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	<title>iRS &#187; Casteddu</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>Gavino Sale si autodenuncia in solidarietà ai i ragazzi denunciati a Teulada</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2015 15:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Casteddu]]></category>

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		<description><![CDATA[Gavino Sale si autodenuncia come atto di solidarietà verso i manifestanti che, martedì 3 Novembre 2015 si sono introdotti all&#8217;interno la base militare di Teulada interrompendo così l&#8217;esercitazione militare Nato.  Questa esercitazione militare si sta svolgendo in maniera totalmente illegale in quanto non c&#8217;è nessun accordo firmato tra Sardegna e Stato Italiano.  Noi non vogliamo<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/11/gavino-sale-si-autodenuncia-in-solidarieta-ai-i-ragazzi-denunciati-a-teulada/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Gavino Sale si autodenuncia come atto di solidarietà verso i manifestanti che, martedì 3 Novembre 2015 si sono introdotti all&#8217;interno la base militare di Teulada interrompendo così l&#8217;esercitazione militare Nato. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questa esercitazione militare si sta svolgendo in maniera totalmente illegale in quanto non c&#8217;è nessun accordo firmato tra Sardegna e Stato Italiano.  Noi non vogliamo subire passivamente le decisioni dello stato italiano e quindi sancire che i Sardi non possono decidere sul proprio territorio, noi vogliamo adoperarci attraverso tutti i canali possibili per fermare definitivamente le esercitazioni militari nella nostra terra e nel mondo. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nel 2001 quando alcuni attivisti di iRS occuparono la rampa missilistica del Poligono Interforze del Saldo di Quirra tre attivisti vennero denunciati. Il giorno del processo presentammo 733 autodenunce di cittadini che erano solidali con la nostra azione e che autodenunciandosi chiedevano di essere processati.  In questo modo siamo riusciti ad inceppare la macchina amministrativa in quanto il giudice non poteva processare tutte quelle persone.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi Gavino Sale invita tutti i sardi che pensano Sardegna deve essere una terra di pace,  ad autodenunciarsi dando così un atto concreto di solidarietà alle donne e ai ragazzi che sono stati denunciati per essersi opposti alle esercitazioni e all&#8217;occupazione militare nella nostra terra.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</span></span></span></em></p>
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		<title>iRS invita il questore di Cagliari ad autorizzare la manifestazione di Teulada.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 14:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna invita il questore di Cagliari ad autorizzare la manifestazione di Martedì 3 Novembra a Teulada. Manifestare in maniera pacifica è un atto legittimo e democratico e non può essere impedito. Oggi la Nazione Sarda sta subendo un attacco unilaterale da parte dello Stato italiano che, senza nessun accordo sta<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/11/irs-invita-il-questore-di-cagliari-ad-autorizzare-la-manifestazione-di-teulada/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna invita il questore di Cagliari ad autorizzare la manifestazione di Martedì 3 Novembra a Teulada.</p>
<p>Manifestare in maniera pacifica è un atto legittimo e democratico e non può essere impedito. Oggi la Nazione Sarda sta subendo un attacco unilaterale da parte dello Stato italiano che, senza nessun accordo sta bombardando la nostra isola.</p>
<p>Il COMIPA (comitato misto pariterico) che è un organo istituzionale si è espresso ufficialmente contro lo svolgimento delle esercitazioni militari.</p>
<p>Non esiste attualmente un accordo ufficiale Stato- Regione che autorizzi questa esercitazione militare sulla nostra terra che si sta svolgendo in maniera illegale oltre che illeggittima ma al contrario esiste l&#8217;ordine del giorno n9 approvato all&#8217;unanimità il 17 Giugno 2014 da tutti i legittimi rappresentati del popolo Sardo ovvero il consiglio regionale democraticamente eletto, che impegna la giunta regionale a porre la graduale dismissione di tutti i poligoni militari ed il loro superamento ed iRS invita il Presidente Pigliaru a farlo rispettare.</p>
<p>Vietare ai cittadini di manifestare la propria opinione, il proprio dissenso, difendere la propria dignità, le proprie famiglie e la propria terra è impensabile in uno stato democratico.</p>
<p>Il Popolo Sardo è contrario al fatto che la Sardegna venga utilizzata come piattaforma di guerra nel mediterraneo. La Sardegna deve essere una terra di pace e come tale deve agire quindi iRS invita il Questore a non alimentare ulteriori tensioni.</p>
