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	<title>iRS &#187; servitù militari</title>
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		<title>Servitù Militari: accordo insoddisfacente della Giunta Pigliaru</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 21:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni passo compiuto verso la liberazione delle terre sarde occupate dalle servitù militari e sottoposte a invasive esercitazioni militari va salutato con soddisfazione. Detto questo, l’accordo di programma presentato ieri in Consiglio regionale dal presidente Pigliaru è tutt’altro che storico. E, quand’anche si concretizzasse, è anni luce lontano da quel che serve. Lo è nella<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2017/12/servitu-militari-accordo-insoddisfacente-della-giunta-pigliaru/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni passo compiuto verso la liberazione delle terre sarde occupate dalle servitù militari e sottoposte a invasive esercitazioni militari va salutato con soddisfazione.</p>
<p>Detto questo, l’accordo di programma presentato ieri in Consiglio regionale dal presidente Pigliaru è tutt’altro che storico. E, quand’anche si concretizzasse, è anni luce lontano da quel che serve.</p>
<p>Lo è nella forma, visto che prevede un impegno a confrontarsi con lo Stato (attraverso un cronoprogramma tutt’altro che affidabile) proprio nei giorni che precedono il termine della legislatura e la fine dell’esperienza di un governo che si è più di una volta mostrato inaffidabile nei confronti della Sardegna.<br />
Siamo sin troppo facili profeti nel prevedere che l’Italia – sfruttando la congiuntura legata alle prevedibili difficoltà per la formazione del nuovo esecutivo, a seguito delle elezioni di marzo – troverà più di una scusa per non dare seguito all’accordo.</p>
<p>Se anche lo facesse, ripetiamo, le intese raggiunte sono tutt’altro che soddisfacenti. Anzi, rischiano di porre ancora una volta nuove spese e nuovi gravami sulle spalle dei sardi.<br />
Non sarà la restituzione-spot di un paio di spiagge, tra l’altro “condizionata” ancora a troppe variabili, a dare il segnale che il trend si è invertito, anche in considerazione del fatto che niente viene detto a proposito delle bonifiche. Né chi le farà, né con quali soldi, né con quale finalità.</p>
<p>Va da sé che, pur consci del fatto che occorra una gradualità nel piano di progressiva ma ineluttabile dismissione, ci dichiariamo totalmente insoddisfatti dei risultati ottenuti dalla Giunta regionale nell’accordo con governo ed Esercito.</p>
<p>Il fatto che in Consiglio regionale – ad esclusione del nostro consigliere Usula, di quelli del PsdAz e del PDS – ci sia stata una sostanziale unanimità, con la convergenza tra i due poli italiani, è lì a dimostrare che si tratta di un patto insoddisfacente.</p>
<p>Il presidente Pigliaru è ancora in tempo a non firmarlo.</p>
<p>Autodeterminatzione &#8211; Coordinamento Nazionale</p>
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		<title>iRS invita il questore di Cagliari ad autorizzare la manifestazione di Teulada.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 14:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna invita il questore di Cagliari ad autorizzare la manifestazione di Martedì 3 Novembra a Teulada. Manifestare in maniera pacifica è un atto legittimo e democratico e non può essere impedito. Oggi la Nazione Sarda sta subendo un attacco unilaterale da parte dello Stato italiano che, senza nessun accordo sta<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/11/irs-invita-il-questore-di-cagliari-ad-autorizzare-la-manifestazione-di-teulada/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna invita il questore di Cagliari ad autorizzare la manifestazione di Martedì 3 Novembra a Teulada.</p>
<p>Manifestare in maniera pacifica è un atto legittimo e democratico e non può essere impedito. Oggi la Nazione Sarda sta subendo un attacco unilaterale da parte dello Stato italiano che, senza nessun accordo sta bombardando la nostra isola.</p>
<p>Il COMIPA (comitato misto pariterico) che è un organo istituzionale si è espresso ufficialmente contro lo svolgimento delle esercitazioni militari.</p>
<p>Non esiste attualmente un accordo ufficiale Stato- Regione che autorizzi questa esercitazione militare sulla nostra terra che si sta svolgendo in maniera illegale oltre che illeggittima ma al contrario esiste l&#8217;ordine del giorno n9 approvato all&#8217;unanimità il 17 Giugno 2014 da tutti i legittimi rappresentati del popolo Sardo ovvero il consiglio regionale democraticamente eletto, che impegna la giunta regionale a porre la graduale dismissione di tutti i poligoni militari ed il loro superamento ed iRS invita il Presidente Pigliaru a farlo rispettare.</p>
