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	<title>iRS &#187; Aristanis</title>
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	<description>indipendèntzia Repùbrica de Sardigna</description>
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		<title>Monti Prama: La Regione Sardegna acquisti l&#8217;area di scavo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 10:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La procedura con cui il Ministero dei Beni Culturali ha affidato la concessione degli scavi alla ditta Archeosistemi di Reggio Emilia è corretta dal punto di vista normativo ed è stabilita nel Codice Urbani mediante gli articoli 88 e 89. Attualmente gli scavi disciplinati con tale iter sono circa cinquecento in tutta Italia. Il comma 1 dell&#8217;articolo 89 del Codice Urbani recita<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/10/monti-prama-la-regione-sardegna-acquisti-larea-di-scavo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La procedura con cui il Ministero dei Beni Culturali ha affidato la concessione degli scavi alla ditta Archeosistemi di Reggio Emilia è corretta dal punto di vista normativo ed è stabilita nel Codice Urbani mediante gli articoli 88 e 89. Attualmente gli scavi disciplinati con tale iter sono circa cinquecento in tutta Italia. Il comma 1 dell&#8217;articolo 89 del Codice Urbani recita che &#8220;<em>Il Ministero può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l&#8217;esecuzione delle ricerche e delle opere indicate nell&#8217;articolo 88 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori </em>&#8220;. In base a questa norma la Regione Sardegna potrebbe diventare autorità di gestione dell&#8217;area degli scavi.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, sempre la RAS, potrebbe acquistare i terreni circostanti i lavori in modo da diventare automaticamente parte in causa nel caso di eventuali allargamenti dell&#8217;area archeologica. L&#8217;attuale aera degli scavi è di circa trecento metri quadri e l&#8217;eventuale acquisto da parte della RAS dovrebbe essere di seimila e cinquecento metri quadri in quanto altre statute potrebbero essere presenti nell&#8217;area perimetrale circostante.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS porterà avanti queste due proposte. La vicenda dei Giganti pone un problema fondamentale a tutto il popolo sardo, ovvero dove risiede la sovranità del patrimonio archelogico della Sardegna? Chi deve governarlo? Cagliari o Roma?</p>
<p style="text-align: justify;">iRS sostiene che debba essere il Parlamento sardo l&#8217;organo preposto alla governance del patrimonio culturale isolano. Per tale ragione questa vicenda non è che l&#8217;ennesimo esempio che mostra come l&#8217;Isola necessita di maggiore sovranità. Solo in questo modo potremmo tutelare le competenze locali, i giovani archeologi sardi e le imprese coinvolte in questo importantissimo settore. Portando in Sardegna le migliori intelligenze in materia e creando una rete di aziende capaci di creare posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Monti Prama: la regione utilizzi il Corpo Forestale per garantire la sorveglianza</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 10:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monti Prama è senz’altro uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna a livello internazionale e ha un valore inestimabile. Purtroppo dobbiamo prendere atto che nella maggior parte dei casi i siti archeologici sono abbandonati o semi abbandonati e gestiti precariamente proprio per la mancanza di un piano di valorizzazione. Vengono finanziate campagne di scavo<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/09/monti-prama-la-regione-utilizzi-il-corpo-forestale-per-garantire-la-sorveglianza/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Monti Prama è senz’altro uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna a livello internazionale e ha un valore inestimabile. Purtroppo dobbiamo prendere atto che nella maggior parte dei casi i siti archeologici sono abbandonati o semi abbandonati e gestiti precariamente proprio per la mancanza di un piano di valorizzazione.</p>
<p>Vengono finanziate campagne di scavo per brevi periodi, effettuate dalla buona volontà degli studenti di archeologia che, diretti dai docenti, prestano gratuitamente la loro opera. Finito il periodo di scavo i siti tornano nell’oblio.</p>
<p>Dopo decenni di totale abbandono del  sito di Monti Prama, all’inizio dell’estate è stata finalmente finanziata la campagna di scavi diretta dal prof. Raimondo Zucca. Gli scavi hanno portato alla luce numerose meraviglie tra cui i frammenti di un altro gigante e 7 tombe.  Inoltre il georadar ha indicato la presenza di diverse strutture e si pensa che la terra nasconda il “santuario dei santuari”.</p>
