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	<title>iRS</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>Sgombero coatto a Castiadas. Lo Stato Italiano è forte solo con i deboli</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 11:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone.maulu</dc:creator>
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<p>La giovane madre che a Castiadas abitava nella casa colonica ex Ersat, ora non ha più un posto per vivere.</p>
<p>Le [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="font-size: 13px; line-height: 19px;" href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/castias01.jpg" rel="lightbox[12323]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12324" alt="castias01" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/castias01-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p>La giovane madre che a Castiadas abitava nella casa colonica ex Ersat, ora non ha più un posto per vivere.</p>
<p>Le forze dell&#8217;ordine sono intervenute mercoledì 19 Giugno, alle cinque del mattino per sfrattare la ragazza madre e la bambina dalla casa colonica occupata a Castiadas. L’intervento è avvenuto con due giorni d&#8217;anticipo rispetto alla data prestabilita dall&#8217;ufficiale giudiziario Marcello Ventura. Un’operazione in “grande stile”, con quattro volanti, un cellulare e con i carabinieri a bloccare l&#8217;ingresso. Era presente anche il sig. Francesco Colizzi, figlio dell&#8217;assegnatario <wbr />ultraottantenne ex dipendente Ersat (oggi Laore), l’agenzia proprietaria del bene in contenzioso.<span id="more-12323"></span></p>
<p><!--more-->Al momento dell’irruzione da parte delle forze dell’ordine, la ragazza era intenta ad innaffiare l&#8217;orto. A quel punto, spaventata dall&#8217;arrivo di una macchina dalla quale scendevano alcuni uomini in borghese, si è rifugiata da una vicina. Poi, avvisata dell&#8217;arrivo dei militari in forze, si è presentata, accompagnata dalle amiche per chiedere che cosa stesse succedendo.</p>
<p>Non era presente in quel momento l&#8217;ufficiale giudiziario che era andato già via, pertanto il passaggio dell’atto possessorio dell’abitazione è stato notificato in assenza della ragazza. Intanto i carabinieri attraverso l’ufficiale presente, il capitano Lo Jacono, ordinavano l’immediato sgombero, iniziato attraverso lo sfondamento della porta dell&#8217;abitazione.</p>
<p>La giovane madre ha dovuto abbandonare la casa senza avere la possibilità di portar via con sé le proprie cose personali. Infatti, da parte delle forze dell’ordine è stato impedito che alcune amiche potessero entrare nella casa per dare una mano d’aiuto al trasporto dei bagagli.</p>
<p>Intanto, sono giunte sul posto tante persone, conoscenti della persona coinvolta ma anche comuni cittadini che hanno chiesto spiegazioni su quanto era appena accaduto. Davanti a queste richieste legittime si deve purtroppo registrare l’ennesima reazione spropositata da parte delle forze dell’ordine, con un eccesso di violenza verbale inaudito.</p>
<p>Come avvenne non molto tempo fa nel Sulcis a Terra Segada, anche qui, con incredibile arroganza lo Stato Italiano esercita la propria forza militare sui poveri cittadini privi di alcun mezzo per potersi difendere. Una ragazza sola con una bambina piccola non può nulla contro un apparato repressivo che si fa forte solo con i deboli, calpestando uno dei diritti fondamentali per la dignità dell’uomo: il diritto alla casa.</p>
<p>L’ingiustizia è ancora più grande se si pensa che l&#8217;assegnatario, è un ex burocrate dell&#8217;ersat (oggi Laore) che  vive in una casa per anziani che risulta essere prima casa e non possiede nessun documento di proprietà dell&#8217;immobile in contenzioso.</p>
<p>Le case coloniche al tempo della riforma agraria dovevano essere assegnate solo allo scopo di garantire un alloggio per chi lavorava la terra o per usi sociali. Inoltre deve essere rimarcato che si tratta di beni comuni e in quanto tali non alienabili per privati.</p>
<p>Ma davanti ad una giovane madre e una bambina, gli ordini sono ordini, senza nessuna morale.</p>
<p>iRS non può che stigmatizzare questa caduta dell’etica collettiva e richiamare tutti al senso di rispetto e della solidarietà fra sardi e fra esseri umani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS- indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GUARDA IL VIDEO SU <a href="http://youtu.be/gxyHkk2u1aI"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>TELEINDIPENDENTZIA</strong></span></a></p>
<p>GUARDA GLI ARTICOLI PRECEDENTI:</p>
<h5><a href="http://www.irsonline.net/2013/01/diritto-alla-casa-diritto-alla-terra/"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #000080; text-decoration: underline;">Diritto alla Casa, diritto alla Terra</span></strong></span></a></h5>
<h5><a href="http://www.irsonline.net/2013/03/la-casa-come-bene-comune-irs-ferma-uno-sfratto-a-castiadas/"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080;"><strong>La casa come Bene Comune, iRS ferma uno sfratto a Castiadas</strong></span></span></a></h5>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nuova legge elettorale: un attacco brutale al pluralismo e alla democrazia</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 16:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone.maulu</dc:creator>
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<p style="text-align: justify;">Ieri, martedì 11 giugno, è passata in Commissione Riforme della RAS la nuova legge elettorale che in questi [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;" href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/cons-regionale-sardegna.jpg" rel="lightbox[12306]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12307" alt="aula del Consiglio Regionale della Sardegna" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/cons-regionale-sardegna-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri, martedì 11 giugno, è passata in Commissione Riforme della RAS la nuova legge elettorale che in questi giorni verrà votata dal consiglio regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’emendamento, prevede uno <strong>sbarramento del 10 per cento per le coalizioni, del 7 per cento per le forze politiche che si presenteranno da sole e del 3 per cento per i partiti che concorreranno all’i</strong><strong>nterno di una coalizione</strong><strong>. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se la proposta diventasse legge, verrebbe inflitto un grosso colpo a principi di democrazia e di rappresentatività poiché una grossa fetta della società non sarebbe rappresentata.<span id="more-12306"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Da un&#8217;analisi dei dati elettorali risulta che l&#8217;affluenza alle urne alle elezioni sarde è in continua decrescita: dal 71% degli aventi diritto del 2004 si passa al il 67,58% del 2009 e le tendenze per il futuro non fanno sperare in una inversione di tendenza.  Vale a dire che se la rappresentanza si riduce costantemente, la nostra democrazia si indebolisce e chi ha vinto governa la RAS con solo un terzo dei consensi.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa tendenza traspare dalle ultime elezioni politiche e amministrative: in alcuni paesi della Sardegna hanno votato il 55% degli aventi diritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema politico perde credibilità e gli umori della società sarda ne riflettono gli effetti. E’ evidente come questa classe politica, figlia e madre di questa tendenza, rappresenta sempre meno le esigenze del suo popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso tempo infatti, in Sardegna nascono comitati ed associazioni spontanee di cittadini pronti ad impegnarsi su temi specifici e a prendere in mano quella rappresentanza che la politica ha abbandonato, spesso scambiando gli interessi del territorio con quelli delle segreterie di partito, lavorando più per gli interessi lobbistici di alcune società che per il popolo che li ha eletti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi sono i comitati, e ne sono nati più di 130 negli ultimi mesi, i movimenti e le associazioni di cittadini a lottare in prima linea contro le speculazioni energetiche, la costruzione di inceneritori, il continuo saccheggio del nostro territorio da parte dell&#8217;interesse di pochi privati, ed ancora a proporre iniziative volte ad informare, o animare e riempire di contenuti la vita politica, a tentare di risolvere in certi casi veri e propri nodi strutturali del sistema economico sardo mettendo in piedi una flotta navale che tamponi l&#8217;emergenza dei trasporti marittimi, o a creare una rete alternativa di scrittori e lettori per produrre cultura. Ad Orgosolo 130 ragazzi sottoscrivono liberamente una lettera per dire che sono stanchi di vedere pubblicizzato il proprio paese per l&#8217;ennesimo atto di cronaca, sanno che la loro comunità offre ben altro e sono pronti a prenderne le sorti del destino tra le mani.</p>
