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	<title>iRS &#187; politica</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>Le attiviste e gli attivisti di iRS sostengono Repùblica</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 15:27:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo il processo di dialogo Est Ora (2021/2024) e la Costituente indipendentista (2024) gli attivisti e le attiviste di iRS, assieme a quelli di altre sigle, confluiscono nel nuovo soggetto politico unitario indipendentista &#8220;Repùblica&#8220;, fondato nel giugno 2024.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il processo di dialogo Est Ora (2021/2024) e la Costituente indipendentista (2024) gli attivisti e le attiviste di iRS, assieme a quelli di altre sigle, confluiscono nel nuovo soggetto politico unitario indipendentista &#8220;<a href="http://www.republicadesardigna.net">Repùblica</a>&#8220;, fondato nel giugno 2024.</p>
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		<title>Deghe annos de iRS, una testimonianza di impegno civile per un nuovo sviluppo locale</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 13:41:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi dieci anni iRS ha difeso i diritti e gli interessi dei sardi. Si è impegnata, con parole e azioni, per la nostra terra e la nostra gente vessata da leggi, scelte e poteri ingiusti. Ha fatto proposte concrete per garantire a ogni cittadino la possibilità di vivere meglio. Ha denunciato gli sprechi di Abbanoa, costituendo<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/07/deghe-annos-de-irs-una-testimonianza-di-impegno-civile-per-un-nuovo-sviluppo-locale/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi dieci anni iRS ha difeso i diritti e gli interessi dei sardi. Si è impegnata, con parole e azioni, per la nostra terra e la nostra gente vessata da leggi, scelte e poteri ingiusti. Ha fatto proposte concrete per garantire a ogni cittadino la possibilità di vivere meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha denunciato gli sprechi di Abbanoa, costituendo il comitato Abbalibera contro la privatizzazione dell’acqua, con la campagna di autoriduzione delle bollette e proponendo una riorganizzazione del sistema idrico in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha proposto una politica dei trasporti che vada oltre la continuità territoriale, con l’apertura delle tratte aeree alle compagnie a basso costo, battendosi da sempre contro il monopolio Tirrenia, proponendo un sistema basato sul binomio “flotta sarda e concorrenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha difeso i pastori, gli agricoltori sardi e le aziende vessate dal sistema creditizio, dalle banche e da Equitalia contribuendo in parte a impedire la messa all&#8217;asta di un patrimonio produttivo importante per la nostra economia e per il benessere di centinaia di famiglie.<span id="more-12403"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si è impegnata per la difesa del territorio edella salute dei cittadini, portando avanti battaglie cruciali per il risanamento delle aree industriali e militari e contro l’importazione forzata di rifiuti, con proposte per bonificare e riconvertire le aree militari, dando sempre una testimonianza di lotta civile e non violenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha portato avanti, assieme a tanti cittadini, una lunga battaglia nei confronti delle speculazioni energetiche e immobiliari, sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza di una riappropriazione collettiva dei beni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha costruito il progetto di “S’iscola sarda sperimentali”, con lo scopo di ripensare il sistema dell’educazione e della formazione nel quale abbia risalto l’accrescimento delle capacità espressive degli studenti, ai fini del quale l’utilizzo della lingua sarda acquista un valore pregnante.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS è una forza propositiva che non vuole limitare il proprio agire alla sola opposizione rispetto alla miriade di progetti che continuamente in Sardegna vengono calati dall’alto, ma vuole proporre alternative credibili per chiunque scelga che questa terra diventi il proprio ambiente di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo tanti anni di attivismo politico riscontriamo l&#8217;emergere di una nuova consapevolezza diffusa, che intravede la speranza verso l’uscita da una condizione storica di subalternità che è prima di tutto nelle coscienze dei sardi, nella loro capacità di pensare se stessi come corpo collettivo, capace di soggettività politica e quindi di poter decidere responsabilmente il proprio futuro. Nel momento in cui gli abitanti vengono esclusi dalle decisioni che riguardano il proprio territorio, allora può accadere spesso che siano altri ad utilizzare le risorse locali (ambientali, territoriali, umane) per fini speculativi ed esterni, consumandole in maniera irreversibile e senza venire incontro ai bisogni dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi nel mondo le crisi congiunturali si abbattono con una forza devastante, soprattutto in quei territori che pagano più di altri le conseguenze di un asservimento economico e culturale reiterato nel tempo. La questione delle nuove povertà è oggi un&#8217;emergenza centrale per la Sardegna. Per abbatterle è necessario che la politica si concentri verso la ricerca di nuovi modelli di società dove sia possibile vivere in condizioni di maggiore benessere ed equità sociale. Per altro non è più pensabile oggi utilizzare i valori classici di misurazione della ricchezza, soprattutto quelli che si identificano nelle categorie della crescita economica illimitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto è sempre più importante produrre politiche che favoriscano lo sviluppo di nuove economie a base territoriale:</p>
<ul>
<li>incentivare la formazione dei sistemi di piccole imprese, nei settori dell’artigianato, dell’agroalimentare e dei servizi turistici. Si tratta, in questo caso, di ripensare un rapporto tra sistemi produttivi a base locale, dove acquisterebbero un valore aggiunto le peculiarità ambientali e paesaggistiche dei contesti socioculturali locali;</li>
<li><span style="text-align: justify;">promuovere politiche che puntino al perseguimento di un&#8217;elevata qualità del territorio, con la costruzione di relazioni virtuose fra le </span>comunità e l’ambiente in cui vivono. Per questo occorre che la società locale sia capace di recuperare le peculiarità del proprio territorio, riconoscendosi in esso per valorizzarlo attraverso la costruzione di nuove forme di legame sociale;</li>
