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	<title>iRS &#187; quirra</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>La Sardegna non è un teatro di Guerra</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 15:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS esprime forte preoccupazione per le notizie che vedrebbero l&#8217;Isola soggetta ad una vera e propria pioggia di bombe e missili dal prossimo autunno. Quirra, Perdasdefogu, Teulada, Capo Frasca e Macomer sono i poligoni e basi militari dove dal 21 settembre riprenderanno senza sosta esercitazioni e sperimentazioni militari interrotte per l&#8217;estate. Inoltre sulla costa occidentale della<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/07/la-sardegna-non-e-un-teatro-di-guerra/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">iRS esprime forte preoccupazione per le notizie che vedrebbero l&#8217;Isola soggetta ad una vera e propria pioggia di bombe e missili dal prossimo autunno. Quirra, Perdasdefogu, Teulada, Capo Frasca e Macomer sono i poligoni e basi militari dove dal 21 settembre riprenderanno senza sosta esercitazioni e sperimentazioni militari interrotte per l&#8217;estate. Inoltre sulla costa occidentale della Sardegna voleranno anche gli aerei dell&#8217;Iaf, l&#8217;aeronautica militare israeliana. Gli stessi aerei che oggi bombardano Gaza.<span id="more-14336"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni tipo di dispositivo di morte verrà testato nell&#8217;Isola per poi essere adoperato nei vari scenari di guerra presenti oggi nel mondo. A questa già grave situazione ne va aggiunta un&#8217;altra altrettanto inaccettabile, ovvero la messa in opera del progetto Siat (Sistema di addestramento integrato terrestre), un piano nazionale italiano da 90 milioni di euro, stilato dal Ministero della Difesa, che nel poligono di Capo Teulada prevede la realizzazione di due centri di addestramento alla guerra simulata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo avviene malgrado sia in corso una trattativa tra lo Stato italiano e la Sardegna per la riduzione delle servitù militari e per la valutazione dei danni economici, sociali e ambientali derivanti dall&#8217;insistere di strutture militari che occupano aree equivalenti al 65% rispetto al totale del territorio italiano, mentre 19 regioni si spartiscono il restante 35%.</p>
<p style="text-align: justify;">Le problematiche legate alle servitù militari sono oramai di dominio pubblico e non è più accettabile che lo Stato italiano continui a bombardare le nostre terre e ad affittarle a tutti gli eserciti del mondo per sperimentare ordigni bellici.</p>
<p style="text-align: justify;">A spianare la strada a questo ennesimo atto di arroganza nei confronti dei Sardi è stato il decreto legge 91 del 24 giugno 2014 varato dal governo Renzi, il quale prevede che, per la valutazione dei tassi di inquinamento nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle forze armate per attività connesse alla difesa nazionale, vengano applicate le concentrazioni di soglia di contaminazione previste per l&#8217;industria. In sostanza ha  innalzato fino a 100 volte le soglie minime di inquinamento nelle aree soggette ad esercitazione militari, come se non bastassero i livelli già raggiunti e per i quali non si provvede a bonificare le aree interessate.</p>
<p style="text-align: justify;">Al riguardo, il governo della Regione deve prendere una posizione di netta contrarietà rispetto al quadro sopra delineato ed esercitare pressioni politiche per porre fine a questa umiliazione. Sia attraverso il Consiglio che per il tramite della Giunta e del presidente Francesco Pigliaru.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS si mobiliterà in tutte le sedi opportune affinché esercitazioni e sperimentazioni belliche abbiano fine. La Sardegna non può riconoscersi in una politica che, al posto di concepire forme di cooperazione pacifica tra i popoli, produce strumenti di morte che poi saranno utilizzati per bombardare civili inermi come accade in questi giorni a Gaza. iRS sollecita il Comipa ad esprimere parere negativo a questa ennesima servitù.</p>
<p style="text-align: justify;">La Sardegna è una terra di pace e come tale deve agire. Per questo si rendono necessarie anche forme di mobilitazione che coinvolgano sempre di più l&#8217;intera società. Avere o meno le basi militari in Sardegna è anche una questione di democrazia. La domanda che poniamo è questa: da chi e come è stata decisa la presenza delle servitù? E&#8217; accettabile che la Sardegna venga utilizzata come una piattaforma militare nel centro del Mediterraneo? Quale altro prezzo in termini di danni ambientali e morti devono pagare i sardi affinché cessino le esercitazioni?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico soggetto chiamato a decidere e a dare risposte a questi quesiti sono i sardi stessi. Per questo iRS invita tutte le istituzioni sarde ad opporsi fermamente a questa decisione del governo italiano che agisce in maniera diametralmente opposta agli interessi della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Servitù Militari: Lo stato italiano colpevole crea la legge per diventare innocente</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 13:43:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le attiviste e gli attivisti di iRS si sono sempre battuti per la difesa dell&#8217;ambiente, del territorio e della salute dei cittadini. Apprendiamo che oggi, grazie al decreto decreto legge 91/Dl 24 giugno 2014, n. 91 (che prevede per la valutazione dei tassi di inquinamento, nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle forze<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/06/servitu-militari-lo-stato-italiano-colpevole-crea-la-legge-per-diventare-innocente/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #141823; text-align: justify;">Le attiviste e gli attivisti di iRS si sono sempre battuti per la difesa dell&#8217;ambiente, del territorio e della salute dei cittadini.</p>