<p style="text-align: justify;">I cittadini dimostrano di avere sempre più voglia di partecipare alla vita pubblica e sempre meno accettano scelte e decisioni calate dall’alto.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica dovrebbe ascoltare ed incoraggiare queste forme di partecipazione dei cittadini allargando sempre di più l&#8217;orizzonte dei processi decisionali.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova legge elettorale che il PD e il PDL andranno ad approvare è ben lontana da questi principi ma si basa esclusivamente sul principio dell’esclusione. Con queste soglie di sbarramento, un movimento che si presenta fuori da una coalizione, con un bagaglio di 80 mila voti resterebbe fuori dal consiglio regionale. All&#8217;interno di una coalizione servirebbero circa 30mila voti per eleggere un consigliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il meno votato del consiglio regionale è stato eletto in coalizione con circa 800 voti. iRS, che alle scorse regionali ha corso da sola, con un bacino di circa 30mila voti è fuori dal consiglio regionale. <strong>Questa è la legge elettorale. Chi rappresenta 800 persone viene eletto, chi ne rappresenta 30 mila resta fuori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">iRS ritiene che questa proposta abbia il <strong>vecchio sapore dell&#8217;eversione</strong>, l&#8217;ennesima mutilazione brutale della nostra democrazia. La costruzione di un <b>golpe a norma di legge</b>, creato da persone che hanno paura di confrontarsi con il proprio popolo. I consiglieri regionali oggi si troveranno davanti ad un bivio, ascoltare la voce dei proprio popolo o ratificarne l&#8217;ennesima esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le attiviste e gli attivisti di iRS s&#8217;impegneranno fin da subito, a fianco alla propria comunità, affinché i nomi di chi voterà questa legge vengano resi subito pubblici in modo che si assumano tutto il carico di responsabilità che una scelta come questa comporta, davanti ai cittadini e davanti al proprio popolo.</strong></p>
<p><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;unione fa la flotta</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 16:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mesacreativa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Stanchi di lamentarsi per la diminuzione costante di presenze turistiche nelle coste più belle del mondo, un gruppo [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/217417_470183356362785_2130505439_n.jpg" rel="lightbox[12300]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12301" alt="" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/217417_470183356362785_2130505439_n-300x91.jpg" width="300" height="91" /></a>Stanchi di lamentarsi per la diminuzione costante di presenze turistiche nelle coste più belle del mondo, un gruppo di coraggiosi imprenditori turistici del nord Sardegna ha preso di petto la crisi causata dal caro traghetti dettato da un monopolio privato di armatori, che di fatto ha isolato la Sardegna dal resto del mondo, e ha deciso di noleggiare una nave passeggeri per ri-portare i turisti in Sardegna. Dopo promesse regionali non mantenute, lo stato italiano che sovvenziona con 72 milioni di euro la Tirrenia ed i biglietti sempre più cari, 60 imprenditori sono andati in Grecia e hanno contrattato per utilizzare una nave che dal 12 giugno al 30 settembre arriverà ad Olbia carica di turisti.<span id="more-12300"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa privata non risolverà certo l’annoso problema dei trasporti navali in partenza e arrivo per la Sardegna. Tutto ciò dopo anni nei quali noi sardi abbiamo subìto il monopolio delle compagnie di trasporto italiane che hanno lucrato sulla nostra insularità attraverso la speculazione sul costo dei biglietti e su un servizio agli utenti scadente, per niente funzionale all&#8217;immagine della Sardegna e al suo sviluppo economico turistico, per il quale le stesse compagnie avrebbero dovuto operare, in primis quale strategia commerciale per aumentare il flusso dei passeggeri. A causa dell&#8217;idea e della prassi commerciale dei vettori tradizionali, le distanze geografiche sono diventate un problema per i viaggiatori che ogni anno scelgono la Sardegna, ma specialmente per i sardi che per anni hanno visto negato il proprio diritto alla mobilità a costi contenuti e ragionevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco dunque prender vita un progetto che dimostra come potremmo fare a meno dei 72 milioni che l’Italia versa alla Tirrenia per farci viaggiare a costi altissimi, un buon esempio di come potremmo fare a meno dell’Italia. Il pacchetto commerciale prevede che all&#8217;interno della nave si parli di Sardegna (e non di Disneyland), attraverso la distribuzione delle copie di una rivista che racconterà la nostra terra sotto diversi aspetti, da quello naturalistico e paesaggistico fino a quello storico; ma soprattutto saranno presenti gli artigiani e le loro creazioni artistiche e le produzioni agroalimentari sarde che saranno servite nei ristoranti di bordo.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; pur vero che ogni viaggio della nave costa 63 mila euro, ma offre 700 posti macchina e 1500 posti passeggeri. L&#8217;operazione commerciale è certamente impegnativa ed onerosa e per questo l&#8217;armatore greco aveva richiesto una fideiussione a garanzia degli impegni; come prevedibile le banche sarde hanno negato la fideiussione ma l&#8217;armatore non si è tirato indietro e ha accettato che gli venisse anticipato il primo mese di viaggio (1 milione di euro) che è stato coperto dalle prime prenotazioni!</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è un&#8217;ottima e incoraggiante dimostrazione di uno spirito imprenditoriale convinto della bontà ed efficacia di un progetto che ha come scopo il rilancio del turismo vacanziero e l&#8217;offerta di un servizio di trasporto di cui beneficeranno per primi gli stessi sardi, poiché di fondo c&#8217;è l&#8217;idea di attuare una vera politica di sovranità ed utilizzo delle risorse in maniera funzionale allo sviluppo della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impresa è difficile, ma l&#8217;unione delle forze è il suo motore ed i benefici ricadranno su tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS sostiene ed auspica questa ed analoghe iniziative che rappresentano un buon esempio di sovranità applicata, scevra da logiche di monopolio e sussistenza di stato o bancaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> iRS - </em><i>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</i></p>
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		<title>&#8220;Nel silenzio delle cose, il pensiero rumina di più&#8221;. iRS e il valore dell&#8217;oralità</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 19:17:34 +0000</pubDate>
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<p class="wp-caption-text">Placido Cherchi e Bettina Pitzurra</p>
<p>Parlano le parole di Placido Cherchi durante la presentazione filosofica, antropologica e politica del suo ultimo saggio [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
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<div id="attachment_12281" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Convegno-sulloralità.jpg" rel="lightbox[12286]"><img class="size-medium wp-image-12281" alt="Placido Cherchi e Bettina Pitzurra" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Convegno-sulloralità-300x180.jpg" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Placido Cherchi e Bettina Pitzurra</p></div>
