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	<title>iRS &#187; sardi</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>Costruiamo le basi per l&#8217;indipendenza. No alla &#8220;trivella facile&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 15:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il decreto &#8220;Sblocca Italia&#8221; avviene un vero e proprio esproprio delle competenze della Regione in materia di tutela ambientale in quanto definisce l&#8217;estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi come &#8220;attività di pubblica utilità, urgenti e indifferibili&#8221;. Tutto ciò apre la strada alla deregolamentazione dell&#8217;estrazione e ricerca di gas e petrolio, mettendo nelle mani del Ministero dell&#8217;Ambiente l&#8217;iter<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/09/costruiamo-le-basi-per-lindipendenza-no-alla-trivella-facile/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con il decreto &#8220;Sblocca Italia&#8221; avviene un vero e proprio esproprio delle competenze della Regione in materia di tutela ambientale in quanto definisce l&#8217;estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi come &#8220;attività di pubblica utilità, urgenti e indifferibili&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò apre la strada alla deregolamentazione dell&#8217;estrazione e ricerca di gas e petrolio, mettendo nelle mani del Ministero dell&#8217;Ambiente l&#8217;iter dei procedimenti di valutazione ambientale. Per esempio il Progetto Eleonora potrebbe essere resuscitato grazie a questa nuova legge raggirando una decisione sovrana della Sardegna che aveva negato ogni tipo di autorizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto bene ha fatto l&#8217;assessore Donatella Spano a sottolineare che la Giunta prenderà ogni iniziativa necessaria al fine di tutelare l&#8217;ambiente dell&#8217;Isola e le sue risorse. Così come i propri poteri di autogoverno iRS in questa battaglia starà come sempre al fianco degli interessi dei sardi e di tutti quei comitati che sono sorti in questi anni a difesa del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; sempre più urgente avviare un processo di riforma che permetta alle istituzioni sarde di operare con tutti gli strumenti di sovranità necessari al fine di poter decidere le policy in materia ambientale, energetica, mobilità/trasporti e fiscale. La Sardegna necessita di poteri pubblici nuovi in materia di autogoverno. E questo non può che avvenire se non attraverso la costituzionalizzazione di un nuovo Statuto in linea con quanto sta accadendo in Scozia. Più sovranità per poter implementare il proprio modello di sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo far decidere a parti terze su come e dove trivellare, su come e dove impiantare parchi eolici e, cosa ancora più importante, a chi devono essere destinati i benefici economici di queste risorse. Così come risulta ormai non più procastinabile l&#8217;attuazione di un percorso che porti all&#8217;istituzione dell&#8217;Agenzia Sarda delle Entrate. Lo scontro tra Stato e Sardegna sulla vertenza entrate è sintomatico di tale problematicità. Per tale ragione è fondamentale non ritirare i ricorsi difendendo e ampliando i diritti dei sardi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;economia del futuro passerà attraverso la costruzione di piattaforme di sviluppo sostenute da efficienti insfrastrutture comunicative, da reti energetiche sostenibili e da software logistici in grado di rendere &#8220;intelligenti&#8221; i luoghi in cui viviamo. Maggiori poteri di sovranità, integrazione sistemica a livello euromediterraneo, internazionalizzazione dell&#8217;economia e una società inclusiva, aperta e solidale sono tutti elementi necessari al fine di riformare la Sardegna. E costruire nello stesso tempo solide basi per l&#8217;indipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Dalla speculazione alla Sovranità energetica</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Feb 2014 14:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Il nuovo consiglio regionale che presto andrà ad insediarsi, dovrà immediatamente aprire il confronto su tematiche fondamentali per il futuro dell&#8217;isola. La produzione e gestione dell&#8217;energia è una di queste.  iRS si è sempre battuta per difendere le risorse e gli interessi della collettività, denunciando l&#8217;assalto incontrollato degli speculatori e proponendo interventi concreti per la<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/02/dalla-speculazione-alla-sovranita-energetica/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo consiglio regionale che presto andrà ad insediarsi, dovrà immediatamente aprire il confronto su tematiche fondamentali per il futuro dell&#8217;isola. La produzione e gestione dell&#8217;energia è una di queste.  iRS si è sempre battuta per difendere le risorse e gli interessi della collettività, denunciando l&#8217;assalto incontrollato degli speculatori e proponendo interventi concreti per la salvaguardia del paesaggio e lo sviluppo del mercato energetico in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La nostra terra ospita attualmente ventiquattro parchi eolici</strong> con una potenza complessiva di 950 MW, riconducibili a sette grandi gruppi internazionali che ne detengono circa il 95% della proprietà. Altri trentaquattro progetti di impianti sono in fase di autorizzazione presso gli uffici competenti regionali e ministeriali, con una previsione di produzione energetica di oltre 2000 MW annui, a fronte di un picco di consumo di circa 1400 MW.  Uno di questi è il parco eolico &#8220;Zona Industriale Nuoro&#8221; (9 aerogeneratori con potenza totale di 18 MW), presentato dalla Gamesa Energia Italia S.P.A., società a maggioranza spagnola (realizzatrice anche dell&#8217;impianto di Florinas), che andrà ad insistere parzialmente su aree agricole e ad alto interesse archeologico e paesaggistico dei comuni di Nuoro e Orani.</p>