<li><span style="text-align: justify;"> </span><span style="text-align: justify;">sensibilizzare verso la cura e la ricostruzione dei luoghi, anche </span>quelli compromessi da esternalità negative prodotte da attività che ne hanno minato la riproducibilità;</li>
<li><span style="text-align: justify;"> </span><span style="text-align: justify;">valorizzare i beni comuni territoriali attraverso </span>l’implementazione di pratiche durevoli e sostenibili;</li>
<li><span style="text-align: justify;">attivare nuove forme di cittadinanza consapevole, capaci di coniugare i saperi tradizionali con saperi esperti attraverso </span>forme di democrazia partecipativa. A tal proposito è importante attivarsi con la promozione di “arene deliberative” aperte ai cittadini e ai portatori di interessi, con l’obiettivo di sviluppare una rete di esperienze partecipative diffuse e articolate in tutto il territorio.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il perseguimento di uno sviluppo locale sostenibile è dunque una questione prioritaria per la Sardegna, poiché rappresenta una strada concreta per la creazione di una rete di sovranità locali che si fondano sul riconoscimento e la valorizzazione dell’identità dei luoghi e che deve essere prima di tutto uno sviluppo della società, per restituire alle persone la possibilità di essere protagoniste nelle decisioni che riguardano il proprio ambiente di vita e di relazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ pertanto necessario impegnarsi per ricostruire i legami sociali e rinforzare quelli già esistenti, favorendo la crescita di una società complessa e articolata che sia in grado di avere cura del proprio ambiente e del territorio. Riteniamo che questo sia un passaggio obbligato se si vuole raggiungere la condizione di una ricchezza durevole per la Sardegna e tutti i suoi abitanti. Siamo consapevoli che la conquista di tutte le sovranità, dall’economia ai trasporti, all’energia e alla fiscalità, è un processo che non potrà prescindere dall&#8217;obiettivo del raggiungimento di una piena indipendenza per questa terra. Affinché ognuno di noi possa liberamente e creativamente contribuire al bene di sé e di tutte le collettività di cui si sente parte.</p>
<p style="text-align: justify;">*****************************************************************************************</p>
<p style="text-align: justify;">IN SARDU</p>
<p style="text-align: justify;">*****************************************************************************************</p>
<p style="text-align: justify;">In custos deghe annos iRS at difesu sos diritos e sos interessos de sos sardos. S’est impignada, cun peraulas e atziones, pro sa terra nostra e sa zente acadìda dae lezes, sèberas e poderes  in tortu. At fatu proponimentos concretos pro garantire a donzi tzitadinu sa possibilidade de istare mezus.</p>
<p style="text-align: justify;">At denuntziadu sos isperperos de Abbanoa, fatende su comitadu Abbalibera, cuntra sa privatizzatzione de s’abba, cun modalidades comente s’autoredutzione de bulletas e proponende de cuncordare a nòu su sistema idricu in Sardigna.</p>
<p style="text-align: justify;">At dadu ideas pro sa politica de mobilidade chi àndet prus addae de sa continuidade territoriale, cun sas tratas de aereos nòas de sas ditas chi costant in mancu, gherrende dae semper cuntra su monopoliu Tirrenia e proponende sa dualidade “flotta sarda e cuncurrentzia”.</p>
<p style="text-align: justify;">At fatu s’ala a sos pastores, a sos massarzos sardos e a sas ditas acadidas da sas bancas, agiuende a impedire sa bèndida a s’asta de unu patrimoniu produtivu importante pro s’economia nostra e su benessere de chentinas de familias.</p>
<p style="text-align: justify;">S’est impignada pro sa difesa de sa terra e de sa salude de sa zente, fatende unu tribagliu mannu pro aère sanadas sas areas industriales e cuntra s’importatzione a mala gana de arga e bascaramine, at propostu ideas pro sa bonifica e su cunvertere in àteru sas areas militares, totu semper in modu tzivile e chena bravadas.</p>
<p style="text-align: justify;">At sighidu e gherradu, umpare a meda tzitadinos,  pro sas chistiones de sas speculaziones in sas energias e sos immobiles, fatende connoschere a s’opinione pubrica cantu est importante su torrare a tènnere totus umpare sos benes comunes.</p>
<p style="text-align: justify;">At fatu e progetadu s’Iscola Sarda Sperimentali, cun s’iscopu de annovare su sistema educativu e formativu in modu chi siant sas capatzidades espressivas de sos istudentes sas prus importantes, in ue s’impreu de sa limba sarda at unu valore ispecificu e pretzisu.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS est una fortza propositiva chi non chèret petzi opònnere a totucantos sos progetos chi in Sardigna sighint a essere mandados dae sos chi istant in altu, ma chèret dare àteras ideas, sas mezus pro chie si siat sèperat custa terra comente logu in ue ìstare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pùstis de annos de ativismu politicu amus bìdu chi est creschidu unu cunsideru, unu sèru nòu, chi incomintzat a bìdere s’ispera de chi essire dae una cunditzione de asservimentu chi est, in antis de totu, in sa cuscientzias de sos sardos, in sas issoro capatzitades de pensare issos e totu comente una colletivitade, chi siat sugetu politicu e duncas chi podet detzidere cun responsabilidade de su tempu chi at a bènnere. In su momentu in ue sos tzitadinos sunt bogados dae sas detzisiones chi pertocant su propriu logu, tando podet sutzedere chi siant àteros a impitare sas risorsas locales pro sos interessos issoro ebbìa, agabende a las consumare fintza a no nde poder prus aère e chena essere in cuncordu cun sos bisonzos de sos tzitadinos.</p>
<p style="text-align: justify;">In tempu de oje in su mundu sas crisis variegadas sunt fatende unu dannu mannu, mascamente in cussos logos chi prus de àteros pagant sos efetos de unu asservimentu economicu e culturale chi at sighidu in sos annos. Su fatu chi bi sunt nòas povertades est unu apretu tzentrale pro sa Sardigna. Pro las binchere dèvet essere sa politica a chircare àteros modos de aprontare sa sotziedade, in modu chi bi siat prus benessere e paridade in sa vidas issoro. E tando no si podet prus pensare de impitare sos valores classicos pro sa mesura de sa richesa, mascamente pro sos chi pertocant sas categorias de creschida economica chena limitatziones.</p>
