Questione rifiuti. Comunicati di iRS, immagini delle azioni, rassegna stampa e video iTB

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05 febbraio 2008

iRS ha rigetta in toto il concetto di emergenza, smantella il concetto di solidarietà nazionale e descrive l’ipocrisia della classe politica autonomista sia di centrosinistra che di centrodestra.

NOVITA’
Foto. 130 immagini dell’azione di iRS al Porto Canale.
Videoclip di iTB sull’azione al porto canale

DOCUMENTI CORRELATI
Firma la petizione online sulla questione rifiuti.
Rassegna stampa degli articoli sulla conferenza stampa di iRS
Video dei servizi dei TG sardi sulla conferenza stampa
Video completo della conferenza stampa (iTB)
Cronaca degli eventi al porto-canale di Cagliari
iRS condanna eventi violenti. I media criminalizzano l’indipendentismo, iRS non ci sta.

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TESTO ILLUSTRATO IN CONFERENZA STAMPA

EMERGENZA O SISTEMA CONSOLIDATO?
Quarant’anni di gestione camorristica dei rifiuti.
Un caso italiano.

È da almeno quarant’anni che la gestione del ciclo dei rifiuti in Campania è in mano alla Camorra, a politici collusi e incapaci, a imprenditori senza alcun tipo di scrupoli. Questo è un dramma strutturale e cronico tutto interno allo Stato italiano che nessun Governo e nessun amministratore locale ha mai potuto, saputo e forse voluto risolvere. Siamo persuasi che esportare in altre aree i rifiuti indifferenziati campani non sia un aiuto ai cittadini campani onesti ma consista esclusivamente in un favore alla malavita organizzata e a tutto il suo indotto politico e industriale.
La soluzione è nel rintracciare i colpevoli di questo sconcio incivile e nel pretendere da essi l’assunzione delle loro responsabilità. Senza escludere i doveri morali e pratici delle grandi industrie del Nord italiano che per decenni hanno smaltito le loro scorie nel Sud Italia e sul territorio nazionale sardo. E senza dimenticare che solamente l’istituzione della raccolta differenziata nelle aree in crisi potrà fungere da argine al potere della malavita e da esempio educativo e costruttivo.

iRS non cede quindi alla logica dell’emergenza. Le emergenze sono ben altre: un terremoto, uno tsunami, un’alluvione.

SOLIDARIETÀ O GIUSTIZIA?
Uno Stato che avvelena, umilia il territorio nazionale sardo.
Una nazione dignitosa.

Ma soprattutto iRS non cade nella trappola della tanto invocata solidarietà nazionale. Innanzi tutto perché in quanto indipendentisti non consideriamo la nostra Isola come una Regione dello Stato italiano bensì come una nazione storica a sé stante con pieno diritto all’autodeterminazione. Nella nostra visione non ci sarebbe niente di scandaloso nel dare solidarietà ad un altro popolo, ma questo lo potrebbe fare solo una Sardegna indipendente, ovvero messa nella condizione di decidere collettivamente e in totale libertà: la Sardegna di oggi deve invece sottostare alle decisioni e alle convenienze di uno Stato che non riconosciamo come nostro oppure alle logiche e alle imposizioni dell’autonomismo unionista sardo che di volta in volta corre in soccorso a questo o a l’altro Governo italiano.

Se la Sardegna fosse una Repubblica indipendente avrebbe potuto facilmente prendere in considerazione la possibilità di dare solidarietà ad un altro popolo. Ma la situazione è di palese ingiustizia e la solidarietà è regolarmente utilizzata per frustrare la dignità dei sardi.

Rifiutiamo il concetto di solidarietà anche perché pensiamo che di solidarietà nei confronti dello Stato italiano la Sardegna ne abbia già dimostrata abbastanza: la Sardegna ospita il 60% delle basi militari italiane, ha sopportato per 30 anni una base militare nucleare statunitense contro il volere della popolazione, continua ad importare gran parte dei fumi tossici di acciaieria italiani.

Crediamo che lo Stato italiano sia nella piena impossibilità politica e morale di chiedere ancora solidarietà alla Nazione Sarda. Uno Stato che sfrutta e avvelena il nostro territorio nazionale con la complicità e l’asservimento della classe politica autonomista non può chiedere solidarietà ma deve piuttosto aspettarsi che siano i sardi a chiedere giustizia.

Quella che vige tra Italia e Sardegna è una solidarietà univoca, a senso unico. Ogni qualvolta è stata la Sardegna a chiedere solidarietà lo Stato, anche per bocca di quei sardi asserviti agli interessi dello Stato italiano come Parisi o Casula, ha risposto con chiusura se non con indifferenza e disprezzo dei nostri diritti.
Pensiamo alla vertenza tributi, alla negata riduzione delle basi militari, al rifiuto di sospendere le esercitazioni militari che bombardano regolarmente il territorio nazionale sardo, alla latitanza nel risanamento delle aree industriali pesantemente inquinate dalle aziende statali. Pensiamo a tutte quelle Leggi sarde rigettate dallo Stato italiano, all’assurda situazione dei trasporti e alla negazione della possibilità di riscrivere lo Statuto sardo. Pensiamo al dramma di tutte quelle aziende sarde messe all’asta per responsabilità del sistema di finanziamento politico-bancario italiano. Pensiamo infine a tutti i morti di leucemia, a tutti i bimbi e agli animali deformi e a tutti gli aborti terapeutici causati dalle attività di sperimentazione balistica e a tutti i lavoratori morti di cancro a causa di una industria assassina e ricattatrice.