<p>Parlano le parole di <b>Placido Cherchi</b> durante la presentazione filosofica, antropologica e politica del suo ultimo saggio inedito &#8220;<i>Per un&#8217;identità critica&#8221;</i>.</p>
</div>
<p>Un&#8217;anticipazione per l&#8217;ascolto eccezionale di una comunità di ottanta persone che hanno partecipato alla giornata del 2 Giugno in Ogliastra, promossa da iRS sul valore dell&#8217;oralità:</p>
</div>
<p><i>&#8220;Le incursioni autoanalitiche nel mondo complesso dei sardi, attraversano l&#8217;autocoscienza del valore e quella del limite, l&#8217;etnocentrismo difensivo e la restituzione della dignità. Colgono quel  credito aperto, quegli orizzonti della Storia che ci hanno contratto, che non ci fanno soggetto protagonista e il perchè, su di noi, si consumano &#8220;i bivacchi che il saccheggio dell&#8217;intimità è sempre pronto a infliggere&#8221;. <span id="more-12286"></span></i></p>
<p><i></i><i>Nella misura che i sardi hanno nell&#8217;uso della parola, in quel non- detto, emerge la sacralità che protegge dall&#8217;esproprio del sè, lì dove oggi, contemporaneamente si insinua lo strumento mediatico che non ha nessuna consistenza esistenziale, ma crea campi d&#8217;abitudine. &#8220;Un risucchio sociale&#8221; che misto ai risvolti degenerativi della comunicazione, può avere effetti devastanti. </i></p>
</div>
</div>
<p><i>Tra i primi, la conoscenza delle cose degli altri, piuttosto che le nostre, e quindi la censura della nostra diversità.</i></p>
<p><i></i><i>Sono processi deculturanti a cui il valore dell&#8217;oralità deve dar limite. Certo la comunicazione frontale è nell&#8217;attuale la più difficile, ma rimane comunque la più completa. Come il silenzio. </i></p>
<p><i></i><i>Nel &#8220;fungudumine&#8221;  dei sardi, interpretato come mutismo, doppiezza, incapacità espressiva, risiede l&#8217;esatto contrario di tutto questo. </i></p>
<p><i>C&#8217;è una coscienza scissa che si muove a intermittenza, ora sul crinale del nostro ordinario &#8220;essere qui&#8221;, ora sul versante sempre ritornante del nostro &#8220;sentirci altrove&#8221;.</i></p>
</div>
<p>Nel cerchio del pane, sottostante la torre di Nuraxi Scerì, dove l&#8217;incavo della pietra principale conserva l&#8217;uso della macina, l&#8217;altrove è il presente. Lo racconta la discrezione colta di Stefano Coda che manipola architetture nuove su antichi saperi. E a parlare è  la stessa semplicità del &#8220;Suspu Mudu&#8221; di Grazia Dentoni e Giancarlo Murranca che  ci introducono  nella religiosità politica della Nuraxìa, non a caso combattuta, non per niente anestetizzata nel folklore.</p>
<p>La modulazione dei suoni provoca vibrazioni ritmiche primordiali, con le quali l&#8217;universo si regge.</p>
</div>
<p>&#8220;La parola, quale insieme di suoni, è lo strumento col quale su Eternu Increau Universu Creadori ha dato la volontà e la spinta motoria per creare l&#8217;universo creato&#8221;, dice la Nuraghelogìa.</p>
</div>
<p>La lingua dei costruttori di nuraghi, nella sua musicalità e purezza, non ancora contaminata da parlate &#8220;straniere&#8221;, doveva essere in perfetta armonìa e rispondenza con&#8221; le percezioni di un suono interiore&#8221; comune a tutte le creature viventi. Doveva essere questo sardo primigenio quello che in antichi testi fu definito &#8220;lingua degli uccelli&#8221; o &#8220;lingua celeste o angelica&#8221;, senza per questo autorizzare alcuno ad affermare che quella &#8220;sarda&#8221; è caldea o indù, micenea o altro.</p>
</div>
<p>Non sarebbe per effetto di immaginarie emigrazioni di masse, ma per lo sviluppo di un meccanismo psichico e fisico in un clichè comune, che troviamo somiglianze culturali con altri popoli. Quella potenza evocativa nel tempo veniva sostituita dalla funzionalità di un freddo meccanismo, come simbolo di una parola assente: la scrittura. Non hanno utilizzato questo strumento nè Budda, nè Gesù Cristo, nè Socrate, nè tantomeno i nostri avi, perchè per loro bastava questa potenza evocatrice. Dicevano che la scrittura fosse il sostituto avvilente della parola. Tèxere, Piranserì, Tarè, Matalè, Irdalasè, sono suoni che materializzandosi nelle pietre dei nuraghi che circondano Scerì, si sono fatti nomi.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">E&#8217; l&#8217;archeoastronomìa a venirci incontro per capire meglio, una scienza  che non si astiene dal presentarli in correlazione con i numeri, i pianeti, le stelle, laddove nei secoli bui, chiamata &#8220;limba de s&#8217;aremigu&#8221;, poichè demoniaca, andava cancellata.</div>
<div style="text-align: justify;">Sotto l&#8217;ombreggio del capanno di Nuraxi Murtarba, il recupero della coscienza e del senso, per non soccombere nell&#8217;autolesionismo infeudante, è anche nelle parole di Giangiacomo Pisu, come nei &#8220;Contos de s&#8217;Ogliastra&#8221; di Ivan Marongiu, e lo stesso desiderio di appartenenza lo esprimono i componenti di Agugliastra Associazione culturale nel presentare un&#8217;attività che coinvolge molti giovani appassionati come Matteo Cuboni e Francesco Chighine,  che riportano alla luce siti archeologici ingoiati dalla natura e dalla nostra ignoranza.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">E la parola ritorna suono con le launeddas dell&#8217;adolescente Angelo Murgia e la tromba di Riccardo Pittau, un affiancamento strumentale e generazionale distante, ma mai così vicino.</div>
<div style="text-align: justify;">Noi continuiamo a fare quello che da millenni abbiamo sempre fatto, riusciamo nella nostra capacità di aggregarci, scambiare opinioni, kumbidare e dedicare ogni spazio alla conoscenza, senza possesso delle idee, frutto di  egoismo e supponenza culturale, e senza invidie,  indotte anch&#8217;esse come sbocco consapevole di fallimenti  personali.</div>
<div style="text-align: justify;">Ci muoviamo per costruire un nuovo soggetto storico, una Sardegna partecipata, senza abdicazioni, senza doverci difendere dal relativismo culturale, trovando il modo di applicarlo in maniera corretta.  Così operiamo, senza forzature,  &#8220;le traduzioni che è necessario compiere&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Bettina Pitzurra </em></div>
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		<title>La felicità umana deve essere sempre tutelata</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 13:41:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), definisce l’omosessualità “una variante naturale del comportamento umano”, cancellandola finalmente dalle [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/563576_462655710473408_1843136139_n.jpg" rel="lightbox[12255]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12256" alt="Diritti al cuore" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/563576_462655710473408_1843136139_n-243x300.jpg" width="243" height="300" /></a>Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), definisce l’omosessualità “una variante naturale del comportamento umano”, cancellandola finalmente dalle malattie mentali.Dall’antica Grecia al più contemporaneo Oscar Wilde, già si sapeva che “quella” forma di unione, oggi tanto condannata, altro non è che una questione naturale.Un sentimento così nobile l’amore, che ancora oggi deve passare per “tribunali etici” che giudicano comportamenti naturali (di cui la natura fornisce svariati esempi) e che puntualmente vengono confusi con costruzioni culturali, prodotte dall’uomo e da nessun altro.<span id="more-12255"></span></p>
<p>L’amore è! L’amore è tra un uomo e una donna, tra una donna e un’altra donna, tra uomo e uomo. L’amore è produzione di felicità, l’amore è la base del benessere di una società.</p>
<p>La tutela di tutte le minoranze deve necessariamente passare per le istituzioni. È finito il tempo di procrastinare questioni civili che sono riconosciute giuridicamente a livello internazionale, ma che non vengono prese minimamente in considerazione dai nostri governanti.</p>
<p>La felicità umana deve essere sempre tutelata .</p>
<p>iRS crede fermamente in una societá in cui tutti hanno il diritto naturale di essere felici e di esprimere la propria identitá, anche sessuale. Pertanto iRS parteciperá alla manifestazione ”Diritti al cuore” a Sassari prevista per sabato 8 giugno e aderisce alla Queeresima 2013.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</i></p>