<p>Vietare ai cittadini di manifestare la propria opinione, il proprio dissenso, difendere la propria dignità, le proprie famiglie e la propria terra è impensabile in uno stato democratico.</p>
<p>Il Popolo Sardo è contrario al fatto che la Sardegna venga utilizzata come piattaforma di guerra nel mediterraneo. La Sardegna deve essere una terra di pace e come tale deve agire quindi iRS invita il Questore a non alimentare ulteriori tensioni.</p>
<p>L&#8217;apparato militare italiano in Sardegna deve essere completamente smantellato, eseguite le bonifiche necessarie e quantificata l&#8217;entità del danno economico, sanitario ed ambientale che decenni di sperimentazioni belliche hanno provocato alla nostra terra. Questo deve avvenire con l&#8217;apertura di un tavolo di trattative bilaterale Sardegna-italia che abbia come garante un organismo internazionale.</p>
<p>E&#8217; nostro dovere gridare al mondo la nostra esistenza di Popolo che vuole vivere libero, lontano e non complice di porgettazioni e realizzazioni di guerre né in Sardegna né in nessuna parte del mondo.</p>
<p>Ed è nostro dovere far sapere che lo Stato italiano ha abbondantemente oltrepassato i limiti della decenza e della arroganza rispetto al Popolo Sardo il quale non è più disponibile a vedere calpestata la propria dignità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</span></span></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Servitù Militari: iRS pone cinque domande al Presidente Pigliaru</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 14:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[ iRS, tramite il proprio consigliere Gavino Sale, ha depositato un&#8217;interpellanza con la quale chiede al Presidente Pigliaru di riferire in Consiglio regionale in merito ai recenti sbarchi di mezzi militari in Sardegna. Le domande poste all&#8217;attenzione del Presidente sono cinque:  il reale stato della trattativa Stato-Regione in materia di servitù militare; se la Regione Autonoma<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/12/servitu-militari-irs-pone-cinque-domande-al-presidente-pigliaru/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> iRS, tramite il proprio consigliere Gavino Sale, ha depositato un&#8217;interpellanza con la quale chiede al Presidente Pigliaru di riferire in Consiglio regionale in merito ai recenti sbarchi di mezzi militari in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Le domande poste all&#8217;attenzione del Presidente sono cinque:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> il reale stato della trattativa Stato-Regione in materia di servitù militare;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se la Regione Autonoma della Sardegna sia stata avvertita delle operazioni di sbarco dei mezzi militari e ne abbia        autorizzato lo svolgimento;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se sono state rispettate tutte le norme di sicurezza nell&#8217;ambito delle operazioni di sbarco e trasporto dei mezzi militari;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se la Regione Autonoma della Sardegna fosse a conoscenza della tipologia di materiale bellico trasportato e della sua destinazione finale sul territorio nazionale sardo;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quale posizione intende prendere il Presidente della Regione in merito alle continue violazioni della sovranità dei sardi in materia di servitù militari, anche in considerazione della forte contrarietà espressa dai cittadini sardi in merito alla presenza delle basi militari in Sardegna e delle esercitazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interpellanza è volta a riportare il dibattito in Consiglio sul tema delle servitù e delle esercitazioni militari. Altre iniziative seguiranno col fine di valutare il reale danno economico che decenni di servitù hanno causato in Sardegna. Tale quantificazione è uno dei passaggi fondamentali al fine di iniziare il percorso di disimpegno dell&#8217;apparato militare italiano nell&#8217;Isola, nonchè uno degli elementi determinanti al fine di aprire un tavolo di trattativa bilaterale con lo Stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS aderisce, inoltre, alla Segunda Manifestada Natzionale contra a s&#8217;Ocupatzione Militare avrà luogo a Cagliari sabato 13 dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Pigliaru di riferire in Consiglio regionale in merito ai recenti sbarchi di mezzi militari in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Capo Frasca: restiamo uniti per dire &#8220;basta servitù militari&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 12:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La manifestazione contro le servitù militari a Capo Frasca del 13 settembre sarà ricordata come un momento decisivo lungo il percorso del totale disimpegno dell&#8217;apparato militare italiano in Sardegna. 12000 manifestanti. La presenza di così tante persone è l&#8217;unico dato che conta davvero e il messaggio che ne è scaturito è limpido: basta servitù militari.<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/09/capo-frasca-restiamo-uniti-per-dire-basta-servitu-militari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La manifestazione contro le servitù militari a Capo Frasca del 13 settembre sarà ricordata come un momento decisivo lungo il percorso del totale disimpegno dell&#8217;apparato militare italiano in Sardegna. 12000 manifestanti. La presenza di così tante persone è l&#8217;unico dato che conta davvero e il messaggio che ne è scaturito è limpido: basta servitù militari.</p>