<p style="color: #141823; text-align: justify;">Apprendiamo che oggi, grazie al decreto decreto legge 91/Dl 24 giugno 2014, n. 91 (che prevede per la valutazione dei tassi di inquinamento, nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle forze armate per att<span class="text_exposed_show">ività connesse alla difesa nazionale vengano applicate le concentrazioni di soglia di contaminazione peviste per l&#8217;industria), lo Stato italiano tenta di assolversi dalla responsabilità di aver contaminato le aree circostanti i poligoni di Quirra e Teulada, mettendo quindi in pericolo il processo di bonifica per via dell&#8217;incremento della soglia dei livelli di inquinamento che non classificherebbe più queste aree come zone inquinate.</span><span id="more-13015"></span></p>
<div class="text_exposed_show" style="color: #141823;">
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione iRS, tramite il consigliere Gavino Sale, è il primo firmatario di una interrogazione in Consiglio Regionale in cui si chiede:</p>
<p style="text-align: justify;">1) una valutazione immediata delle ricadute del decreto legge 91/Dl 24 giugno 2014, n. 91 sul processo di bonifica delle aree sottoposte a servitù militari in Sardegna;</p>
<p style="text-align: justify;">2) una verifica delle motivazioni che hanno spinto il Prof. Mario Mariani ad escludere l’inquinamento ambientale legato alle esercitazioni militari nel Poligono Interforze di Quirra, soprattutto in relazione alla sua confutazione dei risultati presenti nella relazione dell’ARPAS.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS porterà avanti questa battaglia finchè non vedremo eseguite tutte le bonifiche necessarie per il rilancio economico e sociale dei territori coinvolti, i quali hanno pagato e continuano a pagare con la salute degli abitanti, con i morti e con l’impossibilità di poter produrre in tutte quelle aree devastate che hanno arricchito solo ed esclusivamente gli inquinatori. Bonificare e riconvertire quei territori sarebbe l’atto minimo che il governo italiano possa fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
</div>
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		<title>Il caso Quirra non è chiuso</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2014 14:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non bastano le competenze dell&#8217;esperto di ingegneria chimico nucleare del Politecnico di Milano per avere un quadro definitivo sul reale stato di salute del territorio sardo sottoposto a servitù militari: nel caso specifico parliamo di Quirra. Al termine delle sue analisi, è lo stesso prof. Mario Mariani a dichiarare la necessità di ulteriori studi scientifici<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/06/il-caso-quirra-non-e-chiuso/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non bastano le competenze dell&#8217;esperto di ingegneria chimico nucleare del Politecnico di Milano per avere un quadro definitivo sul reale stato di salute del territorio sardo sottoposto a servitù militari: nel caso specifico parliamo di Quirra. Al termine delle sue analisi, è lo stesso prof. Mario Mariani a dichiarare la necessità di ulteriori studi scientifici in modo da poter avere un quadro più esaustivo della situazione. In ogni caso, ad oggi e secondo l’ultima perizia, nessun disastro ambientale viene individuato nel poligono di Quirra.<span id="more-12967"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;affare Poligono ha messo in moto in questi anni una quantità straordinaria di professionisti delle superperizie: tanto che la base militare più grande d&#8217;Europa risulta essere la più analizzata del mondo. Sappiamo già tutto su ciò che è accaduto alle popolazioni locali in tempo di pace. Le loro ossa analizzate hanno parlato chiaro su cosa succede nel poligono. Saranno le prossime puntate giudiziarie a mettere a confronto le indagini del Politecnico con quelle degli esperti delle parti civili e quelle della Procura di Lanusei.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Unione Europea ha razionalizzato le capacità militari con il PESD, Politica Europea di Sicurezza e Difesa creando un nuovo mercato interno delle armi. A Quirra opera per esempio la Finmeccanica che copre il nono posto al mondo con 9,8 miliardi per vendite di armamenti militari ed è ora sottoinchiesta per forniture d&#8217;armi illegali all&#8217;India. Politicamente bisogna porsi la Sardegna intenda partecipare all’economia della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La legge 104 del 1990 ha imposto al Ministero della Difesa l&#8217;obbligo di eliminare le situazioni di squilibrio tra le regioni che sopportano il peso delle servitù militari. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Noi abbiamo il carico di oltre 65%. Vengono ignorati totalmente i pareri del Comitato Paritetico sulle servitù militari che si dice contrario alle esercitazioni nei Poligoni sardi. E’ fondamentale quindi applicare il Principio di Precauzione sancito dai protocolli internazionali insieme allo stop alle attività militari. Tutto questo scenario comporta la totale violazione della sovranità del popolo sardo sulla sua terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disimpegno totale delle servitù militari e le bonifiche dei siti inquinati devono essere l’obiettivo finale di qualsiasi lotta che intenda ridare dignità a tutta la Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Deghe annos de iRS, una testimonianza di impegno civile per un nuovo sviluppo locale</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 13:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi dieci anni iRS ha difeso i diritti e gli interessi dei sardi. Si è impegnata, con parole e azioni, per la nostra terra e la nostra gente vessata da leggi, scelte e poteri ingiusti. Ha fatto proposte concrete per garantire a ogni cittadino la possibilità di vivere meglio. Ha denunciato gli sprechi di Abbanoa, costituendo<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2013/07/deghe-annos-de-irs-una-testimonianza-di-impegno-civile-per-un-nuovo-sviluppo-locale/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi dieci anni iRS ha difeso i diritti e gli interessi dei sardi. Si è impegnata, con parole e azioni, per la nostra terra e la nostra gente vessata da leggi, scelte e poteri ingiusti. Ha fatto proposte concrete per garantire a ogni cittadino la possibilità di vivere meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha denunciato gli sprechi di Abbanoa, costituendo il comitato Abbalibera contro la privatizzazione dell’acqua, con la campagna di autoriduzione delle bollette e proponendo una riorganizzazione del sistema idrico in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha proposto una politica dei trasporti che vada oltre la continuità territoriale, con l’apertura delle tratte aeree alle compagnie a basso costo, battendosi da sempre contro il monopolio Tirrenia, proponendo un sistema basato sul binomio “flotta sarda e concorrenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha difeso i pastori, gli agricoltori sardi e le aziende vessate dal sistema creditizio, dalle banche e da Equitalia contribuendo in parte a impedire la messa all&#8217;asta di un patrimonio produttivo importante per la nostra economia e per il benessere di centinaia di famiglie.<span id="more-12403"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si è impegnata per la difesa del territorio edella salute dei cittadini, portando avanti battaglie cruciali per il risanamento delle aree industriali e militari e contro l’importazione forzata di rifiuti, con proposte per bonificare e riconvertire le aree militari, dando sempre una testimonianza di lotta civile e non violenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha portato avanti, assieme a tanti cittadini, una lunga battaglia nei confronti delle speculazioni energetiche e immobiliari, sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza di una riappropriazione collettiva dei beni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha costruito il progetto di “S’iscola sarda sperimentali”, con lo scopo di ripensare il sistema dell’educazione e della formazione nel quale abbia risalto l’accrescimento delle capacità espressive degli studenti, ai fini del quale l’utilizzo della lingua sarda acquista un valore pregnante.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS è una forza propositiva che non vuole limitare il proprio agire alla sola opposizione rispetto alla miriade di progetti che continuamente in Sardegna vengono calati dall’alto, ma vuole proporre alternative credibili per chiunque scelga che questa terra diventi il proprio ambiente di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo tanti anni di attivismo politico riscontriamo l&#8217;emergere di una nuova consapevolezza diffusa, che intravede la speranza verso l’uscita da una condizione storica di subalternità che è prima di tutto nelle coscienze dei sardi, nella loro capacità di pensare se stessi come corpo collettivo, capace di soggettività politica e quindi di poter decidere responsabilmente il proprio futuro. Nel momento in cui gli abitanti vengono esclusi dalle decisioni che riguardano il proprio territorio, allora può accadere spesso che siano altri ad utilizzare le risorse locali (ambientali, territoriali, umane) per fini speculativi ed esterni, consumandole in maniera irreversibile e senza venire incontro ai bisogni dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi nel mondo le crisi congiunturali si abbattono con una forza devastante, soprattutto in quei territori che pagano più di altri le conseguenze di un asservimento economico e culturale reiterato nel tempo. La questione delle nuove povertà è oggi un&#8217;emergenza centrale per la Sardegna. Per abbatterle è necessario che la politica si concentri verso la ricerca di nuovi modelli di società dove sia possibile vivere in condizioni di maggiore benessere ed equità sociale. Per altro non è più pensabile oggi utilizzare i valori classici di misurazione della ricchezza, soprattutto quelli che si identificano nelle categorie della crescita economica illimitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto è sempre più importante produrre politiche che favoriscano lo sviluppo di nuove economie a base territoriale:</p>