<p style="text-align: justify;">Duncas est prus e prus importante faghere politicas chi agiuànt a s’isvilupu de economias nòas intre de sos logos e totu :</p>
<ul>
<li><span style="text-align: justify;">faghere in modu chi pòtat creschere su sistema de sas ditas minores, in s’artigianadu comente in s’agroalimentare e in su turismu. Cheret nàrrere chi si dèvet tòrrare a pensare su raportu intre de sos sistemas produtivos in su locale, in ue sas peculiaridades de su logu diant aère unu valore aditzionadu;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">promovere politicas chi àndent a mezorare sa calidade de su logu, cun progetos chi agiuent sas relatziones intre de sas comunidades e de su logu in ue istant. Pro custu bi chèret chi sa sotziedade locale resessat a recuperare sas peculiaridades de su logu sòu, reconnoschendesi in issu e totu in modu de lu mezorare cun sa costruzione de modellos nòos de legame sotziale;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">istruire su comente si diat incurare de sos logos, fintza a sos chi parent pèrdidos pro sas màlas atividades de sos anzenos chi los ant arruinados;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">avalorare sos benes comunes de su logu cun praticas chi durent e chi si potant subèschere;</span></li>
<li>pònnere a fàghere modos nòos de acabare sos tzitadinos, in modu de assotziare sas ischidas traditzionales cun ischidas espertas cun modellos de democrazia partecipativa. Pro cussu est importante s’ativare promovende ‘zonas deliberativas’ pro totucanta sa zente e sos chi ant interessos, cun s’iscopu de mezorare una cuncordia de isperienscias articoladas in totu su logu.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Su sighire a progetare sa mezoria locale in modu de la podere subèschere tenet sa prioridade pro sa Sardigna, ca rapresentat unu modu concretu pro sa creazione de una cuncordia de sovranidades locales chi si agatent in sa valorizzazione de s’identidade de sos logos e chi dèvet essere in antis de totu su mezoru de sa sotziedade, pro tòrrare a dare a sa zente sa possibilidade de detzidere subra de in ue istant e si relatzionant. Duncas netzessitat de s’impignare pro tòrrare a aère sos legames sotziales e faghere prus fortes sos chi ja como esistint, agiuende a sa creschida de una sotziedade difitzile e articolada chi siat istruida pro s’incurare de su logu sòu. Pensamus chi custu siat unu passu chi no si nde podet fagher in mancu si si chèret lòmpere a una richesa chi duret pro sa Sardigna e duncas pro sos chi bi istant. Semus acabados chi pro otènnere totas sas sovranidades, chi siat economica o de sa mobilidade, chi siat energetica o fiscale, est unu tretu chi no podet essere divesciu dae su lòmpere a s’indipendentzia de custa terra.</p>
<p style="text-align: justify;">In modu chi donziunu de nois potat, liberamente e a manera creativa, agiuare a mezorare su bene sòu e de totas sas colletividades de sas chi si sentit de faghere parte.</p>
<p style="text-align: justify;">*********************************************************************************************</p>
<p>Partecipa alla festa per i dieci anni di iRS!  <a href="https://www.facebook.com/events/484101225010153/?fref=ts">https://www.facebook.com/events/484101225010153/?fref=ts</a><br />
<a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/07/deghe-annos.jpg" rel="lightbox[12403]"><img class="alignleft size-full wp-image-12408" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/07/deghe-annos.jpg" alt="deghe annos" width="720" height="265" /></a></p>
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<p>Deghe Annos de iRS, una ìstoria de impignu pro sa Sardigna, gherrande pro su bene de totus.</p>
<p>Sempre umpare a sos sardos e a totus sos chi cherent custa terra libera e felice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TISSI – EX MA’ | 29 Luglio 2013</p>
<p>Ore 18:30 Tavola Rotonda</p>
<p>Sviluppo locale e nuove sovranità.<br />
Quale governo per la Sardegna?</p>
<p>interverranno:</p>
<p>PLACIDO CHERCHI<br />
Filosofo &#8211; Antropologo</p>
<p>MASSIMO DADEA<br />
Assessore Regionale alle riforme (2004-2009)</p>
<p>ENRICO LOBINA<br />
Consigliere del comune di Cagliari</p>
<p>VINCENZO MIGALEDDU<br />
Presidente di iSDE – Sardegna</p>
<p>VITO BIOLCHINI<br />
Giornalista – Blogger</p>
<p>ROBERTO COTTI<br />
Senatore &#8211; Movimento Cinque Stelle</p>
<p>GAVINO SALE<br />
Presidente di iRS | Consigliere della Provincia di Sassari</p>
<p>Modera: ARIANNA MARROCU</p>
<p>Ore 21 | Concerti</p>
<p>Beppe Dettori<br />
VIDEO: <a href="http://youtu.be/Z34gGMeCkH0" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://youtu.be/<wbr />Z34gGMeCkH0</a></p>
<p>Nasodoble<br />
VIDEO: <a href="http://youtu.be/udCyjALUCUw" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://youtu.be/<wbr />udCyjALUCUw</a></p>
<p>saluto musicale di<br />
Vinicio Capossela</p>
<p>a seguire<br />
Dj Davide Merlini</p>
<p>Si ringrazia la comunità Tissi per l&#8217;ospitalità</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Gavino Sale: &#8220;E adesso governiamo&#8221; &#124; Forum “Unione Sarda”</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 09:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Gavino Sale]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[unione sarda]]></category>

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		<description><![CDATA[«Dietro la peste suina un complotto a vantaggio degli allevatori padani» La ricetta economica: incentivare le produzioni locali di qualità Domenica 6 maggio Gavino Sale non andrà a votare: «I referendum sono un bluff. Demagogia pura». Ma incidono sui privilegi della politica. «Se volevano tagliare i privilegi potevano farlo in modo molto più concreto. Dimezzandosi<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/05/forum-unione-sardagavino-sale-e-adesso-governiamo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10999" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/05/Sale.jpg" rel="lightbox[10998]"><img class="size-medium wp-image-10999 " title="Sale" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/05/Sale-300x225.jpg" alt="Foto Giuseppe Ungari" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Foto Giuseppe Ungari</p></div>
<p><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">«Dietro la peste suina un complotto a vantaggio degli allevatori padani»</span></p>
<p><em>La ricetta economica: incentivare le produzioni locali di qualità</em></p>
