perché prevale l’interesse collettivo.</p>
<div id="attachment_12915" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2014/05/iRS-sospende-il-cons.-comunale-sulla-chimica-verde.jpg" rel="lightbox[12914]"><img class="size-medium wp-image-12915" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2014/05/iRS-sospende-il-cons.-comunale-sulla-chimica-verde-300x199.jpg" alt="iRS sospende il cons. comunale sulla chimica verde" width="300" height="199" data-id="12915" /></a><p class="wp-caption-text">iRS sospende il consiglio comunale di Sassari per discuttere una mozione sulla Chimica Verde</p></div>
<p style="text-align: justify;">I predoni in giacca e cravatta preferiscono un’altra prassi che è quella di presentare progetti già confezionati dove la formula è “questo è il progetto, se lavori qui hai lo stipendio”.  Se poi quel progetto va a favore o a danno del territorio e della collettività non è importante. Ovviamente le società proponenti non potranno mai dire che quello che propongono non è utile al territorio. Nella versione ufficiale conviene solo al territorio, nella versione reale (nella maggior parte dei casi) conviene solo a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS pensa che per sviluppare qualsiasi progetto che riguarda il nostro territorio, che è il nostro luogo di vita,  sarebbe più utile e costruttivo oltre che corretto coinvolgere la popolazione, i lavoratori e il numero più ampio possibile di persone nell&#8217;elaborazione di un progetto comune che crei benessere e che sia utile a  tutti e non a pochi. Dove la filosofia di base non sia il principio egoistico dell’arricchimento di pochi, ignorando totalmente i propri vicini, ma sia quella di produrre per la collettività e di creare ricchezza e benessere dalla bellezza. E di bellezza in questo territorio ne abbiamo tanta. Il problema è che spesso è offuscata dagli interessi di pochi speculatori privati conniventi con qualche politicante che facendo leva sulla miseria da loro stessi creata, ci fanno perdere di vista gli obbiettivi comuni e l’interesse collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo ci batteremo con forza, assieme a tutta la coalizione di centro sinistra in corsa per le elezioni del Comune di Sassari, che pone come punto principale del suo programma la creazione di un’amministrazione partecipata dove i cittadini siano gli attori principali.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendentzia Repubica de Sardigna</em></p>
</div>
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		<title>iRS e i movimenti, un documento unitario al Comune di Sassari: Bonifiche Subito</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 12:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta questa mattina (Mercoledì 5 Giugno 2013) la commissione ambiente del comune di Sassari dove iRS, WWF &#8211; Sassari, Gruppo 5 Stelle Sassari, CSOA Pangea – Porto Torres, Kuiles – Comitato Pastori Sardi hanno presentato un documento unitario per quanto riguarda l&#8217;aspetto delle bonifiche nella zona industriale di Porto Torres. &#8220;Le bonifiche dell’area industriale sono attualmente lontane<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/06/irs-e-i-movimenti-un-documento-unitario-al-comune-di-sassari-bonifiche-subito/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm-1.jpg" rel="lightbox[12247]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12248" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm-1-300x201.jpg" alt="comm 1" width="300" height="201" /></a>Si è svolta questa mattina (Mercoledì 5 Giugno 2013) la commissione ambiente del comune di Sassari dove iRS, <i>WWF &#8211; Sassari, </i><i>Gruppo 5 Stelle Sassari, </i><i>CSOA Pangea – Porto Torres, </i><i>Kuiles – Comitato Pastori Sardi </i>hanno presentato un documento unitario per quanto riguarda l&#8217;aspetto delle bonifiche nella zona industriale di Porto Torres.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le bonifiche dell’area industriale sono attualmente lontane dallo stadio di progettazione e tanto meno di realizzazione pur esistendo protocolli e convenzioni attive tra le parti.  Nel territorio si assiste ad un peggioramento delle condizioni ambientali anche in questo momento in cui le attività industriali sono quasi nulle.</p>
<p style="text-align: justify;">Il registro tumori provinciale di Sassari nell&#8217;esaminare l’incidenza dei decessi per tumore nell&#8217;area di Porto Torres nel periodo 1992-2001 non può non evidenziare gli eccessi rispetto alla media provinciale.<br />