<p>Apprendiamo  che il sito di Monti Prama è stato preda dei tombaroli che nella notte hanno violato una tomba, alla ricerca di oggetti preziosi da trafugare. Atto al quanto prevedibile soprattutto sapendo che uno scavo aperto è privo di sorveglianza. Ci chiediamo come sia possibile che un sito di tale importanza e con uno scavo in corso possa essere lasciato incustodito. Da due giorni il servizio di sicurezza è garantito e pagato dal prof. Zucca che ha stipulato un contratto con un istituto di vigilanza.</p>
<p>A questo punto è doveroso domandarsi se sia il caso di continuare con questo modus operandi o se invece sia necessario un cambio di strategia. Serve un intervento imminente per far fronte all’emergenza. La soluzione più concreta e realizzabile nell’immediato sarebbe quella di utilizzare il corpo forestale (che è dipendente dalla Regione Sardegna) per garantire la sicurezza notturna del sito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna  ha presentato un’interrogazione  in Consiglio Regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PREMESSO che:</strong></p>
<p>&#8211; I&#8217;Art. 5 dello Statuto Autonomo della Sardegna prevede che:</p>
<p>Salva la competenza prevista nei due precedenti articoli, la Regione ha facoltà di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione, sulle seguenti materie:<em> </em></p>
<p><em>a</em>) istruzione di ogni ordine e grado, ordinamento degli studi;<em> </em></p>
<p><em>b</em>) lavoro; previdenza ed assistenza sociale;<em> </em></p>
<p><em>c</em>) antichità e belle arti;<em> </em></p>
<p><em>d</em>) nelle altre materie previste da leggi dello Stato;<strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VALUTATO che:</strong></p>
<p>&#8211; i Giganti di Monte Prama rappresentano un patrimonio storico, artistico e culturale della Nazione sarda la cui eccezionalità archeologica è di caratura scientifica internazionale;</p>
<p>&#8211; lo scavo archeologico rappresenta un lavoro di inestimabile importanza per definire in maniera ancora più precisa le caratteristiche dei Giganti e dell’intera area;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESO ATTO</strong> che:</p>
<p>&#8211; l&#8217;area dello scavo attrae numerosi turisti e curiosi tale per cui è molto facile avere accesso;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CONSIDERATO</strong> che</p>
<p>&#8211; l&#8217;area perimetrale dello scavo risulta priva di una guardiania notturna utile alla tutela degli oggetti scoperti e dell’intera area di scavo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CHIEDE</strong> di interrogare il Presidente della Regione e l&#8217;Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport per sapere se</p>
<p>&#8211; Se, alla luce di quanto sopra esposto e agli episodi di saccheggio da parte dei tombaroli,  avvenuti durante la notte negli scavi, intendano utilizzare il Corpo Forestale della Regione per la protezione dell’area degli scavi di Mont’e Prama;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Ci è bastata la Saras. Eleonora per la Sardegna non è un pozzo</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 10:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[simone.maulu]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[iRS &#8211; Indipendentzia Repubrica de Sardigna esprime grande soddisfazione per la decisione della Regione Sardegna di bocciare ed archiviare il progetto Eleonora. Una decisione che finalmente vede vincere i Sardi  contro l&#8217;impero dei Moratti che ancora oggi continuano ad inquinare il mare, l&#8217;aria e la terra di Sarroch, una delle aree a maggiore incidenza di<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/09/ci-e-bastata-la-saras-eleonora-per-la-sardegna-non-e-un-pozzo/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">iRS &#8211; Indipendentzia Repubrica de Sardigna esprime grande soddisfazione per la decisione della Regione Sardegna di bocciare ed archiviare il progetto Eleonora. Una decisione che finalmente vede vincere i Sardi  contro l&#8217;impero dei Moratti che ancora oggi continuano ad inquinare il mare, l&#8217;aria e la terra di Sarroch, una delle aree a maggiore incidenza di tumori, con la Saras.<span id="more-14369"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una vittoria di tutto il popolo, dei comitati e dei movimenti che si sono impegnati per evitare che questa volta riuscissero a mettere le mani su Arborea, trivellando un pozzo di tremila metri di profondità per la ricerca di gas naturale che, come da ormai diversi anni accade, avrebbe finito per arricchire gli investitori e non portare benefici ai Sardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo successo però deve servire anche da insegnamento: non è ammissibile che i cittadini, nel 2014, debbano ancora organizzare mobilitazioni di massa per bloccare le speculazioni sulla loro terra. E&#8217; necessario aprire urgentemente una nuova fase che possa prevenire qualsiasi mira speculativa e dare al popolo il potere di decidere come, dove e a quali condizioni utilizzare le risorse collettive.