</div>
<div></div>
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		<title>iRS e i movimenti presentano un documento unitario al Comune di Sassari: Bonifiche Subito</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 12:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone.maulu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è svolta questa mattina (Mercoledì 5 Giugno 2013) la commissione ambiente del comune di Sassari dove iRS, WWF [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm-1.jpg" rel="lightbox[12247]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12248" alt="comm 1" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm-1-300x201.jpg" width="300" height="201" /></a>Si è svolta questa mattina (Mercoledì 5 Giugno 2013) la commissione ambiente del comune di Sassari dove iRS, <i>WWF &#8211; Sassari, </i><i>Gruppo 5 Stelle Sassari, </i><i>CSOA Pangea – Porto Torres, </i><i>Kuiles – Comitato Pastori Sardi </i>hanno presentato un documento unitario per quanto riguarda l&#8217;aspetto delle bonifiche nella zona industriale di Porto Torres.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le bonifiche dell’area industriale sono attualmente lontane dallo stadio di progettazione e tanto meno di realizzazione pur esistendo protocolli e convenzioni attive tra le parti.  Nel territorio si assiste ad un peggioramento delle condizioni ambientali anche in questo momento in cui le attività industriali sono quasi nulle.</p>
<p style="text-align: justify;">Il registro tumori provinciale di Sassari nell&#8217;esaminare l’incidenza dei decessi per tumore nell&#8217;area di Porto Torres nel periodo 1992-2001 non può non evidenziare gli eccessi rispetto alla media provinciale. <span id="more-12247"></span>Se si includono i soli Comuni di Porto Torres, Stintino, Castelsardo, Sennori e Sorso si rileva un evidente incremento di sarcomi dei tessuti molli (+ 77% per gli uomini e + 89% per le donne) dove per tessuti molli si intendono tessuti extrascheletrici quali tessuto fibroso, adiposo, vascolare, nervoso, sinoviale e muscolare. Questo dato, per le implicazioni che comporta (sono per lo più tumori legati ad esposizione a sostanze organo-clorurate quali diossine, furani e diossino-simili), meriterebbe un’analisi approfondita.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo studio <b><i>Sentieri</i></b><i> dell’<b>Istituto Superiore di Sanità </b></i><b>nov. 2011</b> Supp. Epidemiologia e Prevenzione;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel SIN Porto Torres (SS) <b> </b>costituito da due comuni (Sassari e Porto Torres) con una popolazione complessiva di 141,793 abitanti al Censimento 2001 esaminando, il <b><i>rapporto standardizzato di mortalità</i> <i>corretto per deprivazione</i></b> in entrambi i sessi per tutte le cause correlabili alle condizioni ambientali (tutti i tumori; malattie del sistema circolatorio, malattie dell’apparato respiratorio, malattie dell’apparato digerente, malattie dell’apparato genito urinario) si rileva un valore di <b><i>109 e 115</i> </b>rispettivamente nel <b><i>sesso maschile e femminile</i></b>. Ciò corrisponde (nel periodo 1995- 2002) per il <b><i>sesso maschile</i> </b>a <b><i>4708</i></b><i> </i>casi <b><i>osservati</i> </b>rispetto<b> </b>a <b><i>4319 attesi</i></b> con<b> <i>389</i></b><i> <b>morti in più</b></i> per tutte le cause di morte (tra cui <b><i>86 per tumori</i></b>), quindi <b><i>48 in più per tutte le cause/anno e 11 tumori/anno</i></b>;<b> </b>per <b><i>sesso femminile</i></b> si riscontrano<b> 4357</b> casi <b><i>osservati</i> </b>rispetto<b> </b>a <b>3788<i> attesi</i></b> con<b> 568</b> per tutte le cause (<b>127 tumori), </b>quindi <b>71 morti in più tutte le cause/anno e 16 tumori/anno</b>. I dati che interessano il sesso femminile destano particolare preoccupazione; le condizioni di inquinamento non riguardano solo le condizione riscontrabili nel perimetro della fabbrica e quindi fattori di esposizione alle criticità del ciclo produttivo che interesserebbe il sesso maschile.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle 518 pagine della perizia del Tribunale dei cinque esperti nominati nell&#8217;inchiesta penale per disastro ambientale a carico di Syndial e Polimeri (oggi Versalis), appare chiaro che attorno all&#8217;impianto riconducibile al gruppo Eni, compresa l’acqua che scorre nel sottosuolo, è intaccata da concentrazioni di benzene che arriva ad essere in 139 mila volte superiore alla norma nelle acque di falda (Syndial, agosto 2010 e conferenza dei servizi 2011). Sulla base di questa analisi, è evidente che «le acque sotterranee provenienti da monte idraulico e quelle meteoriche, filtrando nei terreni inquinati, continuano a svolgere indisturbate la loro opera di estrazione, trasportando a mare la parte di inquinanti progressivamente lisciviata», cioè rimasta nel suolo. Fenomeno, in riferimento ai terreni sul mare, che «prosegue tutt&#8217;ora». E non potrebbe essere diversamente, perché la fonte dell’inquinamento è lì, immutata, visto che nessuno ha bonificato il suolo che è come una spugna: ha incamerato agenti inquinanti negli anni e pian piano li rilascia al mare, attraverso le falde. Gli stessi funzionari ministeriali nelle varie conferenze di servizio  e ora i periti del tribunale riportano che la “messa in sicurezza di emergenza”, annunciata dal gestore nel 1998, divenuta operativa solo nel 2003 con la barriera, «non essendo finalizzata alla bonifica dei suoli inquinanti, non è riuscita nello scopo. Le acque nel tempo hanno continuato e continuano a trasportare gli inquinanti a mare. L’inefficacia e l’inefficienza delle misure adottate è ancora più eclatante considerando il tempo trascorso dalla loro realizzazione come messa in sicurezza di emergenza, che proprio per la loro natura sarebbero dovute risultare &#8211; al contrario &#8211; efficaci ed efficienti, e a breve termine».</p>
<p style="text-align: justify;">«<b>L’unico dato certo &#8211; sintetizzano i periti &#8211; è l’assenza di azioni che abbiano nel concreto impedito la prosecuzione della contaminazione</b>». «È ancor più grave &#8211; scrivono i periti &#8211; se si pensa che gli interventi di messa in sicurezza per rimuovere fonti di contaminazione» secondo la legge, sono tali proprio perché devono essere attuati tempestivamente. Nulla invece, è stato fatto per il suolo. «Non risulta posta in essere alcuna misura».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm2.jpg" rel="lightbox[12247]"><img class="alignright size-medium wp-image-12249" alt="comm2" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/comm2-300x171.jpg" width="300" height="171" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’inquinamento ambientale, unitamente a fattori genetici predisponenti, svolge un ruolo importante nel determinare effetti avversi sulla salute umana, sia a breve sia a lungo termine. È stato ampiamente dimostrato che diversi composti chimici oltre che come cancerogeni possono agire come gli interferenti endocrini in grado di modificare le caratteristiche epigenetiche  di un individuo; l&#8217;epigenoma che determina cambiamenti nell&#8217;espressione genica è suscettibile all’azione di diversi fattori, in particolare le aberrazioni dei normali processi epigenetici possono essere indotte da fattori ambientali, tra i quali l’inquinamento da benzene , diossine- furani, metalli pesanti etc.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Le bonifiche sono una priorità improcrastinabile che deve avere un corso urgente e svincolato dalle dinamiche relative alla chimica verde</b>. Urge <b>riqualificare gli operai</b> in cassa integrazione per dargli competenze adatte alle bonifiche. L&#8217;Eni deve mettere in campo le già previste risorse per l’avvio a partire dai corsi di formazione e deve dare avvio immediato ripristino dei territori inquinati.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ed è proprio sulle bonifiche che si restituisce al territorio il vero impatto sull’occupazione</b> con la creazione di competenze che saranno utilizzabili in tutta l’isola. Con il ripristino di territori che saranno nuovamente sfruttabili anche economicamente.</p>