<ul>
<li>incentivare la formazione dei sistemi di piccole imprese, nei settori dell’artigianato, dell’agroalimentare e dei servizi turistici. Si tratta, in questo caso, di ripensare un rapporto tra sistemi produttivi a base locale, dove acquisterebbero un valore aggiunto le peculiarità ambientali e paesaggistiche dei contesti socioculturali locali;</li>
<li><span style="text-align: justify;">promuovere politiche che puntino al perseguimento di un&#8217;elevata qualità del territorio, con la costruzione di relazioni virtuose fra le </span>comunità e l’ambiente in cui vivono. Per questo occorre che la società locale sia capace di recuperare le peculiarità del proprio territorio, riconoscendosi in esso per valorizzarlo attraverso la costruzione di nuove forme di legame sociale;</li>
<li><span style="text-align: justify;"> </span><span style="text-align: justify;">sensibilizzare verso la cura e la ricostruzione dei luoghi, anche </span>quelli compromessi da esternalità negative prodotte da attività che ne hanno minato la riproducibilità;</li>
<li><span style="text-align: justify;"> </span><span style="text-align: justify;">valorizzare i beni comuni territoriali attraverso </span>l’implementazione di pratiche durevoli e sostenibili;</li>
<li><span style="text-align: justify;">attivare nuove forme di cittadinanza consapevole, capaci di coniugare i saperi tradizionali con saperi esperti attraverso </span>forme di democrazia partecipativa. A tal proposito è importante attivarsi con la promozione di “arene deliberative” aperte ai cittadini e ai portatori di interessi, con l’obiettivo di sviluppare una rete di esperienze partecipative diffuse e articolate in tutto il territorio.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il perseguimento di uno sviluppo locale sostenibile è dunque una questione prioritaria per la Sardegna, poiché rappresenta una strada concreta per la creazione di una rete di sovranità locali che si fondano sul riconoscimento e la valorizzazione dell’identità dei luoghi e che deve essere prima di tutto uno sviluppo della società, per restituire alle persone la possibilità di essere protagoniste nelle decisioni che riguardano il proprio ambiente di vita e di relazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ pertanto necessario impegnarsi per ricostruire i legami sociali e rinforzare quelli già esistenti, favorendo la crescita di una società complessa e articolata che sia in grado di avere cura del proprio ambiente e del territorio. Riteniamo che questo sia un passaggio obbligato se si vuole raggiungere la condizione di una ricchezza durevole per la Sardegna e tutti i suoi abitanti. Siamo consapevoli che la conquista di tutte le sovranità, dall’economia ai trasporti, all’energia e alla fiscalità, è un processo che non potrà prescindere dall&#8217;obiettivo del raggiungimento di una piena indipendenza per questa terra. Affinché ognuno di noi possa liberamente e creativamente contribuire al bene di sé e di tutte le collettività di cui si sente parte.</p>
<p style="text-align: justify;">*****************************************************************************************</p>
<p style="text-align: justify;">IN SARDU</p>
<p style="text-align: justify;">*****************************************************************************************</p>
<p style="text-align: justify;">In custos deghe annos iRS at difesu sos diritos e sos interessos de sos sardos. S’est impignada, cun peraulas e atziones, pro sa terra nostra e sa zente acadìda dae lezes, sèberas e poderes  in tortu. At fatu proponimentos concretos pro garantire a donzi tzitadinu sa possibilidade de istare mezus.</p>
<p style="text-align: justify;">At denuntziadu sos isperperos de Abbanoa, fatende su comitadu Abbalibera, cuntra sa privatizzatzione de s’abba, cun modalidades comente s’autoredutzione de bulletas e proponende de cuncordare a nòu su sistema idricu in Sardigna.</p>
<p style="text-align: justify;">At dadu ideas pro sa politica de mobilidade chi àndet prus addae de sa continuidade territoriale, cun sas tratas de aereos nòas de sas ditas chi costant in mancu, gherrende dae semper cuntra su monopoliu Tirrenia e proponende sa dualidade “flotta sarda e cuncurrentzia”.</p>
<p style="text-align: justify;">At fatu s’ala a sos pastores, a sos massarzos sardos e a sas ditas acadidas da sas bancas, agiuende a impedire sa bèndida a s’asta de unu patrimoniu produtivu importante pro s’economia nostra e su benessere de chentinas de familias.</p>
<p style="text-align: justify;">S’est impignada pro sa difesa de sa terra e de sa salude de sa zente, fatende unu tribagliu mannu pro aère sanadas sas areas industriales e cuntra s’importatzione a mala gana de arga e bascaramine, at propostu ideas pro sa bonifica e su cunvertere in àteru sas areas militares, totu semper in modu tzivile e chena bravadas.</p>