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai necessari strumenti a disposizione delle istituzioni (piani paesaggistico, energetico, misure fiscali etc..) è necessario che si aprano finalmente spazi di sovranità e confronto in cui i Sardi possano definire il futuro dell&#8217;isola, in modo inclusivo e partecipato, coinvolgendo tutti i portatori di interesse e valutando attentamente costi e benefici per l&#8217;intera comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; Indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Capo Frasca: restiamo uniti per dire &#8220;basta servitù militari&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 12:34:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La manifestazione contro le servitù militari a Capo Frasca del 13 settembre sarà ricordata come un momento decisivo lungo il percorso del totale disimpegno dell&#8217;apparato militare italiano in Sardegna. 12000 manifestanti. La presenza di così tante persone è l&#8217;unico dato che conta davvero e il messaggio che ne è scaturito è limpido: basta servitù militari.<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/09/capo-frasca-restiamo-uniti-per-dire-basta-servitu-militari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La manifestazione contro le servitù militari a Capo Frasca del 13 settembre sarà ricordata come un momento decisivo lungo il percorso del totale disimpegno dell&#8217;apparato militare italiano in Sardegna. 12000 manifestanti. La presenza di così tante persone è l&#8217;unico dato che conta davvero e il messaggio che ne è scaturito è limpido: basta servitù militari.</p>
<p style="text-align: justify;">Un aspetto molto importante di questa vicenda è stata la saldatura tra partecipazione popolare e istituzionale. Alla manifestazione erano presenti diversi consiglieri regionali, senatori, parlamentari e sindaci, uniti come mai visto prima, sintono di una sempre maggiore presa di coscienza rispetto ad un tema di vitale importanza per  il futuro dell’Isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione è necessario che mobilitazione popolare e lavoro istituzionale trovino una sintesi capace di soluzionare in via definitiva la fine di tutte le servitù militari con una tempistica certa, con delle modalità concordate e con una quantificazione precisa dei tempi per le bonifiche e dei danni.  Per far questo bisogna agire la sovranità aprendo una negoziazione bilaterale con lo Stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">La vera vittoria del 13 settembre è stata quella di accrescere ancora di più la coscienza del popolo sardo su queste tematiche, poiché si è riusciti ad includere anche chi fino ad ora ha mostrato poca sensibilità rispetto al dramma delle servitù dando, nello stesso tempo, il giusto merito a chi da anni porta avanti queste battaglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “popolo di Capo Frasca” pone un’altra istanza dirimente: la qualità procedurale e sostanziale della democrazia in Sardegna.  Ad oggi chi deve decidere del futuro del popolo sardo? Chi è il soggetto ultimo a cui spetta determinare la presenza del 65% del territorio militare italiano in Sardegna? Dove deve risiedere il potere pubblico di indirizzo e controllo su fiscalità, trasporti, patrimonio culturale ed energia? I cittadini sardi sono soggetto o oggetto del loro futuro?</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutte queste ragioni ora non è più tempo di tracciare confini o marcare differenze. E&#8217; il momento di aprire porte, relazioni e forme di cooperazione tra i cittadini sardi su tutte quelle tematiche che stanno lentamente prendendo piede nelle coscienze di tutti e che trovano sintesi nelle domande sopra riportate.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Scozia e dalla Catalunya stanno arrivando grandissimi esempi di come un popolo, una comunità e una Nazione possano tracciare in maniera inclusiva, democratica e partecipata un percorso verso l’autodeterminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che tale cammino possa prendere presto piede. Per questo riprendiamo e parafrasiamo lo slogan del comitato YesScotland che si batte a favore del Sì per il referendum sull’indipendenza della Scozia: “Put Sardinia&#8217;s future in the Sardinia&#8217;s hands”. Ovvero metti il futuro della Sardegna nelle mani della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Consiglio Regionale: iRS per una Sardegna libera da servitù militari</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 