<p>L&#8217;apparato militare italiano in Sardegna deve essere completamente smantellato, eseguite le bonifiche necessarie e quantificata l&#8217;entità del danno economico, sanitario ed ambientale che decenni di sperimentazioni belliche hanno provocato alla nostra terra. Questo deve avvenire con l&#8217;apertura di un tavolo di trattative bilaterale Sardegna-italia che abbia come garante un organismo internazionale.</p>
<p>E&#8217; nostro dovere gridare al mondo la nostra esistenza di Popolo che vuole vivere libero, lontano e non complice di porgettazioni e realizzazioni di guerre né in Sardegna né in nessuna parte del mondo.</p>
<p>Ed è nostro dovere far sapere che lo Stato italiano ha abbondantemente oltrepassato i limiti della decenza e della arroganza rispetto al Popolo Sardo il quale non è più disponibile a vedere calpestata la propria dignità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Franklin Gothic Book', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</span></span></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voto in Regione per il Presidente della Repubblica italiana: iRS si astiene</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 09:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS, tramite il suo consigliere Gavino Sale, si è astenuto durante il voto in Consiglio regionale per la designazione dei delegati per l&#8217;elezione del Presidente della Repubblica. Per tanto iRS, pur essendo rispettoso delle procedure istituzionali e delle diverse sensibilità presenti all&#8217;in&#8230;terno della maggioranza di governo, ha deciso di non indicare alcun nome. Non abbiamo<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2015/01/voto-in-regione-per-il-presidente-della-repubblica-italiana-irs-si-astiene/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>iRS, tramite il suo consigliere Gavino Sale, si è astenuto durante il voto in Consiglio regionale per la designazione dei delegati per l&#8217;elezione del Presidente della Repubblica. Per tanto iRS, pur essendo rispettoso delle procedure istituzionali e delle diverse sensibilità presenti all&#8217;in&#8230;terno della maggioranza di governo, ha deciso di non indicare alcun nome.</p>
<p>Non abbiamo interesse a partecipare ad una votazione per una carica istituzionale che, seppur importante per l&#8217;Italia, non riconosce la Nazione sarda, non ne tutela i diritti storici e non appoggia il diritto all&#8217;autodeterminazione del popolo sardo.</p>
<p>L’articolo 83 della Costituzione recita: “All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato”.</p>
<p>La Sardegna non è una minoranza all&#8217;interno dello Stato italiano, ma un soggetto politico-istituzionale con la propria storia, lingua e cultura che esige un rapporto quanto meno partitario con Roma. Quello di cui ci sarebbe davvero bisogno è la riscrittura dello Statuto di Autonomia per attuare un reale autogoverno. In senso sovranista e che normi il diritto dei sardi al processo di autodeterminazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</p>
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		<title>Servitù Militari: iRS pone cinque domande al Presidente Pigliaru</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 14:20:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ iRS, tramite il proprio consigliere Gavino Sale, ha depositato un&#8217;interpellanza con la quale chiede al Presidente Pigliaru di riferire in Consiglio regionale in merito ai recenti sbarchi di mezzi militari in Sardegna. Le domande poste all&#8217;attenzione del Presidente sono cinque:  il reale stato della trattativa Stato-Regione in materia di servitù militare; se la Regione Autonoma<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/12/servitu-militari-irs-pone-cinque-domande-al-presidente-pigliaru/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> iRS, tramite il proprio consigliere Gavino Sale, ha depositato un&#8217;interpellanza con la quale chiede al Presidente Pigliaru di riferire in Consiglio regionale in merito ai recenti sbarchi di mezzi militari in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Le domande poste all&#8217;attenzione del Presidente sono cinque:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> il reale stato della trattativa Stato-Regione in materia di servitù militare;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se la Regione Autonoma della Sardegna sia stata avvertita delle operazioni di sbarco dei mezzi militari e ne abbia        autorizzato lo svolgimento;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se sono state rispettate tutte le norme di sicurezza nell&#8217;ambito delle operazioni di sbarco e trasporto dei mezzi militari;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se la Regione Autonoma della Sardegna fosse a conoscenza della tipologia di materiale bellico trasportato e della sua destinazione finale sul territorio nazionale sardo;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quale posizione intende prendere il Presidente della Regione in merito alle continue violazioni della sovranità