<p style="text-align: justify;">Un aspetto molto importante di questa vicenda è stata la saldatura tra partecipazione popolare e istituzionale. Alla manifestazione erano presenti diversi consiglieri regionali, senatori, parlamentari e sindaci, uniti come mai visto prima, sintono di una sempre maggiore presa di coscienza rispetto ad un tema di vitale importanza per  il futuro dell’Isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione è necessario che mobilitazione popolare e lavoro istituzionale trovino una sintesi capace di soluzionare in via definitiva la fine di tutte le servitù militari con una tempistica certa, con delle modalità concordate e con una quantificazione precisa dei tempi per le bonifiche e dei danni.  Per far questo bisogna agire la sovranità aprendo una negoziazione bilaterale con lo Stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">La vera vittoria del 13 settembre è stata quella di accrescere ancora di più la coscienza del popolo sardo su queste tematiche, poiché si è riusciti ad includere anche chi fino ad ora ha mostrato poca sensibilità rispetto al dramma delle servitù dando, nello stesso tempo, il giusto merito a chi da anni porta avanti queste battaglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “popolo di Capo Frasca” pone un’altra istanza dirimente: la qualità procedurale e sostanziale della democrazia in Sardegna.  Ad oggi chi deve decidere del futuro del popolo sardo? Chi è il soggetto ultimo a cui spetta determinare la presenza del 65% del territorio militare italiano in Sardegna? Dove deve risiedere il potere pubblico di indirizzo e controllo su fiscalità, trasporti, patrimonio culturale ed energia? I cittadini sardi sono soggetto o oggetto del loro futuro?</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutte queste ragioni ora non è più tempo di tracciare confini o marcare differenze. E&#8217; il momento di aprire porte, relazioni e forme di cooperazione tra i cittadini sardi su tutte quelle tematiche che stanno lentamente prendendo piede nelle coscienze di tutti e che trovano sintesi nelle domande sopra riportate.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Scozia e dalla Catalunya stanno arrivando grandissimi esempi di come un popolo, una comunità e una Nazione possano tracciare in maniera inclusiva, democratica e partecipata un percorso verso l’autodeterminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che tale cammino possa prendere presto piede. Per questo riprendiamo e parafrasiamo lo slogan del comitato YesScotland che si batte a favore del Sì per il referendum sull’indipendenza della Scozia: “Put Sardinia&#8217;s future in the Sardinia&#8217;s hands”. Ovvero metti il futuro della Sardegna nelle mani della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>iRS aderisce alla manifestazione del 13 settembre contro le servitù militari</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2014 13:40:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna aderisce alla manifestazione che si svolgerà il 13 settembre 2014 di fronte alla base militare di Capo Frasca ed invita tutti i sardi a partecipare per ribadire che la Sardegna deve essere libera da servitù militari, poiché non è più accettabile che lo Stato italiano continui a bombardare le<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/08/irs-aderisce-alla-manifestazione-del-13-settembre-contro-le-servitu-militari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna aderisce alla manifestazione che si svolgerà il 13 settembre 2014 di fronte alla base militare di Capo Frasca ed invita tutti i sardi a partecipare per ribadire che la Sardegna deve essere libera da servitù militari, poiché non è più accettabile che lo Stato italiano continui a bombardare le nostre terre e ad affittarle a tutti gli eserciti del mondo per sperimentare ordigni bellici. <span id="more-14340"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Sardegna deve essere una terra di pace e come tale deve agire. Per questo si rendono necessarie anche forme di mobilitazione che coinvolgano sempre di più l&#8217;intera società. Avere o meno le basi militari in Sardegna è anche una questione di democrazia. La domanda che poniamo è questa: da chi e come è stata decisa la presenza delle servitù?</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; accettabile che la Sardegna venga utilizzata come una piattaforma militare nel centro del Mediterraneo?</p>