<p><em>Domenica 6 maggio Gavino Sale non andrà a votare: «I referendum sono un bluff. Demagogia pura».</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma incidono sui privilegi della politica.</strong></p>
<p>«Se volevano tagliare i privilegi potevano farlo in modo molto più concreto. Dimezzandosi gli stipendi in Consiglio regionale, per esempio, visto che molti siedono lì. Invece che ridurre il numero dei consiglieri regionali».<span id="more-10998"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Già, per gli indipendentisti sarà più difficile conquistare un seggio.</strong></p>
<p>«Anche altri gruppi sono contrari. Passa sotto silenzio una riforma che dà più potere a poche persone».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Lei è un consigliere provinciale, ma non ritiene che sia giusto riformare enti che molti considerano scatole vuote?</strong></p>
<p>«È vero che c&#8217;è stata una degenerazione, sono diventate centri di potere. Ma potrebbero riconquistare la funzione nobile di coordinare decine di Comuni».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non rischia di essere un atteggiamento conservatore?</strong></p>
<p>«Le forze della conservazione sono quelle che oggi lottano contro quelle dell&#8217;emancipazione, della liberazione dell&#8217;Isola. Ma vinceranno queste ultime. I sardi stanno decidendo di non inabissarsi nei meandri della storia e di scegliere una strada di libertà e prosperità».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma chi l&#8217;ha detto che, facendo da soli, i sardi avranno più prosperità?</strong></p>
<p>«Invertiamo il concetto: la sottomissione all&#8217;Italia dove ci ha portato? A un disagio economico ed esistenziale pazzesco. Oggi i sardi sono i più grandi consumatori di psicofarmaci. Siamo balzati persino in testa alle classifiche dei suicidi. Porgo un saluto rispettoso a chi si è tolto la vita, non deve più accadere che un sardo si ammazzi perché non riesce ad andare avanti».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Molti economisti però pensano che, se dovessimo fare tutto con la fiscalità isolana, saremmo costretti a ridurre il livello dei servizi, almeno temporaneamente.</strong></p>
<p>«Fino ai 18 anni io ero autonomo, perché amministravo i soldi che mi dava la famiglia. A 19 sono diventato indipendente, perché ho iniziato a campare con i soldi miei. Per un po&#8217; forse sono dimagrito, ma sono diventato <em>un homine</em> . Non il figlio di qualcuno».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Allora ammette che il passaggio all&#8217;indipendenza comporterà sacrifici.</strong></p>
<p>«Non è neppure vero questo: apposta parliamo di sovranità come fase di transizione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In che senso?</strong></p>
<p>«Con l&#8217;acquisizione di segmenti di sovranità (fiscale, alimentare, energetica) impareremo a governarci da soli. Cancellando la delega allo Stato italiano. La delega che, come dice Placido Cherchi, interrompe la sfericità dialettica tra individui».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Concetto non semplice. Ci spieghi però quelle tre sovranità.</strong></p>
<p>«Partiamo da quella energetica. È un settore chiave. Con le energie alternative la Sardegna è come un pozzo di petrolio in mezzo al Mediterraneo, ma della ricchezza che si produce si avvantaggiano altri».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Chi sarebbero?</strong></p>
<p>«Le multinazionali, lo sanno tutti. Ogni anno ci portano via un miliardo di euro. La Tirrenia costa 380 miseri milioni, con quei soldi potremmo comprarci una flotta ogni quattro mesi».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Passiamo alla sovranità alimentare. Significa autarchia?</strong></p>
<p>«Ma quando mai, significa incentivare le nostre produzioni agricole di qualità. Oggi l&#8217;84% dell&#8217;agroalimentare che consumiamo è importato. Nei porti sono in calo tutte le voci: auto, passeggeri. Tranne le importazioni di merci: più 6% nell&#8217;ultimo anno. E poi c&#8217;è lo scandalo del settore agrozootecnico».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quale scandalo?</strong></p>
<p>«Quello di un potenziale enorme, nella produzione di carne ovina e bovina per i paesi del nord Africa, che non è sfruttato. Libia, Algeria e Tunisia chiedono vitelli, agnelli, agnelloni, prosciutto di pecora. Una domanda senza limiti. Invece cosa succede? Che si decide che qui non si deve produrre niente. E gli allevatori padani ed emiliani ci sommergono di carne suina con la scusa della peste».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non è una scusa, c&#8217;è davvero.</strong></p>
<p>«Ma com&#8217;è che se ne avvantaggiano solo i produttori emiliani, dietro i quali c&#8217;è la Banca popolare di Reggio Emilia, cioè il Banco di Sardegna? E qui da noi c&#8217;è un assessore all&#8217;Agricoltura che non fa niente, è totalmente assente».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sta dicendo che dietro la peste suina in Sardegna c&#8217;è un complotto?</strong></p>
<p>«Senza ombra di dubbio».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Terzo “segmento” di sovranità, quella fiscale.</strong></p>
<p>«Ci consentirebbe di eliminare Equitalia e di avere una nostra agenzia di riscossione, sull&#8217;esempio dei baschi. Monti non deve permettersi di chiedere 4 miliardi all&#8217;Isola se ce ne deve 10 arretrati. È un&#8217;arroganza inaudita, ne ride tutta Europa».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E l&#8217;indipendenza?</strong></p>
<p>«Arriverà, non è un problema. Lo dimostra anche quella ricerca dell&#8217;Università di Cagliari, di cui avete parlato sull&#8217;Unione Sarda».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La sorprende che gli intervistati si sentano più sardi che italiani?</strong></p>
<p>«No, è la conferma scientifica dei nostri ragionamenti. Oggi l&#8217;indipendentismo è sempre</p>
<p>più diffuso, in tutti i ceti e tutti i partiti».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Si era già parlato di sardismo diffuso, in altri tempi.</strong></p>
<p>«E non ha prodotto nulla. Ma stavolta Irs lancia un messaggio a tutti gli indipendentisti che stanno fuori dalle sigle classiche di quest&#8217;area».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E la famosa unità degli indipendentisti?</strong></p>
<p>«Non serve più. La somma dei movimenti della cosiddetta Convergenza dà esattamente, in termini elettorali, lo 0,6%. Non è più il tempo di limitarsi alla testimonianza».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non è più il tempo neppure per azioni clamorose come il blitz a Fiumesanto o l&#8217;invasione di Villa Certosa?</strong></p>