dei sardi in materia di servitù militari, anche in considerazione della forte contrarietà espressa dai cittadini sardi in merito alla presenza delle basi militari in Sardegna e delle esercitazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interpellanza è volta a riportare il dibattito in Consiglio sul tema delle servitù e delle esercitazioni militari. Altre iniziative seguiranno col fine di valutare il reale danno economico che decenni di servitù hanno causato in Sardegna. Tale quantificazione è uno dei passaggi fondamentali al fine di iniziare il percorso di disimpegno dell&#8217;apparato militare italiano nell&#8217;Isola, nonchè uno degli elementi determinanti al fine di aprire un tavolo di trattativa bilaterale con lo Stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS aderisce, inoltre, alla Segunda Manifestada Natzionale contra a s&#8217;Ocupatzione Militare avrà luogo a Cagliari sabato 13 dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Pigliaru di riferire in Consiglio regionale in merito ai recenti sbarchi di mezzi militari in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Messaggio delle donne e degli uomini di Sardegna al Popolo della Scozia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 13:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Casteddu]]></category>
		<category><![CDATA[Natzionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Care sorelle e cari fratelli scozzesi, la nostra presenza in Scozia in questo tempo cruciale per la vostra storia e per la storia d’Europa, la storia di tutti noi, vuole essere un sincero atto di vicinanza e ammirazione per quello che avete fatto e state facendo: arrivare pacificamente a sancire il diritto all’autodeterminazione coinvolgendo un’intera<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/09/messaggio-delle-donne-e-degli-uomini-di-sardegna-al-popolo-della-scozia/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Care sorelle e cari fratelli scozzesi,</p>
<p style="text-align: justify;">la nostra presenza in Scozia in questo tempo cruciale per la vostra storia e per la storia d’Europa, la storia di tutti noi, vuole essere un sincero atto di vicinanza e ammirazione per quello che avete fatto e state facendo: arrivare pacificamente a sancire il diritto all’autodeterminazione coinvolgendo un’intera nazione in un grande momento di responsabilità collettiva e di sovranità popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che risalta e conforta, l’insegnamento che cogliamo dalla vostra esperienza, è che questa libertà di decidere, questa possibilità di scegliere se divenire Stato indipendente, voi l’avete conquistata con un lavoro di anni, giorno per giorno, con tenacia e pazienza, tanto nutrendo la vostra coscienza storica nazionale quanto governando attraverso il vostro Parlamento la vostra società, rendendola più prospera e più giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Voi ci avete mostrato che il referendum di autodeterminazione non è l’inizio di una storia ma il segno che una storia nuova è già iniziata. Una storia costruita attraverso il concorso e la partecipazione di ogni singola donna e uomo di Scozia, capaci di elevarsi al ruolo di quotidiani eredi della vostra splendida <em>Dichiarazione di Arbroath</em>:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In verità non è per la gloria, non per le ricchezze, non per gli onori che noi combattiamo, ma per la libertà… per quella sola, a cui nessun uomo retto rinuncerebbe, anche a prezzo della vita stessa.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, qualunque sarà il risultato del referendum, noi sappiamo che voi avete già vinto: il cammino per rimettere il futuro della Scozia nelle mani degli scozzesi, come avete efficacemente scritto, è tracciato.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi siamo qui in rappresentanza di tanta parte della gente sarda, dei nostri partiti e del nostro Parlamento per tessere un legame che vorremmo che si facesse sempre più profondo. Ma soprattutto siamo qui a rappresentare il sentimento crescente del nostro popolo, un popolo che sempre più anela a riprendersi la sua sovranità e tornare a prendere in mano le redini della propria storia. Un popolo che ambisce a scrivere la sua costituzione, rinverdendo i fasti  di quella <em>Carta de logu</em> che, come la vostra <em>Dichiarazione di Arbroath,</em> dalle profondità del medioevo ci chiede di continuare a lavorare per il bene “dessa republica sardisca”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vostro esempio ci sarà d’aiuto e di conforto nei momenti difficili. I vostri successi saranno motivo di entusiasmo come fossero i nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">Viva la Scozia! Viva la Sardegna!</p>