<p style="text-align: justify;">È giunto il momento di ribadire con chiarezza la nostra totale indisponibilità a continuare a lavorare e vivere su montagne di rifiuti. La situazione è chiara o si risanano l’ambiente e i luoghi di lavoro creando le condizioni per vivere in modo sano e sicuro riconvertendo globalmente le attività fornendo ai lavoratori la possibilità di un nuovo impiego pulito, dignitoso e produttivo per il benessere di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo più permettere che le logiche di saccheggio e sfruttamento attuate dall&#8217;industria chimica statale italiana continuino a pesare sui sardi a discapito di diritti fondamentali quali quello alla salute e ad un lavoro sicuro e dignitoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito industriale di Porto Torres deve essere risanato come è avvenuto a Bagnoli. Servono opere strutturali che vanno a carico delle società inquinanti, e che possono cominciare solo in presenza di una volontà determinata da parte delle popolazioni, delle istituzioni locali, dei sindacati e delle associazioni di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la messa in sicurezza di Marghera è stata investita una somma pari a 1.880 milioni di euro, soldi sufficienti a coprire l’intero monte stipendi di Porto Torres per quaranta anni, oltre che necessari per rilanciare l’economia del territorio. Questo rilancio può passare solamente dalla bonifica di tutta l’area e attraverso una pianificazione che tenga in considerazione la situazioni legata ai posti di lavoro attualmente in bilico, ma che possa anche dare a nuove imprese la possibilità di nascere sfruttando ad esempio le risorse del turismo, dell’agricoltura e delle energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiede a questa Amministrazione per ciò che è nella sua facoltà:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Perché non siano stati adottati nuovi sistemi di controllo sulle emissioni di inquinanti con centraline e punti di prelievo fissi a mare e in terra e con raccolte dati almeno settimanali di tutti gli inquinanti di cui si ha certezza dell’emissione;</li>
<li>Se sia in grado di assicurare l’adeguatezza dei sistemi di controllo degli inquinanti e della sicurezza negli  ambienti di lavoro nei siti industriali in premessa, ovvero quali misure intenda intraprendere per migliorarne l&#8217;efficacia e garantire l&#8217;opportuna e tempestiva informazione alle popolazioni;</li>
<li>Perché gli organi preposti  alla raccolta e alla diffusione delle informazioni sulla qualità ambientale del S.I.N. Porto Torres/Sassari non abbiano presentato studi e diffuso tanto costantemente quanto adeguatamente i dati raccolti, in modo organico e leggibile dalle popolazioni;</li>
<li>Perché non sono resi pubblici periodicamente i dati del Registro dei tumori e perché non si avviino  Registri di altre patologie correlabili a fattori ambientali (malattie degenerative, dismetaboliche, cardiovascolari etc, particolarmente quelle che interessano la fascia pediatrica);</li>
<li>Perché ad oggi non siano stati fatti studi organici sulla popolazione di Porto Torres e Sassari circa il livello di bio-accumulazione nei tessuti degli inquinanti, quali clorurati, metalli pesanti, fenili, etc., e studi sulle variazioni epigenetiche indotte dagli stessi inquinanti;</li>
<li>Perché non vi sia un monitoraggio pubblico dello stato di avanzamento delle bonifiche con indicazione precisa del cronoprogramma degli interventi previsti e una chiara indicazione delle competenze dei soggetti che partecipano alle gare per l’esecuzione dei lavori di bonifica</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Si chiede a questa Amministrazione, per quanto le compete:</p>
<p style="text-align: justify;">di attivarsi perché possa essere costituito un organismo (osservatorio, <b>Comitato Civico di Garanti) che segua e controlli attentamente tutta la fase delle opere di bonifica, e che al suo interno abbia una reale rappresentanza dei cittadini e attui una completa trasparenza, al fine di evitare che il controllore sia il controllato.</b></p>
<p style="text-align: justify;">Di invitare la R.A.S. a investire i fondi a sua disposizione per gli interventi su questo territorio per la formazione delle maestranze locali da utilizzare nelle opere di bonifica e per costituire un pool di ricercatori che in propria autonomia, senza avere nessun rapporto con ENI e le società da essa partecipate, possano individuare le migliori tecniche di bonifica per il territorio del SIN&#8221;.</p>
<p><i>WWF</i></p>
<p><i></i><i>Gruppo 5 Stelle Sassari</i></p>
<p><i>CSOA Pangea – Porto Torres</i></p>
<p><i>Kuiles – Comitato Pastori Sardi</i></p>
<p><i>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</i></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Passavamo sul parquet leggeri</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 16:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mesacreativa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Foto di Luigi Canu</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; andata male, almeno sportivamente parlando, questa volta il ferro ha sputato il tiro [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12239" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/967145_10200585039619870_2084188585_o.jpg" rel="lightbox[12238]"><img class="size-medium wp-image-12239" alt="Foto di Luigi Canu" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/967145_10200585039619870_2084188585_o-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Luigi Canu</p></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; andata male, almeno sportivamente parlando, questa volta il ferro ha sputato il tiro della vittoria ma ormai il “<strong>Fenomeno Dinamo</strong>” è andato aldilà di una semplice partita di basket, trasformandosi in pochi anni in una vera e propria eccellenza sportiva, sociale e d’immagine che potrebbe tranquillamente servire come modello da adottare per l’avvenire della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vittorie sportive hanno la loro importanza, possiamo provare anche a sottovalutare la questione, ma in epoca moderna non è sbagliato affermare che l’autostima di un popolo, una nazione o di un semplice gruppo di persone ruoti anche, e in alcuni casi quasi esclusivamente, intorno alle affermazioni della propria squadra del cuore. Lo sport assume da tempo il compito di rafforzare un sentimento di appartenenza comune. Le vittorie del Barcellona nel calcio non hanno forse aumentato a dismisura l’orgoglio, già comunque sviluppato, dei catalani? E, rimanendo in ambito cestistico, vedere giocare la squadra basca del <em>Baskonia</em> in <em>Euroleague</em> (la Coppa dei Campioni del basket) davanti a tantissime <em>ikurriñas,</em> non dimostra chiaramente come l’identità nazionale passa anche attraverso questo tipo di eventi?</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’ottica, la Dinamo sta iniziando per i sardi ad assumere un ruolo simile, le sue vittorie potrebbero contribuire a spazzare via quell&#8217;alone da ultimi della classe, da passivi e quindi da sconfitti che, per quanto sia infondato storicamente visto che di battaglie ne abbiamo vinte non poche in passato, ai sardi (non a tutti ovviamente) piace portarsi addosso.</p>