<p>«Quelli erano gesti necessari, in una certa fase, per conquistare spazi. La chiamavamo guerriglia virtuale, perché era senza armi».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dicono che lei potesse fare quelle cose grazie alla copertura dei servizi segreti.</strong></p>
<p>«Ma quali servizi. Se non ci hanno mai condannato è perché abbiamo avvocati bravi, che ci hanno sempre spiegato fin dove potevamo arrivare. Ma anche quella è una fase conclusa».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quel che non finisce mai sono le liti tra indipendentisti. Come quella che ha spaccato Irs.</strong></p>
<p>«È normale, tutte le volte che i sardi si organizzano c&#8217;è chi tenta di bloccare questo processo. Ma stavolta non ha funzionato, anche se c&#8217;erano grandi sponsor esterni».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quali?</strong></p>
<p>«Non posso dirlo. O forse non voglio dirlo».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma quei dissidi si possono superare? Accettereste altre sigle indipendentiste in un&#8217;ipotetica alleanza “sovranista”?</strong></p>
<p>«Non proviamo ostilità verso nessuno. Ben vengano le altre sigle. Ma sia chiaro che siamo noi di Irs ad aver spostato l&#8217;asse della discussione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>È d&#8217;accordo con la proposta di una nazionale di calcio sarda, per cementare l&#8217;identità comune?</strong></p>
<p>«È una vecchia idea di Irs. Una mitopoiesi moderna: creare miti e simboli di identificazione di un popolo. Sì, può servire. Tanti anni fa facemmo una selezione, vinse per 1-0 a Nuoro contro la Corsica».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Gol di&#8230;?</strong></p>
<p>«Gianfranco Zola».</p>
<h4><em><span style="color: #000000;">&#8220;E adesso Governiamo&#8221;</span></em></h4>
<h4><em><span style="color: #000000;">Il leader di iRS: basta con l&#8217;indipendentismo che si isola nel ghetto.<br />
</span></em><span style="font-style: italic;">Serve un&#8217;alleanza basata su progetti seri di autodeterminazione.</span></h4>
<p>Resta sul tavolo un foglio, l&#8217;intervista con Gavino Sale è finita. Restano i suoi appunti, pochi concetti scritti a penna, come per chiamare a raccolta le idee, durante il forum dell&#8217;Unione Sarda sull&#8217;indipendentismo. E al centro del foglio, in evidenza, una frase che suona solenne: <em>Il destino si disvela allo sguardo</em> .</p>
<p>Se l&#8217;avesse scritta più volte ricorderebbe <em>il mattino ha l&#8217;oro in bocca</em> di Jack Nicholson in Shining, e del resto a tratti lo sguardo di Sale giustifica il paragone. Ma il leader di Irs non è un folle, semmai un folletto: da vent&#8217;anni agita il quadro politico, sparisce, riappare un po&#8217; qua e un po&#8217; là, cambia direzione con strambate da America&#8217;s Cup. Sprigiona fascino magnetico e suscita avversità profonde. Di certo non è banale. «Quella frase &#8211; spiega Sale &#8211; è di Elémire Zolla, antropologo novecentesco. Significa che il destino ce l&#8217;abbiamo davanti agli occhi, basta agguantarlo».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Parla dell&#8217;indipendenza della Sardegna? Oggi sembrano volerla tutti.</strong></p>
<p>«È il frutto di dieci anni del nostro lavoro. Stiamo raggiungendo gli obiettivi, i nodi stanno venendo al pettine».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>È anche possibile che si voti un referendum sull&#8217;indipendenza: Doddore Meloni ha raccolto 27mila firme, c&#8217;è anche la sua?</strong></p>
<p>«Io ho autenticato alcune firme, come consigliere provinciale. Ogni iniziativa dei movimenti indipendentisti contribuisce ad alimentare il tema che ormai è al centro del dibattito politico».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ma condivide l&#8217;iniziativa di Meloni?</strong></p>
<p>«Da poco, a Barcellona, ho parlato con quelli dello Scottish national party: anche se hanno il 51% rifiutano la proposta di Londra di fare già nel 2013 il referendum sull&#8217;indipendenza, la considerano una trappola».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Perché mai?</strong></p>
<p>«Sanno che non tutti quelli che hanno votato l&#8217;Snp sono indipendentisti. La Scozia non è ancora pronta. E se non lo è la Scozia, figuriamoci la Sardegna».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Teme anche lei che la consultazione diventi un autogol per i vostri ideali?</strong></p>
<p>«Da un certo punto di vista, farebbe discutere ancor di più. Ma tatticamente penso che non sia il momento. Il referendum è un&#8217;accelerazione che non era da fare adesso».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Se non ora, quando?</strong></p>
<p>«Non si possono sapere adesso i tempi. L&#8217;indipendenza è come una nave. È sicuro che siamo partiti. È sicuro che il processo sia inarrestabile. Poi dipenderà dalle intemperie o dal vento favorevole».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ammetterà che non si era mai parlato così tanto di indipendenza, nel dibattito politico sardo.</strong></p>
<p>«È vero. È una parola che suscitava diffidenza e ora è sdoganata. La questione della libertà della Sardegna è irrimediabilmente posta, grazie anche al lavoro decennale di Irs, che ha sfatato i vecchi cliché».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Come è stato possibile?</strong></p>
<p>«L&#8217;aspetto più rivoluzionario è stata la scelta della non violenza. Quando ne parlammo, in Corsica, i movimenti indipendentisti internazionali ci isolarono per un anno e mezzo. Ora i fatti di Catalogna e Scozia ci danno ragione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La non violenza non è una scelta solo di Irs.</strong></p>
<p>«Abbiamo altre caratteristiche vincenti. Soprattutto la capacità di stare dentro le contraddizioni della società sarda, stare insieme ai movimenti come le partite Iva, i pastori, gli artigiani. Conoscendo profondamente la realtà sarda siamo usciti da una certa visione politica elitaria, quasi settaria. Abbiamo anticipato i tempi, e la fortuna dell&#8217;ideale indipendentista negli ultimi due anni ci ha dato ragione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non sarà una fortuna dovuta alla crisi economica e alla difficoltà di avere risposte dallo Stato?</strong></p>