<p style="text-align: justify;">Cagliari, 15 settembre 2014</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo messaggio, promosso dalla Fondazione Sardinia, è stato discusso e fatto proprio dalle organizzazioni iRS, Partito dei Sardi, Progres, Rossomori, Sardigna Libera, Sardigna Natzione, Sel, Unidos, Confederazione Sindacale sarda, Confederazione dei Verdi e Sardegna Sostenibile e Sovrana.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il giorno del referendum questa lettera<em> verrà consegnata al comitato per il sì all’indipendenza della Scozia da una delegazione composta da diverse sigle che si recherà ad Edimburgo.</em></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Servitù Militari: la Regione solleciti il tavolo bilaterale con lo Stato italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 11:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Casteddu]]></category>
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		<category><![CDATA[commissione difesa]]></category>
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		<category><![CDATA[pinotti]]></category>
		<category><![CDATA[trattativa sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Settembre è arrivato. Non ce ne accorgiamo tanto dal meteo, quanto dalla ripresa dei bombardamenti nei poligoni militari da parte delle forze armate italiane. Incuranti delle più svariate forme di protesta dei cittadini, delle associazioni e delle amministrazioni locali e del parere del Comipar ricominciano a giocare alla guerra nella nostra terra. Nulla di nuovo quindi,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/09/servitu-militari-la-regione-solleciti-il-tavolo-bilaterale-con-lo-stato-italiano/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Settembre è arrivato. Non ce ne accorgiamo tanto dal meteo, quanto dalla ripresa dei bombardamenti nei poligoni militari da parte delle forze armate italiane. Incuranti delle più svariate forme di protesta dei cittadini, delle associazioni e delle amministrazioni locali e del parere del Comipar ricominciano a giocare alla guerra nella nostra terra.<span id="more-14355"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nulla di nuovo quindi, se non fosse che per l&#8217;ennesima volta ci troviamo a commentare un incidente che fortunatamente non ha causato feriti e che, grazie al pronto intervento della Forestale, ha limitato i danni su un territorio ormai maltrattato da decenni. L&#8217;incendio divampato a Capo Frasca, definito un piccolo focolaio dal Ministero della Difesa, è stato provocato dal bombardamento di aerei da guerra tedeschi: 25 ettari sono andati distrutti.</p>
<p style="text-align: justify;">I responsabili del poligono si sono mostrati come sempre ostili a qualsiasi forma di collaborazione sminuendo l&#8217;accaduto, costringendo le squadre antincendio ad intervenire via terra con la consapevolezza dell&#8217;alto rischio dovuto agli ordigni inesplosi ed alle sostanze nocive che facilmente si liberano nell&#8217;aria venendo a contatto con le fiamme. Ed il rischio si è manifestato fin da subito con esplosioni di ordigni inesplosi a cinquanta metri dai mezzi delle squadre antincendio, che hanno costretto la Forestale a proseguire l&#8217;operazione per diverse ore per via aerea. E&#8217; stato di fatto impedito alla Regione di difendere il proprio territorio nella maniera più efficiente possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica sarebbe come se un piromane venisse scoperto mentre sta bruciando 25 ettari. Nel momento in cui arrivano i soccorsi è lui stesso ad impedire l&#8217;intervento e invece che essere arrestato in flagranza di reato e condannato a risarcire i danni, viene aperta con lui una trattativa per verificare se è lui il colpevole.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso il piromane è l&#8217;aviazione tedesca appoggiata dallo Stato italian5o.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo Stato italiano non bastano i danni ambientali, non bastano le malattie, le morti dei soldati e dei cittadini nelle aree prossime ai poligoni, non bastano i danni economici che hanno messo in ginocchio le comunità locali, non bastano le fughe dei turisti che si ritrovano nel bel mezzo dei raid aerei dell&#8217;aviazione tedesca.</p>
<p style="text-align: justify;">La Regione Sardegna in questo caso ha due opzoni: o subire passivamente le decisioni dello stato italiano e quindi sancire che i Sardi non possono decidere sul proprio territorio, oppure adoperarsi attraverso tutti i canali possibili per fermare le esercitazioni militari. Il positivo atto del Presidente Pigliaru di non firmare il protocollo d&#8217;intesa durante la Conferenza italiana sulle Servitù militari è il primo passo di una più vasta negoziazione che deve per forza di cose portare ad uno smantellamento dell&#8217;apparato militare italiano in Sardegna. E&#8217; arrivato il momento di istituire il tavolo bilaterale tra Sardegna e stato italiano, annunciato dal ministro Pinotti proprio in quella occasione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>iRS ribadisce fermamente la necessità di un immediato blocco delle esercitazioni militari e di un intervento forte e chiaro della Giunta e di tutto il Consiglio Regionale, affinché