<p><em id="__mceDel"><span id="more-12836"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> iRS &#8211; Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna appoggia e si unisce alla denuncia dell&#8217;associazione ecologista Gruppo d&#8217;Intervento Giuridico onlus</strong> che ha inoltrato un atto di intervento con osservazioni, riguardo il procedimento di valutazione di impatto ambientale a cui è sottoposto il progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Risultano infatti discutibili le argomentazioni che la Gamesa Italia propone per dimostrare l&#8217;appetibilità dell&#8217;investimento per i territori e le comunità interessate: si parla di ritorno in termini occupazionali (12 unità a tempo determinato, 3 unità a tempo indeterminato e 5 unità legate all&#8217;esecuzione delle opere), in termini turistici ed economici in riferimento al costo della bolletta ENEL. E&#8217; evidente che, alla luce delle passate esperienze, il tornaconto per la collettività è pressoché inesistente e sbilanciato nei confronti degli investitori (1,5% rispetto al 98,5% di guadagno effettivo con capitali esportati spesso in paradisi fiscali). Le previsioni del progetto, oltre che essere in netto contrasto con la normativa vigente, incidono dannosamente sul patrimonio archeologico e ambientale che, a differenza di quanto sostenuto dalla società proponente, costituirebbe una meta turistica di indiscusso interesse rispetto alla visita del parco eolico.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo sia doveroso precisare che lo sfruttamento delle risorse energetiche rinnovabili sia di fondamentale importanza per la tutela dell&#8217;ambiente, ma debba essere opportunamente regolamentato da un Piano Energetico Regionale che esamini i reali fabbisogni  energetici e ne pianifichi la produzione a vantaggio della collettività, conducendo i sardi verso una compiuta sovranità energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà necessario avviare, nel più breve tempo possibile, un tavolo di consultazione con l&#8217;obiettivo di limitare gli interventi speculativi fortemente in contrasto con il paesaggio e le risorse ambientali, storiche e culturali dei territori, e gettare le basi per una pianificazione più attenta al risparmio, alle micro-produzioni e all&#8217;autosufficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Esempi importanti provengono dal Nord Europa (Danimarca, inghilterra, Irlanda, etc..), che hanno costruito un apparato normativo che: consente di valutare l&#8217;intervento secondo i reali benefici che questo porta alle comunità; impone una compartecipazione pubblica dei cittadini sottoforma di cooperativa (in termini di quote di investimento con reali guadagni) pari ad almeno il 20% dell&#8217;investimento; individua i siti idonei all&#8217;installazione degli impianti.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS intende impegnarsi in consiglio regionale per accelerare il processo di redazione del Piano Energetico Regionale (sospendendo il rilascio di concessioni per nuovi impianti, in attesa di un preciso quadro normativo), e promuovere l&#8217;attuazione di interventi concreti in materia energetica, consapevole che i primi obiettivi debbano essere la riduzione dei consumi, la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente e la sensibilizzazione verso un utilizzo responsabile delle risorse.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; Indipedentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Sinistra sarda, tra dipendenza e velleità di cambiamento</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 17:20:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono ormai diversi mesi che assistiamo a un lungo dibattito interno al centro sinistra sardo. Recentemente sembra che i clamori della politica isolana si siano ulteriormente accentuati, anche per effetto delle attenzioni della magistratura nei confronti di numerosi consiglieri regionali. Se dalla parte del centro destra le indagini giudiziarie sembrano non aver comunque creato nessuno<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/12/sinistra-sarda-tra-dipendenza-e-velleita-di-cambiamento/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono ormai diversi mesi che assistiamo a un lungo dibattito interno al centro sinistra sardo. Recentemente sembra che i clamori della politica isolana si siano ulteriormente accentuati, anche per effetto delle attenzioni della magistratura nei confronti di numerosi consiglieri regionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dalla parte del centro destra le indagini giudiziarie sembrano non aver comunque creato nessuno scossone che possa mettere in pericolo la compattezza della coalizione, dalla parte opposta, invece, il turbamento è talmente forte al punto da minare la stessa candidatura di Francesca Barracciu. In tanti, soprattutto la base (non ultima la lettera dei giovani del pd), chiedono che si faccia definitivamente “pulizia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservando ciò che sta accadendo in queste ultime ore non possiamo non soffermarci sulle questioni che stanno diventando oggetto del dibattito. Infatti oggi pare che il problema del centro sinistra in Sardegna sia quello di decidere se presentarsi alle elezioni con la dirigenza del partito interamente sotto inchiesta oppure cercare di dare una spolveratina di cambiamento, facendo fare il famoso “passo indietro” alla candidata alla Barracciu.<span id="more-12660"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia continuiamo a chiederci, da osservatori, per quale motivo ancora questa forza politica continui a ripetere gli stessi errori e soprattutto a non interessarsi, se non marginalmente qualche volta, delle questioni fondanti che riguardano la Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna discussione viene portata avanti in merito a come risolvere i nodi strutturali che non permettono a questa terra di risollevarsi da un crisi cronica e decennale. Poco e niente è stato detto in questi ultimi mesi riguardo le questioni della mancata sovranità fiscale e dell’assenza di un piano energetico. Così come è assente quasi del tutto il dibattito sul tema dei trasporti interni ed esterni all’isola. Ma soprattutto è sotto gli occhi di tutti l’assenza di tutti quei temi che hanno sempre caratterizzato nella storia le culture che si definiscono “progressiste”. Non si sente parlare quasi mai di giustizia ed equità sociale, così come poco o niente di concreto viene detto sulle politiche del lavoro. Manca poi del tutto il respiro internazionale, la sinistra sarda non è stata infatti mai capace di leggere i cambiamenti del mondo contemporaneo se non attraverso i filtri delle linee dettate dalle segreterie di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure basterebbe solo voltare lo sguardo nella direzione opposta e guardare a quello che sta accadendo in Europa, nella vicina Catalogna dove i partiti progressisti non solo governano in piena autonomia da Madrid ma addirittura non fanno mistero di lavorare per uno nuovo stato catalano indipendente. In Scozia nel 2014 si svolgerà il referendum per l’indipendenza promosso dallo Scottish National Party e dalla sinistra progressista Scozzese.</p>
<p style="text-align: justify;">La sinistra in Sardegna può definirsi tale senza aprire il campo alla cultura indipendentista e alle forze sovraniste? Crediamo di no, per almeno due motivi:</p>
