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	<title>iRS &#187; Surcis-Igresienti</title>
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		<title>Eurallumina: Basta seminare miseria! E&#8217; necessario un cambio di filosofia.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2015 10:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non solo nell&#8217; Euroallumina, ma in tutte le industrie presenti in Sardegna notiamo una costante sconcertante: il controllore e il controllato spesso sono la stessa persona o lo stesso ente. Questo avviene quando la classe politica che governa è totalmente connivente con questo sistema e quando a dettare le regole non è la politica ma<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/12/eurallumina-basta-seminare-miseria-e-necessario-un-cambio-di-filosofia/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non solo nell&#8217; Euroallumina, ma in tutte le industrie presenti in Sardegna notiamo una costante sconcertante: il controllore e il controllato spesso sono la stessa persona o lo stesso ente.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo avviene quando la classe politica che governa è totalmente connivente con questo sistema e quando a dettare le regole non è la politica ma il mercato e le multinazionali.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;"><i>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</i> ritiene grottesco che nel 2015 si debba ancora continuare a parlare ci centrali a Carbone. Questo denota che il disastro sociale supera abbondantemente il disastro ambientale in quanto una classe politica che non riesce a progettare altro dimostra di essere totalmente incapace e prima di visione di un modello di sviluppo utile a questo territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dover dire che questa situazione è assurda risulterebbe quasi banale. Il dramma è che ormai in nome del lavoro si giustificano le più grandi porcherie della storia e nella maggior parte dei casi, gli scudi per giustificare progetti che che convengono solo a chi li propone sono (loro malgrado) gli operai in cassa integrazione, i padri di famiglia senza più speranze e tutte quelle persone che per tutta la vita hanno lavorato duramente. A queste persone nessuno chiede mai niente, nessuno le coinvolge mai realmente nella progettazione del proprio lavoro e di quello che potrebbe essere il futuro dei loro figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attiviste e gli attivisti di iRS sono fermamente convinti che tutti i progetti che riguardano il nostro territorio debbano essere frutto di una discussione partecipata che nasca da un confronto creativo aperto e trasparente che coinvolga tutti, e dove tutti sono protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad avvalorare la necessità di maggiore condivisione sono le recenti dichiarazione dell&#8217;assessora regionale all&#8217;industria Maria Grazia Piras che dice: <em>«Non vediamo altra alternativa nel futuro di Porto Torres che non sia la chimica verde».</em></p>
<p style="text-align: justify;">iRS pensa che per sviluppare qualsiasi progetto, che riguarda la collettività, sarebbe più utile e costruttivo oltre che corretto coinvolgere la popolazione, i lavoratori e il numero più ampio possibile di persone nell’elaborazione di una proposta comune che crei benessere e che sia utile a tutti e non a pochi. Soprattutto quando vi è carenza di idee da parte di chi governa.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo sia necessario abbandonare la filosofia adottata fino ad oggi dove imperava il principio egoistico dell’arricchimento di pochi, ignorando totalmente i propri vicini e che fino ad oggi ha seminato misera e devastazione, ed iniziare ad applicare una filosofia nuova ovvero quella di produrre per la collettività e di creare ricchezza e benessere dalla bellezza; E di bellezza in questo territorio ne abbiamo tanta. Il problema è che spesso viene offuscata dagli interessi di pochi speculatori privati conniventi con qualche politicante che facendo leva sulla miseria da loro stessi creata, ci fanno perdere di vista gli obbiettivi comuni e l’interesse collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</span></span></span></em></p>
</div>
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		<title>Carbonia: Fermiamo l&#8217;eolico selvaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 17:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo “Gaja s.r.l.” si profila all’orizzonte “AURAS s.r.l.”. Cambia il nome ma il progetto è sempre lo stesso: l’installazione di aerogeneratori nel territorio di Carbonia, in Località “Su Campu”. Anche questa volta in prossimità di un importante sito archeologico: il Nuraghe Sirai, da anni interessato da scavi e dove sono stati fatti rilevamenti ritrovamenti. Nelle<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/04/carbonia-fermiamo-leolico-selvaggio/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo “Gaja s.r.l.” si profila all’orizzonte “AURAS s.r.l.”. Cambia il nome ma il progetto è sempre lo stesso: l’installazione di aerogeneratori nel territorio di Carbonia, in Località “Su Campu”. Anche questa volta in prossimità di un importante sito archeologico: il Nuraghe Sirai, da anni interessato da scavi e dove sono stati fatti rilevamenti ritrovamenti. Nelle prossimità si trova un’antica strada romana e tutta la zona è di notevole importanza archeologica ancora oggi oggetto di studi. Le pale eoliche avranno un’altezza di 80 metri, per una potenza di 1,5 Megawatt ciascuna.</p>