17:40:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[iRS parteciperà alla manifestazione del 13 settembre a Capo Frasca ed invita tutti ad aderire senza bandiere in quanto la tematica trattata è ormai trasversale e coinvolge tutto il popolo sardo senza nessuna distinzione di sorta. iRS, tramite il suo consigliere regionale Gavino Sale, invita il Presidente Pigliaru e tutto il Consiglio Regionale a partecipare alla<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2014/09/consiglio-regionale-irs-per-una-sardegna-libera-da-servitu-militari/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">iRS parteciperà alla manifestazione del 13 settembre a Capo Frasca ed invita tutti ad aderire senza bandiere in quanto la tematica trattata è ormai trasversale e coinvolge tutto il popolo sardo senza nessuna distinzione di sorta.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS, tramite il suo consigliere regionale Gavino Sale, invita il Presidente Pigliaru e tutto il Consiglio Regionale a partecipare alla mobilitazione popolare del 13 settembre giacché le sue istanze sono una sintesi della condizione in cui versa oggi la Sardegna. Dai trasporti fino ad arrivare alle tematiche fiscali ed energetiche l&#8217;Isola necessita di maggiore sovranità, per costruire la sua strada verso l&#8217;indipendenza così come sta succedendo in Scozia e Catalunya. Ad oggi risulta evidente che gli interessi dell&#8217;Italia e quelli della Sardegna non collimano e le servitù militari ne sono un esempio lampante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio Regionale possiede gli strumenti necessari come l&#8217;Art.5 della Statutaria grazie al quale, con la raccolta di venti firme di venti consiglieri, può convocare un referendum consultivo sulla presenza delle servitù militari in Sardegna, dando la parola al popolo sardo, ovvero l&#8217;unico depositario della sovranità di decidere su un tema così importante.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS propone di portare l&#8217;Italia davanti alle corti internazionali preposte per verificare cosa realmente accade nei poligoni sardi e denunciarne i responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre iRS chiede che nel processo di negoziazione con lo Stato italiano vengano coinvolte le associazioni, i comitati contro le basi e i cittadini delle aree coinvolte, in modo da democratizzare quanto più possibile questa importante trattativa.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS ribadisce con forza che l&#8217;obiettivo finale non potrà che essere la dismissione totale dell&#8217;apparato militare in Sardegna. Per questo invita i sardi a partecipare numerosi alla manifestazione del 13 a Capo Frasca per iniziare un cammino democratico e popolare verso la dismissione totale della occupazione militare in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></p>
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		<title>Sfratto bloccato ad Arborea: iRS diffida chiunque dal “desiderare l’azienda d’altri”</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 15:59:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[iRS diffida chiunque dalla partecipazione alle aste giudiziarie relative alle aziende messe all’asta, che vedono i loro proprietari costretti a rifondere alle banche debiti non rimborsabili né esigibili.iRS annuncia che vigilerà nelle sedi di svolgimento delle aste giudiziarie, affinché nessun compratore, si appropri delle proprietà dei cittadini caduti in disgrazia.La situazione di crisi economica e<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2013/01/sfratto-bloccato-ad-arborea-irs-diffida-chiunque-dal-%e2%80%9cdesiderare-l%e2%80%99azienda-d%e2%80%99altri%e2%80%9d/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/01/Sfratto-Arborea.jpg" rel="lightbox[11894]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11893" title="Sfratto Arborea" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2013/01/Sfratto-Arborea-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a>iRS diffida chiunque dalla partecipazione alle aste giudiziarie relative alle aziende messe all’asta, che vedono i loro proprietari costretti a rifondere alle banche debiti non rimborsabili né esigibili.<br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[1]" /><br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[2]" />iRS annuncia che vigilerà nelle sedi di svolgimento delle aste giudiziarie, affinché nessun compratore, si appropri delle proprietà dei cittadini caduti in disgrazia.