GUARDA IL VIDEO SU iTB | YOUTUBE

ISCRIVITI AL GRUPPO SU FACEBOOK

VOTA IL SONDAGGIO SONDAGGIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il castello di Sassari venne eretto nel XIV secolo, tra il 1326 e il 1331, dai catalano-aragonesi con lo scopo di deterrente nei confronti delle periodiche sollevazioni e rivolte dei sassaresi che mal tolleravano la condizione di sudditanza.

 
In virtù di tale scopo beneficiò di una struttura imponente a pianta quadrilatera con quattro torri poste agli angoli e una quinta torre massiccia all’ingresso, che ospitava il presidio armato agli ordini del Governatore iberico della città.

 
Nel corso dei secoli venne utilizzato per varie mansioni: caserma militare, prigione nobiliare ed ecclesiastica, luogo di tortura e di esecuzioni capitali.

 
Verso il 1535 divenne la sede, unica in tutta la Sardegna, del Tribunale del Sant'Uffizio o dell’Inquisizione. Nel 1877 venne abbattuto e al suo posto edificata la caserma sabauda “La Marmora”. La delibera per l’abbattimento venne emanata nel 1869 e l’unica voce discordante fu quella autorevole dello storico Enrico Costa che definì “insensata” la scelta della demolizione.

 

Fino al 2008 si è sempre creduto che non fosse rimasta traccia del Castello a parte qualche sotterraneo di poco valore. Ma gli scavi per la ristrutturazione della piazza hanno smentito queste credenze. A poco a poco gli archeologi stanno infatti facendo emergere parti del Castello che si credevano distrutte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sta affiorando la facciata principale, il fossato del XVI secolo e ben due piani interrati riferibili al sistema difensivo o antemurale.

 
Le mura sono dotate di bocche da fuoco nelle quali venivano ubicati i cannoni che si affacciavano sul centro cittadino, verso l’attuale p.zza Azuni. Il fossato in alcuni tratti sfiora i nove metri d’altezza e i corridoi interni del Castello si districano nel sottosuolo per un centinaio di metri. All’interno sono stati trovati una fontana di pietra a forma di fiore, una prigione utilizzata dall’inquisizione ed una fabbrica di maioliche.

 

La Soprintendente Fulvia Lo Schiavo dice senza mezzi termini che “questo Castello è meraviglioso”. La Responsabile Daniela Rovina parla di un percorso con due ingressi e due uscite sul fossato che ben fanno apprezzare la maestosità dei bastioni.

 

Sarebbe sicuramente il più importante ritrovamento della città e il più interessante sito archeologico anche dal punto di vista turistico.

 
Eppure al momento non esiste un progetto esecutivo per la sua valorizzazione anche se molte voci parlano di uno studio architettonico che prevede un percorso pedonale protetto da una lastra trasparente e la possibilità di visitare il Castello solo una o due volte all’anno per manifestazioni straordinarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Queste modalità di salvaguardia non possono non destare alcune perplessità soprattutto in quanto l’accesso al Castello sarebbe impedito a turisti e curiosi e la sua fruizione quindi notevolmente compromessa.


Il professor Marco Milanese, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica sostiene che “occorrono scelte di valorizzazione capaci di far emozionare le persone” ma nonostante si sia ormai arrivati alla fase finale dei lavori i cittadini di Sassari non sanno niente dei progetti né sono stati coinvolti in sede di ideazione e né hanno potuto condividere o meno le scelte dell’amministrazione.


iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna – ritiene invece che una cittadinanza informata e consapevole non possa che migliorare il proprio rapporto con i lavori, e i disagi che ne derivano, e con l’amministrazione.Per questo motivo alcuni attivisti sono entrati clandestinamente nel Castello durante la pausa pranzo degli operai per documentare l’imponenza del complesso archeologico.

 

iRS ha deciso di pubblicare su teleindipendentzia e su tutti i principali social-network il video, in modo che tutti i cittadini vengano informati e sensibilizzati, affinché vigilino sul futuro del nostro centro storico e partecipino alla stesura di nuove idee e nuove progettualità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

iRS chiama a raccolta tutti i cittadini che vogliono una città migliore, tutti coloro i quali vogliono dare un contributo. Occorrono architetti, archeologi, artisti, commercianti, residenti, politici, antropologi, pensionati, storici, ma anche viaggiatori e sognatori. Tutta la città deve poter decidere di un luogo così importante per il proprio sviluppo e futuro. Gli abitanti di Sàssari devono potersi riappropriare di questo patrimonio che dopo tanti anni è finalmente tornato alla luce.

 
Devono poterlo fare attraverso un progetto che consenta a tutti di poter percorrere questi spazi e vivere le emozioni di un tuffo nella storia della città.
Accanto agli scavi si potrebbe prevedere la progettazione di un piccolo museo con degli spazi espositivi, nuove aree verdi con possibilità per la sosta e l’incontro fra le persone. La vita di tutta piazza Castello e di gran parte del centro cittadino riceverebbe nuova linfa.

 
iRS ritiene che questa sia un’occasione importante per la nostra città di trasformarsi e uscire dal lungo letargo. Un centro storico valorizzato può diventare un richiamo per nuovi investimenti, può far sviluppare nuove idee imprenditoriali o incentivare piccole e medie attività commerciali.

 
Non vorremmo che fra poco tempo invece tutto o la gran parte di questo venga sepolto, cancellando per sempre un’importante testimonianza del nostro passato.