<p>«La crisi è stata un caleidoscopio che ha dilatato le contraddizioni del rapporto tra Sardegna e Italia. Ha svelato un attacco violentissimo dell&#8217;Italia alla Sardegna, una guerra non dichiarata contro la quale dovremmo fare ricorso all&#8217;Ue».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per lamentare la violazione dei patti sulle entrate?</strong></p>
<p>«Su entrate, trasporti e altro ancora. Lo Stato si comporta in modo illegale, l&#8217;Europa deve fare da garante. Le leggi italiane possono avere effetti positivi in Italia, ma deleteri in Sardegna».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quindi se i sardi chiedono più autogoverno è per una rivendicazione, non per reale sentimento identitario.</strong></p>
<p>«C&#8217;è una cosa e c&#8217;è l&#8217;altra. Una presa di coscienza, legata alla conoscenza della nostra storia e al sedimentare del senso di appartenenza alla nazione sarda: amplificata però dalle contraddizioni della crisi».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Che cosa pensa dell&#8217;ordine del giorno sardista, che ridiscute la permanenza della Sardegna nella Repubblica italiana?</strong></p>
<p>«Che ha messo in forma istituzionale questo processo decennale. Ha fatto entrare in Consiglio regionale i concetti di indipendenza e sovranità. Ma è quest&#8217;ultima, in questa fase, la parola magica».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non l&#8217;indipendenza?</strong></p>
<p>«L&#8217;autonomia è superata, l&#8217;indipendenza è ancora lontana. La sovranità è la pietra che non ci farà bagnare i piedi, nel guado verso la libertà».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Non sarà un concetto di indipendenza annacquato?</strong></p>
<p>«Ciò che preme a Irs, nel lungo periodo, è l&#8217;indipendenza. Ma per arrivarci bisogna prima mostrare capacità di governo. Uscire dal ghetto isolazionista dell&#8217;indipendentismo. Questa oggi è la proposta di Irs. Aggregare tutte le forze politiche che si riconosceranno nella necessità di conquistare tre tipi di sovranità: fiscale, energetica, alimentare».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quindi è disposto ad allearsi con quelli che chiamate partiti italiani?</strong></p>
<p>«Izquierda catalana e Snp dimostrano che emerge, e governa, chi riesce a sintetizzare gli ideali di giustizia sociale della sinistra con l&#8217;indipendenza. Mentre i partiti di sinistra che si ostinano a difendere gli interessi statali sono destinati a soccombere. In Scozia l&#8217;Snp si è pappato il Labour».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>È un monito al Pd?</strong></p>
<p>«Il Pd non tenti di bloccare un processo che è condiviso da molti suoi militanti di base e quadri intermedi. Se si trasformasse davvero nel Pd della Sardegna sarebbe un fatto positivo. Ma se non si adegua, scompare».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Invece il leader di Sel, Michele Piras, ha proposto proprio un&#8217;alleanza “sovranista”.</strong></p>
<p>«È un fatto positivo, la conseguenza di una maturazione della società sarda. Ripeto, è vincente coniugare i concetti della sinistra con l&#8217;indipendentismo».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Guardate solo a sinistra? Eppure il Pdl ha votato l&#8217;ordine del giorno sardista, e Cappellacci ha un profilo sempre più autonomista.</strong></p>
<p>«Guardiamo a chiunque crede in questi progetti. Contro Cappellacci non ho niente, ma ha un atteggiamento comune a molti sardi: genuflesso. All&#8217;emiro del Qatar ha chiesto rispetto: il capo della nazione sarda non può chiedere questo. È indegno continuare a sperare che qualcuno ci conceda briciole di sopravvivenza».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E col Psd&#8217;Az come vanno i rapporti?</strong></p>
<p>«Stanno attraversando un momento interessante. Credo che per loro sia il momento di porre fine all&#8217;agire tattico, ed entrare in una progettualità strategica. Perché gli anni passano».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E che significa?</strong></p>
<p>«Come dicevo citando Zolla, il destino è lì che aspetta solo di essere agguantato. E i sardi stanno decidendo di agguantarlo. Il momento è adesso».</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Giuseppe Meloni per l&#8217;Unione Sarda</em></p>
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		<title>Oggi più che mai: Il coraggio di Essere</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 22:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/02/ind1.jpg" rel="lightbox[10913]"><img class="alignleft size-medium wp-image-10922" title="indipendentzia" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/02/ind1-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>Sempre più spesso si sente commentare da influenti personaggi politici e da giornalisti di spicco il continuo crescere del perscorso indipendentista come una minaccia.</p>
<p>Questo dato mette in evidenza due aspetti:</p>
<p>1)   L&#8217;indipendentismo non è più un gruppo di persone &#8220;simpatiche&#8221; ma innocue politicamente.</p>
<p>2) I partiti italiani stanno percependo questa crescita come una minaccia per loro stessi.</p>
<p>E meno male, oserei dire, dopo 60 anni di bugie e di errori madornali che stiamo pagando a caro prezzo, mi sembra quanto di pù logico possa accadere. <span id="more-10913"></span>Il popolo sardo sta cominciando a valutare la politica indipendentista come un progetto di governo credibile e affidabile. Il lavoro che si sta compiendo in questi mesi ne è la prova.</p>
<p>Alla doverosa mobilitazione di piazza si sta affiancando una precisa e puntuale progettualità politica , alla protesta segue logicamente la proposta.E allora succede che la Consulta dei Movimenti , proponga la mobilitazione trasversale delle categorie in crisi della Sardegna e denunci le malefatte del Banco di Sardegna e della Sfirs , che , supportata dall&#8217;Unione Europea, pretenda al Governatore Cappellacci di predisporre il sequestro delle cartelle esattoriali e denunci i contratti e i mutui illegali compiuti dagli anni 80 in Sardegna e che hanno letteralmente messo in ginocchio l&#8217;intero comparto agro -pastorale e questo non rappresenta solo l&#8217;aver calpestato una porzione fondamentale della cultura nostro popolo, ha significato anche l&#8217;aver piegato uno dei cuor pulsanti dell&#8217;economia dell&#8217;isola.<br />
