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	<title>iRS &#187; capo frasca</title>
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		<title>Capo Frasca: restiamo uniti per dire &#8220;basta servitù militari&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 12:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La manifestazione contro le servitù militari a Capo Frasca del 13 settembre sarà ricordata come un momento decisivo lungo il percorso del totale disimpegno dell&#8217;apparato militare italiano in Sardegna. 12000 manifestanti. La presenza di così tante persone è l&#8217;unico dato che conta davvero e il messaggio che ne è scaturito è limpido: basta servitù militari.<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/09/capo-frasca-restiamo-uniti-per-dire-basta-servitu-militari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La manifestazione contro le servitù militari a Capo Frasca del 13 settembre sarà ricordata come un momento decisivo lungo il percorso del totale disimpegno dell&#8217;apparato militare italiano in Sardegna. 12000 manifestanti. La presenza di così tante persone è l&#8217;unico dato che conta davvero e il messaggio che ne è scaturito è limpido: basta servitù militari.</p>
<p style="text-align: justify;">Un aspetto molto importante di questa vicenda è stata la saldatura tra partecipazione popolare e istituzionale. Alla manifestazione erano presenti diversi consiglieri regionali, senatori, parlamentari e sindaci, uniti come mai visto prima, sintono di una sempre maggiore presa di coscienza rispetto ad un tema di vitale importanza per  il futuro dell’Isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione è necessario che mobilitazione popolare e lavoro istituzionale trovino una sintesi capace di soluzionare in via definitiva la fine di tutte le servitù militari con una tempistica certa, con delle modalità concordate e con una quantificazione precisa dei tempi per le bonifiche e dei danni.  Per far questo bisogna agire la sovranità aprendo una negoziazione bilaterale con lo Stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">La vera vittoria del 13 settembre è stata quella di accrescere ancora di più la coscienza del popolo sardo su queste tematiche, poiché si è riusciti ad includere anche chi fino ad ora ha mostrato poca sensibilità rispetto al dramma delle servitù dando, nello stesso tempo, il giusto merito a chi da anni porta avanti queste battaglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “popolo di Capo Frasca” pone un’altra istanza dirimente: la qualità procedurale e sostanziale della democrazia in Sardegna.  Ad oggi chi deve decidere del futuro del popolo sardo? Chi è il soggetto ultimo a cui spetta determinare la presenza del 65% del territorio militare italiano in Sardegna? Dove deve risiedere il potere pubblico di indirizzo e controllo su fiscalità, trasporti, patrimonio culturale ed energia? I cittadini sardi sono soggetto o oggetto del loro futuro?</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutte queste ragioni ora non è più tempo di tracciare confini o marcare differenze. E&#8217; il momento di aprire porte, relazioni e forme di cooperazione tra i cittadini sardi su tutte quelle tematiche che stanno lentamente prendendo piede nelle coscienze di tutti e che trovano sintesi nelle domande sopra riportate.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Scozia e dalla Catalunya stanno arrivando grandissimi esempi di come un popolo, una comunità e una Nazione possano tracciare in maniera inclusiva, democratica e partecipata un percorso verso l’autodeterminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che tale cammino possa prendere presto piede. Per questo riprendiamo e parafrasiamo lo slogan del comitato YesScotland che si batte a favore del Sì per il referendum sull’indipendenza della Scozia: “Put Sardinia&#8217;s future in the Sardinia&#8217;s hands”. Ovvero metti il futuro della Sardegna nelle mani della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Consiglio Regionale: iRS per una Sardegna libera da servitù militari</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 17:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS parteciperà alla manifestazione del 13 settembre a Capo Frasca ed invita tutti ad aderire senza bandiere in quanto la tematica trattata è ormai trasversale e coinvolge tutto il popolo sardo senza nessuna distinzione di sorta. iRS, tramite il suo consigliere regionale Gavino Sale, invita il Presidente Pigliaru e tutto il Consiglio Regionale a partecipare alla<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/09/consiglio-regionale-irs-per-una-sardegna-libera-da-servitu-militari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">iRS parteciperà alla manifestazione del 13 settembre a Capo Frasca ed invita tutti ad aderire senza bandiere in quanto la tematica trattata è ormai trasversale e coinvolge tutto il popolo sardo senza nessuna distinzione di sorta.