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	<title>iRS &#187; savoia</title>
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		<title>A Santa Teresa Gallura si omaggiano i Savoia: un&#8217;umiliazione per i Sardi</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 13:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa l&#8217;amministrazione Comunale di Santa Teresa Gallura, guidata dalla sindaca Nadia Matta, ha promosso e presumibilmente autorizzato il posizionamento (in attesa di inaugurazione) di un busto in marmo bianco raffigurante Pierre Francois Marie Magnon in alta uniforme con annessa dicitura “&#8230;principiò l&#8217;opera di progresso in questa remota frontiera del Regno di Sardegna.” Sarebbe<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2021/04/a-santa-teresa-gallura-si-omaggiano-i-savoia-unumiliazione-per-i-sardi/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Qualche giorno fa l&#8217;amministrazione Comunale di Santa Teresa Gallura, guidata dalla sindaca Nadia Matta, ha promosso e presumibilmente autorizzato il posizionamento (in attesa di inaugurazione) di un busto in marmo bianco raffigurante <strong>Pierre Francois Marie Magnon</strong> in alta uniforme con annessa dicitura “&#8230;<i>principiò l&#8217;opera di progresso in questa remota frontiera del Regno di Sardegna</i>.” </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Sarebbe peggio di arrivare a Fertilia o ad Arborea e trovarsi davanti ad una statua in onore di Benito Mussolini che viene ringraziato dai cittadini per aver fondato il paese.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Nell&#8217;anno 2021, quando in tutto il mondo il dibattito sui simboli e monumenti di personaggi storici che hanno dominato con crudeltà e si sono rivelati predatori violenti verso le popolazioni deboli, quando c&#8217;è un acceso dibattito sull&#8217;odonomastica dedicata alla casa Savoia e molti comuni sardi rimuovono la simbologia e rimuovono i loro nomi da vie e piazze a loro dedicate per intitolarle a chi ha dato lustro alla Sardegna, il paese di Santa Teresa Gallura in totale controtendenza pensa di dedicare un monumento per omaggiare <strong>uno dei rappresentanti più sanguinari e infami dei Savoia in Sardegna</strong>. P.F. M. Magnon! </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Il fatto ancora più umiliante è che la statua dal tiranno è stata posizionata ai piedi della torre di Longosardo dove fu assassinato uno degli ultimi rivoluzionari sardi, Prete Francesco Sanna Corda, senza nessun rispetto per chi morì per la liberazione della Nazione Sarda. Senza nessun rispetto per la Sardegna e per il Popolo Sardo, che dai Savoia hanno subito deportazioni, violenze, furti. Di cui ancora portiamo indelebili cicatrici.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Sarebbe come posizionare una statua in onore di Adolf Hitler all&#8217;ingressodel campo di concentramento di Auschwitz.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Ma chi è Pierre Francois Marie Magnon?</strong> <span style="color: #000000;">Costui arrivò in Sardegna nel 1799 come sottotenente dei Cacciatori Esteri. Nel gennaio del 1800 fu promosso luogotenente effettivo e nello stesso autunno, probabilmente, prese parte alla repressione dei moti antifeudali di Thiesi, soffocati nel sangue . </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><a href="https://bussola.s3.eu-west-1.amazonaws.com/327024/RICERCA%202015%20“Le%20vicende%20Sanna%20Corda%20e%20l’assalto%20alla%20torre%20di%20Longonsardo”.pdf">Il sacerdote Francesco Sanna Corda</a>, insieme al notaio Francesco Cilocco, l’avvocato Gioacchino Mundula e altri protagonisti tentarono di pianificare una rivolta nel 1802 . Per capire fino in fondo la motivazione che spinse il Parroco Sanna Corda a invadere la Gallura, non si può prescindere dagli avvenimenti che interessarono la Sardegna negli anni precedenti, e in particolar modo, dai tumulti che infiammarono Cagliari a partire dal 1793 con l’invasione francese del suolo sardo e la cacciata dei Piemontesi nel 1794 culminate con il movimento guidato da Giovanni Maria Angioy nel 1795-96. Sanna Corda fu ucciso ai piedi della torre di Longonsardo, dove oggi l&#8217;amministrazione Matta ha posizionato la Statua del carnefice.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Magnon partecipò alla caccia e alla cattura del rivoluzionario Francesco Cilocco, su di lui pendeva una taglia di 50 scudi. Braccato in tutta l’isola fu catturato il 25 luglio dal Comandante Pier Francesco Maria Magnon e la sua truppa <u><strong>Grazie a questa dimostrazione di fedeltà alla volontà monarchica di repressione degli atti della rivoluzione sarda Pier Francesco Maria Magnon venne immediatamente nominato Comandante della Torre di Longon Sardo</strong> </u>insieme all’Alcaide Don Giovanni Maria Taras, del quale Magnon chiede nella lettera del 07 febbraio 1803 la destituzione poiché non in grado, secondo lui, di difendere la costa. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Il patriota sardo Francesco Cilocco inquisito per essersi unito al Sanna Corda fu sottoposto ad una serie di torture perché rivelasse i nomi dei complici e i luoghi in cui si erano rifugiati ma lui non tradì i suoi compagni. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Fu flagellato dal boia e afforcato con sentenza dell&#8217; 11 agosto. Il 30 agosto 1802, all&#8217;età di trentatré anni, pur disfatto per le torture subite, saliva sulla forca. Il suo corpo, rimasto esposto per diversi giorni, fu decapitato e la testa esposta in pubblica piazza da monito per tutti.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La disperata iniziativa rivoluzionaria di sottrarre la Sardegna al regime di sfruttamento e oppressione della monarchia sabauda, insieme alle speranze degli esuli sardi, si erano consumate nello spazio di dieci giorni. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Possiamo noi nel 2021 esaltare la figura che rappresentava la casa Savoia, che tanto ha depredato e insanguinato il meridione e la Sardegna? Possiamo dimenticarci che i Savoia hanno perpetuato un disboscamento della Sardegna, dei cui effetti soffriamo tutt&#8217;oggi? In Gallura, nello stazzo, una vasta parte del terreno era destinata a bosco, indispensabile per l&#8217;alimentazione degli uomini e degli animali domestici e per l&#8217;approvvigionamento di legna ( F. Caterini). Giuseppe Dessì scrive in Paese d&#8217;Ombre “ La salvaguardia delle foreste sarde non interessava ai governi piemontesi, la Sardegna continuava ad essere tenuta nel conto di una colonia da sfruttare, specialmente dopo l&#8217;unificazione del regno”. I Savoia sono stati il più grande flagello per il Meridione e per la Sardegna e sono stati colpevoli sino all&#8217;ultimo monarca Vittorio Emanuele III che ha permesso al fascismo di prendere il potere, e che ha firmato, senza opporsi, le leggi razziali. Un filo rosso quello che lega la fondazione di Santa Teresa Gallura ai Savoia, un filo rosso sangue.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Possiamo ancora pensare di ringraziare i piemontesi dedicando vie, piazze e monumenti? La storia racconta una parte, quella dei vincitori, che spesso confondiamo con la realtà dei fatti, ma se riuscissimo a ricercare la verità, a leggere le ragioni dei vinti, le ragioni dei rivoltosi, forse allora avremo un altra storia da imparare e altre statue da dedicare, sicuramente ai personaggi che hanno davvero dato lustro alla Nazione Sarda. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">Possiamo nel 2021,</span> <a href="https://www.sardegnalive.net/news/in-sardegna/37235/no-ai-nomi-dei-savoia-in-vie-e-strade-di-paesi-sardi-la-corona-de-logu-proseguire-su-questa-strada">quando in Sardegna si discute di cambiare l&#8217;odonomastica delle vie dedicate ai Savoia</a> <span style="color: #000000;">o a chi li rappresentava, mettere in pubblico luogo l&#8217;immagine di questa casata che dalla Sardegna ha solo preso, perfino il titolo regio? Santa Teresa Gallura è un paese che vuole lanciare messaggi di accoglienza e solidarietà, che ospita turisti che arrivano da tutto il mondo, un paese meraviglioso qual è Santa Teresa Gallura,e c&#8217;è chi vuole idolatrare personaggi storici di indubbia ferocia. I simboli sono ciò che ci rappresenta, non solo solo oggetti inanimati.</span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Finché avremo amministratori pubblici che non conoscono la propria storia e si comporteranno, in nome di tutti, da sottomessi e da colonizzati, da sudditi che adorano i propri carnefici, continueremo a compiere queste azioni fondate sul non senso e ben lontane da un processo di emancipazione culturale e politica. E finché i sardi non potranno studiare la propria storia a scuola non avranno gli strumenti per capire che personaggi come Magnon andrebbero ricordati come i peggiori colonizzatori mai passati in Sardegna.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;">iRS propone all&#8217;amministrazione comunale un dibattito pubblico, con la presenza di storici e studiosi, per analizzare e far conoscere a tutta la popolazione chi sono stati veramente i Savoia e chi era veramente Pierre Francois Marie Magnon. Poi sarà la Popolazione a decidere se omaggiare i carnefici o i liberatori della Sardegna.</span></span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</i></span></span></span></p>
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		<title>Non faghet a cantzellare s&#8217;istòria (cussa de is àteros)</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 19:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/267736_513793398632497_1161068564_n.jpg" rel="lightbox[11664]"><img class="size-medium wp-image-11665 alignleft" title="Casteddu" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/10/267736_513793398632497_1161068564_n-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In Sardigna s&#8217;istòria s&#8217;istùdiat dae s&#8217;Itàlia, est a nàrrere tràmite su filtru e sa bisura de chie forsis me in s&#8217;ìsula non ddoe est mancu mai passadu. Duncas passat chi is pratzas e is carreras sardas sunt dedicadas a pessonàgios chi regordant tempos iscuros e tristos. Ddu faghet pagu cosa si si nche ant pesadu istàtuas de boginos e sambeneris, s&#8217;importante est a no ddos mòvere de cue, a ddos allogare <em>“pro imparare sa letzione”</em>, de manera chi non si torrent a fàghere is isbàllios de su passadu. Pro cussu sa proposta de custas dies de nche torrare a ispedire a Piemonte s&#8217;istàtua casteddaja de Carlo Felice at causadu avolotu mannu intre is chi bolent chi s&#8217;istòria no iscaressat.</p>