Scendendo nello specifico, domenica 19 Febbraio l&#8217;editoriale dell&#8217;Unione Sarda firmato da Paolo Figus, ci offre un&#8217;accoglienza a denti stretti per il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, Figus stesso ammette che l&#8217;autonomia in Sardegna ha le sue enormi lacune e sottolinea le responsabilità di una classe politica inadeguata: &#8230;&#8221;Certo, la pur larga, ma comunque insufficiente, autonomia non è stata gestita al meglio dalla classe politica sarda degli ultimi sessant’anni&#8230;&#8221;<br />
Figus, ammette quindi, l&#8217;esistenza di una &#8220;Questione Sardegna&#8221; che differisce profondamente dalle problematiche italiane e riconosce come l&#8217;indipendentismo si stia diffondendo nella base , egli però la vede come una sorta di &#8220;minaccia&#8221;, non cerca una soluzione radicale e definitiva, tampona l&#8217;emorragia con gli stessi strumenti che hanno provocato la ferita , come se a un paziente a cui venga diagnosticata una malattia grave , gli venga prescritto un calmante per il dolore e non il intervento chirurgico risolutore. Figus dice : &#8230;&#8221;Noi ci faremo carico delle nostre responsabilità, consapevoli tuttavia che il contributo fornito all’unità prima e per il suo mantenimento e la sua tutela poi, ci qualifica in un solo modo: creditori.<br />
E, come si sa, il debito prima o poi va estinto, pena il diffondersi, perché già rinato, di un sentimento indipendentista che mal si concilierebbe col sentimento unitario nazionale così pervicacemente ed efficacemente difeso da Napolitano&#8221;, ciò che Fugus chiama &#8220;pena&#8221; per noi si chiama &#8220;speranza&#8221;, o meglio la &#8220;chiave di volta&#8221; che può garantire per il popolo sardo- finalmente- benessere e prosperità.<br />
Ma non è stato solo Paolo Figus a parlare di indipendentismo. Anche il sindaco di Cagliari Massimo Zedda l&#8217;ha fatto nel suo discorso a Napolitano, egli dice : &#8230;&#8221;Pur nell’imperversare dei revisionismi – in sede storiografica, politica e persino cinematografica – ed anzi, proprio a fronte delle rivisitazioni del Risorgimento in chiave ipercritica e nostalgica dei bei tempi che furono, o che sarebbero stati, al Nord come al Sud e nelle Isole, prima dell’Unità d’Italia, noi ci chiediamo, e non possiamo non chiederci: ma davvero saremmo oggi più liberi e più forti, e meglio attrezzati a far fronte ai gravi problemi che derivano dalla crisi e dal “ mondo grandee terribile “, se fossimo ancora oggi, per dirla con il poeta, “ un popol diviso per settedestini, / in sette spezzato per sette confini “ ?Credo si possa rispondere di no&#8230;&#8221;<br />
In questo passaggio Zedda mette le mani avanti, quasi a difesa di un magma che sotto i suoi piedi ribolle e aspetta solo il momento opportuno per eruttare e prendere il suo posto naturale nella superficie. Di cosa ha paura Zedda? L&#8217;indipendentismo non vuole chiudersi , al contrario, vuole finalmente aprire la Sardegna al confronto con le altre Nazioni, vuole interloquire in prima persona con l&#8217;Europa , non come adesso che, col collegio unico con la Sicilia, abbiamo un solo rappresentante a Bruxelles per gentile concessione dell&#8217;Italia dei valori. Ricordiamo al Sindaco che Malta , che ha un quarto degli abitanti della Sardegna , ha diritto a 5 rappresentanti.<br />
In tutto questo il dato politico da sottolineare è che citare, denigrare , sminuire l&#8217;indipendentismo è un chiaro segnale di come ciò che tempo fa era solo uno &#8220;scherzo&#8221;, ora sia diventato un progetto politico definito, allargato e programmato.<br />
Starà al popolo sardo scegliere a chi dare fiducia, a chi per decenni ha contribuito alla nostra arretratezza o chi dà una speranza di rinascita ma con i piedi ben piantati a terra, noi non parliamo di sogni, parliamo di costruire, veramente, una nuova realtà. L&#8217;indipendentismo non deve rappresentare &#8220;l&#8217;ultima spiaggia&#8221; a cui appellarsi in un momento di disperazione, al contrario, dev&#8217;essere una scelta lucida e consapevole che mette al centro l&#8217;azione piuttosto che la subordinazione. Abbiamo bisogno di una casse delle entrate sarda, di stimolare il mercato interno defiscalizzandolo e limitando le importazioni che oggi sfiorano l&#8217;80% , di gestire in prima persona gli utili ricavati dalle energie alternative, di puntare seriamente su un turismo intelligente che porti indotto tutto l&#8217;anno, di migliorare la rete infrastrutturale, insomma, tutto questo e molto altro ancora si riassume con una sola parola: Sovranità, è da qui che dobbiamo ripartire per tornare ad essere i protagonisti della nostra storia, per farlo ci vuole forza e consapevolezza e oggi, sempre più persone, sentono di averla.</p>
<p>Essere, esistere, è una scelta coraggiosa, dipendere e sottostare alle decisioni altrui è più semplice ma mille volte più mortificante e avvilente.</p>
<p>Oggi dobbiamo avere il coraggio di essere gli artefici del nostro destino, oggi, più che mai, dobbiamo avere il coraggio di essere. Chi ha paura di questo? Noi , decisamente no.</p>
<p><em>Claudia  Aru</em></p>
<p><em>iRS &#8211; Esecutivo Natzionale</em></p>
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		<title>Venerdì 3 dicembre, iRS incontra Thiesi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 21:56:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo appuntamento per gli &#8220;atobios de ierru&#8220;. Dopo il grande successo del convegno su inquinamento e bonifiche tenutosi a Porto Torres sabato 27 novembre, iRS Sassari ha il piacere di comunicare che venerdì 3 dicembre alle ore 18:30, nella sala &#8220;Aligi Sassu&#8221; in via Garau a Thiesi (vicino alle scuole elementari) ci sarà un incontro con<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2010/12/venerdi-3-dicembre-irs-incontra-thiesi/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/12/iRS-incontra-Thiesi.jpg" rel="lightbox[8579]"><img class="alignleft size-medium wp-image-8578" title="iRS incontra Thiesi" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/12/iRS-incontra-Thiesi-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>Secondo appuntamento per gli &#8220;<em><strong>atobios de ierru</strong></em>&#8220;. Dopo il grande successo del convegno su inquinamento e bonifiche tenutosi a Porto Torres sabato 27 novembre, iRS Sassari ha il piacere di comunicare che <strong>venerdì 3 dicembre alle ore 18:30</strong>, nella sala &#8220;<strong>Aligi Sassu</strong>&#8221; in via Garau a <strong>Thiesi</strong> (vicino alle scuole elementari) ci sarà un incontro con la cittadinanza.</p>