<p style="text-align: justify;">1. La cultura autonomista rischia di alimentare il processo di disgregazione sociale in quanto rappresenta una dinamica accomodante e non una forza condizionante, ovvero il suo margine di azione non contempla la capacità di cambiare il destino dell&#8217;Isola;</p>
<p style="text-align: justify;">2. L’acquisizione di maggiore sovranità darebbe gli strumenti e i poteri necessari per gestire i beni comuni della nostra isola (sole, acqua, vento, patrimonio conoscitivo sardo) e i settori chiave per poter ridisegnare una Sardegna sovrana dal punto di vista energetico, economico e fiscale, alimentare e per quanto riguarda la politica dei trasporti. A questo si aggiunge la possibilità di reperire risorse materiali e immateriali per modulare politiche di coesione sociale, per contrastare le diseguaglianze economiche ed innescare le progettualità utili ad aumentare la fiducia tra i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è sufficiente cambiare il candidato e darsi una verniciata di “nuovo” per essere credibili. E’ necessario ascoltare e tradurre le pulsioni che arrivano dalla base mettendo al centro del proprio agire la partecipazione e la democrazia, non solo a parole come è successo fino ad ora. Il cambiamento non può arrivare dalla magistratura ma deve maturare da una presa di coscienza politica e culturale. Non prendere atto di questo significherebbe rimanere una forza conservatrice di uno status quo infelice e misero per la nazione sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambiamento, quello vero, non può essere generato per effetto delle azioni della magistratura ma deve avvenire attraverso lo sviluppo di un dibattito politico serio e approfondito.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Le cariche istituzionali di iRS devolvono lo stipendio alle comunità colpite dall&#8217;alluvione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2013 16:15:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna comunica che le indennità e gli stipendi relativi al mese di novembre per le cariche istituzionali ricoperte dai propri tesserati, nei nomi di Gavino Sale (consigliere provinciale di Sassari), Maria Paola Etzo (consigliere provinciale di Nuoro) e Mario Satta (sindaco del Comune di Perfugas) saranno interamente devolute alle<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/11/le-cariche-istituzionali-di-irs-devolvono-lo-stipendio-alle-comunita-colpite-dallalluvione/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna comunica che le indennità e gli stipendi relativi al mese di novembre per le cariche istituzionali ricoperte dai propri tesserati, nei nomi di</p>
<p>Gavino Sale (consigliere provinciale di Sassari),</p>
<p>Maria Paola Etzo (consigliere provinciale di Nuoro) e</p>
<p>Mario Satta (sindaco del Comune di Perfugas)</p>
<p>saranno interamente devolute alle comunità colpite dalla recente alluvione. Seguirà la pubblicazione delle ricevute fiscali.</p>
</div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sassari, l&#8217;ATP non vuole risolvere il problema dell&#8217;accessibilità ai bus</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 14:41:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apprendiamo per mezzo stampa che ultimamente l’Azienda Trasporti Pubblici di Sassari ha installato in via sperimentale il Wifi gratuito su 2 bus dei 105 totali. Inoltre l’ATP ha comunicato che saranno disposte le “paline intelligenti” nelle fermate più frequentate della città. In realtà, a nostro avviso si tratta di un servizio abbastanza elementare fatto passare<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/10/sassari-latp-non-vuole-risolvere-il-problema-dellaccessibilita-ai-bus/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Apprendiamo per mezzo stampa che ultimamente l’Azienda Trasporti Pubblici di Sassari ha installato in via sperimentale il Wifi gratuito su 2 bus dei 105 totali. Inoltre l’ATP ha comunicato che saranno disposte le “paline intelligenti” nelle fermate più frequentate della città.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;">In realtà, a nostro avviso si tratta di un servizio abbastanza elementare fatto passare come un&#8217; innovazione d&#8217;avanguardia. Le paline intelligenti in tante città europee sono installate da molti anni in quanto sono fondamentali al fine di avvisare gli utenti sui percorsi e i tempi dei passaggi dei mezzi nelle fermate.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS Sassari diverso tempo fa ha promosso una <a href="http://issuu.com/irs_imprenta/docs/volantinobusirs"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080; text-decoration: underline;">campagna di sensibilizzazione</span></span></a> con la diffusione di adesivi e volantini e una petizione popolare sostenuta da migliaia di cittadini affinché il servizio del trasporto pubblico possa essere migliorato, con la possibilità di poter acquistare il biglietto direttamente all’interno del bus.<span id="more-12568"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Diversi mesi fa il presidente dell’Atp ha dichiarato che presto sarebbe stato possibile poter acquistare il biglietto a bordo dei mezzi. Questa è una priorità assoluta, perché è superfluo poter disporre di una connessione internet quando invece permangono difficoltà primarie come il semplice accesso al servizio di trasporto, anche quando le rivendite dei biglietti sono chiuse.</p>
<p><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/10/banchetti.jpg" rel="lightbox[12568]"><img class="wp-image-12570 alignright" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/10/banchetti-300x199.jpg" alt="gli studenti firmano la petizione &quot;Vogliamo poter acquistare il biglietto sul bus&quot;" width="300" height="199" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: justify;">In molte città europee, anche di medie e piccole dimensioni, l’utente ha la possibilità di fare il biglietto direttamente sull’autobus, a qualunque ora della giornata. Troppo spesso in Sardegna (Sassari è un esempio) i cittadini non sono incentivati all’uso del mezzo pubblico proprio per la difficoltà di munirsi del tagliando. In altri realtà è possibile anche acquistare il biglietto in tempo reale inviando con il telefonino un semplice sms.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ incomprensibile il motivo per il quale l’ATP si ostini a non voler affrontare questo problema e cercare in tal modo di adeguarsi anche alle normative: &#8221; <span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><a href="http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/codici/codiceCivile/indice/articolo.635.4.9.0.0.2.html"><span style="color: #000080; text-decoration: underline;">art 2597 c.c </span></a></span> Chi esercita un&#8217;impresa in condizione di monopolio legale ha l&#8217;obbligo di contrattare con chiunque richieda le prestazioni che formano oggetto dell&#8217;impresa, osservando la parità di trattamento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo pertanto che la recente campagna di comunicazione da parte dell&#8217;ATP rappresenti una vera e propria offesa verso l&#8217;intelligenza dei cittadini. Siamo di fronte all&#8217;ennesimo nulla di fatto da parte di un azienda di servizio pubblico che continua a ignorare le legittime richieste degli utenti.</p>