<p style="text-align: justify;">At sighidu e gherradu, umpare a meda tzitadinos,  pro sas chistiones de sas speculaziones in sas energias e sos immobiles, fatende connoschere a s’opinione pubrica cantu est importante su torrare a tènnere totus umpare sos benes comunes.</p>
<p style="text-align: justify;">At fatu e progetadu s’Iscola Sarda Sperimentali, cun s’iscopu de annovare su sistema educativu e formativu in modu chi siant sas capatzidades espressivas de sos istudentes sas prus importantes, in ue s’impreu de sa limba sarda at unu valore ispecificu e pretzisu.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS est una fortza propositiva chi non chèret petzi opònnere a totucantos sos progetos chi in Sardigna sighint a essere mandados dae sos chi istant in altu, ma chèret dare àteras ideas, sas mezus pro chie si siat sèperat custa terra comente logu in ue ìstare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pùstis de annos de ativismu politicu amus bìdu chi est creschidu unu cunsideru, unu sèru nòu, chi incomintzat a bìdere s’ispera de chi essire dae una cunditzione de asservimentu chi est, in antis de totu, in sa cuscientzias de sos sardos, in sas issoro capatzitades de pensare issos e totu comente una colletivitade, chi siat sugetu politicu e duncas chi podet detzidere cun responsabilidade de su tempu chi at a bènnere. In su momentu in ue sos tzitadinos sunt bogados dae sas detzisiones chi pertocant su propriu logu, tando podet sutzedere chi siant àteros a impitare sas risorsas locales pro sos interessos issoro ebbìa, agabende a las consumare fintza a no nde poder prus aère e chena essere in cuncordu cun sos bisonzos de sos tzitadinos.</p>
<p style="text-align: justify;">In tempu de oje in su mundu sas crisis variegadas sunt fatende unu dannu mannu, mascamente in cussos logos chi prus de àteros pagant sos efetos de unu asservimentu economicu e culturale chi at sighidu in sos annos. Su fatu chi bi sunt nòas povertades est unu apretu tzentrale pro sa Sardigna. Pro las binchere dèvet essere sa politica a chircare àteros modos de aprontare sa sotziedade, in modu chi bi siat prus benessere e paridade in sa vidas issoro. E tando no si podet prus pensare de impitare sos valores classicos pro sa mesura de sa richesa, mascamente pro sos chi pertocant sas categorias de creschida economica chena limitatziones.</p>
<p style="text-align: justify;">Duncas est prus e prus importante faghere politicas chi agiuànt a s’isvilupu de economias nòas intre de sos logos e totu :</p>
<ul>
<li><span style="text-align: justify;">faghere in modu chi pòtat creschere su sistema de sas ditas minores, in s’artigianadu comente in s’agroalimentare e in su turismu. Cheret nàrrere chi si dèvet tòrrare a pensare su raportu intre de sos sistemas produtivos in su locale, in ue sas peculiaridades de su logu diant aère unu valore aditzionadu;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">promovere politicas chi àndent a mezorare sa calidade de su logu, cun progetos chi agiuent sas relatziones intre de sas comunidades e de su logu in ue istant. Pro custu bi chèret chi sa sotziedade locale resessat a recuperare sas peculiaridades de su logu sòu, reconnoschendesi in issu e totu in modu de lu mezorare cun sa costruzione de modellos nòos de legame sotziale;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">istruire su comente si diat incurare de sos logos, fintza a sos chi parent pèrdidos pro sas màlas atividades de sos anzenos chi los ant arruinados;</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">avalorare sos benes comunes de su logu cun praticas chi durent e chi si potant subèschere;</span></li>
<li>pònnere a fàghere modos nòos de acabare sos tzitadinos, in modu de assotziare sas ischidas traditzionales cun ischidas espertas cun modellos de democrazia partecipativa. Pro cussu est importante s’ativare promovende ‘zonas deliberativas’ pro totucanta sa zente e sos chi ant interessos, cun s’iscopu de mezorare una cuncordia de isperienscias articoladas in totu su logu.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Su sighire a progetare sa mezoria locale in modu de la podere subèschere tenet sa prioridade pro sa Sardigna, ca rapresentat unu modu concretu pro sa creazione de una cuncordia de sovranidades locales chi si agatent in sa valorizzazione de s’identidade de sos logos e chi dèvet essere in antis de totu su mezoru de sa sotziedade, pro tòrrare a dare a sa zente sa possibilidade de detzidere subra de in ue istant e si relatzionant. Duncas netzessitat de s’impignare pro tòrrare a aère sos legames sotziales e faghere prus fortes sos chi ja como esistint, agiuende a sa creschida de una sotziedade difitzile e articolada chi siat istruida pro s’incurare de su logu sòu. Pensamus chi custu siat unu passu chi no si nde podet fagher in mancu si si chèret lòmpere a una richesa chi duret pro sa Sardigna e duncas pro sos chi bi istant. Semus acabados chi pro otènnere totas sas sovranidades, chi siat economica o de sa mobilidade, chi siat energetica o fiscale, est unu tretu chi no podet essere divesciu dae su lòmpere a s’indipendentzia de custa terra.</p>
<p style="text-align: justify;">In modu chi donziunu de nois potat, liberamente e a manera creativa, agiuare a mezorare su bene sòu e de totas sas colletividades de sas chi si sentit de faghere parte.</p>