si apra concretamente il tavolo di trattativa per la dismissione dei poligoni e la bonifica delle aree degradate. Inoltre iRS chiede che venga effettuata un&#8217;ispezione da parte degli organi regionali preposti affinché venga fatta luce su quanto accaduto a Capo Frasca e sulle procedure di intervento per spegnere l&#8217;incendio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; giunto il momento di schierarsi all&#8217;unanimità al fianco del popolo sardo, che ha più volte manifestato il proprio dissenso. Per questo è necessario aderire alla mobilitazione del 13 settembre a Capo Frasca per porre fine a questo disastro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Parco de sa Mùsica de Casteddu, unu triballu chi no est acabbau</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 16:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Casteddu]]></category>
		<category><![CDATA[azzurra palmas]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[parco della musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Incingiau su 7 de su mesi de Maju de su 2011, su Parcu de sa Mùsica depiat rapresentai non sceti s&#8217;ammanniamentu de su Teatru Lìricu ma finas s&#8217;arresolutzioni de unu probbrema beni connotu dae is chi bivint me in is bixinaus de San Benedetto e Fonsarda: su de is parchègius. &#8220;Non è un&#8217;inaugurazione &#8212; at<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/01/parco-de-sa-musica-de-casteddu-unu-triballu-chi-no-est-acabbau/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/01/parco-della-musica.jpg" rel="lightbox[11899]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11900" title="parco della musica" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/01/parco-della-musica-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Incingiau su 7 de su mesi de Maju de su 2011, su Parcu de sa Mùsica depiat rapresentai non sceti s&#8217;ammanniamentu de su Teatru Lìricu ma finas s&#8217;arresolutzioni de unu probbrema beni connotu dae is chi bivint me in is bixinaus de San Benedetto e Fonsarda: su de is parchègius.</p>
<p>&#8220;Non è un&#8217;inaugurazione &#8212; at nau su sìndigu de Casteddu Emilio Floris presentendi s&#8217;obra &#8212; ma l&#8217;apertura di uno spazio che possa essere immediatamente fruibile. Il progetto Parco della Musica, con tutte le attività e la sua valenza anche soprannazionale, partirà più tardi. Per il momento meglio cominciare in questo modo, anche per non fare invecchiare quello che è già pronto&#8221; (fonti L&#8217;Unione Sarda 6 Maju de su 2011).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Custus is fueddus de su sìndigu betzu de Casteddu. Non est andada pròpiu de aici: is traballus po su finimentu de is duus parchègius a suta de terra, isvilupaus in un&#8217;area de 50000 metrus cuadraus chi iant dèpiri garantiri 700 logus po is màchinas, non funt istètius acabbaus.</p>
<p>O, po mellus narri, a pustis de is controllus de is &#8220;vigili del fuoco&#8221;, unas cantas obras de adeguamentu funt arresurtadas netzessàrias po is essidas de emergèntzia, su sistema de ventilatzioni fortzada e sa resistèntzia a su fogu de unas cantas partis de s&#8217;istrutura po oteni is CPI (tzertificaus de preventzioni de fogus).</p>
<p>iRS Kàralis s&#8217;augurat chi s&#8217;amministratzioni Zedda si fatzat càrrigu de su probbrema, in relatzioni a is allegas a pitzus de sa mobilidadi sustenìbili e in relatzioni a is progetus po is pistas tziclàbilis. A promovi una viabilidadi sustenìbili est cosa de disigiai. Però no est mancu cosa de pensai su de lassai traballus chentza de acabbai comente cussu de is parchègius, donendi de pensai e fendi cresci is dudas a pitzus de is polìticas urbanìsticas de sa tzitadi. Non iaus a bolli chi a palas de custu acadessimentu ndi essant a pilu is interessus de pagus a scàpitu de totu sa comunidadi.</p>
<p><em><strong>TzdA iRS &#8211; Kàralis</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; Italiano <em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</em></em></p>
<p>Parco della Musica di Cagliari, un&#8217;opera incompiuta</p>
<p>Inaugurato il 7 Maggio del 2011, il Parco della Musica doveva rappresentare non solo l&#8217;implementazione del Teatro Lirico ma anche la risoluzione di un problema che il quartiere di San Benedetto e  Fonsarda conoscono bene, quello legato ai parcheggi. &#8220;Non è un&#8217;inaugurazione &#8211; ha detto il sindaco di Cagliari Emilio Floris presentando l&#8217;opera &#8211; ma l&#8217;apertura di uno spazio che possa essere immediatamente fruibile. Il progetto Parco della Musica, con tutte le attività e la sua valenza anche soprannazionale, partirà più tardi. Per il momento meglio cominciare in questo modo, anche per non fare invecchiare quello che è già pronto&#8221; (fonte L&#8217;Unione Sarda 6 maggio 2011).</p>