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS, tramite il suo consigliere regionale Gavino Sale, invita il Presidente Pigliaru e tutto il Consiglio Regionale a partecipare alla mobilitazione popolare del 13 settembre giacché le sue istanze sono una sintesi della condizione in cui versa oggi la Sardegna. Dai trasporti fino ad arrivare alle tematiche fiscali ed energetiche l&#8217;Isola necessita di maggiore sovranità, per costruire la sua strada verso l&#8217;indipendenza così come sta succedendo in Scozia e Catalunya. Ad oggi risulta evidente che gli interessi dell&#8217;Italia e quelli della Sardegna non collimano e le servitù militari ne sono un esempio lampante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio Regionale possiede gli strumenti necessari come l&#8217;Art.5 della Statutaria grazie al quale, con la raccolta di venti firme di venti consiglieri, può convocare un referendum consultivo sulla presenza delle servitù militari in Sardegna, dando la parola al popolo sardo, ovvero l&#8217;unico depositario della sovranità di decidere su un tema così importante.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS propone di portare l&#8217;Italia davanti alle corti internazionali preposte per verificare cosa realmente accade nei poligoni sardi e denunciarne i responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre iRS chiede che nel processo di negoziazione con lo Stato italiano vengano coinvolte le associazioni, i comitati contro le basi e i cittadini delle aree coinvolte, in modo da democratizzare quanto più possibile questa importante trattativa.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS ribadisce con forza che l&#8217;obiettivo finale non potrà che essere la dismissione totale dell&#8217;apparato militare in Sardegna. Per questo invita i sardi a partecipare numerosi alla manifestazione del 13 a Capo Frasca per iniziare un cammino democratico e popolare verso la dismissione totale della occupazione militare in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>iRS aderisce alla manifestazione del 13 settembre contro le servitù militari</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2014 13:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna aderisce alla manifestazione che si svolgerà il 13 settembre 2014 di fronte alla base militare di Capo Frasca ed invita tutti i sardi a partecipare per ribadire che la Sardegna deve essere libera da servitù militari, poiché non è più accettabile che lo Stato italiano continui a bombardare le<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/08/irs-aderisce-alla-manifestazione-del-13-settembre-contro-le-servitu-militari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna aderisce alla manifestazione che si svolgerà il 13 settembre 2014 di fronte alla base militare di Capo Frasca ed invita tutti i sardi a partecipare per ribadire che la Sardegna deve essere libera da servitù militari, poiché non è più accettabile che lo Stato italiano continui a bombardare le nostre terre e ad affittarle a tutti gli eserciti del mondo per sperimentare ordigni bellici. <span id="more-14340"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Sardegna deve essere una terra di pace e come tale deve agire. Per questo si rendono necessarie anche forme di mobilitazione che coinvolgano sempre di più l&#8217;intera società. Avere o meno le basi militari in Sardegna è anche una questione di democrazia. La domanda che poniamo è questa: da chi e come è stata decisa la presenza delle servitù?</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; accettabile che la Sardegna venga utilizzata come una piattaforma militare nel centro del Mediterraneo?</p>
<p style="text-align: justify;">Quale altro prezzo in termini di danni ambientali e morti devono pagare i sardi affinché cessino le esercitazioni?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico soggetto chiamato a decidere e a dare risposte a questi quesiti sono i sardi stessi. Per questo iRS invita tutte le istituzioni sarde ad opporsi fermamente a questa decisione del governo italiano, che agisce in maniera diametralmente opposta agli interessi della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS si impegnerà a tutti i livelli affinchè l&#8217;apparato militare italiano in Sardegna venga completamente smantellato, eseguite le bonifiche necessarie e quantificata l&#8217;entità del danno economico, sanitario ed ambientale che decenni di sperimentazioni belliche hanno provocato alla nostra terra.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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