<p style="text-align: justify;">*********************************************************************************************</p>
<p>Partecipa alla festa per i dieci anni di iRS!  <a href="https://www.facebook.com/events/484101225010153/?fref=ts">https://www.facebook.com/events/484101225010153/?fref=ts</a><br />
<a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/07/deghe-annos.jpg" rel="lightbox[12403]"><img class="alignleft size-full wp-image-12408" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/07/deghe-annos.jpg" alt="deghe annos" width="720" height="265" /></a></p>
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<p>Deghe Annos de iRS, una ìstoria de impignu pro sa Sardigna, gherrande pro su bene de totus.</p>
<p>Sempre umpare a sos sardos e a totus sos chi cherent custa terra libera e felice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TISSI – EX MA’ | 29 Luglio 2013</p>
<p>Ore 18:30 Tavola Rotonda</p>
<p>Sviluppo locale e nuove sovranità.<br />
Quale governo per la Sardegna?</p>
<p>interverranno:</p>
<p>PLACIDO CHERCHI<br />
Filosofo &#8211; Antropologo</p>
<p>MASSIMO DADEA<br />
Assessore Regionale alle riforme (2004-2009)</p>
<p>ENRICO LOBINA<br />
Consigliere del comune di Cagliari</p>
<p>VINCENZO MIGALEDDU<br />
Presidente di iSDE – Sardegna</p>
<p>VITO BIOLCHINI<br />
Giornalista – Blogger</p>
<p>ROBERTO COTTI<br />
Senatore &#8211; Movimento Cinque Stelle</p>
<p>GAVINO SALE<br />
Presidente di iRS | Consigliere della Provincia di Sassari</p>
<p>Modera: ARIANNA MARROCU</p>
<p>Ore 21 | Concerti</p>
<p>Beppe Dettori<br />
VIDEO: <a href="http://youtu.be/Z34gGMeCkH0" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://youtu.be/<wbr />Z34gGMeCkH0</a></p>
<p>Nasodoble<br />
VIDEO: <a href="http://youtu.be/udCyjALUCUw" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://youtu.be/<wbr />udCyjALUCUw</a></p>
<p>saluto musicale di<br />
Vinicio Capossela</p>
<p>a seguire<br />
Dj Davide Merlini</p>
<p>Si ringrazia la comunità Tissi per l&#8217;ospitalità</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La regione si dimentica di Quirra</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 11:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dialogo è stato ed è lo strumento creatore di interconnessioni che, da dieci anni e con grande impegno, movimenti politici, associazioni, comitati e società civile praticano affinché sia fatta luce sui poligoni militari in Sardegna. Un tenace argine di attivisti ha resistito alla via facile della rassegnazione ed è stato capace di pensare l&#8217;altrimenti<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2012/08/la-regione-si-dimentica-di-quirra/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/quirra-militare.jpg" rel="lightbox[11308]"><img class="alignleft size-full wp-image-11309" title="Zona Militare" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/08/quirra-militare.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il dialogo è stato ed è lo strumento creatore di interconnessioni che, da dieci anni e con grande impegno, movimenti politici, associazioni, comitati e società civile praticano affinché sia fatta luce sui poligoni militari in Sardegna. Un tenace argine di attivisti ha resistito alla via facile della rassegnazione ed è stato capace di pensare l&#8217;altrimenti e l&#8217;altrove sul disastro umano ed ambientale prodotto dalle servitù militari nell&#8217;isola. In prima linea movimenti come iRS, Gettiamo le basi, Sardigna Natzione, il Comitato per la salute e l&#8217;ambiente del Sarrabus oggi ampliato in Su Jassu, i familiari delle vittime dell&#8217;uranio, l’associazione culturale &#8220;Orrea&#8221; di S.Vito &#8211; che promosse un incontro pubblico a Villaputzu con la Dott.ssa Gatti oggi consulente di Fiordalisi &#8211; l&#8217;autore del libro-denuncia &#8220;Il pettine senza denti&#8221; Sergio Casu &#8211; già organizzatore di una memorabile presentazione dello stesso alla Feltrinelli a Milano con la presenza di iRS, Franca Rame e Dario Fo &#8211; e infine la Tavola sarda della pace. Proprio buona parte di questo motore di coscienza collettiva viene ora tenuto fuori dalla costituzione di parte civile nei processi preliminari della Procura di Lanusei sul Caso Quirra. <strong>Si costituiranno parte civile il Comune di Perdasdefogu e la Provincia d&#8217;Ogliastra? Il WWF, Legambiente, i partiti di centro sinistra e centro destra dov&#8217;erano in tutto questo tempo? Quanti sindaci hanno taciuto mentre noi eravamo presenti?