<br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[4]" /><br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[5]" />La situazione di crisi economica e personale in cui versano centinaia di famiglie, di aziende, di pastori e contadini in Sardegna a causa dell’incompetenza dei politici della Regione Autonoma della Sardegna e della voracità di alcune banche e della complicità di alcuni soggetti privati deprecabili, ha evidenziato un fenomeno moralmente ripugnante a cui la cultura della nazione sarda ha sempre posto argine: quello di appropriarsi a prezzi irrisori, attraverso aste, dei beni di qualcuno che senza colpa o addirittura per responsabilità politiche della Regione, vive un momento di debolezza economica.<br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[7]" /><br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[8]" />iRS dunque, non solo rinnova la sua piena <strong>solidarietà alla famiglia di Arborea</strong> e a tutti i lavoratori che attraverso la loro vita, il loro sudore, i loro risparmi hanno cercato di contribuire alla crescita economica e sociale della Sardegna, ma annuncia che interverrà con assoluta fermezza, per far in modo che nessuno approfitti della loro debolezza e porti loro via i loro beni.<br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[10]" /><br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[11]" /><strong>iRS diffida chiunque dal “desiderare l’azienda d’altri”, dal tentativo di arricchirsi sulle spalle di altri messi in ginocchio da una politica incapace e da un sistema del credito ingiusto.</strong><br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[13]" /><br id=".reactRoot[67].[1][2][1]{comment401234819969040_401235279968994}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[14]" /><strong>iRS non può tollerare questo comportamento da sciacalli, da avvoltoi, da rettili a sangue freddo che alcuni uomini,</strong> cittadini privati o entità pubbliche, <strong>stanno attuando per la pura brama di arricchirsi facilmente,</strong> senza alcun rispetto per il lavoro, la passione e la fatica che altre persone, oneste, hanno messo nel costruire la propria azienda, il futuro loro e delle loro famiglie. Approfittare della debolezza altrui, soprattutto se fonte del caso o dell’ingiustizia, è fuori dall’etica e dalla prassi della cultura della nazione sarda e di qualsiasi etica universalmente condivisa.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS non può che stigmatizzare questa caduta dell’etica collettiva e richiamare tutti al senso di rispetto e della solidarietà fra sardi e fra esseri umani: solo così potremo uscire da questo stato di disfacimento morale, sociale, economico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>iRS è pronta ad intervenire come già ha fatto in precedenza per conoscere da vicino le facce dei nuovi vampiri che tenteranno di appropriarsi delle aziende vittime di questo infernale meccanismo, e ne impedirà lo svolgimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>iRS &#8211; indipendentzia Repubrica de Sardigna</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GUARDA IL VIDEO: http://youtu.be/Q6rDUGuNjg4</strong></p>
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		<title>Iscola de Istoria Iscanesa</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 22:01:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[iRS]]></category>
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		<category><![CDATA[scano montiferro]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Vicesindaco ed Assessore alla Cultura Antoni Flore, coordinatore politico di iRS Aristanis, nell&#8217;ambito della programmazione culturale del Comune di Scano di Montiferro, organizza quattro incontro formativi inediti sulla storia di Iscanu, Scano di Montiferro. Il percorso didattico si snoda dall&#8217;eta nuragica fino ai giorni nostri, al fine di consentire una piena ed armonica conoscenza,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2012/05/iscola-de-istoria-iscanesa/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/05/nuraghe_a_Scano_Montiferro_XVIII_sec_a.C..jpg" rel="lightbox[11013]"><img class="alignleft size-medium wp-image-11014" title="nuraghe_a_Scano_Montiferro_(XVIII_sec_a.C.)" src="http://www.irsonline.net/wp-content/uploads/2012/05/nuraghe_a_Scano_Montiferro_XVIII_sec_a.C.-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il Vicesindaco ed Assessore alla Cultura Antoni Flore, coordinatore politico di iRS Aristanis, nell&#8217;ambito della programmazione culturale del Comune di Scano di Montiferro, organizza quattro incontro formativi inediti sulla storia di Iscanu, Scano di Montiferro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso didattico si snoda dall&#8217;eta nuragica fino ai giorni nostri, al fine di consentire una piena ed armonica conoscenza, presso gli abitanti, della dinamica storica del borgo montiferrino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il valore della conoscenza, della propria identità è fondamentale nel processo di costruzione della coscienza collettiva e della consapevolezza comunitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;eliminazione forzosa della storia e della lingua del popolo vinto ad opera dei donimanti, non a caso, è il principale veicolo di spersonalizzazione e di colonizzazione di una nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">I convegni si svolgeranno mercoledì 9, mercoledì 16, mercoledì 23 e mercoledì 30 maggio, alle ore 21, nel il Teatro Comunale &#8220;Nonnu Mannu&#8221;.</p>