<p><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Cappellacci chiede l&#8217;elemosina in Qatar e allo stesso tempo regala i soldi dei sardi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Aug 2013 09:44:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel nome dello sviluppo &#8211; termine il cui significato troppo spesso è mistificato con lo scopo, non troppo celato, di dare un’aurea di sensibilità ambientale a investimenti immobiliari che invece consumano il territorio in maniera irreversibile &#8211; stanno cercando di vendere e costruire negli ultimi spazi di bellezza che miracolosamente in Sardegna sono rimasti fino<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/08/cappellacci-chiede-lelemosina-in-qatar-e-allo-stesso-tempo-regala-i-soldi-dei-sardi/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/08/emiro-1.jpg" rel="lightbox[12486]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12487" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/08/emiro-1-300x175.jpg" alt="emiro 1" width="300" height="175" /></a>Nel nome dello sviluppo &#8211; termine il cui significato troppo spesso è mistificato con lo scopo, non troppo celato, di dare un’aurea di sensibilità ambientale a investimenti immobiliari che invece consumano il territorio in maniera irreversibile &#8211; stanno cercando di vendere e costruire negli ultimi spazi di bellezza che miracolosamente in Sardegna sono rimasti fino a oggi.<br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[1]" /><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[2]" />Neanche le solite promesse di posti di lavoro, per altro solo stagionali, possono ancora illuderci e impedirci di capire che il modello turistico dei resorts e delle seconde case rappresenta per la nostra terra l’ennesima rapina di risorse che difficilmente potranno essere ripristinabili per le generazioni future.<span id="more-12486"></span><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[4]" /><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[5]" />Storicamente in Sardegna progetti simili sono quasi sempre falliti; inoltre non dobbiamo dimenticare che in questo caso non si tratta di un investimento effettuato da un ricco imprenditore ma si tratta di un fondo sovrano. Un fondo sovrano non investe, acquisisce beni. E quando acquista diventa proprietario del suddetto bene. Il problema di conseguenza è politico. Ma bisogna aver chiaro che il fondo sovrano del Qatar è lo stato del Qatar, perciò si tratterebbe di un investimento statale eseguito in Sardegna, con tutte le ricadute geopolitiche del caso. Qui non si tratta di acquistare una squadra di calcio o finanziare un ospedale, qui si tratta di delegare allo stato del Qatar il compito di occuparsi dello sviluppo di un settore economico di una parte della Sardegna.<br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[7]" /><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[8]" />Risulta del tutto evidente che, in una congiuntura complicata come questa, un miliardo di euro di investimento può essere visto e atteso come la manna dal cielo e l’opinione pubblica può essere facilmente incline a percepire in modo positivo questo tipo di sviluppo, del cui progetto però non sono stati ancora comunicati i dettagli.<br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[10]" /><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[11]" />Forse in tanti non sanno che <strong>tutti gli impianti eolici e fotovoltaici installati in Sardegna, sistematicamente gestiti da privati o multinazionali, producono complessivamente un miliardo di euro ogni anno</strong>, di cui resta appena lo 0,6% alle comunità.<br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[13]" /><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[14]" />Fino ad ora l’unica cosa chiara è che il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci supplica lo stato del Qatar per sottrarre ulteriori beni collettivi ai cittadini e allo stesso tempo regala invece circa un miliardo di euro ogni anno ai &#8220;signori del vento&#8221;. Quanto ancora dovremo sopportare simili scelte che somigliano alle regalìe feudali?<br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[16]" /><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[17]" />Questo atteggiamento è incomprensibile e lascia spazio a molti dubbi.<br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[19]" /><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[20]" />iRS ha sempre combattuto per fermare le speculazioni, ed anche oggi non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla pericolosa proposta di cessione di altre porzioni del nostro territorio, giustificata dalla miserevole speranza che qualche giovane sardo venga assunto a fare il cameriere.<br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[22]" /><br data-reactid=".r[1nrpy].[1][4][1]{comment502815486477639_502945393131315}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[23]" />Ci chiediamo perché il presidente Ugo Cappellacci invece di fare inutili e costosi viaggi in Qatar (a spese dei cittadini) solo allo scopo di svendere i nostri beni comuni, non si impegni invece a fondo perché lo Stato Italiano ci restituisca i 10 miliardi delle nostre entrate fiscali. Oppure potrebbe anche, sempre se ne ha la capacità, provare a ripensare ad un nostro piano energetico invece di regalare altri miliardi di euro alle agli speculatori che da anni saccheggiano le nostre risorse con le autorizzazioni timbrate dalla classe politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse sarebbe meglio sostituire  il termine &#8220;sviluppo&#8221; con quello di “<strong>benessere collettivo</strong>“, che significa che si può stare tutti bene insieme, progredendo in armonia con l’ambiente che ci ospita e di cui siamo parte. Tutto questo  partendo dalle nostre risorse, per poi capire come e con chi creare sinergie economiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: justify;">GUARDA IL VIDEO: <a href="http://youtu.be/Fd7oHt_nRL4"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080;"><strong> Cappellacci d&#8217;Arabia: prepari il cemento e i mattoni&#8230;</strong></span></span></a></p>
