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	<title>iRS &#187; monopolio</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>La prigione d&#8217;acqua di Vincenzo Onorato</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I ricavi annuali di Tirrenia sono di 300 milioni di euro grazie ad una dotazione di 16 navi, un numero di passeggeri trasportati pari a 12 mila e, cosa di non di poco conto, un contributo statale di 72 milioni di euro annuali fino al 2020 per sostenere la continuità territoriale marittima da e per<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2015/07/la-prigione-dacqua-di-vincenzo-onorato/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I ricavi annuali di Tirrenia sono di 300 milioni di euro </strong>grazie ad una dotazione di 16 navi, un numero di passeggeri trasportati pari a 12 mila e, cosa di non di poco conto, un contributo statale di 72 milioni di euro annuali fino al 2020 per sostenere la continuità territoriale marittima da e per la Sardegna. Il fatturato di Moby Lines si aggira intorno ai 300 milioni di euro grazie ad una flotta di 40 navi che danno lavoro a 1100 dipendenti. Entrambe le compagnie sono due colossi del mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso andasse a buon fine la scalata a Cin-Tirrenia da parte del presidente della <strong>Moby Lines Vincenzo Onorato</strong>, il mercato dei mari sardo cadrebbe per il 90% nelle mani di un&#8217;unica società sotto il controllo di Onorato stesso. Questo contesto segnerebbe l&#8217;addio alla libera concorrenza, ai diritti dei consumatori a tariffe sostenibili, al marketing territoriale, allo yield management, alla pianificazione turistica e alle politiche commerciali sull&#8217;import/export delle merci. Si profila conseguentemente all&#8217;orizzonte un ulteriore e conclusivo scippo alla Sardegna della sua già quasi inesistente sovranità sui trasporti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui bene hanno fatto la Giunta e l&#8217;Assessore ai Trasporti Deiana a presentare un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato avverso la scalata dell’armatore Vincenzo Onorato a Cin-Tirrenia, poichè non è accettabile che la quasi totalità delle quote di mercato risiedano nelle mani di una sola società, certificando di fatto un regime di monopolio finanziato oltretutto con<strong> 72 milioni di euro di contributi pubblici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda di GoInSardinia è stata sintomatica della situazione che in queste ore si sta concretizzando nella direzione opposta, ovvero l&#8217;esigenza di dare ai sardi, e non solo, il diritto alla mobilità a prezzi ragionevoli, evitando nello stesso tempo il configurarsi di monopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo può avvenire in due modi: liberalizzando il mercato con la supervisione della Regione che fissa gli standard minimi di erogazione del servizio, oppure con un intervento diretto, sempre della Regione, nella realizzazione di una <strong>flotta sarda che operi in regime di concorrenza dentro un mercato integralmente liberalizzato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS sostiene l&#8217;azione della Giunta nel voler bloccare la scalata dell&#8217;armatore Onorato. Se si vuole ripartire con una politica dei trasporti seria la prima cosa da eludere è che si formi un monopolio di fatto. iRS ha da sempre sostenuto la creazione di una flotta sarda capace di garantire il diritto dei sardi alla mobilità e che rappresentasse, in secondo luogo, un dispositivo di programmazione economico e turistico. Queste ultime vicende dovrebbero far riflettere sulla precisa strategia di intervento da operare per far uscire i sardi dalla prigionia dei trasporti dalla quale è tempo di liberarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A chi fa paura GoinSardinia?