<p style="text-align: justify;">Quale altro prezzo in termini di danni ambientali e morti devono pagare i sardi affinché cessino le esercitazioni?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico soggetto chiamato a decidere e a dare risposte a questi quesiti sono i sardi stessi. Per questo iRS invita tutte le istituzioni sarde ad opporsi fermamente a questa decisione del governo italiano, che agisce in maniera diametralmente opposta agli interessi della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS si impegnerà a tutti i livelli affinchè l&#8217;apparato militare italiano in Sardegna venga completamente smantellato, eseguite le bonifiche necessarie e quantificata l&#8217;entità del danno economico, sanitario ed ambientale che decenni di sperimentazioni belliche hanno provocato alla nostra terra.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Sardegna non è un teatro di Guerra</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 15:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS esprime forte preoccupazione per le notizie che vedrebbero l&#8217;Isola soggetta ad una vera e propria pioggia di bombe e missili dal prossimo autunno. Quirra, Perdasdefogu, Teulada, Capo Frasca e Macomer sono i poligoni e basi militari dove dal 21 settembre riprenderanno senza sosta esercitazioni e sperimentazioni militari interrotte per l&#8217;estate. Inoltre sulla costa occidentale della<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/07/la-sardegna-non-e-un-teatro-di-guerra/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">iRS esprime forte preoccupazione per le notizie che vedrebbero l&#8217;Isola soggetta ad una vera e propria pioggia di bombe e missili dal prossimo autunno. Quirra, Perdasdefogu, Teulada, Capo Frasca e Macomer sono i poligoni e basi militari dove dal 21 settembre riprenderanno senza sosta esercitazioni e sperimentazioni militari interrotte per l&#8217;estate. Inoltre sulla costa occidentale della Sardegna voleranno anche gli aerei dell&#8217;Iaf, l&#8217;aeronautica militare israeliana. Gli stessi aerei che oggi bombardano Gaza.<span id="more-14336"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni tipo di dispositivo di morte verrà testato nell&#8217;Isola per poi essere adoperato nei vari scenari di guerra presenti oggi nel mondo. A questa già grave situazione ne va aggiunta un&#8217;altra altrettanto inaccettabile, ovvero la messa in opera del progetto Siat (Sistema di addestramento integrato terrestre), un piano nazionale italiano da 90 milioni di euro, stilato dal Ministero della Difesa, che nel poligono di Capo Teulada prevede la realizzazione di due centri di addestramento alla guerra simulata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo avviene malgrado sia in corso una trattativa tra lo Stato italiano e la Sardegna per la riduzione delle servitù militari e per la valutazione dei danni economici, sociali e ambientali derivanti dall&#8217;insistere di strutture militari che occupano aree equivalenti al 65% rispetto al totale del territorio italiano, mentre 19 regioni si spartiscono il restante 35%.</p>
<p style="text-align: justify;">Le problematiche legate alle servitù militari sono oramai di dominio pubblico e non è più accettabile che lo Stato italiano continui a bombardare le nostre terre e ad affittarle a tutti gli eserciti del mondo per sperimentare ordigni bellici.</p>
<p style="text-align: justify;">A spianare la strada a questo ennesimo atto di arroganza nei confronti dei Sardi è stato il decreto legge 91 del 24 giugno 2014 varato dal governo Renzi, il quale prevede che, per la valutazione dei tassi di inquinamento nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle forze armate per attività connesse alla difesa nazionale, vengano applicate le concentrazioni di soglia di contaminazione previste per l&#8217;industria. In sostanza ha  innalzato fino a 100 volte le soglie minime di inquinamento nelle aree soggette ad esercitazione militari, come se non bastassero i livelli già raggiunti e per i quali non si provvede a bonificare le aree interessate.</p>
<p style="text-align: justify;">Al riguardo, il governo della Regione deve prendere una posizione di netta contrarietà rispetto al quadro sopra delineato ed esercitare pressioni politiche per porre fine a questa umiliazione. Sia attraverso il Consiglio che per il tramite della Giunta e del presidente Francesco Pigliaru.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS si mobiliterà in tutte le sedi opportune affinché esercitazioni e sperimentazioni belliche abbiano fine. La Sardegna non può riconoscersi in una politica che, al posto di concepire forme di cooperazione pacifica tra i popoli, produce strumenti di morte che poi saranno utilizzati per bombardare civili inermi come accade in questi giorni a Gaza. iRS sollecita il Comipa ad esprimere parere negativo a questa ennesima servitù.</p>