<p>La disposizione di questi aerogeneratori sta deturpando tutto il territorio sardo, non portando alcun beneficio alla popolazione e alle industrie. La volontà dei cittadini non è tenuta minimamente in conto. La nostra isola è “terra di nessuno”, a completa disposizione degli speculatori di turno.</p>
<p>Le forze politiche che attualmente ci governano sono complici di questa devastazione dei nostri bei comuni. Le società che gestiscono gli impianti nulla lasciano al territorio se non questi enormi mostri d’acciaio.</p>
<p><strong>iRS è da sempre favorevole ad uno sviluppo sostenibile nel settore delle energie rinnovabili, quando questa va a beneficio dei sardi e delle loro aziende, sempre nel pieno rispetto delle ricchezze e delle peculiarità del territorio. </strong></p>
<p>L’installazione degli impianti deve essere pianificata tenendo conto per prima cosa dei fabbisogni della popolazione, e la localizzazione non deve entrare in contrasto con le specificità del territorio. Con questo progetto si prospetta l’ennesimo saccheggio che porterà solo ed esclusivamente danni irreversibili al paesaggio e all’ecosistema e nessun beneficio per le comunità che abitano i territori interessati. <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La terra, l’acqua, il paesaggio, il Vento sono i nostri beni collettivi, il possibile futuro per le nostre comunità.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong> iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna sarà sul campo con tutte le sue forze per fermare questo scempio e tentativo di rapina verso la Sardegna e il suo popolo.</strong></span></p>
<p><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>iRS Sulcis esprime la propria solidarietà all’Associazione ASMAR</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Mar 2013 16:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Surcis-Igresienti]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna. irs]]></category>
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		<description><![CDATA[iRS Sulcis Iglesiente esprime la propria solidarietà all’Associazione ASMAR e a tutti i malati di artrite reumatoide della provincia che si trovano a dover combattere per veder riconosciuti i propri diritti. Sono circa 1000 le persone affette da questa malattia cronica degenerativa (l’80% sono donne), di cui 150 sono sottoposte al trattamento per infusione chiamato<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/03/irs-sulcis-esprime-la-propria-solidarieta-all%e2%80%99associazione-asmar/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>iRS Sulcis Iglesiente esprime la propria solidarietà all’Associazione ASMAR e a tutti i malati di artrite reumatoide della provincia che si trovano a dover combattere per veder riconosciuti i propri diritti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono circa 1000 le persone affette da questa malattia cronica degenerativa (l’80% sono donne), di cui 150 sono sottoposte al trattamento per infusione chiamato “tecno-biologico”, che allevia notevolmente i sintomi ma, essendo un immunodepressore, li espone a qualsiasi tipo di malattia infettiva. La scelta fatta dalla ASL 7 di sottoporre questi pazienti al trattamento in ambulatori condivisi con altri pazienti affetti da altre patologie è pertanto deleteria.</p>
<p style="text-align: justify;">La richiesta dell’Associazione ASMAR è di avere a completa disposizione dei locali dedicati esclusivamente a queste persone. E’ impensabile che 1.000 pazienti debbano essere seguiti da un solo medico specialista in pianta stabile e uno con contratto a tempo determinato che scadrà il prossimo maggio 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa situazione di precarietà è assolutamente insostenibile. Il primo fra i diritti dell’uomo è quello alla salute ed è inaccettabile che non sia rispettato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>iRS Sulcis Iglesiente</strong> seguirà da vicino il progredire della situazione,  stando al fianco dei malati fino a quando questo diritto non verrà ripristinato e garantito</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>iRS Sulcis Iglesiente</em></strong></p>
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		<title>Alcoa: una chistione chi nos tocat a totus</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 18:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS at dae semper isseberadu sa non-violèntzia che a unu printzìpiu definitivu e de su cale non si podet fàghere a mancu. Pro su chi pertocat is fatos de eris, in ocasione de sa bisita de is ministros Passera e Barca me in Sulcis, est firmu su refudu de ònnia forma de violèntzia, dae cale<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/11/alcoa-una-chistione-chi-nos-tocat-a-totus/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11743" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/11/Operai-fabio-dongu1.jpg" rel="lightbox[11751]"><img class="size-medium wp-image-11743" title="foto: Fabio Dongu" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/11/Operai-fabio-dongu1-300x182.jpg" alt="foto: Fabio Dongu" width="300" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">foto: Fabio Dongu</p></div>