<p>Queste le parole dell&#8217;ex sindaco di Cagliari. Non è andata proprio così, i lavori per il completamento dei due parcheggi sotterranei sviluppati su un&#8217;area di 50000 metri quadri che dovrebbero garantire 700 posti auto non sono stati terminati. O meglio, dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco, sono state ritenute necessarie opere di adeguamento inerenti le vie di esodo, il sistema di ventilazione forzata e la resistenza al fuoco di parti della struttura per ottenere i CPI (certificati di prevenzione incendi).</p>
<p>iRS Kàralis auspica che l&#8217; amministrazione Zedda si faccia carico del problema, in relazione ai discorsi sulla mobilità sostenibile e in relazione della stessa ai progetti legati alle piste ciclabili. Promuovere una viabilità sostenibile è auspicabile. D&#8217;altra parte è però impensabile lasciare lavori incompiuti come quello dei parcheggi, contribuendo così ad alimentare dubbi circa le politiche urbanistiche della città. Non vorremmo che anche dietro questa vicenda ad emergere siano gli interessi di pochi a scapito delle esigenze di tutta la comunità.</p>
<p><em><strong>TzdA iRS &#8211; Kàralis</strong></em></p>
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		<title>Consulta Rivoluzionaria assemblea a Nurallao</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 10:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Atòbios]]></category>
		<category><![CDATA[Casteddu]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 24 Ottobre iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna parteciperà all’assemblea della Consulta Rivoluzionaria che si svolgerà a Nurallao alle ore 19  presso la Zona Arigianale &#8211; ss 197 (di fronte al distributore Tamoil), per discutere con la  popolazione e presentare i punti della piattaforma programmatica della consulta. La Consulta Rivoluzionaria nasce con l&#8217;obiettivo di costituire<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/10/consulta-rivoluzionaria-assemblea-a-nurallao/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/4.jpg" rel="lightbox[11643]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11644" title="4" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/4-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p><strong>Mercoledì 24 Ottobre </strong> iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna parteciperà all’assemblea della Consulta Rivoluzionaria che si svolgerà a <strong>Nurallao</strong> alle <strong>ore 19  presso la Zona Arigianale &#8211; ss 197 </strong>(di fronte al distributore Tamoil), per discutere con la  popolazione e presentare i punti della piattaforma programmatica della consulta.</p>
<p>La Consulta Rivoluzionaria nasce con l&#8217;obiettivo di costituire un grande spazio di confronto, condivisione e partecipazione dal basso che raggruppi in Sardegna tutti i cittadini, i movimenti e le organizzazioni sociali e produttive.</p>
<p><span id="more-11643"></span></p>
<p>La politica espressa oggi dalla Regione Autonoma dimostra l&#8217;incapacità, da parte di chi governa, a trovare soluzioni immediate e urgenti per arginare le conseguenze d</p>
<div>evastanti della crisi che sta interessando ormai tutti i settori della società sarda.Manca totalmente all&#8217;interno del dibattito politico del Consiglio Regionale ogni tipo di discussione che faccia intravedere anche visioni e scenari di lungo periodo che possano essere alla base di nuovi modelli di sviluppo più adatti alla Sardegna.Come alternativa rispetto all&#8217;inerzia di questa politica, la Consulta si propone di essere un laboratorio permanente e itinerante che favorisca la discussione collettiva. Lo scopo è dare voce a tutti i sardi, a chiunque ritiene di poter fornire anche un piccolo contributo per idee e proposte che aiutino l&#8217;elaborazione di un nuovo progetto per la Sardegna e che deve necessariamente scaturire da un processo partecipativo il più condiviso e allargato possibile.</p>
<p><strong>In questo, la Consulta è rivoluzionaria</strong>, poiché alla base dello stare insieme vi sono i principi del rispetto delle diversità e delle differenti anime sociali, produttive e politiche che ci arricchiscono.</p>
<p>Attraverso il dialogo e l&#8217;ascolto reciproco nasce la consapevolezza che i problemi comuni possono essere affrontati soltanto se tutti ci faremo carico dei problemi dell&#8217;altro, condividendone i disagi, trovando insieme le soluzioni più idonee per uscire dalla crisi, per essere finalmente padroni del nostro destino.</p>
</div>
<p><strong>Sovranità Energetica</strong></p>
<p>La Sardegna oggi produce energia elettrica in quantità tre volte superiore al suo fabbisogno reale prodotta con un sistema di produzione vecchio, costoso e inquinante.</p>
<p>Nonostante questo i sardi pagano l’energia il 40% in più rispetto allo stato italiano. Togliere la gestione del sistema energetico sardo a Terna-Enel. Avocare alla Regione il potere di assegnazione della qualifica di “Impianto Energetico Essenziale” togliendolo alla connivenza tra, Terna-Enel, Governo Italiano ed E-ON.</p>
<p>Combustibili per autotrazione e riscaldamento.</p>