<p style="text-align: justify;">La Sardegna è una terra di pace e come tale deve agire. Per questo si rendono necessarie anche forme di mobilitazione che coinvolgano sempre di più l&#8217;intera società. Avere o meno le basi militari in Sardegna è anche una questione di democrazia. La domanda che poniamo è questa: da chi e come è stata decisa la presenza delle servitù? E&#8217; accettabile che la Sardegna venga utilizzata come una piattaforma militare nel centro del Mediterraneo? Quale altro prezzo in termini di danni ambientali e morti devono pagare i sardi affinché cessino le esercitazioni?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico soggetto chiamato a decidere e a dare risposte a questi quesiti sono i sardi stessi. Per questo iRS invita tutte le istituzioni sarde ad opporsi fermamente a questa decisione del governo italiano che agisce in maniera diametralmente opposta agli interessi della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Servitù Militari: Lo stato italiano colpevole crea la legge per diventare innocente</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 13:43:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le attiviste e gli attivisti di iRS si sono sempre battuti per la difesa dell&#8217;ambiente, del territorio e della salute dei cittadini. Apprendiamo che oggi, grazie al decreto decreto legge 91/Dl 24 giugno 2014, n. 91 (che prevede per la valutazione dei tassi di inquinamento, nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle forze<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/06/servitu-militari-lo-stato-italiano-colpevole-crea-la-legge-per-diventare-innocente/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #141823; text-align: justify;">Le attiviste e gli attivisti di iRS si sono sempre battuti per la difesa dell&#8217;ambiente, del territorio e della salute dei cittadini.</p>
<p style="color: #141823; text-align: justify;">Apprendiamo che oggi, grazie al decreto decreto legge 91/Dl 24 giugno 2014, n. 91 (che prevede per la valutazione dei tassi di inquinamento, nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle forze armate per att<span class="text_exposed_show">ività connesse alla difesa nazionale vengano applicate le concentrazioni di soglia di contaminazione peviste per l&#8217;industria), lo Stato italiano tenta di assolversi dalla responsabilità di aver contaminato le aree circostanti i poligoni di Quirra e Teulada, mettendo quindi in pericolo il processo di bonifica per via dell&#8217;incremento della soglia dei livelli di inquinamento che non classificherebbe più queste aree come zone inquinate.</span><span id="more-13015"></span></p>
<div class="text_exposed_show" style="color: #141823;">
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione iRS, tramite il consigliere Gavino Sale, è il primo firmatario di una interrogazione in Consiglio Regionale in cui si chiede:</p>
<p style="text-align: justify;">1) una valutazione immediata delle ricadute del decreto legge 91/Dl 24 giugno 2014, n. 91 sul processo di bonifica delle aree sottoposte a servitù militari in Sardegna;</p>
<p style="text-align: justify;">2) una verifica delle motivazioni che hanno spinto il Prof. Mario Mariani ad escludere l’inquinamento ambientale legato alle esercitazioni militari nel Poligono Interforze di Quirra, soprattutto in relazione alla sua confutazione dei risultati presenti nella relazione dell’ARPAS.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS porterà avanti questa battaglia finchè non vedremo eseguite tutte le bonifiche necessarie per il rilancio economico e sociale dei territori coinvolti, i quali hanno pagato e continuano a pagare con la salute degli abitanti, con i morti e con l’impossibilità di poter produrre in tutte quelle aree devastate che hanno arricchito solo ed esclusivamente gli inquinatori. Bonificare e riconvertire quei territori sarebbe l’atto minimo che il governo italiano possa fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
</div>