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		<title>Il vicesindaco di Scano Montiferro,solidarietà alle donne nel digiuno ad oltranza</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 19:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[vertenza entrate]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vicesindaco del Comune di Scano Montiferro, Antoni Flore, già responsabile politico di iRS Aristanis, manifesta piena solidarietà alle 7 donne impegnate da lunedì 7 novembre a Cagliari nel digiuno ad oltranza e dichiara che parteciperà alla manifestazione del popolo sardo prevista per domani 10 novembre, affinchè il Consiglio Regionale prenda provvedimenti urgenti di sblocco<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2011/11/il-vicesindaco-di-scano-montiferrosolidarieta-alle-donne-nel-digiuno-ad-oltranza/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il vicesindaco del Comune di Scano Montiferro, Antoni Flore, già responsabile politico di iRS Aristanis, manifesta piena solidarietà alle 7 donne impegnate da lunedì 7 novembre a Cagliari nel digiuno ad oltranza e dichiara che parteciperà alla manifestazione del popolo sardo prevista per domani 10 novembre, affinchè <strong> il Consiglio Regionale prenda provvedimenti urgenti di sblocco della drammatica situazione economica della Nazione Sarda, applicando l’art.51 dello Statuto speciale della Sardegna</strong> che dispone:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“La Giunta regionale, quando constati che l’applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannosa all’Isola, può chiederne la sospensione al Governo della Repubblica, il quale, constatata la necessità e l’urgenza, può provvedervi, ove occorra a norma dell’art. 77 della Costituzione”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Antoni Flore invita, inoltre, tutti i colleghi amministratori della nazione sarda ad esprimere uguale solidarietà attraverso un digiuno di un giorno da ciascuno dei comuni di appartenenza e auspica un’ampia partecipazione alla manifestazione di Cagliari, in quanto non è più sopportabile la mancanza di dignità del corpo politico regionale, incapace di compiere atti concreti volti ad evitare l’ulteriore aggravarsi di una crisi senza precedenti.</p>
<p>Aristanis, 9 novembre 2011</p>
<p><strong>Foto Rosas Press </strong></p>
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		<title>iRS Aristanis esprime preoccupazione per la misteriosa esplosione a “ Su Crastu Biancu”</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 17:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aristanis]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sardigna]]></category>
		<category><![CDATA[servitù militari]]></category>

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		<description><![CDATA[iRS Aristanis esprime viva preoccupazione per la misteriosa esplosione avvenuta nella mattinata di domenica 16 ottobre 2011 presso l’arenile di “ Su Crastu Biancu”, marina di San Vero Milis. Nonostante le rassicurazioni della Capitaneria di Porto di Oristano che escluderebbero  un avvenimento di rilevante gravità, restano le testimonianze analoghe e concordi di diversi testimoni oculari,<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2011/10/irs-aristanis-esprime-preoccupazione-per-la-misteriosa-esplosione-a-su-crastu-biancu/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>iRS</strong> <strong>Aristanis</strong> esprime viva preoccupazione per la misteriosa esplosione avvenuta nella mattinata di domenica 16 ottobre 2011 presso l’arenile di “ Su Crastu Biancu”, marina di San Vero Milis.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le rassicurazioni della Capitaneria di Porto di Oristano che escluderebbero  un avvenimento di rilevante gravità, restano le testimonianze analoghe e concordi di diversi testimoni oculari, i quali, all’unisono, raccontano di aver visto sollevarsi dalla superficie del mare una torre d’acqua alta una sessantina di metri in concomitanza di un cupo boato,  riconducibile ad una deflagrazione sottomarina.</p>
<p style="text-align: justify;">L’area interessata dall’oscura vicenda non è lontana dalla spiaggia di Is Arenas dove, nel settembre 2009, fu  rinvenuta, ad 11 metri di profondità, una massa cementata lunga ben 77 metri, che Alberto Ugga, comandante della Capitaneria del capoluogo  arborense,  ha definito “una concrezione calcarea”, ovvero una particolare tipologia di scogli, escludendo in ciò che si potesse trattare del relitto del sommergibile “Veniero II”, affondato nella primavera del 1942 nelle acque tra la Sardegna e le Isole Baleari.</p>