<p style="text-align: justify;">iRS at dae semper isseberadu sa non-violèntzia che a unu printzìpiu definitivu e de su cale non si podet fàghere a mancu. Pro su chi pertocat is fatos de eris, in ocasione de sa bisita de is ministros Passera e Barca me in Sulcis, est firmu su refudu de ònnia forma de violèntzia, dae cale si siat parte bèngiat.</p>
<p style="text-align: justify;">Faghende contu de custu fundamentu sustantziale,<strong> is operajos de s’Alcoa tenent su deretu de difèndere su traballu issoro e pro custu motivu iRS esprimet pro issos grandu solidariedade.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>iRS est a su costau de totu cussos traballadores chi in in custu momentu sunt bidende su benidore issoro ingurtidu dae s’istampu nieddu de sa cassa-integratzione e de sa disocupatzione.</p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su chi est sutzèdidu eris nos depet fàghere pensare a is cunditziones generales in ue sa Sardigna est isprofundada. Su Sulcis est su sìmbulu de custu dramma, ma sa solutzione a is problemas de s’Ìsula non si podent agatare a intro de unu presupostu finantziamentu de 451 milliones de èuros de destinare a unu territòriu. Prus de una borta sunt istados firmados protocollos de intesa cun guvernos prus o mancu amigos, chi no ant àpidu, luegu, perunu resurtadu cuncretu.</p>
<p style="text-align: justify;">Duncas sunt cosa bona e giusta totu is batallas pro difèndere su traballu, ma tocat a nàrrere puru ca su Sulcis s’at a sarvare isceti si totu sa Sardigna at a renèssere a pigare cussèntzia de su bisòngiu de si torrare a pensare a issa etotu: incumentzende a èssere mere e responsàbile de su destinu suo. Custu non podet sutzèdere a intro de unu sistema polìticu e normativu autonomista, chi s’istòria at iscoviadu in totu is lìmites suos comente istrumentu de guvernu pro sa Sardigna.</p>
<p style="text-align: justify;">Oe tocat chi s’Ìsula serret sa fase de s’autonomia e si procuret poderes reales de auto-guvernu, est a nàrrere de una soberania prus manna. Una soberania fiscale, energètica e de is trasportos chi diat fàghere de corte a unu recùperu de s’economia sarda. Tocat a multiplicare formas noas de soberanias cuncretas chi isparranchent sa porta a unu tempus nou pro sa Natzione sarda e chi incumentzent a preparare un’àndala dereta conca a s’indipendèntzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Una soberania aplicada, immoe e a lestru, pro afrontare is problemas de oe est su logu ideale in ue si podet fàghere unu càmbiu polìticu e normativu de sa Sardigna. Cunditziones fiscales pro imbestire dinare in Sardigna; una polìtica de is trasportos chi siat cumplementare a su sistema turìsticu; isterrere unu pianu energèticu chi intzentivet su fàghere impresa: sunt cunditziones acapiadas a polìticas de su traballu. Sunt puru cumpartimentos in ue is sardos depent fàghere bàlere is detzisiones issoro e su deretu issoro de determinare cales sunt is polìticas prus bonas, imbentende unu modellu nou de isvilupu chi permitat a sa Sardigna de crèschere segundu is potentzialidades suas. Is lutas pro su traballu diant otènnere prus resurtados si èsserent acumpangiadas dae una riflessione a pitzus de cale Sardigna disigiamus pro su tempus benidore. E est pròpiu su tema de su traballu chi est tzentrale in custa riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pro totu custas resones oe semus totus che a is operajos de s’Alcoa.</strong> Sa Sardigna intrea est cramada a si pigare is responsabilidades suas de fronte a su barrancu in ue est ruende. <strong>Su destinu nostru at a èssere prus bellu si ddu tenimus in is manos nostras. Eris, intantis, si nch’est boladu a tesu un’àtera borta, pro èssere detzisu in aterue. Custa borta a subra de un’elicòteru.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: justify;">**********************************************************************</p>
<p style="text-align: justify;">Versione in italiano</p>
<p style="text-align: justify;">**********************************************************************</p>
<p style="text-align: justify;">iRS ha da sempre fatto della nonviolenza una scelta definitiva e imprescindibile del suo agire politico. In relazione a quanto accaduto in occasione della visita in Sulcis dei ministri Passera e Barca, è netto il rifiuto di ogni forma di violenza, da qualsiasi parte essa provenga.</p>
<p style="text-align: justify;">Preso atto di questa considerazione sostanziale,<strong> gli operai dell’Alcoa hanno il diritto di difendere il proprio posto di lavoro e in questo senso iRS esprime piena solidarietà nei loro confronti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>iRS è al fianco di tutti quei lavoratori che in questo momento stanno vedendo risucchiato il proprio futuro dentro il buco nero della cassa integrazione o della disoccupazione.