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		<title>Il caso Quirra non è chiuso</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2014 14:11:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non bastano le competenze dell&#8217;esperto di ingegneria chimico nucleare del Politecnico di Milano per avere un quadro definitivo sul reale stato di salute del territorio sardo sottoposto a servitù militari: nel caso specifico parliamo di Quirra. Al termine delle sue analisi, è lo stesso prof. Mario Mariani a dichiarare la necessità di ulteriori studi scientifici<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/06/il-caso-quirra-non-e-chiuso/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non bastano le competenze dell&#8217;esperto di ingegneria chimico nucleare del Politecnico di Milano per avere un quadro definitivo sul reale stato di salute del territorio sardo sottoposto a servitù militari: nel caso specifico parliamo di Quirra. Al termine delle sue analisi, è lo stesso prof. Mario Mariani a dichiarare la necessità di ulteriori studi scientifici in modo da poter avere un quadro più esaustivo della situazione. In ogni caso, ad oggi e secondo l’ultima perizia, nessun disastro ambientale viene individuato nel poligono di Quirra.<span id="more-12967"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;affare Poligono ha messo in moto in questi anni una quantità straordinaria di professionisti delle superperizie: tanto che la base militare più grande d&#8217;Europa risulta essere la più analizzata del mondo. Sappiamo già tutto su ciò che è accaduto alle popolazioni locali in tempo di pace. Le loro ossa analizzate hanno parlato chiaro su cosa succede nel poligono. Saranno le prossime puntate giudiziarie a mettere a confronto le indagini del Politecnico con quelle degli esperti delle parti civili e quelle della Procura di Lanusei.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Unione Europea ha razionalizzato le capacità militari con il PESD, Politica Europea di Sicurezza e Difesa creando un nuovo mercato interno delle armi. A Quirra opera per esempio la Finmeccanica che copre il nono posto al mondo con 9,8 miliardi per vendite di armamenti militari ed è ora sottoinchiesta per forniture d&#8217;armi illegali all&#8217;India. Politicamente bisogna porsi la Sardegna intenda partecipare all’economia della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La legge 104 del 1990 ha imposto al Ministero della Difesa l&#8217;obbligo di eliminare le situazioni di squilibrio tra le regioni che sopportano il peso delle servitù militari. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Noi abbiamo il carico di oltre 65%. Vengono ignorati totalmente i pareri del Comitato Paritetico sulle servitù militari che si dice contrario alle esercitazioni nei Poligoni sardi. E’ fondamentale quindi applicare il Principio di Precauzione sancito dai protocolli internazionali insieme allo stop alle attività militari. Tutto questo scenario comporta la totale violazione della sovranità del popolo sardo sulla sua terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disimpegno totale delle servitù militari e le bonifiche dei siti inquinati devono essere l’obiettivo finale di qualsiasi lotta che intenda ridare dignità a tutta la Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>La regione si dimentica di Quirra</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 11:53:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/quirra-militare.jpg" rel="lightbox[11308]"><img class="alignleft size-full wp-image-11309" title="Zona Militare" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/quirra-militare.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il dialogo è stato ed è lo strumento creatore di interconnessioni che, da dieci anni e con grande impegno, movimenti politici, associazioni, comitati e società civile praticano affinché sia fatta luce sui poligoni militari in Sardegna. Un tenace argine di attivisti ha resistito alla via facile della rassegnazione ed è stato capace di pensare l&#8217;altrimenti e l&#8217;altrove sul disastro umano ed ambientale prodotto dalle servitù militari nell&#8217;isola. In prima linea movimenti come iRS, Gettiamo le basi, Sardigna Natzione, il Comitato per la salute e l&#8217;ambiente del Sarrabus oggi ampliato in Su Jassu, i familiari delle vittime dell&#8217;uranio, l’associazione culturale &#8220;Orrea&#8221; di S.Vito &#8211; che promosse un incontro pubblico a Villaputzu con la Dott.ssa Gatti oggi consulente di Fiordalisi &#8211; l&#8217;autore del libro-denuncia &#8220;Il pettine senza denti&#8221; Sergio Casu &#8211; già organizzatore di una memorabile presentazione dello stesso alla Feltrinelli a Milano con la presenza di iRS, Franca Rame e Dario Fo &#8211; e infine la Tavola sarda della pace. Proprio buona parte di questo motore di coscienza collettiva viene ora tenuto fuori dalla costituzione di parte civile nei processi preliminari della Procura di Lanusei sul Caso Quirra. <strong>Si costituiranno parte civile il Comune di Perdasdefogu e la Provincia d&#8217;Ogliastra? Il WWF, Legambiente, i partiti di centro sinistra e centro destra dov&#8217;erano in tutto questo tempo? Quanti sindaci hanno taciuto mentre noi eravamo presenti?