<p style="text-align: justify;">La squadra di basket sassarese è un perfetto esempio di come dovrebbe essere la Sardegna futura, vivace e sfacciata, leggera e veloce come un vascello di corsari, senza timori riverenziali nei confronti delle grandi potenze. Nessuno come la Dinamo rappresenta esattamente la nuova generazione di sardi che, a differenza della classe politica che li governa da sempre, non soffrono di inferiorità psicologiche ma esprimono una moderna forma di <strong><em>Balentia </em></strong>( nessuno si senta offeso se uso questo termine nobile), con braccia valorose che sparano proiettili da tre punti e coltelli che tagliano come il burro le difese avversarie. E poi Sassari non si limita a cercare la classica e scontata “ribalta nazionale” limitandosi a sfidare gli squadroni italiani; la Dinamo quest’anno è andata in <strong>Europa</strong>, proprio come in Europa dovrebbe andarci più spesso la Sardegna, e non è un caso che nell&#8217;esperienza in <em>Eurocup</em>, la società abbia deciso di cambiare il nome in “<strong><em>Dinamo Sardegna</em></strong>”, una mossa perfetta che assume significati inequivocabili e premia anche chi si sobbarca lunghe trasferte da tutta l’isola per poter assistere in prima persona, in un palazzetto sempre <em>sold-out</em>, alle imprese di questi eroi dei nostri tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo abituati a un’isola in cui i sardi troppo spesso si sono accontentati di un ruolo da comprimari, assunti da “<strong>padroni</strong> <strong>forestieri</strong>”, operai nelle grandi imprese dei Moratti e dei Rovelli, camerieri nei lussuosi ristoranti degli Aga Khan e dei Briatore, minoranza nei consigli di amministrazione di quelle che dovrebbero essere le nostre banche (vedi il recentissimo caso delle nomine esterne proprio al Banco di Sardegna), o peggio ancora politici locali inginocchiati a riverire il segretario di turno nei suoi viaggi elettorali nell&#8217;isola. La Dinamo ribalta anche questo concetto. La preparazione, la serietà, l’ambizione e le capacità di un gruppo dirigente sardo sono stati il motore di questo progetto. Testa isolana e braccia forestiere. Giganti stranieri dal cuore tenero, le lacrime dopo gara 7 mostrano un vero attaccamento, che arrivano dagli Stati Uniti, dalla Slovenia, dall&#8217;Italia e dalla Polonia e che qua hanno trovato una situazione ambientale ottimale. Vincono sorridendo, sorridono vincendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi motivi la stagione può considerarsi comunque un grande successo. A volte il successo è una questione di centimetri, ma noi sardi abbiamo già dimostrato di avere l’altezza giusta per poter primeggiare nello sport dei giganti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Marco Lepori</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Corriere Turritano intervista Simone Maulu: &#8220;iRS ha fatto un salto verso l&#8217;indipendentismo di governo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone.maulu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Simone Maulu</p>
<p>di Emanuele Fancellu</p>
<p>«In questo momento pare proprio che la Sardegna sia un’isola che galleggia sul mare, in balia [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12225" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Simone-Maulu-02.jpg" rel="lightbox[12224]"><img class="size-medium wp-image-12225" alt="Simone Maulu 02" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Simone-Maulu-02-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Simone Maulu</p></div>
<p><em>di Emanuele Fancellu</em></p>
<p>«<em>In questo momento pare proprio che la Sardegna sia un’isola che galleggia sul mare, in balia delle onde, e i sardi aspettano che qualcuno la salvi. Chiunque può venire e farne ciò che vuole, impunemente. I dati diffusi ultimamente fanno riflettere: tre suicidi in una settimana, a dimostrazione del fallimento di questo sistema politico e sociale</em>». È molto duro nel suo preambolo Simone Maulu, giovane leader di iRS, protagonista a Porto Torres alcune settimane fa, assieme a tanti attivisti, di un durissimo intervento contro l’Eni nella commissione consiliare in cui i vertici del Cane a sei zampe e di Matrica hanno presentato lo stato di avanzamento dei lavori inerenti chimica verde e bonifiche.<span id="more-12224"></span></p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Simone Maulu, qual è il ruolo di iRS nel territorio e quali le sue prospettive?</b></p>
<p>«iRS ha fatto un salto verso l’indipendentismo di governo. Il primo sindaco di iRS, a Perfugas, sta dando dimostrazioni di sovranità applicata. Abbiamo due consiglieri provinciali e una trentina amministratori nei comuni. Il sindaco di Perfugas ha tolto il mandato a Equitalia, son stati recuperati 530mila euro che l’Agenzia delle Entrate italiana doveva restituire al comune, le auto blu son state sostituite dalle macchine elettriche che sono a disposizione di tutti. Un piccolo comune che sta dando degli esempi importanti e sta dimostrando che il cambiamento è già in atto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>In che modello di vita credete?</b></p>
<p>«iRS mette al centro del suo agire una calda umanità, che oggi manca sia nella politica che nella società. Crediamo in un modello di vita che si opponga a quello oggi imperante, ipertrofico e veloce. Basta guardare non solo all’Italia ma in  altre parti del mondo: a Friburgo, per esempio, dove ci sono modelli ecosostenibili all’avanguardia. Lo sviluppo non può andare contro la felicità umana».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>In questo periodo va tanto di moda il concetto di decrescita felice. Personalmente lo ritengo assurdo: nessuno può essere felice di una decrescita. Sarebbe molto meglio utilizzare un altro termine che contempli il soddisfacimento dei bisogni primari evitando il superfluo. Cosa ne pensa?</b></p>
<p>«Delocalizzare non conviene più, conviene produrre in loco. Che senso ha importare l’acqua se in Sardegna abbiamo acqua buonissima? Oppure, mangiare frutta fuori stagione? Abbiamo sempre vissuto seguendo i ritmi stagionali. Tutto ciò è funzionale al mercato, non all’uomo. C’è una produzione intensiva che serve a soddisfare i bisogni del mercato, mentre noi pensiamo che sia sensato produrre ciò che ci serve, che è utile alla vita. La Sardegna importa l’84% delle risorse alimentari,  i paesi in passato – ed anche oggi, in parte &#8211; erano comunità con delle specificità e il territorio prima era suddiviso in base queste specificità, pensiamo alle regioni storiche (Baronia, Monti Ferru, Logudoro etc). Poi lo Stato Italiano ha snaturato quel sistema suddividendo la Sardegna in province che non tengono conto delle specificità ma sono mere partizioni amministrative funzionali all’Italia. Dobbiamo ragionare in termini di sovranità alimentare, a Perfugas stanno calcolando quante tonnellate di alimenti si consumano e cercheranno di soddisfare in loco l’intero fabbisogno».</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Si avvicinano le Regionali. Farete alleanze coi gruppi indipendentisti?</b></p>
<p>«Non si può parlare di alleanze senza politica. Noi proponiamo un progetto di governo, basato su tre concetti di sovranità, che vogliamo sviluppare insieme ai cittadini. Non deve essere un progetto calato dall’alto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Quali sono le prospettive di iRS?</b></p>
<p>«Partiamo da un dato: le università di Cagliari e di Edimburgo hanno fatto un sondaggio sul grado di accordo dei sardi sull’indipendenza. Il 40% è d’accordo, l’85% sulla sovranità fiscale. Dobbiamo parlare a quel 40%, l’autonomia ormai è morta. All’indipendenza si può arrivare costruendo i mezzi con un progetto di governo risolutivo che riempia il presente, basato su tre principi-guida fondamentali: sovranità fiscale, sovranità alimentare, sovranità energetica ».</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Partiamo dalla sovranità fiscale.</b></p>
<p>«Lo Stato Italiano ha un debito di dieci miliardi di euro con la Sardegna. Il debito dei sardi verso Equitalia è di quattro miliardi e ha distrutto l’economia sarda. Sovranità fiscale significa pagare le tasse in Sardegna. Lo stato italiano dovrebbe restituirci i 7/10 delle nostre tasse come recita la legge ma da oltre 10 anni non ce li restituisce e la classe politica non prende provvedimenti seri, perché segue le esigenze di partito e non quelle dei cittadini. Pensiamo al modello Irlandese: Iva al 12%, tassazione complessiva al 22%. Non esiste il lavoro nero. Oggi in Sardegna<strong> il 22,7%</strong> delle 570 mila famiglie complessive è a rischio di <strong>povertà relativa. </strong>Nel 2012 a Sassari hanno chiuso 229 attività commerciali e 87 dall’inizio del 2013. Questo è quello che ha prodotto questo sistema».</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>La sovranità alimentare, ne abbiamo fatto cenno prima. </b></p>
