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	<title>iRS &#187; acqua non potabile</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>Interrogazione sul divieto del consumo umano diretto dell&#8217;acqua nel comune di Sassari</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 15:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Tàtari]]></category>
		<category><![CDATA[abbanoa]]></category>
		<category><![CDATA[acqua non potabile]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[sassari]]></category>

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		<description><![CDATA[PREMESSO che: &#8211; la mission di Abbanoa Spa è la gestione omogenea e unitaria del servizio idrico integrato della Sardegna, così da garantire, nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente, la fornitura dell&#8217;acqua con la stessa qualità, lo stesso livello di servizio e la stessa tariffa in tutto il territorio regionale: dal capoluogo al comune più isolato; &#8211;<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2015/06/interrogazione-sul-divieto-del-consumo-umano-diretto-dellacqua-nel-comune-di-sassari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>PREMESSO</strong> che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; la mission di Abbanoa Spa è la gestione omogenea e unitaria del servizio idrico integrato della Sardegna, così da garantire, nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente, la fornitura dell&#8217;acqua con la stessa qualità, lo stesso livello di servizio e la stessa tariffa in tutto il territorio regionale: dal capoluogo al comune più isolato;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; nello stabilire le tariffe l&#8217;Autorità per l&#8217;energia elettrica il gas e il sistema idrico adotta i seguenti principi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>garantire che gli utenti non sostengano oneri impropri;</li>
<li>assicurare meccanismi di salvaguardia per le utenze economicamente disagiate;</li>
<li>collegare le tariffe con la qualità del servizio in modo da evitare che i gestori realizzino margini, peggiorando il servizio fornito;</li>
<li>riconoscere il costo del servizio sulla base di valori efficienti;</li>
<li>riconoscere il costo dei soli investimenti effettivamente realizzati;</li>
<li>promuovere la tempestiva entrata in esercizio delle infrastrutture oggetto di investimento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>VALUTATO</strong> che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; il provvedimento n. 26/75 del CIP (Comitato Interministeriale Prezzi) all’art. 13 stabilisce un limite del 50% del prezzo relativo alle forniture di acqua per ogni uso quando la fornitura abbia per oggetto acque idonee solo agli usi igienici;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; nel documento Right to Water (settembre 2007) dell&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile e ai servizi sanitari viene definito nel novero dei diritti umani;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; nell&#8217;anno 2015 sono state otto le ordinanze del comune di Sassari in cui veniva prescritto il divieto di utilizzo per il consumo umano diretto dell&#8217;acqua (n. 7, 14, 18, 21, 35, 49, 50, 56) e che hanno coinvolto principalmente le zone di Palmadula, Centro storico, Monte Rosello, Latte Dolce, Porcellana, Sacro Cuore, Piandanna, Santa Maria di Pisa e Predda Niedda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CHIEDE</strong> di interrogare il Presidente della Regione e l&#8217;Assessore dei Lavori Pubblici per sapere se</p>
<p style="text-align: justify;">Se intendano attuare le procedure di indennizzo del 50%, così come previsto dal provvedimento n. 26/75 del CIP (Comitato Interministeriale Prezzi) all’art. 13, sia per i cittadini del comune di Sassari, sia per tutti quelli che abbiano subito gli stessi gravi disagi a causa dei disservizi di Abbanoa in materia di utilizzo per il consumo umano diretto dell&#8217;acqua.</p>
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		<title>Abbanoa si appella alla legge solo per riscuotere crediti</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 14:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[abba libera]]></category>
		<category><![CDATA[abbanoa]]></category>