<span id="more-11308"></span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta di una fredda restituzione alla storia della verità perché sia riconosciuta dignità agli audaci che in tempi omertosi parlavano, ma di domande lecite che ricordano che tra l&#8217;individuo e l’istituzione c&#8217;è l&#8217;esistenza comunitaria. Quella sarda è originata da solidi valori di relazioni più che da rapporti strumentali, ed è prassi che quando l&#8217;istituzione è vissuta come estranea a questa corrente di reciprocità, è ovvio che sta scadendo il tempo della &#8220;democrazia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio costituirà un precedente il fatto che un&#8217;associazione come <em>Gettiamo le basi</em>, riconosciuta al pari degli altri come membro interno della Commissione Monitoraggio sul P.I.S.Q. (Poligono Interforze Salto di Quirra) dagli ex Ministri della Difesa Parisi e poi La Russa, non venga ascoltata in Tribunale come parte civile. <strong>Ma la drammatica sintassi della Questione Sarda la manifesta ancora una volta la Regione Sardegna che accoglie i due milioni e mezzo di euro per il Monitoraggio accettando che la Procura di Lanusei ne riveli i gravi difetti, ma viene esclusa per ora dal processo, per essersi presentata colpevolmente in ritardo alla costituzione di parte</strong>, lasciando sul campo un conflitto di costituzionalità delegato al linguaggio della giurisprudenza continuando a non vedere, non sentire, non parlare da ormai 50 anni, quando in ballo ci sono omissioni d&#8217;atti d&#8217;ufficio, la tutela della salute pubblica e i morti.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo consapevoli del rischio di sterilizzazione del vitale per un&#8217;immagine confezionata, visto che per questi signori le bonifiche si traducono in recinzioni e cartelli di divieto e visti gli incontri che i sindaci dei comuni coinvolti dalla presenza militare stanno promuovendo tra loro, al chiuso. L&#8217;interlocuzione è sicuramente un fattore di grande importanza perché è tempo di assunzioni di responsabilità in questi mesi e per l&#8217;immediato futuro, forse più veloce delle carte bollate, ma li invitiamo a sostenere le grandi scelte con un dialogo aperto a tutti i movimenti. Un coordinamento delle parti che hanno lavorato su questo tema nazionale ha bisogno di trasparenza e di lealtà politica. E&#8217; ovvio che c&#8217;è l&#8217;idea dello spostamento del dibattimento processuale in sede ben lontana da Lanusei, in tempi di forte presa di coscienza, la valigia pronta tenterà di portare via con se l&#8217;offesa, ma noi non siamo per niente rassegnati a dimenticare, figuriamoci a soccombere.</p>
<p><em> Bettina Pitzurra &#8211; Esecutivu Natzionale iRS</em></p>
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		<title>Quirra, una sottomissione politica senza fine</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 19:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulle servitù militari in Sardegna, è chiaro a tutti che il nodo è politico. L’accordo sottoscritto dal PD di Soru e Parisi il 26 Settembre del 2008 sull’ampliamento aerospaziale del Poligono Interforze del Salto di Quirra in cambio del ridimensionamento di Teulada e Capo Frasca, vede oggi nella proposta-rilancio dell’on. Scanu in Senato il silenzio<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2012/06/quirra-una-sottomissione-politica-senza-fine/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11106" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/06/drone.jpg" rel="lightbox[11105]"><img class="size-medium wp-image-11106 " title="Nella foto un drone militare " src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/06/drone-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto un drone militare </p></div>
<p style="text-align: justify;">Sulle servitù militari in Sardegna, è chiaro a tutti che il nodo è politico.<br />
L’accordo sottoscritto dal PD di Soru e Parisi il 26 Settembre del 2008 sull’ampliamento aerospaziale del Poligono Interforze del Salto di Quirra in cambio del ridimensionamento di Teulada e Capo Frasca, vede oggi nella proposta-rilancio dell’on.</p>
<p style="text-align: justify;">Scanu in Senato il silenzio assenso del centro destra, perché la scienza che fa coincidere il civile con il militare è bipartisan, ed è pure “benedetta”.<span id="more-11105"></span><br />
E’ giunto così al dunque il progetto del corridoio aereo Decimomannu-Perdasdefogu per l’uso dei Droni volanti (Unmanned Air Vehycle), non quelli che fanno ricerca archeologica in territori impervi, ma quelli che utilizzano CIA e NATO.</p>
<p style="text-align: justify;">
Sono gioielli capaci di eliminare i terroristi di Al Quaeda spesso radendo al suolo villaggi e scuole inermi, pilotati dal Nevada nella Creech Air Force Base di Indian Spring da diciottenni con le stellette alla consolle.</p>
<p style="text-align: justify;">I robot senza pilota sono in grado di rimanere oltre venti ore nelle zone operative: in quel 2008 la Difesa italiana stipulava un contratto di 330.000 milioni di dollari per quattro Reaper armati, mentre sul versante Pakistano gli americani colpivano in più di trenta casi, uccidendo figure di rilievo dei quadri quaedisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Giocattoli civili o letali, che fanno rumore solo quando decollano e poi non si vedono più e non si sentono, apparecchi della guerra telecomandata per cui bastano nove mesi di addestramento contro i diciotto per un pilota di Caccia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’uso dei Droni volanti in Sardegna, in quest’ultima tornata elettorale è entrato nel programma dell’ex sindaco di Perdasdefogu</strong>, forte della Pista Tattico-Polifunzionale già in cantiere per due kilometri e mezzo, e non ancora attiva sulla piana del Cardiga. Ma anche all’interno dei localismi più vincolati dalle servitù, meglio si comprende oggi quali esiti comporta la non conoscenza dei problemi degli altri, dal sardo più limitrofo al bambino afghano.