<p>«Produrre in loco tutto il possibile. Pensi cosa succederebbe se tutte le mense universitarie, scolastiche e ospedaliere acquistassero prodotti sardi. Decollerebbe l’economia. Ma oggi non è così. Si è finanziata la non produzione, basti pensare alla peste suina. Viene finanziata la malattia e non la produzione di suini. Oggi i risarcimenti per i capi infetti superano il valore di mercato dell’animale sano. In Spagna l’hanno eliminata incentivando gli allevamenti sani e multando quelli infetti. La cosa più logica».</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Infine, la sovranità energetica.</b></p>
<p>«Partiamo da un principio generale. Le ricchezze generate dal sole dal vento e dall’acqua che sono beni collettivi devono andare alla collettività o ai privati? Finora la classe politica ha fatto in modo di privilegiare i privati. Oggi non c’è un piano energetico, è un far west in balia degli speculatori. Sovranità energetica significa fare un piano energetico basato sui bisogni dei sardi, della collettività, non dei privati».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>A proposito di questione energetica, cosa pensa iRS della vicenda E-On?</b></p>
<p>«Pensa che nel 2013 parlare di carbone sia fuori dalla storia. Siamo favorevoli alle energie alternative, ma non alla speculazione su di esse. In Sardegna esistono 130 comitati nati per bloccare i predoni che vogliono arricchirsi con la speculazione energetica autorizzati dalla classe politica spesso connivente. Cossoine è un esempio: è possibile bloccare queste bande di sciacalli, non siamo costretti ad abboccare alle scelte calate dall’alto. Non si discute mai, e invece noi vogliamo che in Sardegna si crei un dibattito sulle scelte che riguardano la vita delle persone».</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Corretto. Ma sul Gruppo 5 cosa dite?</b></p>
<p>«Servirà per bruciare carbone e produrre ceneri da smaltire nelle discariche di non si sa chi, sempre in nome del lavoro»</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Un altro tema assai in voga in questo periodo è la zona franca. </b></p>
<p>«Noi non siamo contro la zona franca, ma già dal 2007 parliamo di sovranità fiscale, concetto molto più avanti. La Sardegna non produce più, se ragioniamo da penisola e non da isola si crea un cortocircuito rispetto alla geografia. Siamo un’isola al centro del Mediterraneo con un gap negativo di gestione certificato dall’università e dal Crenos. Occorre perciò una fiscalità differenziata che tenga conto dell’insularità. Oggi in Sardegna produrre costa il 20% in più rispetto all’Italia, l’energia costa il 40% in più. Per riequilibrare il tutto, occorre proporre una fiscalità differenziata che tenga conto di questo. Tutti i prodotti destinati al mercato interno non devono pagare Iva. In questo modo tutti inizierebbero a produrre perché chiunque acquisterebbe prodotti sardi. Dobbiamo riprendere a produrre prima di tutto per noi, e in Sardegna delle realtà serie ci sono. Non serve produrre solo per esportare. Quando parliamo di mercato interno stiamo parlando di diverse centinaia di milioni di euro».</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>L’Asinara sarebbe un ottimo luogo in cui realizzare in pratica questo tipo di idea.</b></p>
<p>«La Sardegna potrebbe essere un laboratorio dove si produce ricchezza dalla bellezza. Potremo dare l’esempio al mondo. Oggi invece i nostri governanti cercano di produrre ricchezza dalla mondezza. È un paradosso tutto sardo. Perché il business è nei rifiuti e a questa classe politica interessa il business. L’Asinara è l’esempio che la natura produce cose belle. Si può creare, l’abbiamo detto anni addietro, l’università di biologia marina, il festival della musica mediterranea, si possono rimettere in moto i tre paesi già esistenti… tutti gli operai, anziché lavorare sostanze tossiche potrebbero lavorare in un paradiso. Bisogna scegliere, parco o bruciatori».</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Sulla chimica verde, il parere è noto…</b></p>
<p>«Si. Bisognerebbe separare le bonifiche dalla chimica verde. Invece, purtroppo, il progetto chimica verde non nasce come modello di sviluppo, ma come ricatto dell’ENI per non fare le bonifiche. Matrica ha come socio principale Eni che fino ad oggi ha creato distruzione e miseria. Noi abbiamo proposto alle società coinvolte un confronto paritetico davanti ai cittadini, perché non hanno accettato? Per rispetto, avrebbero dovuto coinvolgere i cittadini nel dibattito e nelle decisioni. La conoscenza oggi è diffusa, non è solo la loro, la popolazione è più avanti della classe politica, che spesso è in libera vendita. Non siamo pro o contro a prescindere, ma è mancato il confronto. Non si può essere d’accordo su una scelta calata dall’alto e presentata con dati dubbi, poco chiari e poco convincenti. Perché non accettano il confronto tra cinque loro esperti e cinque indicati dalla società civile? Cosa hanno da nascondere?»</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Separare bonifiche e chimica verde sarebbe dovuto essere un obbligo, invece non è stato così…</b></p>
<p>«Si. E la classe politica sembra stia mediando gli interessi dell’Eni. Loro non vogliono bonificare, lo dimostra lo stesso iter del processo, ma la nostra classe politica cosa fa? Devono investire tutti i soldi necessari per le bonifiche e accettare una commissione esterna di controllo. Oggi bisogna superare l’ideologia dell’impotenza  e della paura, che è l’antidoto al cambiamento. Ma c’è molto entusiasmo e tanta voglia cambiare e di partecipare al progetto di iRS, un movimento dinamico, democratico con alla base partecipazione e confronto tra tutti i settori della società. Dobbiamo dedicarci alla conoscenza. Qualunque scelta facciamo non può andare contro la felicità».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>da &#8220;il Corriere Turritano&#8221; Num 7 del 24 Maggio 2013</em></p>
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		<title>Costruire coscienza con la partecipazione. A Ozieri con iRS si comincia un nuovo percorso</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 10:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone.maulu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato 1 giugno si è svolto ad Ozieri il primo di una serie di incontri con cui iRS [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Parte-Sala-ozieri.jpg" rel="lightbox[12219]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12220" alt="Parte Sala ozieri" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Parte-Sala-ozieri-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Sabato 1 giugno si è svolto ad Ozieri il primo di una serie di incontri con cui iRS indipendentzia Repubrica de Sardigna intende aprire una nuova fase della sua attività dedicata maggiormente all’ascolto dei territori.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Costruire coscienza attraverso la partecipazione&#8221; era il tema principale su cui si è concentrata la discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">La sala Salis ha ospitato circa un centinaio di persone. Oltre agli esponenti di iRS, tra cui il presidente Gavino Sale, il responsabile della comunicazione Andrea Faedda ed il consigliere comunale di Ozieri Alessandro Dongu in veste di moderatore, sono stati invitati a parlare anche Massimo Dadea (assessore regionale alle Riforme e alla Programmazione durante la giunta Soru), il sindaco di Ozieri Leonardo Ladu e l&#8217;assessore al bilancio Agostino Pinna.<span id="more-12219"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una delle prime questioni affrontate è stata quella di capire come poter trovare insieme nuovi strumenti che favoriscano una maggiore partecipazione alla vita pubblica da parte di tutti i cittadini. Questa esigenza è particolarmente sentita oggi, in un mondo contemporaneo dove gli individui non riescono a riconoscere negli odierni sistemi democratici forme adeguate di rappresentanza,</p>