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		<title>In migliaia a Tissi per i Deghe Annos di iRS</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jul 2013 08:06:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oltre 400 persone presenti per il dibattito su “Sviluppo locale e nuove sovranità” e altre 3000 che hanno riempito gli spazi dell’Ex Ma&#8217; di Tissi. Questi sono alcuni numeri che rappresentano un importante segnale rispetto al successo della prassi politica che iRS da tempo ha intrapreso attraverso un percorso di incontro e ascolto sul territorio. I relatori<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/07/in-migliaia-a-tissi-per-i-deghe-annos-di-irs/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Oltre 400 persone presenti per il dibattito su “Sviluppo locale e nuove sovranità” e altre 3000 che hanno riempito gli spazi dell’Ex Ma&#8217; di Tissi. Questi sono alcuni numeri che rappresentano un importante segnale rispetto al successo della prassi politica che iRS da tempo ha intrapreso attraverso un percorso di incontro e ascolto sul territorio.</strong></p>
<div>
<p style="text-align: justify;">I relatori Placido Cherchi, Vito Biolchini, Enrico Lobina, Massimo Dadea, Antonello Zicconi, Vincenzo Migaleddu e Gavino Sale hanno introdotto il tema della giornata, declinando il concetto di sovranità nel merito di un nuovo governo per la Sardegna, evidenziando come la prerogativa comune a tutti debba essere quella di una reale forma di autogoverno per l’isola.<span id="more-12431"></span><!--more--><!--more--><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto di vista, nel merito di una scelta politica che deve essere maggiormente rivolta allo sviluppo locale, iRS indipendentzia Repubrica de Sardigna rilancia la sua proposta programmatica dove viene dato ampio spazio a quelle politiche che consentano lo sviluppo di economie a base territoriale, consapevoli che la sovranità è prima di tutto un processo che si costruisce partendo dal basso, attraverso pratiche che favoriscano la condivisione e la partecipazione dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno sviluppo locale che ponga dunque come primo obiettivo il raggiungimento per la Sardegna di una rete di sovranità locali. iRS è sensibile a tutto ciò che concerne i processi di ricostruzione di forme di cittadinanza attiva, di democrazia partecipativa, di ricostruzione dello spazio pubblico, di riappropriazione da parte delle popolazioni dei propri ambienti di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">In un momento politico come quello attuale dove i tatticismi lasciano purtroppo poco spazio ad una efficace discussione politica, <strong>iRS ritiene sia necessario avviare una fase in cui a prevalere sia il confronto e la condivisione di analisi, progetti e azioni collettive</strong>, mettendo in rapporto reti di relazione tra contesti anche molto diversi ma che condividono l’esigenza di un nuovo pensiero per il governo della Sardegna e il cui obbiettivo sia il raggiungimento di una piena sovranità, alimentare, fiscale, energetica e linguistico culturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
</div>
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		<title>Elisa Melis: &#8220;Semus in custa terra e no ischimus nudda&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jul 2013 09:52:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Elisa Melis, sa pitzinna sa chi l&#8217;est istada negada sa possibilidade de chistionare sa tesina in sardu in s&#8217;esamene de maturidade, est sa testimonia chi in Sardigna b&#8217;at una gioventude divescia, chi tenet a sos valores e a sas connoscentzias de sa propria terra. Su &#8216;locale&#8217; est una cosa in prus, mascamente in sos tempos nostros,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/07/esclusiva-elisa-melis-semus-in-custa-terra-e-no-ischimus-nudda/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Elisa Melis, sa pitzinna sa chi l&#8217;est istada negada sa possibilidade de chistionare sa tesina in sardu in s&#8217;esamene de maturidade, est sa testimonia chi in Sardigna b&#8217;at una gioventude divescia, chi tenet a sos valores e a sas connoscentzias de sa propria terra. <br data-reactid=".r[mimm].[1][4][1]{comment483354518423736_483407121751809}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[1]" /><br data-reactid=".r[mimm].[1][4][1]{comment483354518423736_483407121751809}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[2]" />Su &#8216;locale&#8217; est una cosa in prus, mascamente in sos tempos nostros, in ue sas diversidades sunt in mancu cuntra de una uniformatzione culturale semper prus manna.<br data-reactid=".r[mimm].[1][4][1]{comment483354518423736_483407121751809}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[4]" /><br data-reactid=".r[mimm].[1][4][1]{comment483354518423736_483407121751809}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[5]" />Sa limba sarda no est pro Elisa solu unu modu de chistionare ma rapresentat mascamente sa mezus manera pro ispricare calesisiat allèga, totu in cuncordu cun sos sonos verbales, corpu e ambiente.<span id="more-12377"></span><br data-reactid=".r[mimm].[1][4][1]{comment483354518423736_483407121751809}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[7]" /><br data-reactid=".r[mimm].[1][4][1]{comment483354518423736_483407121751809}.[0].[right].[0].[left].[0].[0].[0][2].[0].[8]" />iRS indipendentzia Repubrica de Sardigna, a pustis de carchi die dae sa trista acuntèssia, at cherfidu dare boghe a custa pitzinna chi cun naturalesa narat a totucantos comente cun custas atziones animosas e de resistenzia at a essere possibile chi sa limba nostra podet aère su valore, su chi gàlu no tenet pro logicas dis-valoriales in ue est istada esiliada.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-Versione in italiano&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;">Elisa Melis, la ragazza a cui durante l&#8217;esame di maturità è stato impedito di esporre la tesina in sardo, è la testimonianza che in Sardegna c&#8217;è anche una gioventù diversa, attaccata ai valori e a i saperi del proprio territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;locale&#8221; rappresenta un valore aggiunto, sopratutto nel mondo contemporaneo, dove i processi di omologazione culturale tendono ridurre la diversità.</p>