<p>All&#8217;incontro, moderato da <strong>Renzo Mannoni </strong>attivista locale, prenderanno parte <strong>Andrea Faedda</strong> del TzdA di Sassari, <strong>Nello Cardenia</strong>, coordinatore politico della Regione Sassari e <strong>Gavino Sale</strong>, presidente Nazionale.</p>
<p>A sinistra la locandina dell&#8217;evento con la raffigurazione dei &#8220;<em>Motti Angioini</em>&#8221; opera del 1962 del pittore Aligi Sassu.</p>
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		<title>Gallura. Incontro di Formazione</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 15:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[iRS]]></category>
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		<description><![CDATA[Incontro di formazione iRS. Olbia, 27 Febbraio 2010, ore 16:00, Hotel Stella 2000, Vale Aldo Moro, 70. Relatori: Franciscu Pala, Juanneddu Sedda, Fulvio Sioni, Malcu Pinna, Gianmaria Bellu]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/02/2010-02-27_Gallura.jpg" rel="lightbox[3753]"><img class="alignleft size-full wp-image-3845" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="2010-02-27_Gallura" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/02/2010-02-27_Gallura.jpg" alt="" width="200" height="283" /></a>Incontro di formazione iRS. Olbia, 27 Febbraio 2010, ore 16:00, Hotel Stella 2000, Vale Aldo Moro, 70.</p>
<p>Relatori: Franciscu Pala, Juanneddu Sedda, Fulvio Sioni, Malcu Pinna, Gianmaria Bellu</p>
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		<title>Aeroporto di Fenosu: La delibera fantasma</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 11:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aristanis]]></category>
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		<category><![CDATA[iRS]]></category>
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		<description><![CDATA[Oristano, 24 febbraio 2010. Nella seduta della Giunta regionale del 02/02/2010 è stata adottata un’importante delibera (la 4/6 del 2010) relativa al potenziamento ed alla valorizzazione del sistema aeroportuale regionale minore. Al momento la delibera in questione, che riguarda anche l’aeroporto di Fenosu, non risulta consultabile. iRS Aristanis chiede che venga resa pubblica quanto prima e<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2010/02/aeroporto-di-fenosu-la-delibera-fantasma/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oristano, 24 febbraio 2010.</p>
<p>Nella seduta della Giunta regionale del 02/02/2010 è stata adottata un’importante delibera (la 4/6 del 2010) relativa al potenziamento ed alla valorizzazione del sistema aeroportuale regionale minore. Al momento la delibera in questione, che riguarda anche l’aeroporto di Fenosu, non risulta consultabile.<br />
iRS Aristanis chiede che venga resa pubblica quanto prima e ritiene assurdo che, a distanza di venti giorni dall’assunzione, simili provvedimenti non vengano resi pubblici nella loro interezza. Allo stato attuale ci risulta che sia stato pubblicato un breve comunicato stampa relativo alla situazione dell’aeroporto ogliastrino di Tortolì dove viene marginalmente citato anche l’aeroporto Oristanese.<br />
Per questo, a pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale, iRS si chiede se non si tratti di una mancanza voluta per ragioni di mera opportunità politica.<br />
A partire dal principio che la trasparenza amministrativa non possa essere messa da parte in nessun caso, iRS si augura che questa situazione di carenza informativa possa venire sanata quanto prima.</p>
<p>Ufìtziu de Imprenta iRS Aristanis</p>
<p><span style="color: #ffffff;">_<br />
</span></p>
<h2>Pubblicata la delibera &#8220;fantasma&#8221;</h2>
<address>Scarica il PDF: <a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/03/delibera-Aeroporto-fenosu.pdf">delibera Aeroporto fenosu</a></address>
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		<title>Giornata di Formazione interna. Appuntamento pubblico</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 09:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Surcis-Igresienti]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sulcis]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 7 febbraio si terrà a Santadi, presso il centro di aggregazione sociale, una giornata di formazione iRS organizzata dalla regione del Sulcis Iglesiente. All&#8217;evento sono invitati simpatizzanti, sostenitori, attivisti e tutta la popolazione. E&#8217; prevista la presenza di molti membri dell&#8217;esecutivo nazionale di iRS. &#160; IL PROGRAMMA Santadi &#8211; Centro sociale &#8211; via Garibaldi,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2010/02/giornata-di-formazione-interna-appuntamento-pubblico/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica 7 febbraio si terrà a Santadi, presso il centro di aggregazione sociale, una giornata di formazione iRS organizzata dalla regione del Sulcis Iglesiente. All&#8217;evento sono invitati simpatizzanti, sostenitori, attivisti e tutta la popolazione. E&#8217; prevista la presenza di molti membri dell&#8217;esecutivo nazionale di iRS.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/02/2010-02-07_Santadi.jpg" rel="lightbox[3759]"><img class=" size-medium wp-image-3850 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="2010-02-07_Santadi" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/02/2010-02-07_Santadi-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a>IL PROGRAMMA</p>
<p>Santadi &#8211; Centro sociale &#8211; via Garibaldi, snc<br />
07/02/2010 &#8211; h 10 &gt; 14</p>
<p>Introduce<br />
Juanneddu Sedda &#8211; Delegato iRS Sulcis all&#8217;Esecutivo Nazionale</p>
<p>Modera<br />
Riccardo Zonedda &#8211; Responsabile Comunicazione iRS Sulcis</p>
<p>Intervengono<br />
&#8211; Franciscu Pala &#8211; Responsabile Formazione iRS &#8211; Formare indipendentismo</p>
<p>&#8211; Yurj Pili &#8211; Attivista iRS Sulcis &#8211; La situazione socioeconomica nel Sulcis</p>
<p>&#8211; Antonio Meloni &#8211; Attivista iRS Sulcis &#8211; La questione ambientale nel Sulcis</p>
<p>&#8211; Franciscu Sedda &#8211; E. N. iRS / Responsabile macroarea “Identità e Cultura” &#8211; Nuovi principi per un nuovo indipendentismo: le scelte di iRS</p>
<p>&#8211; Frantziscu Sanna &#8211; E. N. iRS / Responsabile macroarea &#8220;Società e Economia&#8221; &#8211; Sviluppo locale e beni collettivi: il futuro delle nostre comunità&#8221;</p>
<p>&#8211; Ornella Demuru &#8211; Coordinatore politico nazionale iRS &#8211; Le linee politiche di iRS per una nuova primavera indipendentista</p>
<p>COFFEE BREAK E A SEGUIRE DIBATTITO</p>
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