<p style="text-align: justify;">che possano dare espressione e voce alle istanze sempre più pressanti di giustizia ed equità sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le logiche della maggioranza e dell’opposizione, del voto assembleare, i sistemi dell’alternanza che si sono diffusi a partire dai primi decenni del secolo scorso sono sempre più inadatti a gestire la realtà attuale, che oggi è molto più complessa e mutevole rispetto al passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi meccanismi oramai desueti producono una serie sempre più grande di “minoranze scontente e infelici”, che non hanno altra possibilità per far ascoltare la propria voce che quella della protesta di piazza che spesso si manifesta anche in forme particolarmente intense.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto la domanda che occorre porsi è se esistano strumenti e modi alternativi che permettano alle persone di partecipare in un modo nuovo e diverso che favorisca il reciproco ascolto di tutti i punti di vista, anche quelli apparentemente molto divergenti fra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di una maggiore coesione sociale si rende quanto mai necessario oggi, in una Sardegna che vive una crisi economica senza precedenti e che, fatte salve le attuali condizioni congiunturali, ha una serie di cause profonde dovute all’imposizione di modelli di sviluppo calati dall’alto che hanno snaturato saperi antichi e devastato irrimediabilmente il territorio. Se da una parte tali scelte miopi sono state permesse anche da una classe politica connivente e legata indissolubilmente ad un sistema che ha i suoi centri di potere fuori dall’isola, d’altra parte c’è anche da chiedersi perché la nostra politica quasi mai si dimostra capace di elaborare proposte e soluzioni nuove per questa terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei dibattiti che trattano il tema della partecipazione si dice spesso che la diversità e la pluralità delle opzioni costituiscono una risorsa, ma si ritiene anche che i processi di ascolto partecipativo e condiviso rallentino il momento delle decisioni. Perciò alla fine sarebbe comunque meglio ricorrere alla soluzione consueta del voto a maggioranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali dinamiche sono molto frequenti anche in seno alle organizzazioni pubbliche e ai partiti politici.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Una delle domande emerse durante l&#8217;incontro di Ozieri è stata perciò quella di capire come fare in modo che le persone partecipino più attivamente alle decisioni che riguardano le trasformazioni delle proprie città e dei territori in cui vivono, ma soprattutto capire come mettere in grado chiunque di poter collaborare con il proprio contributo alla costruzione della sfera pubblica, anche quando si tratta di prendere decisioni o trovare proposte e soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è da chiedersi come potrebbe cambiare la nostra isola se la politica, in tutti i suoi livelli, si attivasse per includere nelle proprie agende programmi che prevedano la creazione di sessioni di lavoro aperte a tutte le categorie sociali, da cui fosse possibile avere suggerimenti concreti e proposte nuove, soprattutto per capire la visione generale che le persone possono avere riguardo allo sviluppo del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Esperienze di questo tipo sono già praticate con successo in molti paesi e si basano su precise metodologie che permettono di praticare modi molto più cooperativi per discutere e prendere le decisioni. I risultati sono stati spesso sorprendenti e dimostrano come anche i “non esperti”, se sufficientemente informati, siano in grado di formarsi un’opinione critica e suggerire soluzioni concrete e realizzabili. Questo approccio consente a chiunque di avere “voce in capitolo”. Non basta infatti il “diritto alla parola” ma è necessario anche il “diritto a essere ascoltati”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di mettere in moto contesti di “apprendimento reciproco” e di progettazione condivisa dove la molteplicità dei punti di vista non solo non è un problema, ma al contrario aiuta ad elaborare soluzioni e progetti più efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto di vista, l’incontro svoltosi a Ozieri è già una prima forma di esperienza in questo senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti i relatori chiamati ad intervenire hanno avuto il compito di provocare una discussione che ha poi assunto la forma di un dialogo collettivo, dove la contrapposizione ha lasciato spazio all’ascolto reciproco di punti di vista anche molto distanti, ma che alla fine avevano un comune interesse a risolvere problemi che indistintamente riguardano tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dalla consapevolezza che oggi è sempre più importante saper trasformare anche i conflitti in occasioni di crescita e apprendimento collettivo e individuale, iRS ha deciso di intraprendere un percorso dove il momento dell&#8217;ascolto costituirà la base di partenza per la costruzione di una nuova fase politica in Sardegna. Ozieri è stata solo la prima tappa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><i>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</i></p>
]]></content:encoded>
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		<title>iRS e i comitati sospendono il consiglio comunale di Sassari. Verranno ascoltati in commissione ambiente.</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 10:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone.maulu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri, Martedì 28 Maggio  il Consiglio Comunale di Sassari ha discusso la mozione riguardante i progetti della “Chimica [continua]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/05/1.jpg" rel="lightbox[12210]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12211" alt="1" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/05/1-300x210.jpg" width="300" height="210" /></a>Ieri, Martedì 28 Maggio  il Consiglio Comunale di Sassari ha discusso la mozione riguardante i progetti della “Chimica Verde” (mozione già in programma per la data del 21 ma posticipata per sopraggiunta partita della Dinamo Basket).</p>
<p style="text-align: justify;">iRS, Il comitato No Chimica Verde, Nurra Dentro, il WWF e il Movimento 5 Stelle hanno presentato una richiesta di audizione al Consiglio comunale di Sassari con l’obiettivo di portare una serie di proposte. All&#8217;inizio della seduta il consigliere Isidoro Aiello ha rimarcato pubblicamente che in aula erano presenti diversi esponenti di comitati e movimenti e che vi era una richiesta protocollata per un audizione di 5 minuti. <span id="more-12210"></span>Dopo una lunga conferenza dei capigruppo, il presidente del consiglio Luciano Chessa ha comunicato che la richiesta è stata respinta e che eventualmente si sarebbe convocata una commissione a parte, in data da definirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo Simone Maulu ha chiesto pubblicamente al presidente di prendere un impegno preciso con i comitati e movimenti comunicando almeno la data della convocazione della commissione e la garanzia di poter parlare in commissione. Il presidente Chessa ha risposto che non poteva dare nessuna garanzia e ha invitato i vigili urbani ad allontanare gli attivisti dall&#8217;aula. In seguito alla conseguente sospensione della seduta è stato successivamente comunicato che verrà convocata per mercoledì 5 Giugno 2013 alle ore 11 una commissione che avrà lo scopo di dare voce ai rappresentanti dei i comitati e dei movimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Rilanciamo ancora la proposta che iRS e i comitati hanno più volte esposto pubblicamente : la costituzione di un tavolo paritetico dove possano confrontarsi da una parte gli incaricati di Eni, Enipower, Novamont, Matrìca e Syndial e dall’altra i tecnici espressi dalla società civile, dalle associazioni e dai comitati.Pensiamo che le istituzioni debbano lavorare al più presto nella costituzione di questo tavolo di confronto paritetico, aperto al pubblico, a cui tutti i cittadini hanno il diritto di accedere e rinnoviamo l’invito affinché i rappresentanti istituzionali si impegnino alla restituzione del ruolo alle comunità nelle scelte che riguardano il futuro del territorio, nel segno della trasparenza e condivisione, come atto di rispetto nei confronti dei cittadini e in particolare dei lavoratori interessati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’appuntamento è Mercoledì 5 Giugno alle ore 11 a Palazzo Ducale. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare.</strong></p>
<p><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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