<p style="text-align: justify;">La lingua sarda non è per Elisa soltanto uno strumento di comunicazione ma rappresenta sopratutto il canale principale attraverso cui lei può dare un compimento pieno delle proprie capacità espressive, in un armonia totale tra suono verbale, corpo e ambiente di vita. <!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">iRS indipendentzia Repubrica de Sardigna, a distanza di qualche giorno dal triste episodio, ha voluto dare voce a questa ragazza che con naturalezza spiega a tutti come attraverso questi atti di coraggio e resistenza sarà forse possibile che un giorno la nostra lingua esca definitivamente dagli stigmi e dalle logiche dis-valoriali in cui è stata per troppo tempo relegata.</p>
<p><em>iRS &#8211; indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</em></p>
<p><strong>Guarda il video realizzato da Teleindipendentzia:</strong> <span style="color: #000080;"><a href="http://youtu.be/Pms2nAQmlbg"><span style="color: #000080;">Esclusiva | Elisa Melis: &#8220;Semus in custa terra e no ischimus nudda&#8221;</span></a></span></p>
<p>Leggi il progetto de <a href="http://www.irsonline.net/2012/11/irs-presenta-siscola-sarda-sperimentali/"><span style="color: #000080;"><strong><span style="text-decoration: underline;">S&#8217;ISCOLA SARDA SPERIMENTALI</span></strong></span></a></p>
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		<title>Sgombero coatto a Castiadas. Lo Stato Italiano è forte solo con i deboli</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 11:58:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La giovane madre che a Castiadas abitava nella casa colonica ex Ersat, ora non ha più un posto per vivere. Le forze dell&#8217;ordine sono intervenute mercoledì 19 Giugno, alle cinque del mattino per sfrattare la ragazza madre e la bambina dalla casa colonica occupata a Castiadas. L’intervento è avvenuto con due giorni d&#8217;anticipo rispetto alla data<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/06/sgombero-coatto-a-castiadas-lo-stato-italiano-e-forte-solo-con-i-deboli/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="font-size: 13px; line-height: 19px;" href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/castias01.jpg" rel="lightbox[12323]"><img class="alignleft size-medium wp-image-12324" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/castias01-300x225.jpg" alt="castias01" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La giovane madre che a Castiadas abitava nella casa colonica ex Ersat, ora non ha più un posto per vivere. Le forze dell&#8217;ordine sono intervenute mercoledì 19 Giugno, alle cinque del mattino per sfrattare la ragazza madre e la bambina dalla casa colonica occupata a Castiadas. L’intervento è avvenuto con due giorni d&#8217;anticipo rispetto alla data prestabilita dall&#8217;ufficiale giudiziario Marcello Ventura. Un’operazione in “grande stile”, con quattro volanti, un cellulare e con i carabinieri a bloccare l&#8217;ingresso. Era presente anche il sig. Francesco Colizzi, figlio dell&#8217;assegnatario <wbr />ultraottantenne ex dipendente Ersat (oggi Laore), l’agenzia proprietaria del bene in contenzioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento dell’irruzione da parte delle forze dell’ordine, la ragazza era intenta ad innaffiare l&#8217;orto. A quel punto, spaventata dall&#8217;arrivo di una macchina dalla quale scendevano alcuni uomini in borghese, si è rifugiata da una vicina. Poi, avvisata dell&#8217;arrivo dei militari in forze, si è presentata, accompagnata dalle amiche per chiedere che cosa stesse succedendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non era presente in quel momento l&#8217;ufficiale giudiziario che era andato già via, pertanto il passaggio dell’atto possessorio dell’abitazione è stato notificato in assenza della ragazza. Intanto i carabinieri attraverso l’ufficiale presente, il capitano Lo Jacono, ordinavano l’immediato sgombero, iniziato attraverso lo sfondamento della porta dell&#8217;abitazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La giovane madre ha dovuto abbandonare la casa senza avere la possibilità di portar via con sé le proprie cose personali. Infatti, da parte delle forze dell’ordine è stato impedito che alcune amiche potessero entrare nella casa per dare una mano d’aiuto al trasporto dei bagagli.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, sono giunte sul posto tante persone, conoscenti della persona coinvolta ma anche comuni cittadini che hanno chiesto spiegazioni su quanto era appena accaduto. Davanti a queste richieste legittime si deve purtroppo registrare l’ennesima reazione spropositata da parte delle forze dell’ordine, con un eccesso di violenza verbale inaudito.</p>
<p style="text-align: justify;">Come avvenne non molto tempo fa nel Sulcis a Terra Segada, anche qui, con incredibile arroganza lo Stato Italiano esercita la propria forza militare sui poveri cittadini privi di alcun mezzo per potersi difendere. Una ragazza sola con una bambina piccola non può nulla contro un apparato repressivo che si fa forte solo con i deboli, calpestando uno dei diritti fondamentali per la dignità dell’uomo: il diritto alla casa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ingiustizia è ancora più grande se si pensa che l&#8217;assegnatario, è un ex burocrate dell&#8217;ersat (oggi Laore) che  vive in una casa per anziani che risulta essere prima casa e non possiede nessun documento di proprietà dell&#8217;immobile in contenzioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Le case coloniche al tempo della riforma agraria dovevano essere assegnate solo allo scopo di garantire un alloggio per chi lavorava la terra o per usi sociali. Inoltre deve essere rimarcato che si tratta di beni comuni e in quanto tali non alienabili per privati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma davanti ad una giovane madre e una bambina, gli ordini sono ordini, senza nessuna morale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS non può che stigmatizzare questa caduta dell’etica collettiva e richiamare tutti al senso di rispetto e della solidarietà fra sardi e fra esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><em>iRS- indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GUARDA IL VIDEO SU <a href="http://youtu.be/gxyHkk2u1aI"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>TELEINDIPENDENTZIA</strong></span></a></p>
<p>GUARDA GLI ARTICOLI PRECEDENTI:</p>
<h5><a href="http://www.irsonline.net/2013/01/diritto-alla-casa-diritto-alla-terra/"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #000080; text-decoration: underline;">Diritto alla Casa, diritto alla Terra</span></strong></span></a></h5>