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_11107" class="wp-caption alignright" style="width: 224px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/06/2008-10-09-PD-sardu-cheret-sa-gherra.jpg" rel="lightbox[11105]"><img class="size-medium wp-image-11107 " title="Nel 2008 il Partito Democratico aveva chiesto l'ampliamento del P.I.S.Q." src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/06/2008-10-09-PD-sardu-cheret-sa-gherra-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Nel 2008 il Partito Democratico aveva chiesto l&#8217;ampliamento del P.I.S.Q.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Questo PD cerca di accontentare un po’ tutti: manterranno un pugno di posti di lavoro gli operatori della Vitrociset o la Galileo Avionica e gli addetti alle pulizie ancora senza stipendi, mentre accordi tra Multinazionali, tra cui Finmeccanica con i carrelli di diagnostica e monitoraggio dei Caccia USA, avranno libero accesso nel Poligono Interforze più grande d’Europa, come ancora ce l’hanno i carri armati a Teulada o i vettori spaziali a Capo San Lorenzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di servitù militari si tratterà e si tratta nel presente, perché il COMIPAR, Comitato misto paritetico civili e militari in Regione, non si è presentato nella seduta di rinnovo degli addestramenti fino a Dicembre.<br />
Un altro rinvio, un braccio di ferro che però non ha mai prodotto l’interruzione delle esercitazioni e delle sperimentazioni nelle basi sarde.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa è la miseria di una sottomissione politica</strong> incapace di applicare come passo di sovranità quel Principio di Precauzione sancito dai protocolli internazionali come immediata salvaguardia della nostra salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nome di questa e della dignità nostra, è grazie al lavoro della società civile, dei Comitati e dei movimenti indipendentisti come iRS che la Procura di Lanusei ha smosso le responsabilità ora a giudizio per venti indagati sul caso Quirra.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica bipolare sarda attraverso l’on. Scanu ha semplicemente disposto su un piatto d’argento l’accordo sul risparmio economico della Difesa italiana in cambio di altri segreti militari e di altri segreti industriali.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi le proposte e le indicazioni della sua Commissione in Senato hanno parlato chiaro anche sui ruoli operativi:” individuare nell’ambito dello Stato Maggiore della Difesa ed eventualmente degli Stati Maggiori di Arma, le funzioni preposte alla programmazione, al coordinamento ed all’attuazione delle bonifiche dei poligoni di tiro” e “impegnare il Governo all’inserimento a partire dalla prossima Legge di stabilità 2013 di un congruo ed adeguato finanziamento pluriennale dedicato alle opere di bonifica dei poligoni militari”.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi crediamo sia prioritario esprimersi seriamente sul rapporto Regione sarda- Stato italiano, quantificare il danno creato dalla presenza delle servitù nell’isola, <strong>avviare un piano generale di riconversione adeguato alla nostra economia</strong> comprese le bonifiche da noi guidate e controllate e da loro pagate, senza svenderci per un piatto di lenticchie avvelenate.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ora, ciclicamente, procederanno le puntate giudiziarie sugli indagati, che come febbri malariche, richiameranno la nostra attenzione e la nostra indecenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Bettina Pitzurra &#8211; Esecutivu Natzionale iRS</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>iRS occupa il poligono di Quirra nel 2004</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2004 12:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[quirra]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle azioni di irs piu' ecclatanti, l'occupazione del poligono militare di Quirra]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<a href='https://www.irsonline.net/2004/09/irs-occupa-il-poligono-di-quirra-nel-2004/irs-occupa-il-poligono-di-quirra-2/'><img width="150" height="150" src="https://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2015/03/iRS-occupa-il-poligono-di-Quirra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="iRS occupa il poligono di Quirra" /></a>
<a href='https://www.irsonline.net/2004/09/irs-occupa-il-poligono-di-quirra-nel-2004/processo-per-occupazione-pisq-14-ottobre-2004-012/'><img width="150" height="150" src="https://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2015/03/Processo-per-occupazione-PISQ-14-ottobre-2004-012-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Processo per occupazione PISQ 14 ottobre 2004  012" /></a>
<a href='https://www.irsonline.net/2004/09/irs-occupa-il-poligono-di-quirra-nel-2004/processo-per-occupazione-pisq-14-ottobre-2004-017/'><img width="150" height="150" src="https://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2015/03/Processo-per-occupazione-PISQ-14-ottobre-2004-017-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Processo per occupazione PISQ 14 ottobre 2004  017" /></a>
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