</strong> Quanto accaduto ieri deve far riflettere sulle condizioni generali in cui è sprofondata la Sardegna. Il Sulcis è il simbolo di questo dramma, ma la soluzione ai problemi dell’Isola non può essere trovata dentro un presunto finanziamento di 451 milioni di euro da destinare a un dato territorio. Troppe volte sono stati firmati protocolli di intesa con governi più o meno amici, senza vedere in seguito nessun risultato concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, sono sacrosante tutte le battaglie per difendere l’occupazione ma occorre aggiungere che il Sulcis si salverà solo se l’intera Sardegna riuscirà a prendere coscienza di dover ripensare se stessa: iniziando ad essere artefice e responsabile del proprio destino. Questo non può avvenire dentro il sistema politico e normativo autonomista, che ha dimostrato storicamente i suoi limiti come strumento di governo della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi occorre che l’Isola chiuda la fase dell’Autonomia e si doti di reali poteri di autogoverno, ovvero di una maggiore sovranità. Una sovranità fiscale, energetica e nel settore trasporti che potrebbe fare da cornice ad un rilancio dell’economia sarda. E’ necessario moltiplicare nuove forme di sovranità agite che spalanchino la strada ad una nuovo tempo per la Nazione sarda e che inizino a delineare un preciso percorso verso l’indipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Una sovranità applicata, ora e subito, per far fronte alle contingenti problematiche è il quadro dentro cui costruire un mutamento politico e normativo della Sardegna. Creare condizioni fiscali per investire in Sardegna; pensare una politica dei trasporti che agisca come elemento complementare del sistema turistico; edificare un piano energetico che renda competitivo il fare impresa, sono tutte condizioni che si legano a politiche occupazionali. Sono compartimenti in cui i sardi devono esercitare il loro potere decisionale e il loro diritto di determinare quali siano le migliori politiche, articolando un nuovo modello di sviluppo che faccia sì che la Sardegna cresca secondo le sue potenzialità. Le lotte per il lavoro conseguirebbero la loro massima efficacia se venisse aggiunta una riflessione su quale Sardegna auspichiamo per il futuro. Ed è proprio il tema lavoro ad essere centrale in questa riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per tutte queste ragioni oggi gli operai dell’Alcoa siamo tutti no</strong><strong>i</strong>. La Sardegna tutta è chiamata ad assumersi le sue responsabilità di fronte al baratro in cui sta precipitando. <strong>Il nostro destino sarà migliore se sarà nelle nostre mani. Ieri, nel frattempo, è volato via per l’ennesima volta per essere deciso altrove. Questa volta sopra un elicottero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Consulta Rivoluzionaria assemblea a Iglesias</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 10:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Surcis-Igresienti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Martedì 23 Ottobre iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna parteciperà all’assemblea della Consulta Rivoluzionaria che si svolgerà a Iglesias alle ore 19  presso Sala Lepori &#8211; via Isonzo per discutere con la  popolazione e presentare i punti della piattaforma programmatica della consulta. La Consulta Rivoluzionaria nasce con l’obiettivo di costituire un grande spazio di confronto,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/10/consulta-rivoluzionaria-assemblea-a-iglesias/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Martedì 23 </strong><strong>Ottobre </strong>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna parteciperà all’assemblea della Consulta Rivoluzionaria che si svolgerà a<strong> Iglesias</strong> alle <strong>ore 19  presso Sala Lepori &#8211; via Isonzo </strong>per discutere con la  popolazione e presentare i punti della piattaforma programmatica della consulta.</p>
<p style="text-align: justify;">La Consulta Rivoluzionaria nasce con l’obiettivo di costituire un grande spazio di confronto, condivisione e partecipazione dal basso che raggruppi in Sardegna tutti i cittadini, i movimenti e le organizzazioni sociali e produttive.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica espressa oggi dalla Regione Autonoma dimostra l’incapacità, da parte di chi governa, a trovare soluzioni immediate e urgenti per arginare le conseguenze devastanti della crisi che sta interessando ormai tutti i settori della società sarda.</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Manca totalmente all’interno del dibattito politico del Consiglio Regionale ogni tipo di discussione che faccia intravedere anche visioni e scenari di lungo periodo che possano essere alla base di nuovi modelli di sviluppo più adatti alla Sardegna.</p>
<p>Come alternativa rispetto all’inerzia di questa politica, la Consulta si propone di essere un laboratorio permanente e itinerante che favorisca la discussione collettiva. Lo scopo è dare voce a tutti i sardi, a chiunque ritiene di poter fornire anche un piccolo contributo per idee e proposte che aiutino l’elaborazione di un nuovo progetto per la Sardegna e che deve necessariamente scaturire da un processo partecipativo il più condiviso e allargato possibile.</p>
<p><strong>In questo, la Consulta è rivoluzionaria</strong>, poiché alla base dello stare insieme vi sono i principi del rispetto delle diversità e delle differenti anime sociali, produttive e politiche che ci arricchiscono.</p>