Se si includono i soli Comuni di Porto Torres, Stintino, Castelsardo, Sennori e Sorso si rileva un evidente incremento di sarcomi dei tessuti molli (+ 77% per gli uomini e + 89% per le donne) dove per tessuti molli si intendono tessuti extrascheletrici quali tessuto fibroso, adiposo, vascolare, nervoso, sinoviale e muscolare. Questo dato, per le implicazioni che comporta (sono per lo più tumori legati ad esposizione a sostanze organo-clorurate quali diossine, furani e diossino-simili), meriterebbe un’analisi approfondita.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo studio <b><i>Sentieri</i></b><i> dell’<b>Istituto Superiore di Sanità </b></i><b>nov. 2011</b> Supp. Epidemiologia e Prevenzione;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel SIN Porto Torres (SS) <b> </b>costituito da due comuni (Sassari e Porto Torres) con una popolazione complessiva di 141,793 abitanti al Censimento 2001 esaminando, il <b><i>rapporto standardizzato di mortalità</i> <i>corretto per deprivazione</i></b> in entrambi i sessi per tutte le cause correlabili alle condizioni ambientali (tutti i tumori; malattie del sistema circolatorio, malattie dell’apparato respiratorio, malattie dell’apparato digerente, malattie dell’apparato genito urinario) si rileva un valore di <b><i>109 e 115</i> </b>rispettivamente nel <b><i>sesso maschile e femminile</i></b>. Ciò corrisponde (nel periodo 1995- 2002) per il <b><i>sesso maschile</i> </b>a <b><i>4708</i></b><i> </i>casi <b><i>osservati</i> </b>rispetto<b> </b>a <b><i>4319 attesi</i></b> con<b> <i>389</i></b><i> <b>morti in più</b></i> per tutte le cause di morte (tra cui <b><i>86 per tumori</i></b>), quindi <b><i>48 in più per tutte le cause/anno e 11 tumori/anno</i></b>;<b> </b>per <b><i>sesso femminile</i></b> si riscontrano<b> 4357</b> casi <b><i>osservati</i> </b>rispetto<b> </b>a <b>3788<i> attesi</i></b> con<b> 568</b> per tutte le cause (<b>127 tumori), </b>quindi <b>71 morti in più tutte le cause/anno e 16 tumori/anno</b>. I dati che interessano il sesso femminile destano particolare preoccupazione; le condizioni di inquinamento non riguardano solo le condizione riscontrabili nel perimetro della fabbrica e quindi fattori di esposizione alle criticità del ciclo produttivo che interesserebbe il sesso maschile.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle 518 pagine della perizia del Tribunale dei cinque esperti nominati nell&#8217;inchiesta penale per disastro ambientale a carico di Syndial e Polimeri (oggi Versalis), appare chiaro che attorno all&#8217;impianto riconducibile al gruppo Eni, compresa l’acqua che scorre nel sottosuolo, è intaccata da concentrazioni di benzene che arriva ad essere in 139 mila volte superiore alla norma nelle acque di falda (Syndial, agosto 2010 e conferenza dei servizi 2011). Sulla base di questa analisi, è evidente che «le acque sotterranee provenienti da monte idraulico e quelle meteoriche, filtrando nei terreni inquinati, continuano a svolgere indisturbate la loro opera di estrazione, trasportando a mare la parte di inquinanti progressivamente lisciviata», cioè rimasta nel suolo. Fenomeno, in riferimento ai terreni sul mare, che «prosegue tutt&#8217;ora». E non potrebbe essere diversamente, perché la fonte dell’inquinamento è lì, immutata, visto che nessuno ha bonificato il suolo che è come una spugna: ha incamerato agenti inquinanti negli anni e pian piano li rilascia al mare, attraverso le falde. Gli stessi funzionari ministeriali nelle varie conferenze di servizio  e ora i periti del tribunale riportano che la “messa in sicurezza di emergenza”, annunciata dal gestore nel 1998, divenuta operativa solo nel 2003 con la barriera, «non essendo finalizzata alla bonifica dei suoli inquinanti, non è riuscita nello scopo. Le acque nel tempo hanno continuato e continuano a trasportare gli inquinanti a mare. L’inefficacia e l’inefficienza delle misure adottate è ancora più eclatante considerando il tempo trascorso dalla loro realizzazione come messa in sicurezza di emergenza, che proprio per la loro natura sarebbero dovute risultare &#8211; al contrario &#8211; efficaci ed efficienti, e a breve termine».</p>
<p style="text-align: justify;">«<b>L’unico dato certo &#8211; sintetizzano i periti &#8211; è l’assenza di azioni che abbiano nel concreto impedito la prosecuzione della contaminazione</b>». «È ancor più grave &#8211; scrivono i periti &#8211; se si pensa che gli interventi di messa in sicurezza per rimuovere fonti di contaminazione» secondo la legge, sono tali proprio perché devono essere attuati tempestivamente. Nulla invece, è stato fatto per il suolo. «Non risulta posta in essere alcuna misura».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm2.jpg" rel="lightbox[12247]"><img class="alignright size-medium wp-image-12249" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm2-300x171.jpg" alt="comm2" width="300" height="171" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’inquinamento ambientale, unitamente a fattori genetici predisponenti, svolge un ruolo importante nel determinare effetti avversi sulla salute umana, sia a breve sia a lungo termine. È stato ampiamente dimostrato che diversi composti chimici oltre che come cancerogeni possono agire come gli interferenti endocrini in grado di modificare le caratteristiche epigenetiche  di un individuo; l&#8217;epigenoma che determina cambiamenti nell&#8217;espressione genica è suscettibile all’azione di diversi fattori, in particolare le aberrazioni dei normali processi epigenetici possono essere indotte da fattori ambientali, tra i quali l’inquinamento da benzene , diossine- furani, metalli pesanti etc.