<p style="text-align: justify;">De cale istòria semus faeddende, custu est galu de acrarare, giai ca cussa sarda non solu non si regordat, ma est istada a dolu mannu cantzellada dae totu is libros de iscola, mai siat chi calicunu dda imparet! Faghende de mancu de imparare s&#8217;istòria sarda, no ddoe at a èssere nemos chi, unu cras, potzat cuntestare ca s&#8217;at cantzelladu sa carrera <em>&#8220;Angioy”</em> o sa pratza <em>&#8220;Eleonora d&#8217;Arborea”</em>, si pro sorte ddoe at carchi bidda chi nde tenet una. Su giogu est sintzillu: is sardos no ant istòria, si non cussa de is àteros.</p>
<p style="text-align: justify;">Sa proposta de nde bogare s&#8217;istàtua de Carlo Felice est acumpangiada cun sa pregunta de dedicare sa pratza a is rivolutzionàrios de Palabanda, chi in su mese de santugaine de su 1812 si fiant rebellados contra a su guvernu de is Savoja, e chi fiant agabbados in presone e a pustis ochidos. Tzertu custu non podet acontèssere, pro ite ca, comente narat sa losa me in su palatzu de sa provìntzia de Casteddu, “la fede e la devozione dei sardi verso la dinastia Sabauda resero men triste l’esilio di Vittorio Emanuele I e della sua reale famiglia”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sa toponomàstica sarda, duncas, dedicada a sa tristura, depet regordare is sinnos de un&#8217;eternu patimentu, depet èssere ammonimentu pro cussos chi disìgiant sa libertade e s&#8217;autodeterminatzione.</strong></em> Is sardos sunt istados pro tempus meda dominados, e ònnia muru, ònnia carrera si ddu depet ammentare in ònnia logu. Custa est sa voluntade de chie guvernat s&#8217;ìsula disgratziada, chi non podet iscrìere unu benidore diferente, unu benidore in ue is pitzinnos ant a andare in sa carrera sena de si dèpere pregontare pro ite sa Sardigna no ammentat is eroes suos.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Versione in italiano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non bisogna cancellare la storia (quella degli altri)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Sardegna la storia si studia dall’Italia, ossia con la visione e il filtro di chi magari non ha mai messo piede nell’isola.  Accade dunque che piazze e vie sarde vengano dedicate a personaggi la cui memoria richiama tempi bui e poco felici. Poco importa che siano state erette statue di boia e sanguinari, l’importante è non smuoverli, conservarli <em>“per imparare la lezione”, </em>in modo da non commettere gli errori del passato. Così la proposta di questi giorni di rispedire in Piemonte la statua cagliaritana di Carlo Felice ha destato scalpore tra coloro che vogliono che la storia non si scordi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di che storia si parli è ancora da chiarire, giacché quella sarda non solo non si ricorda ma è stata colpevolmente cancellata da tutti i libri di testo scolastici per evitare che qualcuno la impari. Evitando di impararla non ci sarà più nessuno in futuro che potrà contestare la cancellazione di <em>“via Angioy”</em> o <em>“piazza</em> <em>“Eleonora D’Arborea”</em> , sempre che qualche paese ne sia casualmente provvisto. Il gioco è semplice, i sardi non hanno storia, se non quella degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">La proposta di rimuovere la statua di Carlo Felice viene avanzata insieme alla richiesta, di tutto rispetto, che la piazza sia dedicata ai rivoluzionari di Palabanda che nell’ottobre del 1812 insorsero contro il governo sabaudo, finendo tragicamente imprigionati e uccisi. Certo questo non può accadere, poiché come recita una lapide nel palazzo della provincia a Cagliari <em>“la fede e la devozione dei sardi verso la dinastia Sabauda resero men triste l’esilio di Vittorio Emanuele I e della sua reale famiglia”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La toponomastica sarda dunque, in omaggio alla tristezza, deve ricordare i segni di un’eterna sofferenza, deve servire da monito a coloro che desiderano la libertà e l’autodeterminazione. I sardi sono stati a lungo dominati, e i loro muri devono rammentarglielo in ogni vicolo. Questa è la volontà di chi governa l’isola infelice, incapace di scrivere un futuro diverso, nel quale i bambini un giorno possanno camminare nel corso senza doversi chiedersi perché la Sardegna non ricordi i suoi eroi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
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