<p>Attraverso il dialogo e l’ascolto reciproco nasce la consapevolezza che i problemi comuni possono essere affrontati soltanto se tutti ci faremo carico dei problemi dell’altro, condividendone i disagi, trovando insieme le soluzioni più idonee per uscire dalla crisi, per essere finalmente padroni del nostro destino.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità Energetica</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Sardegna oggi produce energia elettrica in quantità tre volte superiore al suo fabbisogno reale prodotta con un sistema di produzione vecchio, costoso e inquinante.Nonostante questo i sardi pagano l’energia il 40% in più rispetto allo stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Togliere la gestione del sistema energetico sardo a Terna-Enel.Avocare alla Regione il potere di assegnazione della qualifica di “Impianto Energetico Essenziale” togliendolo alla connivenza tra, Terna-Enel, Governo Italiano ed E-ON.Combustibili per autotrazione e riscaldamento.Abbiamo in Sardegna la raffineria più grande d’Europa (Saras) e paghiamo il gasolio e la Benzina più caro d’Europa.Non abbiamo nessun vantaggio da tale industria, ma solo una lunga serie di esternalità negative arrecate all’ambiente e alla salute pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponiamo il dimezzamento del costo degli idrocarburi riconoscendo ai sardi le accise sulla produzione e non solo quelle al consumo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità Alimentare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Sardegna produce appena il 20% del suo fabbisogno alimentare il restante 80% viene importato.Proponiamo un modello di sviluppo basato sull’agroalimentare e agroindustria (conservazione e trasformazione dei prodotti), una legge di tutela di tutti i prodotti sardi, un sistema di controllo portuale che verifichi la qualità ed il rispetto di tutte le regole d’importazione sia per i prodotti animali che agricoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il blocco di tutte le licenze degli iper-mercati e il controllo sanitario di quelli esistenti.L’obbligo da parte della G.D.O. di acquistare almeno il 50% dell’agroalimentare direttamente dalle aziende sarde.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità Fiscale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rimuovere Equitalia dalla Sardegna istituendo un nuovo soggetto organico.Togliere l’incarico di riscossione tributaria ad Equitalia, da parte degli enti che attualmente se ne servono.Istituire un’Agenzia Sarda delle EntrateTogliere, in base all’art.9 dello statuto, l’affidamento allo stato della riscossione dei “propri tributi” ed affidarli all’Agenzia Sarda delle Entrate, e conferendo allo stato le quote in decimi previste dalla riforma dell’art.8 dello stesso statuto, aprendo, se necessario, un contenzioso con lo stato.Istituzione delle Zone Franche e Nuova Portualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Istituzione immediata delle zone franche come previsto dal decreto Legislativo 10 marzo 1998 n°75</p>
<p style="text-align: justify;">Istituzione di una zona franca articolata che interessi anche le zone interne per una fiscalità di vantaggio, per non rincorrere nelle censure europee, per le piccole e medie imprese che si localizzano nelle zone svantaggiate e lavorano le nostre risorse primarie e supportano gli altri settori economici della Sardegna(Agroalimentare, Turismo ect)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità di Mobilità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con la svendita della Tirrenia e con la nascita del monopolio CIN (Gruppo Onorato) i sardi hanno definitivamente perso ogni loro diritto alla mobilità.Esigiamo: L’istituzione di una flotta sarda con un servizio di mare acquisito nel mercato internazionale.Istituzione dell’Antitrust Regionale ASCO, come quello della Catalogna che il 12 febbraio ha ottenuto con la legge con la legge 1/09, in attuazione dello Statuto Catalano l’istituzione dall’ACCO:</p>
<p style="text-align: justify;">L’Autorità Catalana della Competenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta dell’Authority che, in conformità col diritto UE, ha dato vita ad un’Antitrust indipendente da quello Spagnolo. Potremmo evitare i monopoli marittimi e portuali nonché aeroportuali ed energetici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovranità Ambientale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Apertura immediata dei cantieri per le bonifiche di tutto il territorio inquinato.- Chiusura dei Poligoni di morte di Perdasdefogu, Capo Frasca e Teulada, bonificando il territorio per restituirlo alle attività dell’allevamento e dell’agricoltura.- Rilancio del Parco geo-minerario che assicurerebbe oltre 500 posti di lavoro immediati per giovani diplomati e laureati.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Rifiuto della termovalorizzazione quale sistema per smaltimento rifiuti o generazione di energia.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;"><em>Consulta Rivoluzionaria dei movimenti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>La Consulta Rivoluzionaria incontra Teulada</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 09:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Surcis-Igresienti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 6 ottobre iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna parteciperà all&#8217;assemblea della Consulta Rivoluzionaria che si svolgerà alle ore 19 al palazzetto dello sport di Teulada, per discutere con la  popolazione e presentare i punti della piattaforma programmatica della consulta. Sovranità Energetica La Sardegna oggi produce energia elettrica in quantità tre volte superiore al suo fabbisogno<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/10/la-consulta-rivoluzionaria-incontra-teulada/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 6 ottobre</strong> iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna parteciperà all&#8217;assemblea della Consulta Rivoluzionaria che si svolgerà alle <strong>ore 19 al palazzetto dello sport di Teulada</strong>, per discutere con la  popolazione e presentare i punti della piattaforma programmatica della consulta.</p>