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Le bonifiche sono una priorità improcrastinabile che deve avere un corso urgente e svincolato dalle dinamiche relative alla chimica verde</b>. Urge <b>riqualificare gli operai</b> in cassa integrazione per dargli competenze adatte alle bonifiche. L&#8217;Eni deve mettere in campo le già previste risorse per l’avvio a partire dai corsi di formazione e deve dare avvio immediato ripristino dei territori inquinati.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ed è proprio sulle bonifiche che si restituisce al territorio il vero impatto sull’occupazione</b> con la creazione di competenze che saranno utilizzabili in tutta l’isola. Con il ripristino di territori che saranno nuovamente sfruttabili anche economicamente.</p>
<p style="text-align: justify;">È giunto il momento di ribadire con chiarezza la nostra totale indisponibilità a continuare a lavorare e vivere su montagne di rifiuti. La situazione è chiara o si risanano l’ambiente e i luoghi di lavoro creando le condizioni per vivere in modo sano e sicuro riconvertendo globalmente le attività fornendo ai lavoratori la possibilità di un nuovo impiego pulito, dignitoso e produttivo per il benessere di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo più permettere che le logiche di saccheggio e sfruttamento attuate dall&#8217;industria chimica statale italiana continuino a pesare sui sardi a discapito di diritti fondamentali quali quello alla salute e ad un lavoro sicuro e dignitoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito industriale di Porto Torres deve essere risanato come è avvenuto a Bagnoli. Servono opere strutturali che vanno a carico delle società inquinanti, e che possono cominciare solo in presenza di una volontà determinata da parte delle popolazioni, delle istituzioni locali, dei sindacati e delle associazioni di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la messa in sicurezza di Marghera è stata investita una somma pari a 1.880 milioni di euro, soldi sufficienti a coprire l’intero monte stipendi di Porto Torres per quaranta anni, oltre che necessari per rilanciare l’economia del territorio. Questo rilancio può passare solamente dalla bonifica di tutta l’area e attraverso una pianificazione che tenga in considerazione la situazioni legata ai posti di lavoro attualmente in bilico, ma che possa anche dare a nuove imprese la possibilità di nascere sfruttando ad esempio le risorse del turismo, dell’agricoltura e delle energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiede a questa Amministrazione per ciò che è nella sua facoltà:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Perché non siano stati adottati nuovi sistemi di controllo sulle emissioni di inquinanti con centraline e punti di prelievo fissi a mare e in terra e con raccolte dati almeno settimanali di tutti gli inquinanti di cui si ha certezza dell’emissione;</li>
<li>Se sia in grado di assicurare l’adeguatezza dei sistemi di controllo degli inquinanti e della sicurezza negli  ambienti di lavoro nei siti industriali in premessa, ovvero quali misure intenda intraprendere per migliorarne l&#8217;efficacia e garantire l&#8217;opportuna e tempestiva informazione alle popolazioni;</li>
<li>Perché gli organi preposti  alla raccolta e alla diffusione delle informazioni sulla qualità ambientale del S.I.N. Porto Torres/Sassari non abbiano presentato studi e diffuso tanto costantemente quanto adeguatamente i dati raccolti, in modo organico e leggibile dalle popolazioni;</li>
<li>Perché non sono resi pubblici periodicamente i dati del Registro dei tumori e perché non si avviino  Registri di altre patologie correlabili a fattori ambientali (malattie degenerative, dismetaboliche, cardiovascolari etc, particolarmente quelle che interessano la fascia pediatrica);</li>
<li>Perché ad oggi non siano stati fatti studi organici sulla popolazione di Porto Torres e Sassari circa il livello di bio-accumulazione nei tessuti degli inquinanti, quali clorurati, metalli pesanti, fenili, etc., e studi sulle variazioni epigenetiche indotte dagli stessi inquinanti;</li>
<li>Perché non vi sia un monitoraggio pubblico dello stato di avanzamento delle bonifiche con indicazione precisa del cronoprogramma degli interventi previsti e una chiara indicazione delle competenze dei soggetti che partecipano alle gare per l’esecuzione dei lavori di bonifica</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Si chiede a questa Amministrazione, per quanto le compete:</p>
<p style="text-align: justify;">di attivarsi perché possa essere costituito un organismo (osservatorio, <b>Comitato Civico di Garanti) che segua e controlli attentamente tutta la fase delle opere di bonifica, e che al suo interno abbia una reale rappresentanza dei cittadini e attui una completa trasparenza, al fine di evitare che il controllore sia il controllato.</b></p>
