Non bruciamoci il futuro, iRS aderisce al comitato

0

iRS, indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, lavora da molti anni  e si adopera con i suoi attivisti per costruire coscienza civile per un utilizzo dei nostri territori che sia guidata dal senso di responsabilità e dal principio democratico che vede i cittadini coinvolti nelle scelte, politiche ed economiche, che riguardano la nostra terra.

Per questo  ha aderito al comitato spontaneo nato a  Macomer “Non bruciamoci il futuro”.

Sabato 22 gennaio 2011 nella cittadina del Marghine ci sarà una tavola rotonda volta, verosimilmente, a validare la scelta di costruire a Tossilo un nuovo inceneritore.

Tralasciando le riserve tecniche che si potrebbero muovere al progetto in questione, iRS ricorda che esistono oggi diverse alternative all’incenerimento dei rifiuti come ad esempio  l’impianto di Tergu – Vedelago e altre esperienze internazionali.

Questi sistemi alternativi risolverebbero il problema dell’inquinamento dell’aria e del terreno in quanto, non usando la combustione per il trattamento dei rifiuti, non producono diossine e nanoparticelle, che attraverso le essenze pascolative entrano nella catena alimentare compromettendo la qualità e la salubrità dei nostri prodotti, in particolare quelli di origine animale, contaminando persino il latte materno.

Come per la questione Quirra, si propone uno studio epidemiologico per verificare scientificamente la reale esistenza e la portata di queste problematiche sanitarie e ambientali di non poco rilievo per la salute pubblica e l’economia del territorio.

E’ arrivato per iRS il momento di fare delle scelte: vogliamo mantenere un ambiente sano per prevenire patologie tumorali e deficit del sistema immunitario; vogliamo incentivare l’agricoltura e l’agricoltura di qualità, valorizzare i nostri prodotti DOP, IGP, DOC, da agricoltura biologica e/o eco-compatibile, come previsto dalle nuove linee della CE, o preferiamo operare una scelta, come quella dell’incenerimento dei rifiuti, che andrebbe a danneggiare ulteriormente un settore già in crisi come quello agro-pastorale?

Quale futuro si intende programmare per il nostro territorio considerato che l’agricoltura e l’allevamento sono incompatibili con l’inceneritore? Dobbiamo rassegnarci a lavorare per ammalarci o si possono operare altre scelte?

Sono state tenute nella giusta considerazione le esigenze delle aziende agricole e di trasformazione agro-alimentare, quelle dei più di mille firmatari/aderenti al Comitato “Non bruciamoci il futuro” e della cittadinanza preoccupata per la propria salute?

iRS in riferimento a tutto ciò propone di sospendere la decisione di installare un nuovo inceneritore, di applicare il principio di precauzione visto che le ricerche sulla nocività per l’ambiente e la salute pubblica o non ci sono state o sono state insufficienti o discordanti, di prendere in considerazione gli esistenti sistemi alternativi all’incenerimento e di avviare in merito una consultazione  con la cittadinanza e le aziende che lavorano sul territorio prima di prendere qualunque decisione definitiva.

TzdA iRS Nùgoro

Share.

Leave A Reply