<p><strong>Sovranità Energetica</strong></p>
<p>La Sardegna oggi produce energia elettrica in quantità tre volte superiore al suo fabbisogno reale prodotta con un sistema di produzione vecchio, costoso e inquinante.</p>
<p>Nonostante questo i sardi pagano l’energia il 40% in più rispetto allo stato italiano.</p>
<p>Togliere la gestione del sistema energetico sardo a Terna-Enel.</p>
<p>Avocare alla Regione il potere di assegnazione della qualifica di “Impianto Energetico Essenziale” togliendolo alla connivenza tra, Terna-Enel, Governo Italiano ed E-ON.</p>
<p>Combustibili per autotrazione e riscaldamento.</p>
<p>Abbiamo in Sardegna la raffineria più grande d’Europa (Saras) e paghiamo il gasolio e la Benzina più caro d&#8217;Europa.</p>
<p>Non abbiamo nessun vantaggio da tale industria, ma solo una lunga serie di esternalità negative arrecate all’ambiente e alla salute pubblica.</p>
<p>Proponiamo il dimezzamento del costo degli idrocarburi riconoscendo ai sardi le accise sulla produzione e non solo quelle al consumo.</p>
<p><strong>Sovranità Alimentare</strong></p>
<p>La Sardegna produce appena il 20% del suo fabbisogno alimentare il restante 80% viene importato.</p>
<p>Proponiamo un modello di sviluppo basato sull’agroalimentare e agroindustria (conservazione e trasformazione dei prodotti), una legge di tutela di tutti i prodotti sardi, un sistema di controllo portuale che verifichi la qualità ed il rispetto di tutte le regole d’importazione sia per i prodotti animali che agricoli.</p>
<p>Il blocco di tutte le licenze degli iper-mercati e il controllo sanitario di quelli esistenti.</p>
<p>L’obbligo da parte della G.D.O. di acquistare almeno il 50% dell’agroalimentare direttamente dalle aziende sarde.</p>
<p><strong>Sovranità Fiscale</strong></p>
<p>Rimuovere Equitalia dalla Sardegna istituendo un nuovo soggetto organico.</p>
<p>Togliere l’incarico di riscossione tributaria ad Equitalia, da parte degli enti che attualmente se ne servono.</p>
<p>Istituire un’Agenzia Sarda delle Entrate</p>
<p>Togliere, in base all’art.9 dello statuto, l’affidamento allo stato della riscossione dei “propri tributi” ed affidarli all’Agenzia Sarda delle Entrate, e conferendo allo stato le quote in decimi previste dalla riforma dell’art.8 dello stesso statuto, aprendo, se necessario, un contenzioso con lo stato.</p>
<p>Istituzione delle Zone Franche e Nuova Portualità.</p>
<p>Istituzione immediata delle zone franche come previsto dal decreto Legislativo 10 marzo 1998 n°75</p>
<p>Istituzione di una zona franca articolata che interessi anche le zone interne per una fiscalità di vantaggio, per non rincorrere nelle censure europee, per le piccole e medie imprese che si localizzano nelle zone svantaggiate e lavorano le nostre risorse primarie e supportano gli altri settori economici della Sardegna(Agroalimentare, Turismo ect)</p>
<p><strong>Sovranità di Mobilità</strong></p>
<p>Con la svendita della Tirrenia e con la nascita del monopolio CIN (Gruppo Onorato) i sardi hanno definitivamente perso ogni loro diritto alla mobilità.</p>
<p>Esigiamo: L’istituzione di una flotta sarda con un servizio di mare acquisito nel mercato internazionale.</p>
<p>Istituzione dell’Antitrust Regionale ASCO, come quello della Catalogna che il 12 febbraio ha ottenuto con la legge con la legge 1/09, in attuazione dello Statuto Catalano l’istituzione dall’ACCO:<br />
L’Autorità Catalana della Competenza.</p>
<p>Si tratta dell’Authority che, in conformità col diritto UE, ha dato vita ad un’Antitrust indipendente da quello Spagnolo. Potremmo evitare i monopoli marittimi e portuali nonché aeroportuali ed energetici.</p>
<p><strong>Sovranità Ambientale</strong></p>
<p>&#8211; Apertura immediata dei cantieri per le bonifiche di tutto il territorio inquinato.</p>
<p>&#8211; Chiusura dei Poligoni di morte di Perdasdefogu, Capo Frasca e Teulada, bonificando il territorio per restituirlo alle attività dell’allevamento e dell’agricoltura.</p>
<p>&#8211; Rilancio del Parco geo-minerario che assicurerebbe oltre 500 posti di lavoro immediati per giovani diplomati e laureati.</p>
<p>&#8211; Rifiuto della termovalorizzazione quale sistema per smaltimento rifiuti o generazione di energia.</p>
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<p><em>Consulta Rivoluzionaria dei movimenti</em></p>
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		<title>Il Sulcis. Nuova frontiera globale</title>