<p style="text-align: justify;">Di invitare la R.A.S. a investire i fondi a sua disposizione per gli interventi su questo territorio per la formazione delle maestranze locali da utilizzare nelle opere di bonifica e per costituire un pool di ricercatori che in propria autonomia, senza avere nessun rapporto con ENI e le società da essa partecipate, possano individuare le migliori tecniche di bonifica per il territorio del SIN&#8221;.</p>
<p><i>WWF</i></p>
<p><i></i><i>Gruppo 5 Stelle Sassari</i></p>
<p><i>CSOA Pangea – Porto Torres</i></p>
<p><i>Kuiles – Comitato Pastori Sardi</i></p>
<p><i>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</i></p>
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		<title>Chimica Verde &#8211; iRS interviene al Consiglio Comunale di Porto Torres</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 23:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fase preliminare all’implementazione del progetto chiamato “Chimica Verde” che interessa l’area del petrolchimico di Porto Torres ha riguardato una serie di convegni e presentazioni pubbliche. Durante questi incontri, spesso aperti alla cittadinanza, le società Eni, Enipower, Novamont, Matrìca insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali, hanno esposto il piano dei lavori. In molte di queste<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/03/chimica-verde-irs-interviene-al-consiglio-comunale-di-porto-torres/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12033" style="width: 414px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/03/Sit-in.jpg" rel="lightbox[12032]"><img class=" wp-image-12033" title="Sit-in" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/03/Sit-in-300x179.jpg" alt="" width="404" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Attivisti di iRS e comitato No Chimica Verde</p></div>
<p style="text-align: justify;">La fase preliminare all’implementazione del progetto chiamato “Chimica Verde” che interessa l’area del petrolchimico di Porto Torres ha riguardato una serie di convegni e presentazioni pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante questi incontri, spesso aperti alla cittadinanza, le società Eni, Enipower, Novamont, Matrìca insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali, hanno esposto il piano dei lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">In molte di queste occasioni pubbliche si è anche riscontrato quanto sia stata numerosa la presenza di persone interessate a comprendere più da vicino gli effetti e le ricadute che il progetto porterà al territorio in cui vivono.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Tuttavia, a fronte di una così forte partecipazione popolare, dobbiamo tristemente rimarcare come non sia stato possibile </span><strong>coinvolgere direttamente i cittadini nella decisione</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> verso un progetto di così ampia rilevanza e che riguarda l&#8217;intero territorio.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Così come non è stato inoltre possibile dare spazio ai pareri di studiosi e professionisti “neutrali” (cioè non direttamente coinvolti nel progetto “Chimica Verde”) che si occupano di valutazioni e sostenibilità di grandi progetti.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche durante il consiglio comunale di Porto Torres che si è svolto questa sera (Martedì 26 Marzo 2013)   con la commissione reindustrializzazione, dove erano presenti i rappresentanti di Eni, Enipower, Novamont e Matrìca non vi è stato nessun tipo di confronto. Era possibile porre delle domande, scritte in un foglietto di carta, ai rappresentanti  delle varie società ma senza che chi ha posto la domanda avesse poi diritto di replicare dopo che gli veniva data la risposta, spesso poco chiara.</p>
<p style="text-align: justify;">Per altro <strong>rimangono presenti molti dubbi anche per quanto riguarda il piano di bonifica delle aree inquinate; </strong>ciò che viene presentato come &#8220;Chimica Verde&#8221; rivela una serie di aspetti ambigui, sia per ciò che concerne il  progetto d’installazione della Centrale a Biomasse e sia per la realizzazione delle stesse opere di bonifica. Operazione quest&#8217;ultima per altro indispensabile e non più procrastinabile. Per esempio, a oggi non è per nulla chiaro come si intenda  intervenire nell’area di “Minciaredda” dove già dieci anni fa gli attivisti di iRS portarono alla luce una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://youtu.be/5w81GbTh1Pk"><span style="color: #000080;">discarica</span></a></span> di sostanze altamente tossiche.</p>
<div id="attachment_12034" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/03/Simone-Maulu-Porto-Torres.jpg" rel="lightbox[12032]"><img class="size-medium wp-image-12034 " title="Simone Maulu - Porto Torres" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/03/Simone-Maulu-Porto-Torres-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Simone Maulu | Foto Paola Rizzu</p></div>