		<category><![CDATA[acqua non potabile]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[risarcimenti]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbanoa S.p.a. oggi è al centro di un polverone, tra indagini della magistratura, accumulo di debiti, tubature colabrodo e ultimo il deposito cauzionale. Abbanoa S.p.a. sta già addebitando sulle bollette di migliaia di cittadini il deposito cauzionale di circa 50 euro, ma in alcuni casi arriva a toccare anche il doppio di questa cifra. Secondo i<div class="read-more"><a href="https://www.irsonline.net/2014/12/abbanoa-si-appella-alla-legge-solo-per-riscuotere-crediti/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbanoa S.p.a. oggi è al centro di un polverone, tra indagini della magistratura, accumulo di debiti, tubature colabrodo e ultimo il deposito cauzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbanoa S.p.a. sta già addebitando sulle bollette di migliaia di cittadini il deposito cauzionale di circa 50 euro, ma in alcuni casi arriva a toccare anche il doppio di questa cifra.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dirigenti di Abbanoa S.p.a., il deposito cauzionale sarebbe giustificato dall’esigenza di coprire eventuali insolvenze. A chi chiede spiegazioni, e oggi chi le chiede è la Guardia di Finanza, Abbanoa risponde che tutto è stato fatto secondo le norme.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’applicazione della nuova tariffa con effetto retroattivo, che ha permesso ad Abbanoa di rimettere il bilancio in linea di galleggiamento, oggi indaga l&#8217;antitrust.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attività di Abbanoa e’ stata caratterizzata, fin dalla sua nascita, da una gestione disastrosa che ha provocato un&#8217;infinità di disservizi.  É di ieri l’ordinanza del vicesindaco di Sassari Gianni Carbini che recita: “<strong><em>l&#8217;acqua non è idonea al consumo umano diretto e per la preparazione degli alimenti”. </em></strong>Dai controlli compiuti dal dipartimento di Prevenzione &#8211; servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione della Asl è emerso che l’acqua della condotta, per l’ennesima volta, non è conforme ai parametri chimici (alluminio, manganese, ferro) oltre che per colore e torbidità. Questo in alcuni paesi della Sardegna è la prassi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’acqua non è potabile ma il prezzo del servizio idrico rimane immutato.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbanoa Spa, che conosce bene la legge quando deve riscuotere crediti, dovrebbe sapere, come abbiamo segnalato più volte, che esiste un provvedimento n. 26/75 del CIP (Comitato Interministeriale Prezzi) che all’art. 13 stabilisce un limite del 50% del prezzo relativo alle forniture di acqua per ogni uso quando la fornitura abbia per oggetto acque idonee solo agli usi igienici; alcune pronunce giurisprudenziali hanno già condannato gli enti gestori alla restituzione della metà dei canoni percepiti indebitamente; è vero infine che l’erogazione di acqua non potabile – senza naturalmente che ciò sia reso noto all’utente e sia oggetto di un apposito accordo – rappresenta un illecito amministrativo, sanzionato con diverse misure pecuniarie dall’art. 19 della L. 31/2001 (che ha recepito la disciplina dell’ormai abrogato D.P.R. 236/88).</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la giurisprudenza, se il Comune o l’ente gestore fornisce acqua non potabile perché <strong>inquinata</strong><strong> </strong>si considera inadempiente. In tal caso l’utente ha diritto alla <strong>riduzione del corrispettivo</strong><strong> </strong>dovuto per il consumo: in pratica, uno sconto sulla bolletta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una diversa decisione ha considerato la somministrazione di acqua non potabile un inesatto adempimento del contratto di fornitura, tanto da consentire all’utente di chiedere uno <strong>sgravio</strong><strong> </strong>del canone per il periodo di mancata utilizzazione dell’acqua, oltre che al <strong>risarcimento dei danni</strong><strong> </strong>per responsabilità contrattuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, una più recente sentenza ha chiarito che il cittadino ha diritto a chiedere il <strong>dimezzamento </strong>del canone mensile da corrispondere al fornitore e, nello stesso tempo, una somma a titolo di <strong>indennizzo</strong> per il disagio (come quello di aver dovuto acquistare, al supermercato, l’acqua potabile).</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, in caso di fornitura di acqua non potabile Abbanoa dovrebbe decurtare la tariffa del cinquanta per cento, come prevede la legge, ma invece si continua a far pagare il servizio a prezzo pieno: 1,38 euro a metro cubo nella fascia media cioè quella con consumi compresi tra 141 e i 200 metri cubi annui.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS </em>invita l’amministrazione comunale a tutelare i cittadini, che davanti a situazioni di questo tipo si trovano indifesi, provvedendo a richiedere all&#8217;ente gestore Abbanoa S.p.a. il decurtamento della bolletta per tutto il periodo in cui, contravvenendo al contratto stipulato con gli utenti, lo stesso fornisce acqua non potabile.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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