		<link>http://www.irsonline.net/2012/08/il-sulcis-nuova-frontiera-globale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-sulcis-nuova-frontiera-globale</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 18:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I minatori del Sulcis hanno il diritto e il dovere di proteggere in tutti i modi il loro posto di lavoro. Su questo non ci piove. In ogni caso, suddetto drammatico contesto impone a tutti noi una riflessione più ampia e profonda  che valica i confini geografici della vicenda. In questo momento il Sulcis può essere<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/08/il-sulcis-nuova-frontiera-globale/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I minatori del Sulcis</strong> hanno il diritto e il dovere di proteggere in tutti i modi il loro posto di lavoro. Su questo non ci piove. In ogni caso, suddetto drammatico contesto impone a tutti noi una riflessione più ampia e profonda  che valica i confini geografici della vicenda. In questo momento il Sulcis può essere definito come parte integrante di una frontiera globale frammentata, ma che si ricompone drammaticamente nella messa  in scena del conflitto tra diritti di cittadinanza e funzionamento dell&#8217;economia globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo duello, oltre a provocare la <strong>polverizzazione</strong> dei diritti dei lavoratori e dei sistemi di welfare, ha predisposto il logoramento funzionale della ragion d&#8217;essere della politica. In che modo? Spostando il momento decisionale lontano dalle istituzioni rappresentative democraticamente elette. Siano esse i parlamenti nazionali o i consigli comunali. Il potere sovrano di indirizzo politico (definibile come esecutivo) si è spostato sia verso centri decisionali sovrannazionali dalla dubbia genesi democratica, sia verso le reti planetarie dell&#8217;economia finanziaria come le agenzie di rating.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, nel caso degli operai del Sulcis, è indispensabile porsi almeno <strong>due interrogativi</strong>. Quale sarebbe l&#8217;istituzione che dovrebbe agire come loro punto di riferimento in questo momento così delicato? Forse una RAS priva di ogni potere utile ad influenzare e governare una tale problematica? Oggi come oggi l&#8217;a globalizzazione è innanzitutto composta dalle seguente funzioni: ristrutturazioni delle risorse umane, riallocamenti delle centrali produttive, capitale finanziario mobile. Tutto su scala globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli individui sono in balia di questi <strong>poteri distanti e tecnici</strong>, che sempre più determinano l&#8217;evolversi delle loro vite lavorative e non solo. La questione Sulcis è intinta di questo scenario. Per questo la lotta dei minatori impone due ulteriori considerazioni: 1) possono le bonifiche essere una via d&#8217;uscita verso la creazione di un nuovo modello di sviluppo vicino al territorio e alternativo, almeno in parte, a quello basato sull&#8217;industria pesante? 2) In che modo le istituzioni sarde vogliono rapportarsi con l&#8217;economia globale e con quali poteri? Nessuno possiede la bacchetta magica per trovare le giuste soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia di due cose possiamo essere ragionevolmente certi: a) sotto le miniere del Sulcis sono state seppellite le culture politiche prodotte dall&#8217;<strong>Autonomia</strong>; b) la lotta dei minatori non riguarda solo loro ma in massima parte il <strong>destino</strong> sociale, economico e politico del popolo sardo, ovvero chi deciderà e dove del nostro futuro.</p>
<p><em>Nello Cardenia &#8211; <a href="http://cardenianotes.blogspot.it/2012/08/il-sulcis-nuova-frontiera-globale.html" target="_blank">Dal blog di Nello Cardenia</a></em></p>
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		<title>iRS incontra il Sulcis Iglesiente &#8211; sabato 26 marzo ore 18:30</title>
		<link>http://www.irsonline.net/2011/03/sabato-26-marzo-irs-incontra-il-sulcis-iglesiente/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sabato-26-marzo-irs-incontra-il-sulcis-iglesiente</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 22:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Alle ore 18:30 nella Sala Rita Lepori ad Iglesias iRS, indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, comunica che, il giorno 26 marzo 2011 alle ore 18:30 presso la sala Rita Lepori (Ex Aula Magna Liceo) in via Isonzo ad Iglesias, incontrerà la popolazione del Sulcis-Iglesiente. Nell’incontro gli attivisti del movimento presenteranno le proposte di iRS in relazione<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2011/03/sabato-26-marzo-irs-incontra-il-sulcis-iglesiente/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2011/03/iRS-incontra-Iglesias1.jpg" rel="lightbox[9991]"><img class="alignleft size-full wp-image-9992" title="iRS incontra Iglesias" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2011/03/iRS-incontra-Iglesias1.jpg" alt="" width="200" height="286" /></a> Alle ore 18:30 nella Sala Rita Lepori ad Iglesias</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>iRS, indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</strong>, comunica che, il giorno 26 marzo 2011 alle ore 18:30 presso la sala Rita Lepori (Ex Aula Magna Liceo) in via Isonzo ad Iglesias, incontrerà la popolazione del Sulcis-Iglesiente.<span id="more-9991"></span><br />
Nell’incontro gli attivisti del movimento presenteranno le proposte di iRS in relazione al territorio<br />