Pensiamo che ora sia giunto il momento di parlare di giustizia. Giustizia reciproca.
La vera solidarietà è nel dare esempi positivi al mondo, quindi è ora di mettere fine a questa solidarietà a senso unico.

Ricordiamo tra l’altro che anche l’Unione Europea ha in questi giorni redarguito lo Stato italiano per la gestione dei rifiuti e ha ripetutamente minacciato sanzioni. Non si tratta quindi di solidarietà o cosmopolitismo ma di giustizia e soluzioni reali a problemi, ripetiamo, strutturali interni allo Stato italiano.

L’IPOCRISIA DELL’AUTONOMISMO E LA COERENZA DI iRS
L’autonomismo demonizza e strumentalizza l’indipendentismo.

iRS stigmatizza l’ipocrisia della classe politica autonomista sarda, sia di destra che di sinistra, sempre più asservita agli interessi dello Stato italiano e sempre più distante dagli interessi della nazione e del popolo sardi. Questo è succube integrazionismo di chi è preoccupato unicamente dal dimostrare di essere il migliore degli italiani.

Abbiamo assistito con stupore allo scambio tra il Segretario del Partito Democratico italiano e il Presidente della Regione Autonoma Sardegna. Veltroni ha lodato apertamente Soru per aver interpretato alla perfezione lo spirito nazionale italiano. Ma Soru non è la stessa persona che in Sardegna sostiene che l’Isola è una nazione?

Abbiamo assistito allibiti al contorsionismo del centrosinistra autonomista sardo pronto ad opporsi alla decisione di Pili di importare scorie nucleari e pronto ad accettare supinamente l’arrivo dei rifiuti campani.
Abbiamo assistito con sgomento alla strumentalizzazione della questione rifiuti da parte del centrodestra autonomista sardo: le stesse persone che appena quattro anni fa volevano trasformare la Sardegna nel sito unico di stoccaggio italiano delle scorie radioattive.

L’operazione messa in atto dal centrosinistra autonomista sardo tendente all’assimilazione delle nostre istanze a quelle del centrodestra è fallita miseramente. Perché misero era l’impianto su cui si reggeva la delegittimazione e la criminalizzazione. Il punto di vista di iRS sulla realtà è infatti semplicemente altro da quello dei due poli autonomisti sardi: iRS parte da presupposti differenti, ragiona con logica differente, mira ad un obbiettivo differente. Dunque agisce differentemente.
Questa diversità può a primo impatto apparire non facile da comprendere: ma se non ci si adagia sugli stereotipi non sarà così difficile comprendere che una forza che mira all’abbandono dell’autonomia per una nuova stagione di presa di coscienza nazionale dei sardi e di costruzione della Repubblica sarda non può che essere indipendente dai poli autonomisti.

La nostra opposizione non è quantitativa ma qualitativa. iRS punta a chiarire e diffondere nell’opinione pubblica sarda la gravità della scelta politica adottata dal Governo regionale. Una scelta suicida, scellerata e antidemocratica.

iRS resta fermo nella sua radicale opposizione all’importazione di rifiuti italiani e nella sua strenua difesa della dignità del popolo sardo e della nazione sarda.
Anche se la forza dello Stato italiano è incommensurabilmente superiore a quella del popolo sardo e dell’indipendentismo noi saremo irremovibili. Continueremo la nostra lotta con azioni nonviolente, con resistenza passiva, per difendere il nostro territorio nazionale e per far sviluppare ed attecchire la coscienza nazionale dei sardi. Quest’opera di sensibilizzazione ha già ottenuto successi. Basti pensare alla petizione che iRS ha lanciato online e che ha già raccolto più di mille firme in poco più di 48 ore.

La gravità non è tanto nella richiesta dello Stato italiano bensì nell’ansia di tutta la classe politica autonomista di vincere la gara per dimostrare il proprio servilismo e la propria sottomissione agli interessi dello Stato italiano. Questo meccanismo è un veleno subdolo che genera impotenza, uccide la dignità dei sardi e porta alla rassegnazione.

Per combattere tutto questo iRS esiste e agisce aprendo nuovi scenari di vita libera, dignitosa e vera.

Assemblea Nazionale di iRS
indipendèntzia Repùbrica de Sardigna

Aristanis, su 17 de bennarzu de su 2008
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Isgàrrica s’artìculu: 2008-02-05 – Questione rifiuti. Comunicati di iRS e video iTB
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NOVITA’
Foto. 130 immagini dell’azione di iRS al Porto Canale.
Videoclip di iTB sull’azione al porto canale

DOCUMENTI CORRELATI
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Video dei servizi dei TG sardi sulla conferenza stampa
Video completo della conferenza stampa (iTB)
Cronaca degli eventi al porto-canale di Cagliari
iRS condanna eventi violenti. I media criminalizzano l’indipendentismo, iRS non ci sta.

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Scarica il file “Volantino ufficiale su questione rifiuti.pdf”

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