iRS denuncia nuovamente l’ulteriore impoverimento delle nostre risorse economiche, sociali, fiscali e lavorative messe in atto da questa classe politica incapace e immobile.
La Tirrenia, società che deve oltre il 50% del suo fatturato alle rotte da e per la Sardegna, sta per passare in mano ai privati. Il suo pacchetto azionario sarà così diviso: il 37% apparterrà alla Regione Sicilia con la cordata Mediterranea Holding, mentre il restante sarà suddiviso tra imprenditori marittimi e singole famiglie.
La Regione Sicilia è di fatto quindi l’azionista di maggioranza della futura società che trasporterà persone e merci in Sardegna.
Apprendiamo dal blog del presidente siciliano Raffaele Lombardo che la Mediterranea Holding ha imposto nel proprio statuto lo spostamento della sede legale della società da Napoli a Palermo. In questo modo, scrive, le tasse verranno pagate nel capoluogo siculo.
Per l’ennesima volta quindi noi sardi siamo semplicemente spettatori passivi. Altri si occupano della nostra mobilità, della fine che fanno le nostre tasse e di conseguenza dei nostri stessi servizi.
Noi sardi abbiamo il diritto ad una compagnia di navigazione seria (non certo la Tirrenia, società in fallimento e con una flotta navale in parte da demolire).
Ora, oltre a pagare le tasse all’Italia, le pagheremo anche alla Sicilia (che le trattiene al 100%) ogni volta che prenderemo una nave, ogni volta che spediremo o riceveremo merci e tutto grazie alla miopia della nostra classe dirigente incapace di guardare oltre le continue emergenze e costruire un futuro per la nostra terra.
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Scarica il comunicato in PDF: Tirrenia, pagheremo le tasse a Palermo
Guarda il sito dedicato alla proposta programmatica di iRS sui trasporti in Sardegna: Flotta Sarda e concorrenza













La vendita della compagnia di navigazione Tirrenia alla regione più indebitata d’Italia avrebbe dell’inverosimile se non fosse inverosimile l’intera situazione, che appunto risulta paradossalmente normale nella terra dei cachi nella quale siamo (temporaneamente) ubicati.
La regione Sicilia, o piuttosto i suoi governanti, hanno ancora una volta visto giusto. Dopo il salasso perpetrato ai danni di Tremonti mesi addietro, con la poco velata minaccia di un PDL che perdeva la sua regione più fedele e che ha visto miracolosamente aprirsi i cordoni di una borsa sempre ben chiusi per le necessità dei Sardi, ora i governanti siculi trovano un ennesimo straordinario serbatoio di voti, acquistato con i soldi dei contribuentiitaliani, dunque a costo zero.
Il tutto con indifferenti spettatori i governenti della Sardegna, ovvero coloro che più avrebbero dovuto battersi per avere servizi marittimi degni di questo nome, magari, perchè no, con personale sardo.
Già, perchè senza la Sardegna la Tirrenia perde la sua stessa ragion d’essere. Ma questo, a chi è troppo impegnato a non far cadere (o a far cadere,ma è un alleato) il governo della regione “autonoma”, non interessa.
E così nel futuro abituiamoci a vedere cambiare l’accento da napoletano a siciliano del marittimo che ci dirà che i panini sono finiti,che la cuccetta in effetti è sporca, che il modulo per i danni alla tua auto non lo trova.
Il tutto nell’ennesimo totale spregio dei nostri interessi e nell’indifferenza della nostra inqualificabile classe politica.