<h5><a href="http://www.irsonline.net/2013/03/la-casa-come-bene-comune-irs-ferma-uno-sfratto-a-castiadas/"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080;"><strong>La casa come Bene Comune, iRS ferma uno sfratto a Castiadas</strong></span></span></a></h5>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il Corriere Turritano intervista Simone Maulu: &#8220;iRS ha fatto un salto verso l&#8217;indipendentismo di governo&#8221;</title>
		<link>http://www.irsonline.net/2013/06/il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Natzionale]]></category>
		<category><![CDATA[asinara]]></category>
		<category><![CDATA[chimica verde]]></category>
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		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Emanuele Fancellu «In questo momento pare proprio che la Sardegna sia un’isola che galleggia sul mare, in balia delle onde, e i sardi aspettano che qualcuno la salvi. Chiunque può venire e farne ciò che vuole, impunemente. I dati diffusi ultimamente fanno riflettere: tre suicidi in una settimana, a dimostrazione del fallimento di questo<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/06/il-corriere-turritano-intervista-simone-maulu-irs-ha-fatto-un-salto-verso-lindipendentismo-di-governo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12225" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Simone-Maulu-02.jpg" rel="lightbox[12224]"><img class="size-medium wp-image-12225" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/06/Simone-Maulu-02-300x300.jpg" alt="Simone Maulu 02" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Simone Maulu</p></div>
<p><em>di Emanuele Fancellu</em></p>
<p>«<em>In questo momento pare proprio che la Sardegna sia un’isola che galleggia sul mare, in balia delle onde, e i sardi aspettano che qualcuno la salvi. Chiunque può venire e farne ciò che vuole, impunemente. I dati diffusi ultimamente fanno riflettere: tre suicidi in una settimana, a dimostrazione del fallimento di questo sistema politico e sociale</em>». È molto duro nel suo preambolo Simone Maulu, giovane leader di iRS, protagonista a Porto Torres alcune settimane fa, assieme a tanti attivisti, di un durissimo intervento contro l’Eni nella commissione consiliare in cui i vertici del Cane a sei zampe e di Matrica hanno presentato lo stato di avanzamento dei lavori inerenti chimica verde e bonifiche.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Simone Maulu, qual è il ruolo di iRS nel territorio e quali le sue prospettive?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«iRS ha fatto un salto verso l’indipendentismo di governo. Il primo sindaco di iRS, a Perfugas, sta dando dimostrazioni di sovranità applicata. Abbiamo due consiglieri provinciali e una trentina amministratori nei comuni. Il sindaco di Perfugas ha tolto il mandato a Equitalia, son stati recuperati 530mila euro che l’Agenzia delle Entrate italiana doveva restituire al comune, le auto blu son state sostituite dalle macchine elettriche che sono a disposizione di tutti. Un piccolo comune che sta dando degli esempi importanti e sta dimostrando che il cambiamento è già in atto».</p>
<p><b>In che modello di vita credete?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«iRS mette al centro del suo agire una calda umanità, che oggi manca sia nella politica che nella società. Crediamo in un modello di vita che si opponga a quello oggi imperante, ipertrofico e veloce. Basta guardare non solo all’Italia ma in  altre parti del mondo: a Friburgo, per esempio, dove ci sono modelli ecosostenibili all’avanguardia. Lo sviluppo non può andare contro la felicità umana».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>In questo periodo va tanto di moda il concetto di decrescita felice. Personalmente lo ritengo assurdo: nessuno può essere felice di una decrescita. Sarebbe molto meglio utilizzare un altro termine che contempli il soddisfacimento dei bisogni primari evitando il superfluo. Cosa ne pensa?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Delocalizzare non conviene più, conviene produrre in loco. Che senso ha importare l’acqua se in Sardegna abbiamo acqua buonissima? Oppure, mangiare frutta fuori stagione? Abbiamo sempre vissuto seguendo i ritmi stagionali. Tutto ciò è funzionale al mercato, non all’uomo. C’è una produzione intensiva che serve a soddisfare i bisogni del mercato, mentre noi pensiamo che sia sensato produrre ciò che ci serve, che è utile alla vita. La Sardegna importa l’84% delle risorse alimentari,  i paesi in passato – ed anche oggi, in parte &#8211; erano comunità con delle specificità e il territorio prima era suddiviso in base queste specificità, pensiamo alle regioni storiche (Baronia, Monti Ferru, Logudoro etc). Poi lo Stato Italiano ha snaturato quel sistema suddividendo la Sardegna in province che non tengono conto delle specificità ma sono mere partizioni amministrative funzionali all’Italia. Dobbiamo ragionare in termini di sovranità alimentare, a Perfugas stanno calcolando quante tonnellate di alimenti si consumano e cercheranno di soddisfare in loco l’intero fabbisogno».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Si avvicinano le Regionali. Farete alleanze coi gruppi indipendentisti?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Non si può parlare di alleanze senza politica. Noi proponiamo un progetto di governo, basato su tre concetti di sovranità, che vogliamo sviluppare insieme ai cittadini. Non deve essere un progetto calato dall’alto».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Quali sono le prospettive di iRS?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Partiamo da un dato: le università di Cagliari e di Edimburgo hanno fatto un sondaggio sul grado di accordo dei sardi sull’indipendenza. Il 40% è d’accordo, l’85% sulla sovranità fiscale. Dobbiamo parlare a quel 40%, l’autonomia ormai è morta. All’indipendenza si può arrivare costruendo i mezzi con un progetto di governo risolutivo che riempia il presente, basato su tre principi-guida fondamentali: sovranità fiscale, sovranità alimentare, sovranità energetica ».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Partiamo dalla sovranità fiscale.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Lo Stato Italiano ha un debito di dieci miliardi di euro con la Sardegna. Il debito dei sardi verso Equitalia è di quattro miliardi e ha distrutto l’economia sarda. Sovranità fiscale significa pagare le tasse in Sardegna. Lo stato italiano dovrebbe restituirci i 7/10 delle nostre tasse come recita la legge ma da oltre 10 anni non ce li restituisce e la classe politica non prende provvedimenti seri, perché segue le esigenze di partito e non quelle dei cittadini. Pensiamo al modello Irlandese: Iva al 12%, tassazione complessiva al 22%. Non esiste il lavoro nero. Oggi in Sardegna<strong> il 22,7%</strong> delle 570 mila famiglie complessive è a rischio di <strong>povertà relativa. </strong>Nel 2012 a Sassari hanno chiuso 229 attività commerciali e 87 dall’inizio del 2013. Questo è quello che ha prodotto questo sistema».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>La sovranità alimentare, ne abbiamo fatto cenno prima. </b></p>