<span id="more-11308"></span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta di una fredda restituzione alla storia della verità perché sia riconosciuta dignità agli audaci che in tempi omertosi parlavano, ma di domande lecite che ricordano che tra l&#8217;individuo e l’istituzione c&#8217;è l&#8217;esistenza comunitaria. Quella sarda è originata da solidi valori di relazioni più che da rapporti strumentali, ed è prassi che quando l&#8217;istituzione è vissuta come estranea a questa corrente di reciprocità, è ovvio che sta scadendo il tempo della &#8220;democrazia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio costituirà un precedente il fatto che un&#8217;associazione come <em>Gettiamo le basi</em>, riconosciuta al pari degli altri come membro interno della Commissione Monitoraggio sul P.I.S.Q. (Poligono Interforze Salto di Quirra) dagli ex Ministri della Difesa Parisi e poi La Russa, non venga ascoltata in Tribunale come parte civile. <strong>Ma la drammatica sintassi della Questione Sarda la manifesta ancora una volta la Regione Sardegna che accoglie i due milioni e mezzo di euro per il Monitoraggio accettando che la Procura di Lanusei ne riveli i gravi difetti, ma viene esclusa per ora dal processo, per essersi presentata colpevolmente in ritardo alla costituzione di parte</strong>, lasciando sul campo un conflitto di costituzionalità delegato al linguaggio della giurisprudenza continuando a non vedere, non sentire, non parlare da ormai 50 anni, quando in ballo ci sono omissioni d&#8217;atti d&#8217;ufficio, la tutela della salute pubblica e i morti.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo consapevoli del rischio di sterilizzazione del vitale per un&#8217;immagine confezionata, visto che per questi signori le bonifiche si traducono in recinzioni e cartelli di divieto e visti gli incontri che i sindaci dei comuni coinvolti dalla presenza militare stanno promuovendo tra loro, al chiuso. L&#8217;interlocuzione è sicuramente un fattore di grande importanza perché è tempo di assunzioni di responsabilità in questi mesi e per l&#8217;immediato futuro, forse più veloce delle carte bollate, ma li invitiamo a sostenere le grandi scelte con un dialogo aperto a tutti i movimenti. Un coordinamento delle parti che hanno lavorato su questo tema nazionale ha bisogno di trasparenza e di lealtà politica. E&#8217; ovvio che c&#8217;è l&#8217;idea dello spostamento del dibattimento processuale in sede ben lontana da Lanusei, in tempi di forte presa di coscienza, la valigia pronta tenterà di portare via con se l&#8217;offesa, ma noi non siamo per niente rassegnati a dimenticare, figuriamoci a soccombere.</p>
<p><em> Bettina Pitzurra &#8211; Esecutivu Natzionale iRS</em></p>
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		<title>Quirra, una sottomissione politica senza fine</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 19:08:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sulle servitù militari in Sardegna, è chiaro a tutti che il nodo è politico. L’accordo sottoscritto dal PD di Soru e Parisi il 26 Settembre del 2008 sull’ampliamento aerospaziale del Poligono Interforze del Salto di Quirra in cambio del ridimensionamento di Teulada e Capo Frasca, vede oggi nella proposta-rilancio dell’on. Scanu in Senato il silenzio<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/06/quirra-una-sottomissione-politica-senza-fine/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11106" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/06/drone.jpg" rel="lightbox[11105]"><img class="size-medium wp-image-11106 " title="Nella foto un drone militare " src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/06/drone-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto un drone militare </p></div>
<p style="text-align: justify;">Sulle servitù militari in Sardegna, è chiaro a tutti che il nodo è politico.<br />
L’accordo sottoscritto dal PD di Soru e Parisi il 26 Settembre del 2008 sull’ampliamento aerospaziale del Poligono Interforze del Salto di Quirra in cambio del ridimensionamento di Teulada e Capo Frasca, vede oggi nella proposta-rilancio dell’on.</p>
<p style="text-align: justify;">Scanu in Senato il silenzio assenso del centro destra, perché la scienza che fa coincidere il civile con il militare è bipartisan, ed è pure “benedetta”.<span id="more-11105"></span><br />
E’ giunto così al dunque il progetto del corridoio aereo Decimomannu-Perdasdefogu per l’uso dei Droni volanti (Unmanned Air Vehycle), non quelli che fanno ricerca archeologica in territori impervi, ma quelli che utilizzano CIA e NATO.</p>
<p style="text-align: justify;">
Sono gioielli capaci di eliminare i terroristi di Al Quaeda spesso radendo al suolo villaggi e scuole inermi, pilotati dal Nevada nella Creech Air Force Base di Indian Spring da diciottenni con le stellette alla consolle.</p>