<p>Abbiamo in Sardegna la raffineria più grande d’Europa (Saras) e paghiamo il gasolio e la Benzina più caro d’Europa.</p>
<p>Non abbiamo nessun vantaggio da tale industria, ma solo una lunga serie di esternalità negative arrecate all’ambiente e alla salute pubblica.</p>
<p>Proponiamo il dimezzamento del costo degli idrocarburi riconoscendo ai sardi le accise sulla produzione e non solo quelle al consumo.</p>
<p><strong>Sovranità Alimentare</strong></p>
<p>La Sardegna produce appena il 20% del suo fabbisogno alimentare il restante 80% viene importato.</p>
<p>Proponiamo un modello di sviluppo basato sull’agroalimentare e agroindustria (conservazione e trasformazione dei prodotti), una legge di tutela di tutti i prodotti sardi, un sistema di controllo portuale che verifichi la qualità ed il rispetto di tutte le regole d’importazione sia per i prodotti animali che agricoli.</p>
<p>Il blocco di tutte le licenze degli iper-mercati e il controllo sanitario di quelli esistenti.</p>
<p>L’obbligo da parte della G.D.O. di acquistare almeno il 50% dell’agroalimentare direttamente dalle aziende sarde.</p>
<p><strong>Sovranità Fiscale</strong></p>
<p>Rimuovere Equitalia dalla Sardegna istituendo un nuovo soggetto organico.</p>
<p>Togliere l’incarico di riscossione tributaria ad Equitalia, da parte degli enti che attualmente se ne servono.</p>
<p>Istituire un’Agenzia Sarda delle Entrate</p>
<p>Togliere, in base all’art.9 dello statuto, l’affidamento allo stato della riscossione dei “propri tributi” ed affidarli all’Agenzia Sarda delle Entrate, e conferendo allo stato le quote in decimi previste dalla riforma dell’art.8 dello stesso statuto, aprendo, se necessario, un contenzioso con lo stato.</p>
<p>Istituzione delle Zone Franche e Nuova Portualità.</p>
<p>Istituzione immediata delle zone franche come previsto dal decreto Legislativo 10 marzo 1998 n°75</p>
<p>Istituzione di una zona franca articolata che interessi anche le zone interne per una fiscalità di vantaggio, per non rincorrere nelle censure europee, per le piccole e medie imprese che si localizzano nelle zone svantaggiate e lavorano le nostre risorse primarie e supportano gli altri settori economici della Sardegna(Agroalimentare, Turismo ect)</p>
<p><strong>Sovranità di Mobilità</strong></p>
<p>Con la svendita della Tirrenia e con la nascita del monopolio CIN (Gruppo Onorato) i sardi hanno definitivamente perso ogni loro diritto alla mobilità.</p>
<p>Esigiamo: L’istituzione di una flotta sarda con un servizio di mare acquisito nel mercato internazionale.</p>
<p>Istituzione dell’Antitrust Regionale ASCO, come quello della Catalogna che il 12 febbraio ha ottenuto con la legge con la legge 1/09, in attuazione dello Statuto Catalano l’istituzione dall’ACCO:<br />
L’Autorità Catalana della Competenza.</p>
<p>Si tratta dell’Authority che, in conformità col diritto UE, ha dato vita ad un’Antitrust indipendente da quello Spagnolo. Potremmo evitare i monopoli marittimi e portuali nonché aeroportuali ed energetici.</p>
<p><strong>Sovranità Ambientale</strong></p>
<p>&#8211; Apertura immediata dei cantieri per le bonifiche di tutto il territorio inquinato.</p>
<p>&#8211; Chiusura dei Poligoni di morte di Perdasdefogu, Capo Frasca e Teulada, bonificando il territorio per restituirlo alle attività dell’allevamento e dell’agricoltura.</p>
<p>&#8211; Rilancio del Parco geo-minerario che assicurerebbe oltre 500 posti di lavoro immediati per giovani diplomati e laureati.</p>
<p>&#8211; Rifiuto della termovalorizzazione quale sistema per smaltimento rifiuti o generazione di energia.</p>
<div>
<p><em>Consulta Rivoluzionaria dei movimenti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Sa Natura è wonderful</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 14:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Casteddu]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Che il futuro sia del passato è una sensazione che in molti percepiamo in maniera sempre più chiara. Per essere rafforzati e riconosciuti nel contesto internazionale, in senso moderno e indipendentista noi lavoriamo alla riattivazione delle regioni classiche della Sardegna e il ritorno alle comunità, alle vicinanze prime. E lo facciamo da tempo perché<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/05/sa-natura-e-wonderful/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Che il futuro sia del passato è una sensazione che in molti percepiamo in maniera sempre più chiara. Per essere rafforzati e riconosciuti nel contesto internazionale, in senso moderno e indipendentista noi lavoriamo alla riattivazione delle regioni classiche della Sardegna e il ritorno alle comunità, alle vicinanze prime. E lo facciamo da tempo perché sono i blocchi di partenza di un&#8217;altra dimensione civile. Un percorso paziente, ma inesorabile, che va dall&#8217;ambiente alla cultura, dal fisco all&#8217;acqua, dall&#8217;economia all&#8217;energia.</p>