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 14:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fin dai primi giorni della nascita di GoinSardinia nel 2013, iRS aveva visto con favore l&#8217;idea di alcuni imprenditori turistici del Nord Sardegna di creare una compagnia di navigazione con soli capitali privati, al fine di spezzare la struttura oligopolista del sistema dei trasporti marittimo. Non bisogna dimenticare che Tirrenia, con i suoi 72 milioni annui di contributo<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/09/a-chi-fa-paura-goinsardinia/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fin dai primi giorni della nascita di GoinSardinia nel 2013, iRS aveva visto con favore l&#8217;idea di alcuni imprenditori turistici del Nord Sardegna di creare una compagnia di navigazione con soli capitali privati, al fine di spezzare la struttura oligopolista del sistema dei trasporti marittimo. Non bisogna dimenticare che Tirrenia, con i suoi 72 milioni annui di contributo statale, gestiva la mobilità da e per la Sardegna con prezzi proibitivi, arrecando un grave danno alla competitività di tutto il comparto turistico. Tale sfida imprenditoriale nasceva quindi da una esigenza reale e contingente, ovvero praticare tariffe più accessibili per tutti per sostenere l&#8217;efficienza del mercato turistico.<span id="more-14349"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi il progetto GiS ha avuto una brusca battuta d&#8217;arresto dovuta a molteplici fattori. Passata l&#8217;emergenza spetterà ovviamente alla magistratura e agli organi preposti fare chiarezza sulla vicenda. Il management di GiS dovrà rispondere della gestione aziendale e dei danni arrecati all&#8217;utenza, vittima inconsapevole degli immensi disagi creatisi; ingente è anche il danno di immagine subito dal sistema turistico. Su tutto questo bisognerà avviare le dovute riflessioni. In ogni caso, e al netto di queste doverose considerazioni, la vicenda che ha visto protagonisti i circa 200 imprenditori consorziarti in GiS lascia scoperto il nervo dei trasporti in Sardegna. Un asset economico e strutturale fondamentale che nel passato ha creato disagi ben più gravi di quelli a cui stiamo assistendo in questi giorni. Uno su tutti la campagna mediatica sul &#8220;caro-traghetti&#8221; che ha allontanato migliaia di turisti dalla Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza nessuna vena polemica iRS vuole porre pubblicamente delle domande al fine di avviare una serena riflessione sul come trovare delle soluzioni percorribili, al fine di dotare l&#8217;Isola di un sistema di mobilità efficiente, competitivo e trasparente. Perchè la Regione, pur essendo a conoscenza di ciò che stava per accadere non è interventuta anche solo per salvare l&#8217;immagine dell&#8217;Isola? Perché l’Assessore regionale ai Trasporti, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Capitaneria di Porto hanno permesso che la Anek Lines portasse nel Pireo la nave, prima ancora che si chiarissero le circostanze e le responsabilità reciproche? Non si poteva precettare la nave, costringerla a viaggiare per questioni di pubblica sicurezza, garantendo così il rientro dei possessori di regolare biglietto ed evitando che molti di questi comprassero nuovi ticket a prezzi altissimi? Chi ha avuto paura che il progetto funzionasse e che gli imprenditori da duecento potessere diventare nel giro di poco tempo molti di più?</p>
<p style="text-align: justify;">iRS ritiene fondamentale che l&#8217;Isola eserciti piena sovranità sui trasporti aereo-marittimi, in modo da poter liberalizzare davvero il mercato oppure attuare una politica industriale pubblica in materia. Solo così si possono pianificare il marketing, i prezzi, il turismo, le esportazioni/importazioni: tutto in base alle reali esigenze della Sardegna, del suo sistema produttivo e di tutti quelli che hanno desiderio di venire a visitare la nostra splendida Isola. Iniziative come quelle di GoinSardinia sono sintomatiche di un problema che l&#8217;intero apparato produttivo sardo si trascina da decenni. Da parte del management di GiS sono stati compiuti sicuramente degli errori, ma non bisogna buttare il bambino con l&#8217;acqua sporca. E&#8217; necessario invece riflettere e porsi delle domande sul perchè sia nata la necessità che un gruppo di imprenditori, messi in ginocchio da un sistema di fatto oligopolista, abbiano creato una compagnia di navigazione nuova, incontrando mille intoppi a partire dalla costante difficoltà di accesso al credito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pericolo è che nel 2015 ci ritroveremo nuovamente con delle tariffe inaccessibili e ostaggi del ben noto meccanismo del sistema di trasporto marittimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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