<p style="text-align: justify;">I robot senza pilota sono in grado di rimanere oltre venti ore nelle zone operative: in quel 2008 la Difesa italiana stipulava un contratto di 330.000 milioni di dollari per quattro Reaper armati, mentre sul versante Pakistano gli americani colpivano in più di trenta casi, uccidendo figure di rilievo dei quadri quaedisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Giocattoli civili o letali, che fanno rumore solo quando decollano e poi non si vedono più e non si sentono, apparecchi della guerra telecomandata per cui bastano nove mesi di addestramento contro i diciotto per un pilota di Caccia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’uso dei Droni volanti in Sardegna, in quest’ultima tornata elettorale è entrato nel programma dell’ex sindaco di Perdasdefogu</strong>, forte della Pista Tattico-Polifunzionale già in cantiere per due kilometri e mezzo, e non ancora attiva sulla piana del Cardiga. Ma anche all’interno dei localismi più vincolati dalle servitù, meglio si comprende oggi quali esiti comporta la non conoscenza dei problemi degli altri, dal sardo più limitrofo al bambino afghano.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_11107" class="wp-caption alignright" style="width: 224px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/06/2008-10-09-PD-sardu-cheret-sa-gherra.jpg" rel="lightbox[11105]"><img class="size-medium wp-image-11107 " title="Nel 2008 il Partito Democratico aveva chiesto l'ampliamento del P.I.S.Q." src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/06/2008-10-09-PD-sardu-cheret-sa-gherra-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Nel 2008 il Partito Democratico aveva chiesto l&#8217;ampliamento del P.I.S.Q.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Questo PD cerca di accontentare un po’ tutti: manterranno un pugno di posti di lavoro gli operatori della Vitrociset o la Galileo Avionica e gli addetti alle pulizie ancora senza stipendi, mentre accordi tra Multinazionali, tra cui Finmeccanica con i carrelli di diagnostica e monitoraggio dei Caccia USA, avranno libero accesso nel Poligono Interforze più grande d’Europa, come ancora ce l’hanno i carri armati a Teulada o i vettori spaziali a Capo San Lorenzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di servitù militari si tratterà e si tratta nel presente, perché il COMIPAR, Comitato misto paritetico civili e militari in Regione, non si è presentato nella seduta di rinnovo degli addestramenti fino a Dicembre.<br />
Un altro rinvio, un braccio di ferro che però non ha mai prodotto l’interruzione delle esercitazioni e delle sperimentazioni nelle basi sarde.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa è la miseria di una sottomissione politica</strong> incapace di applicare come passo di sovranità quel Principio di Precauzione sancito dai protocolli internazionali come immediata salvaguardia della nostra salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nome di questa e della dignità nostra, è grazie al lavoro della società civile, dei Comitati e dei movimenti indipendentisti come iRS che la Procura di Lanusei ha smosso le responsabilità ora a giudizio per venti indagati sul caso Quirra.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica bipolare sarda attraverso l’on. Scanu ha semplicemente disposto su un piatto d’argento l’accordo sul risparmio economico della Difesa italiana in cambio di altri segreti militari e di altri segreti industriali.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi le proposte e le indicazioni della sua Commissione in Senato hanno parlato chiaro anche sui ruoli operativi:” individuare nell’ambito dello Stato Maggiore della Difesa ed eventualmente degli Stati Maggiori di Arma, le funzioni preposte alla programmazione, al coordinamento ed all’attuazione delle bonifiche dei poligoni di tiro” e “impegnare il Governo all’inserimento a partire dalla prossima Legge di stabilità 2013 di un congruo ed adeguato finanziamento pluriennale dedicato alle opere di bonifica dei poligoni militari”.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi crediamo sia prioritario esprimersi seriamente sul rapporto Regione sarda- Stato italiano, quantificare il danno creato dalla presenza delle servitù nell’isola, <strong>avviare un piano generale di riconversione adeguato alla nostra economia</strong> comprese le bonifiche da noi guidate e controllate e da loro pagate, senza svenderci per un piatto di lenticchie avvelenate.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ora, ciclicamente, procederanno le puntate giudiziarie sugli indagati, che come febbri malariche, richiameranno la nostra attenzione e la nostra indecenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Bettina Pitzurra &#8211; Esecutivu Natzionale iRS</em></p>
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