regionale del Sulcis-Iglesiente.<br />
Interverranno i responsabili del coordinamento regionale e chiuderà i lavori il presidente nazionale Gavino Sale.<br />
<strong>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</strong> invita tutti i cittadini a patecipare all’incontro e chiede l’impegno e il prezioso aiuto a tutti coloro che hanno a cuore la costruzione della Repùbrica de Sardigna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ufitziu de imprenta<br />
iRS Sulcis &#8211; Iglesiente</p>
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		<title>Pignoramento aziende agricole. Manifestazione a San Giovanni Suergiu</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 17:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[28 febbraio 2010 iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna indice per martedì 2 marzo alle ore 08.30 una manifestazione nonviolenta a San Giovanni Suergiu contro il pignoramento di un’azienda agricola locale. La manifestazione, cui è invitata tutta la popolazione del Sulcis Iglesiente, si terrà presso la sfortunata azienda agricola sita in località “Is Sannas”. Il<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2010/02/pignoramento-aziende-agricole-manifestazione-a-san-giovanni-suergiu/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;">28 febbraio 2010</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna indice per martedì 2 marzo alle ore 08.30 una manifestazione nonviolenta a San Giovanni Suergiu contro il pignoramento di un’azienda agricola locale. La manifestazione, cui è invitata tutta la popolazione del Sulcis Iglesiente, si terrà presso la sfortunata azienda agricola sita in località “Is Sannas”.</strong><br />
Il coordinamento di iRS del Sulcis Iglesiente considera l&#8217;iniziativa un&#8217;importante occasione per difendere il diritto al lavoro e fa appello al senso di responsabilità dell&#8217;amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu ed allo spirito di solidarietà di tutta la popolazione del Sulcis Iglesiente affinché la manifestazione nonviolenta di martedì mattina costituisca una tappa risolutiva di questa vicenda consentendo l&#8217;annullamento del pignoramento e l’avvio di un percorso di soluzione ad una situazione insostenibile per un&#8217;azienda che spera di poter riprendere a lavorare.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS Sulcis Iglesiente</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Giornata di Formazione interna. Appuntamento pubblico</title>
		<link>http://www.irsonline.net/2010/02/giornata-di-formazione-interna-appuntamento-pubblico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giornata-di-formazione-interna-appuntamento-pubblico</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 09:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.irsonline.net/?p=3759</guid>
		<description><![CDATA[Domenica 7 febbraio si terrà a Santadi, presso il centro di aggregazione sociale, una giornata di formazione iRS organizzata dalla regione del Sulcis Iglesiente. All&#8217;evento sono invitati simpatizzanti, sostenitori, attivisti e tutta la popolazione. E&#8217; prevista la presenza di molti membri dell&#8217;esecutivo nazionale di iRS. &#160; IL PROGRAMMA Santadi &#8211; Centro sociale &#8211; via Garibaldi,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2010/02/giornata-di-formazione-interna-appuntamento-pubblico/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica 7 febbraio si terrà a Santadi, presso il centro di aggregazione sociale, una giornata di formazione iRS organizzata dalla regione del Sulcis Iglesiente. All&#8217;evento sono invitati simpatizzanti, sostenitori, attivisti e tutta la popolazione. E&#8217; prevista la presenza di molti membri dell&#8217;esecutivo nazionale di iRS.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/02/2010-02-07_Santadi.jpg" rel="lightbox[3759]"><img class=" size-medium wp-image-3850 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="2010-02-07_Santadi" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2010/02/2010-02-07_Santadi-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a>IL PROGRAMMA</p>
<p>Santadi &#8211; Centro sociale &#8211; via Garibaldi, snc<br />
07/02/2010 &#8211; h 10 &gt; 14</p>
<p>Introduce<br />
Juanneddu Sedda &#8211; Delegato iRS Sulcis all&#8217;Esecutivo Nazionale</p>
<p>Modera<br />
Riccardo Zonedda &#8211; Responsabile Comunicazione iRS Sulcis</p>
<p>Intervengono<br />
&#8211; Franciscu Pala &#8211; Responsabile Formazione iRS &#8211; Formare indipendentismo</p>
<p>&#8211; Yurj Pili &#8211; Attivista iRS Sulcis &#8211; La situazione socioeconomica nel Sulcis</p>
<p>&#8211; Antonio Meloni &#8211; Attivista iRS Sulcis &#8211; La questione ambientale nel Sulcis</p>
<p>&#8211; Franciscu Sedda &#8211; E. N. iRS / Responsabile macroarea “Identità e Cultura” &#8211; Nuovi principi per un nuovo indipendentismo: le scelte di iRS</p>
<p>&#8211; Frantziscu Sanna &#8211; E. N. iRS / Responsabile macroarea &#8220;Società e Economia&#8221; &#8211; Sviluppo locale e beni collettivi: il futuro delle nostre comunità&#8221;</p>
<p>&#8211; Ornella Demuru &#8211; Coordinatore politico nazionale iRS &#8211; Le linee politiche di iRS per una nuova primavera indipendentista</p>
<p>COFFEE BREAK E A SEGUIRE DIBATTITO</p>
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