<p style="text-align: justify;">«Produrre in loco tutto il possibile. Pensi cosa succederebbe se tutte le mense universitarie, scolastiche e ospedaliere acquistassero prodotti sardi. Decollerebbe l’economia. Ma oggi non è così. Si è finanziata la non produzione, basti pensare alla peste suina. Viene finanziata la malattia e non la produzione di suini. Oggi i risarcimenti per i capi infetti superano il valore di mercato dell’animale sano. In Spagna l’hanno eliminata incentivando gli allevamenti sani e multando quelli infetti. La cosa più logica».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Infine, la sovranità energetica.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Partiamo da un principio generale. Le ricchezze generate dal sole dal vento e dall’acqua che sono beni collettivi devono andare alla collettività o ai privati? Finora la classe politica ha fatto in modo di privilegiare i privati. Oggi non c’è un piano energetico, è un far west in balia degli speculatori. Sovranità energetica significa fare un piano energetico basato sui bisogni dei sardi, della collettività, non dei privati».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>A proposito di questione energetica, cosa pensa iRS della vicenda E-On?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Pensa che nel 2013 parlare di carbone sia fuori dalla storia. Siamo favorevoli alle energie alternative, ma non alla speculazione su di esse. In Sardegna esistono 130 comitati nati per bloccare i predoni che vogliono arricchirsi con la speculazione energetica autorizzati dalla classe politica spesso connivente. Cossoine è un esempio: è possibile bloccare queste bande di sciacalli, non siamo costretti ad abboccare alle scelte calate dall’alto. Non si discute mai, e invece noi vogliamo che in Sardegna si crei un dibattito sulle scelte che riguardano la vita delle persone».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Corretto. Ma sul Gruppo 5 cosa dite?</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Servirà per bruciare carbone e produrre ceneri da smaltire nelle discariche di non si sa chi, sempre in nome del lavoro»<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Un altro tema assai in voga in questo periodo è la zona franca. </b></p>
<p style="text-align: justify;">«Noi non siamo contro la zona franca, ma già dal 2007 parliamo di sovranità fiscale, concetto molto più avanti. La Sardegna non produce più, se ragioniamo da penisola e non da isola si crea un cortocircuito rispetto alla geografia. Siamo un’isola al centro del Mediterraneo con un gap negativo di gestione certificato dall’università e dal Crenos. Occorre perciò una fiscalità differenziata che tenga conto dell’insularità. Oggi in Sardegna produrre costa il 20% in più rispetto all’Italia, l’energia costa il 40% in più. Per riequilibrare il tutto, occorre proporre una fiscalità differenziata che tenga conto di questo. Tutti i prodotti destinati al mercato interno non devono pagare Iva. In questo modo tutti inizierebbero a produrre perché chiunque acquisterebbe prodotti sardi. Dobbiamo riprendere a produrre prima di tutto per noi, e in Sardegna delle realtà serie ci sono. Non serve produrre solo per esportare. Quando parliamo di mercato interno stiamo parlando di diverse centinaia di milioni di euro».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>L’Asinara sarebbe un ottimo luogo in cui realizzare in pratica questo tipo di idea.</b></p>
<p style="text-align: justify;">«La Sardegna potrebbe essere un laboratorio dove si produce ricchezza dalla bellezza. Potremo dare l’esempio al mondo. Oggi invece i nostri governanti cercano di produrre ricchezza dalla mondezza. È un paradosso tutto sardo. Perché il business è nei rifiuti e a questa classe politica interessa il business. L’Asinara è l’esempio che la natura produce cose belle. Si può creare, l’abbiamo detto anni addietro, l’università di biologia marina, il festival della musica mediterranea, si possono rimettere in moto i tre paesi già esistenti… tutti gli operai, anziché lavorare sostanze tossiche potrebbero lavorare in un paradiso. Bisogna scegliere, parco o bruciatori».<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Sulla chimica verde, il parere è noto…</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Si. Bisognerebbe separare le bonifiche dalla chimica verde. Invece, purtroppo, il progetto chimica verde non nasce come modello di sviluppo, ma come ricatto dell’ENI per non fare le bonifiche. Matrica ha come socio principale Eni che fino ad oggi ha creato distruzione e miseria. Noi abbiamo proposto alle società coinvolte un confronto paritetico davanti ai cittadini, perché non hanno accettato? Per rispetto, avrebbero dovuto coinvolgere i cittadini nel dibattito e nelle decisioni. La conoscenza oggi è diffusa, non è solo la loro, la popolazione è più avanti della classe politica, che spesso è in libera vendita. Non siamo pro o contro a prescindere, ma è mancato il confronto. Non si può essere d’accordo su una scelta calata dall’alto e presentata con dati dubbi, poco chiari e poco convincenti. Perché non accettano il confronto tra cinque loro esperti e cinque indicati dalla società civile? Cosa hanno da nascondere?»<b> </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Separare bonifiche e chimica verde sarebbe dovuto essere un obbligo, invece non è stato così…</b></p>
<p style="text-align: justify;">«Si. E la classe politica sembra stia mediando gli interessi dell’Eni. Loro non vogliono bonificare, lo dimostra lo stesso iter del processo, ma la nostra classe politica cosa fa? Devono investire tutti i soldi necessari per le bonifiche e accettare una commissione esterna di controllo. Oggi bisogna superare l’ideologia dell’impotenza  e della paura, che è l’antidoto al cambiamento. Ma c’è molto entusiasmo e tanta voglia cambiare e di partecipare al progetto di iRS, un movimento dinamico, democratico con alla base partecipazione e confronto tra tutti i settori della società. Dobbiamo dedicarci alla conoscenza. Qualunque scelta facciamo non può andare contro la felicità».</p>
<p><em>da &#8220;il Corriere Turritano&#8221; Num 7 del 24 Maggio 2013</em></p>
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