<p>iRS Aristanis si auspica che si faccia luce al più presto sull’inquietante episodio affinché il Popolo Sardo non venga estromesso dalla conoscenza e dalla riflessione critica di tutti gli accadimenti che riguardano le sorti ed i destini della propria Terra.</p>
<p>Aristanis, 19 ottobre 2011</p>
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		<title>iRS Aristanis  contrarietà al ridimensionamento dell&#8217;Ospedale di Bosa</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 17:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redatzione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aristanis]]></category>
		<category><![CDATA[iRS]]></category>
		<category><![CDATA[oristano. aristanis]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sardigna]]></category>

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		<description><![CDATA[iRS Aristanis, richiama l’attenzione sulle sorti dell’ospedale “A.G. Mastino” di Bosa, confermando la sua più decisa contrarietà a qualunque forma di ridimensionamento del centro, indispensabile punto di riferimento nella tutela del diritto alla salute delle popolazioni locali. Con la deliberazione della Giunta Regionale N. 31/2 del 20 luglio 2011, avente ad oggetto l’”Avvio procedure di<div class="read-more"><a href="http://www.irsonline.net/2011/10/irs-aristanis-contrarieta-al-ridimensionamento-dellospedale-di-bosa/" title="Read More">Read More</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>iRS Aristanis</strong>, richiama l’attenzione sulle sorti dell’ospedale “A.G. Mastino” di Bosa, confermando la sua più decisa contrarietà a qualunque forma di ridimensionamento del centro, indispensabile punto di riferimento nella tutela del diritto alla salute delle popolazioni locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la deliberazione della Giunta Regionale N. 31/2 del 20 luglio 2011, avente ad oggetto l’”<em>Avvio procedure di riorganizzazione della rete dell’emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale</em>”, la RAS ha innaugurato un percorso di ridimensionamento dell’edificio dei servizi sanitari sul territorio sardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante nella disposizione si legga che “<em>La riorganizzazione ha l’obiettivo di migliorare qualitativamente e quantitativamente i servizi sanitari offerti ai cittadini, riportando al centro dell’attenzione del Servizio Sanitario Regionale la persona sofferente, costruendo una Sanità regionale a misura d’uomo che garantisca lungo il percorso di cura, non solo assistenza sanitaria tecnologicamente avanzata ma anche modalità corrette di comunicazione, supporto e sostegno, anche psicologico</em>” gli esiti concreti di tali politiche pubbliche puntano alla contrazione della spesa verso l’ospedalità, determinando un rattrappimento dell’offerta delle strutture periferiche, quale quella di Bosa, a scapito del benessere dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">La riconversione dell’ospedale “A.G. Mastino” in punto di primo intervento atto, come si legge nell’allegato alla delibera, “<em>al trattamento delle urgenze minori e alla prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, al fine di consentirne successivamente un celere trasporto al Pronto soccorso più appropriato</em>” è lesiva dei diritti delle comunità della Planargia, del Montiferru e del Marghine.</p>
<p style="text-align: justify;">La polarizzazione totale dei beni e dei servizi verso le città capoluogo, nel silenzio assordante e complice della classe politica sarda, è fonte manifesta di disuguaglianza, di disparità nello sviluppo psico – fisico e materiale degli individui che conducono la propria vita nei centri minori. Inoltre tale tendenza non tiene conto e della bassa densità abitativa del Popolo Sardo, disseminato in abitati spesso distanti tra di loro e della tipologia tormentata della nostra viabilità stradale, ostacoli non di poco conto per un’assistenza sanitaria rapida e tempestiva.</p>
<p style="text-align: justify;">iRS Aristanis, nel ribadire il proprio dissenso ad un tale disegno, si auspica che dietro la logica del contenimento del presidio ospedaliero bosano non vi siano interessi occulti di gestione privatistica della salute comunitaria.  iRS Aristanis si farà promotore di iniziative e proposte politiche volte alla tutela dell’ospedale “A.G. Mastino” di Bosa, conscio della importanza strategica che esso riveste nella regione centro – occidentale della Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Aristanis, 13 ottobre 2011</p>
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