<p>Paradossalmente oggi ci vengono incontro le negative condizioni di esistenza dell&#8217;isola, che ne ridefiniscono gli equilibri interni e le equità in un panorama in cui le rappresentanze politiche, non ovunque per fortuna, hanno smesso di essere considerate punto di riferimento.<br />
Abbiamo chiaro che nell&#8217;anti-partitismo omologato si innescano reazioni umorali sconfinanti nella perdita totale di fiducia nelle Istituzioni e l&#8217;azzeramento delle mediazioni, soprattutto nei centri urbani.</p>
<p>Ciò che sembra destinato ad aumentare in questo quadro di povertà è il clientelismo come pratica di acquisto del consenso in cambio della miseria, un gradino sopra la sopravvivenza. E non è lontano da questo modus operandi la trasformazione dell&#8217;istintivo «togliamoli di mezzo tutti», in una &#8220;consultazione esca&#8221; per il popolo.</p>
<p>Lasciano perplessi questi 10 quesiti referendari, contengono segmenti di semplificazione quasi soveranisti accanto a seri rischi di accentramento oligarchico. Non si preoccupano di invogliare meccanismi di rifiuto senza traiettoria in una società già gravata dalla disperazione del sottosviluppo dichiarato. Nessuno dei promotori ha rinunciato alle proprie prebende nemmeno come gesto propedeutico o propagandistico, e così parte male la riacquisizione del rapporto diretto e fiduciario che la politica vorrebbe mettere in atto con la gente. Se di crisi morale si parla, anche quest&#8217;etica va messa in conto.</p>
<p>Ma il fiato dell&#8217;indipendenza lo hanno avvertito anche i meno svegli e infondo interrogarci sul nostro destino non ci fa male. Certo è che ciò che non sono riusciti a fare in Giunta Regionale lo sintetizzano in un colpo di spazzola populista, come restyling di sé. Può stare nella libertà democratica di partecipazione politica, ma la maggior parte delle richieste referendarie le hanno già soddisfatte Monti e Bruxelles, con la complicità sarda. L&#8217;abbassamento già avvenuto da 80 a 60 consiglieri, non ha suscitato reazioni nella politica sarda ed è un golpe bipolare; la mancanza di rappresentanza dietro i tagli alla spesa, lascia in campo i privilegiati, che anzi ne propongono 10 in meno. La scure Monti dietro la BCE di Draghi, ha già trasformato le province in enti locali di secondo grado (non votano i cittadini ma i Comuni), i consigli saranno di 10 membri (eletti tra gli stessi consiglieri comunali), le giunte spariranno: non un commento dei partiti isolani, che nel 2000 erano tutti favorevoli alle 8 Province. Il Consiglio Regionale approvò nel 2001 una legge che l&#8217;autorizzava a deliberare l&#8217;istituzione di un&#8217;Assemblea Costituente, poi si arenò in Commissione Affari Costituzionali del Senato e nulla più. Da qui si capisce entro quali confini può agire la Sardegna.</p>
<p>Gli &#8220;enti carrozzone&#8221; resteranno in piedi anche senza consigli d&#8217;amministrazione, restituendo totale centralità alla Regione, alla faccia dei rafforzamenti comunitari locali, per esempio sui beni comuni.</p>
<p>Il Referendum è un atto autoperpetuazione come tanti si vedono in queste scelte politiche dell&#8217;ultima ora: tengono sotto pressione la psiche dell&#8217;elettore, si beccano i rimborsi e continuano a ignorare le reali necessità dell&#8217;isola e le reali potenzialità.</p>
<p>La nostra Carta Costituzionale deve bastare a noi stessi, senza approvazioni esterne. Proviamo a respirare un&#8217;altra storia, non quella della reazione, ma quella della ri-evoluzione, un processo di coscienza senza prese per i fondelli che fanno solo un piacere all&#8217;Italia e all&#8217;Europa.</p>
<p><em>Bettina Pitzurra</em></p>
<p><em>iRS &#8211; Casteddu</em></p>
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		<title>Uno sportello gratuito per affrontare Equitalia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 09:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Casteddu]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>

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		<description><![CDATA[iRS Region&#8217;e Casteddu comunica che, a partire dal 20 Dicembre 2011 nella sede di Quartu Sant&#8217;Elena in via Verga 17, sarà attivo lo sportello GRATUITO per le consulenze inerenti le problematiche legate alle banche e Equitalia. Il servizio sarà attivo ogni Martedì dalle 19.30 alle 21.30.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>iRS Region&#8217;e Casteddu </strong>comunica che, a partire dal 20 Dicembre 2011 nella sede di Quartu Sant&#8217;Elena in <a href="http://maps.google.com/maps?q=Via+Giovanni+Verga,+Quartu+Sant'Elena+CA&amp;hl=it&amp;sll=39.236855,9.183322&amp;sspn=0.009806,0.01929&amp;vpsrc=0&amp;hnear=Via+Giovanni+Verga,+09045+Quartu+Sant'Elena+Provincia+di+Cagliari,+Sardegna,+Italia&amp;t=m&amp;z=16" target="_blank">via Verga 17</a>, sarà attivo lo sportello GRATUITO per le consulenze inerenti le problematiche legate alle <strong>banche </strong>e <strong>Equitalia</strong>.</span></p>
<p>Il servizio sarà attivo ogni Martedì dalle 19.30 alle 21.30.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
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