<p style="text-align: justify;">iRS era presente al consiglio comunale con un sit – in nella piazza del comune assieme al <strong>comitato <a href="https://www.facebook.com/no.chimicaverde?ref=ts&amp;fref=ts"><span style="color: #000080;">No Chimica Verde/No inceneritore</span></a></strong><span style="color: #000080;">.</span> <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Durante il consiglio comunale le delegazioni degli attivisti di iRS e del comitato hanno presenziato in aula per tutta la seduta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Ha preso la parola il responsabile di iRS </span><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://youtu.be/b8MGN8hgKzA">Simone Maulu</a></span></strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, che ha espresso la voce di iRS e dei comitati, e ha rilanciato con forza  la<span style="color: #003366;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"> <a href="http://www.irsonline.net/2012/09/chimica-verde-proposta-del-consigliere-sale/"><span style="color: #000080;">proposta già espressa in sede di consiglio provinciale</span></a></span></span> </span>diversi mesi fa dal </span><strong>consigliere iRS Gavino Sale</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, in cui si </span><strong>propone la costituzione di un tavolo paritetico dove possano confrontarsi pubblicamente, da una parte gli incaricati di Eni, Enipower, Novamont, Matrìca e Syndial e dall’altra i tecnici espressi dalla società civile, dalle associazioni e dai comitati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">“Pensiamo che le istituzioni debbano lavorare al più presto nella </span><strong>costituzione di questo tavolo di confronto paritetico, aperto al pubblico,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> a cui tutti i cittadini hanno il diritto di accedere – ha continuato Simone Maulu &#8211;  e rinnoviamo l’invito affinché i rappresentanti istituzionali si impegnino alla restituzione del ruolo alle comunità nelle scelte che riguardano il futuro del territorio, nel segno della trasparenza e condivisione, come atto di </span><strong>rispetto nei confronti dei cittadini</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> e in particolare dei lavoratori interessati”.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></span></p>
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		<title>Chimica Verde: proposta del consigliere SALE</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 16:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/09/SALE.jpg" rel="lightbox[11558]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11559" title="SALE" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/09/SALE-300x225.jpg" alt="Gavino Sale" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Martedì 25 settembre 2012 si è svolto presso il Palazzo di Città di Sassari, il Consiglio comunale congiuntamente con il Consiglio provinciale di Sassari.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; Argomento all&#8217;ordine del giorno riguardava lo stato di avanzamento del progetto &#8220;Chimica verde e Centrale a biomasse nell&#8217;area industriale del Petrolchimico di Porto Torres&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Mercoledì 26 settembre nella sala Canu a Porto Torres è stato illustrato ai cittadini lo studio di impatto ambientale e il progetto della centrale a biomasse di Enipower.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad entrambi gli incontri erano presenti i vertici di Eni, Enipower, Novamont, Matrìca e Syndial.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di quanto emerso durante questi incontri pubblici <strong>rimangono presenti forti dubbi in merito alla sostenibilità del progetto presentato e al piano di bonifica delle aree inquinate</strong>, anche tra coloro che si erano espressi a favore del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché i cittadini e alcuni tecnici presenti agli incontri, non hanno avuto la possibilità di porre direttamente le questioni ai rappresentanti delle società menzionate con eventuale diritto di replica, <strong>non riteniamo sufficientemente credibili le argomentazioni presentate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto rilanciamo la proposta già espressa in sede di consiglio dal consigliere Gavino Sale:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> iRS propone ufficialmente la costituzione di un tavolo paritetico dove potranno confrontarsi pubblicamente gli incaricati di Eni, Enipower, Novamont, Matrìca e Syndial e i tecnici espressi dalla società civile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo  che sia legittimo un confronto di questo tipo, a cui le società coinvolte non si devono sottrarre  per un fatto di equità e di trasparenza  nei confronti dei cittadini e in particolare dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> iRS indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jkiKY06Fz7U&amp;feature=youtu.be" target="_blank">Video dell&#8217;intervento del consigliere SALE durante il consiglio provinciale</a></span></strong></p>
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